Germania: due esplosioni alla Basf riportano alla mente il disastro di Seveso


Almeno due morti e diverse persone sono rimaste ferite in due esplosioni avvenute in impianti chimici del gigante tedesco Basf, in due cittadine distanti una ventina di chilometri, Ludwigshafen e Lampertheim, a sud di Francoforte nell’ovest del paese. L’incidente più grave è avvenuto intorno alle 11.30 della mattina a Ludwigshafen.
Il disastro riporta alla mente quello di Seveso, avvenuto il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Meda, che causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina TCDD, una sostanza chimica fra le più tossiche.

Il disastro del rio Doce è la Chernobyl brasiliana


Disastro sul Rio Doce, Brasile

Disastro sul Rio Doce, Brasile

Il 5 novembre scorso il Rio Doce, oltre 600 chilometri nel cuore del Brasile, è stato completamente invaso dal fango proveniente dalla rottura di due dighe (Fundao e Santarem), costruite con i detriti dell’industria mineraria. Più di 60 milioni di metri cubi di fanghi tossici hanno devastato il bacino del fiume Rio Doce, nella regione di Minas Gerais e hanno sepolto un villaggio, causando un numero ancora imprecisato di vittime, infine, hanno raggiunto l’Oceano Atlantico nello stato di Espirito Santo, percorrendo più di 600 km.
Migliaia di pesci sono morti anche se l’azienda che gestisce la cava, la Samarco, nega l’evidenza. L’australiana Bhp Billiton, prima società mineraria al mondo, e la brasiliana Vale sono ritenute responsabili del crollo delle due dighe.
E’ il più grave disastro ambientale mai avvenuto in Brasile e in Sudamerica, e probabilmente il peggior danno subìto da un grande fiume nel mondo, è considerata la Chernobyl brasiliana.

Filippine, secondo l’Onu sono 4460 i morti


Tacloban dopo il tifone Yolanda/Haiyuan

Tacloban dopo il tifone Yolanda/Haiyuan

Filippine, secondo l’Onu sono almeno 4460 i morti a causa del tifone Yolanda, solo a Tacloban secondo l’Onu ci sarebbero 4000 morti, forse 700 i dispersi. Ma il governo di Manila non conferma, parlando di 3621 e negando di voler minimizzare la gravità del bilancio delle vittime del tifone Haiyan, ma sottolinea la necessità di verificare le cifre riportate dai funzionari locali.

Il tifone del secolo si abbatte sulle Filippine


Molto probabilmente è il tifone orientale più potente mai registrato dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche (e dei cicloni di tutto il mondo): chiamato Haiyuan (Yolanda nelle Filippine) è quello che si è abbattuto con venti fino a 315 km/h nel sud del Paese, soprattutto sulla città di Tacloban e dintorni, mietendo migliaia di vittime (ci vorranno settimane per fare una conta ufficiale, si stimano diverse migliaia di morti). Un disastro paragonabile allo tsunami in Giappone.
L’aereoporto di Tacloban appare come una landa desolata di fango, con i tetti di stagno contorti e le auto rovesciate. Le finestre della torre dello scalo sono distrutte. Non c’è energia elettrica, non c’è acqua. Le persone sono disperate. Ci sono dei saccheggi, ha raccontato il segretario della Difesa, Voltaire Gazmin. «L’acqua era alta come una palma» ha raccontato Sandy Torotoro, residente di Tacloban. L’uomo, 44 anni, un tassista di biciclette, ha spiegato che lui e altre persone si sono rifugiati dentro una jeep parcheggiata per proteggersi, ma che il veicolo è stato trasportato via da un muro di acqua. L’abitazione, dove l’uomo viveva con la moglie e la figlia di 8 anni, vicino all’aeroporto, è stata spazzata via.
Le nazioni e le organizzazioni internazionali sono già in moto per mandare aiuti.

Per capire la devastaione di Yolanda/Haiyuan basta questa tabella dei cicloni più violenti.
In base all massima raffica di vento:

1) Ida (tifone, 1978): 325 km/h
2) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
3) Tip (tifone, 1979): 305 km/h
4) Camille (uragano, 1969): 305 km/h
5) Allen (uragano, 1980): 305 km/h
6) Nora (tifone, 1973): 295 km/h
7) June (tifone, 1975): 295 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 295 km/h
9) Rita (uragano, 2005): 285 km/h
10) Katrina (uragano, 2005): 280 km/h

In base alla pressione:
1) Tip (tifone, 1979): 870 hPa
2) Nora (tifone, 1973): 875 hPa
3) June (tifone, 1975): 875 hPa
4) Ida (tifone, 1978): 877 hPa
5) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
6) Rita (tifone, 1978): 880 hPa
7) Vanessa (tifone, 1984): 880 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 882 hPa
9-10) vari tifoni: 880 hPa

Aspettiamo i (tristi) dati di Haiyuan/Yolanda, possiamo notare che i tifoni orientali sono statisticamente poco più potenti degli uragani americani, anche se spesso le raffiche più violente sono raggiunte anche dagli uragani (ma questo potrebbe essere dato dalla maggiore capillarità delle stazioni meteo Usa rispetto a quello orientali, che possono così registrare più raffiche).
Ma l’aspetto più inquietante è che le registrazioni scientifiche partono almeno dalla fine dell’Ottocento, ma nei primi posti il tifone più datato è del 1966! Conferma che i cicloni tropicali e i fenomeni atmosferici in generale sono molto più violenti ed estremi che nel recente passato.
Infine, per rallegrarvi, vorrei ricordare che i cicloni NON sono i fenomeniatmosferici più violenti, ma sono i tornado, twister o trombe d’aria che dir si voglia, i più potenti hanno raggiunto i 480 km/h circa.

Titanic: la fine di un’epoca e l’inizio della fine


Titanic: l'inizio della fine

Titanic: l'inizio della fine


Oggi (per l’esattezza la prossima notte), sono trascorsi 100 anni dalla tragedia più celebre della storia: l’affondamento del Titanic, celebrato da migliaia di libri e almeno 7 film.
Ma la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 non avvenne soltanto un tragico incidente, ma il fatto fu l’emblema della fine di un periodo storico: il positivismo ottocentesco. L’infrangersi dell’inaffondabile transatlantico segnò il fallimento del sogno positivista. Per la prima volta, in modo plateale e clamoroso, una nuova tecnologia considerata infallibile falliva al primo varo.
Dagli anni ’30 dell’Ottocento, infatti, si erano diffuse idee e teorie di grande fiducia nei confronti della scienza e della tecnologia, sostenendo che insieme potessero risolvere tutti i problemi dell’uomo, fino a includere anche il superamento della morte.
Questo ottimismo si era rafforzato grazie al forte sviluppo della medicina, della chimica e delle altre scienze inserite in un quadro geopolitico di sostanziale stabilità: l’Europa disegnata da Metternich al Congresso di Vienna del 1814 aveva resistito e vi era appena stato il più lungo periodo di pace conosciuto allora, noto come “la belle époque”.
Tale eccesso di ottimismo fu sconfessato per la prima volta dal Titanic nel 1912, e “La bella epoca” tramontò definitivamente nel 1914 con la Grande Guerra, seguita dalla Rivoluzione russa, dalle dittature nazifasciste, dall’altro grande disastro del dirigibile Hindenburg nel 1937 e dalla Seconda Guerra Mondiale dal 1939.
La fiducia nella scienza e nel progresso civile naufragò insieme con il Titanic, e per sempre, se consideriamo che nel 1945 s’inaugurò la fase della Guerra Fredda, con i suoi tremendi spauracchi nucleari, fino alla caduta del muro di Berlino e del regime sovietico (1989 e 1992), prontamente rimpiazzata dal Terrorismo internazionale dell’11 settembre 2001, che caratterizza ancora oggi lo scenario mondiale.

Una preghiera


Tsunami giappone japan