Scoperta connessione tra l’attentato in Svezia e la centrale nucleare di Krško


I Servizi Segreti Caotici hanno dichiarato di aver scoperto un legame tra i recenti attentati in Svezia e il caos creato dall’immigraziane denunciato da Donald Trump, con l’esplosione alla centrale nucleare di Krško in Croazia, avvenuta nelle stesse ore. Dalle indiscrezioni pare che la connessione riguardi una competizione che si faceva a siena e in Toscana a margine di grandi eventi: la bufalata.

Taiwan non esiste più


Ancor prima dell’insediamento alla Casa Bianca, una telefonata di Donald Trump con Taiwan aveva rischiato di mettere in crisi i rapporti diplomatici con Pechino. Allora aveva sostenuto di non prendere ordini da Pechino e di non sentirsi vincolato alla politica di “una sola Cina” fino a quando non ci fossero state concessioni commerciali. Ma ora Trump fa retromarcia e accetta di onorare la tradizionale linea politica americana, su richiesta del presidente Xi Jinping, con cui ha avuto una telefonata “lunga ed estremamente cordiale”.

Trump riprende il progetto di oleodotto fermato da Obama sul territorio dei Sioux


L’amministrazione di Donald Trump ha concesso il permesso finale necessario per l’oleodotto dakota, il progetto da 3,8 miliardi di dollari per trasportare petrolio dal Nord Dakota all’Illinois. Un via libera atteso fra le proteste: migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti sono scese in piazza per dire no all’iniziativa e in difesa dei Sioux.

Trump: stop agli immigrati da 7 Paesi musulmani e ai rifugiati dalla Siria


Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo “per tenere i terroristi dell’Islam radicale fuori dagli Usa”. Si tratta dell’annunciato decreto sui “controlli accurati” per i rifugiati che arrivano da Paesi considerati a rischio.
I Paesi sono: Iraq, Iran, Yemen, Libia, Somalia, Sudan e Siria.

Petrolio, tutti pronti a rialzare il prezzo (prima dell’affermazione della Tesla?)


Le oscillazioni del barile di più e meno 5 dollari sotto la soglia dei 50 testimoniano il nervosismo all’avvicinarsi della riunione semestrale dei Paesi Opec, il prossimo 30 novembre. Dall’inizio del 2014, quando i prezzi erano sopra i 100 dollari, la produzione è aumentata di 3,8 milioni di barili giorno, 13% in più. Sono queste le cifre su cui stanno lavorando gli unici che possono ridurre, Arabia Saudita, Kuwait e Emirati Arabi Uniti. Gli altri, per una ragione o l’altra, non faranno riduzioni. L’Iran ha ormai affermato la sua linea, quella di tornare al livello pre-sanzioni di 4 milioni, contro gli attuali 3,9.

Importante è che il lento riavvicinamento con i sauditi, la vera forza che può forgiare l’accordo, non è andato compromesso nelle ultime settimane. Anzi, l’atteggiamento duro del nuovo presidente Trump e le elezioni presidenziali della prossima primavera suggeriscono più concretezza a Teheran. La complicazione arriva dall’Iraq, dove i successi militari nel Nord contro l’Isis hanno spinto Baghdad ad usare la scusa della guerra per chiedere di essere esentati da limiti alla produzione.
Chi si farà carico di gran parte del calo sarà, come al solito, l’Arabia Saudita, anche lei a record storici di 10,6 milioni barili giorno. I sauditi e i loro stretti alleati, Kuwait e Emirati, producono 16,5 milioni barili giorno. Solo loro, con un 10%, potrebbero far tornare in poche ore i prezzi del greggio a 100 dollari, ma vogliono un impegno da parte di tutti, perché hanno paura di perdere quote di mercato. Quello che serpeggia da anni in Medio Oriente, e in particolare a Riad fra i giovani principi, è il timore che presto il petrolio non servirà più a molto, spazzato via dall’innovazione dell’auto elettrica, portata dall’uomo che promette il viaggio – di sola andata – su Marte, Elon Musk della Tesla.

*** Riconteggio dei voti: stesso risultato!


Il riconteggio dei voti per l’appoggio o meno al governo Donald Trump, richiesto subito dopo l’annuncio dei risultati, non ha modificato l’esito. I voti sono risultati esattamente come nel primo conteggio.

Bulgaria e Moldova: venti di Russia (e di Trump)


Bulgaria: Rumen Radev, socialista, con il 58% dei voti, filo-russo candidato dell’opposizione, è riuscito vincitore in Bulgaria nel ballottaggio presidenziale contro Tsetska Tsacheva, filooccidentale e presidente del Parlamento; dopo questo risultato il premier Bojko Borisov sostenitore di Tsacheva si è dimesso il che probabilmente porterà a nuove elezioni.
Moldova/Moldavia: vittoria del filo-russo socialista Igor Dodon con il 55% dei voti nella Repubblica di Moldavia che ha battuto la filo-occidentale Maia Sandu.
Paiono probabili gli effetti della vittoria di Donald Trump.

*** Emissario di Donald Trump chiede il riconteggio dei voti caotici


A causa di un problema tecnico informatico, il presidente Lukha B. Kremo non è stato in grado di garantire senza ombra di dubbio il conteggio dei voti. Dato il rischio che si sia perso qualche voto, un emissario del neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha richiesto il RICONTEGGIO dei voti.
Il nuovo risultato sarà pubblicato prossimamente.

*** Donald Trump? Ma va’ a cagher!


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXIX

giorno 21 brumaio 135

  • Siete favorevoli o contrari al nuovo governo di Donald Trump negli Usa?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 29

Qvesito 29

Commento: il Governo Oscuro ha respinto l’appoggio al nuovo governo di Donald Trump negli Stati Uniti d’America. Un solo favorevole, ma una buona astensione, data forse dal fatto che non ci fosse una preferenza per l’altro candidato. L’America sceglie il suo nuovo cowboy e il mondo non sa se realizzerà le drastiche decisioni dette in campagna elettorale o no. Per il momento noi gli auguriamo di andare bene a fare una delle attività fisiologiche più popolari, quella della deiezione.

I Cripple Bastards si complimentano con Donald Trump


A congratularsi con Trump per la vittoria elettorale, anche i grinders Cripple Bastards, che in un telegramma inviato al quartier generale del neo presidente hanno espresso “felicitazioni per aver battuto quella vecchia befana in menopausa”.
La band piemontese, da sempre poco avvezza a correttezze politiche e posizioni tolleranti, ha rimarcato l’apprezzamento per un uomo poco convenzionale ma “vicino a noi per linguaggio e attitudine”, rinnovando il suo invito a fornire la propria musica come colonna sonora per i prossimi convegni del neo presidente.
L’auspicio, conclude la band, è che “la sua elezione imprima un’accelerazione sulla strada dell’estinzione del genere umano che come gruppo supportiamo da sempre”.
Nessun commento da parte di Trump, probabilmente ben avvezzo ad endorsement imbarazzanti di varie tipologie.

Hillary Clinton e Donald Trump a colpi di cartelle cliniche


“È in buona salute ed è adatta a fare il presidente”, dichiara il suo medico curante, Lisa Bardack, in un’e-mail di due pagine inviata alla stampa. Poi aggiunge che soffre di una “forma moderata di polmonite batterica non contagiosa”. Insomma, non ci sarebbe nulla di grave. Ma non si sa se sia davvero così.
Poche ore prima Donald Trump ha presentato la sua cartella clinica in Tv. Il candidato repubblicano è sovrappeso (120 kg per un metro e 84 di altezza) e assume farmaci per tenere a bada pressione e colesterolo. Trump, accusato di fare poco esercizio fisico, avrebbe espresso l’intenzione di perdere almeno sette chili. Dai dati clinici presentati non emergerebbe alcun precedente problema cardiaco né tracce riconducibili al morbo di Alzheimer, la malattia che colpì suo padre Fred.
Insomma pare proprio che il vincitore delle presidenziali Usa sarà il “meno malato”.