La guerra civile in Ucraina


(tratto da “J’accuse (e Je suggére). Considerazioni di un Presidente Qualunque”, settembre 2015)

Situazione etnica:
il nord-ovest è filo-occidentale, la popolazione in maggioranza è ucraina, di religione ortodossa o cattolica fedele al patriarcato di Kiev, economicamente legata a Polonia ed Europa. Il sud-est (Crimea, Donbass e regioni limitrofe) è filo-russo, la popolazione in maggioranza è Russa o russofona, di religione ortodossa fedele al patriarcato di Mosca, legata economicamente a doppio filo alla Russia.
[vedi mappa etnica Ucraina a fine articolo, alle percentuali vanno aggiunti gli ucraini russofoni che sono sostanzialmente filo-russi, che portano alla seconda mappa, quella delle percentuali raggiunte dai rispettivi presidenti, vedi mappa poltica Ucraina a fine articolo].
Situazione sul campo:
La Crimea è stata annessa alla Russia il 18 marzo 2014, ma l’Onu non ha riconosciuto l’annessione. Le due repubbliche di Donetsk e Lugansk sono state proclamate nel 2014 e hanno appena introdotto il rublo russo come unica moneta per tutte le operazioni finanziarie, senza il riconoscimento dell’Onu. Le due repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno introdotto il rublo russo come unica moneta per tutte le operazioni finanziarie.
I deputati del governo ultra-nazionalistico di Kiev hanno approvato in prima lettura una riforma costituzionale che conferisce una maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli.
Regge, per ora, l’accordo tra le autorità ucraine e i separatisti del Donbass (repubblica di Donetsk, Repubblica di Lugansk e regioni limitrofe) per far un cessate il fuoco.
Posizioni ufficiali:
l’amministrazione Obama sta valutando se fornire all’esercito di Kiev armi ed equipaggiamenti difensivi. Il segretario di Stato John Kerry e il capo di Stato maggiore congiunto Martin Dempsey starebbero valutando l’ipotesi di armare i soldati ucraini contro i ribelli filo russi. Anche la Nato pronta ad allinearsi e inviare soldati e rinforzare la propria presenza in tutta l’Europa dell’Est.
Dal canto suo il presidente russo Vladimir Putin chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto nel sud est ucraino di mettere fine urgentemente alle azioni militari e a qualsiasi altra manifestazione di violenza.
Angela Merkel invece è tornata a chiedere l’immediato cessate il fuoco nelle regioni orientali e separatiste ucraine. Il cancelliere inoltre avverte che la Germania non sosterrà Kiev inviando armi all’esercito regolare perché il conflitto non può essere risolto militarmente.
Accuse:
sia le forze ucraine che i ribelli sono accusati di utilizzo di armi chimiche (bombe al fosforo). Amnesty International ha accusato la pratica della tortura in Ucraina orientale.
La Russia manda regolarmente aiuti umanitari alle repubbliche filo-russe, ma anche armi equipaggiamenti bellici.
Gli Usa hanno già mandato uomini e armi in via non ufficiale.
L’Unione Europea ha accordato un prestito da 1,8 miliardi di euro all’Ucraina.
Precipitoso allargamento della NATO a Georgia e Ucraina e quindi a ridosso dei confini russi del cosiddetto “Near Abroad”.
La Nato ha già annunciato la più grande esercitazione militare nella storia dalla caduta del muro di Berlino, la “Trident Juncture 2015”, che si svolgerà nel Mar Nero, non lontano dall’Ucraina.
La Nato sta rinforzando la sua presenza in Europa dell’Est sia permanentemente sia come con esercitazioni (oltre quella sul Mar Rosso, c’è stata quella sul Mar Baltico) in modo eccessivo.
Infine, la guerra civile in Ucraina ha fatto tornare d’attualità le frizioni interne tra Tallinn, Riga e Vilnius e Narva, città al confine Estonia-Russia, gemellata proprio con Donetsk, capoluogo del. A differenza dell’Ucraina, l’Estonia è membro della NATO e Vladimir Putin ha dichiarato che “solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato”.
Commento:
è evidente la volontà Usa di far entrare l’Ucraina nell’orbita politica della NATO (il Paese è in lista d’attesa per entrare nel Membership Action Plan (meccanismo di pre-adesione alla NATO) anche a costo di uno scontro militare e quella dell’Europa di farla entrare nella UE con la diplomazia.
La Russia ha sempre protetto le minoranze russe oltreconfine (in tutte le Repubbliche ex sovietiche e anche altrove) dichiarando questi territori unilateralmente indipendenti e facendoli occupare da forze militari filorusse (sono molti gli esempi). Effettivamente, in Crimea e nel Donbass, i filorussi sono la maggioranza (un po’ più dubbia la situazione nelle restanti regioni dell’Est Ucraina).
Quindi i due principi che si scontrano sono: l’autodeterminazione dei popoli e l’integrità nazionale. Noi non abbiamo dubbi nello schierarci per il primo principio. Per questo le repubbliche filorusse dovrebbero ottenere la secessione dall’Ucraina e l’annessione alla Russia con un referendum (referendum che sono già stati fatti e vinti).
Secondariamente, noi siamo contrari a nazionalismi esasperati, che portano soltanto a incrinare i rapporti tra le Nazioni. Il governo ucraino e il governo ungherese (che sta costruendo un muro di contenimento mentre l’UE ha deciso di accettare i rifugiati) rappresentano bene la deriva a cui portano posizioni ultra-nazionalistiche.
Previsioni:
l’annessione del Donbass è dietro l’angolo, la guerra però non si fermerà per la volontà testarda della NATO di riappropriarsi dell’Ucraina. La Terza Guerra Mondiale però non è in discussione, almeno non per l’Ucraina: lo scontro globale è sconveniente per tutti. SI mostreranno i muscoli: intensificazioni delle esercitazioni NATO, nuove basi nei Paesi Nato a ridosso della Russia, rinforzo dell’arsenale atomico russo. Una questione simile all’Ucraina, ma molto meno strategica è la Georgia, anch’essa interessata all’integrazione della NATO, ma con il territorio nord-ovest a maggioranza russa (Abcazia) dichirato indipendente (in pratica nnesso alal Russia).
Suggerimenti:
Il migliore: 1) Creare un governo di unità nazionale, equilibrato politicamente per costituzione (equilibrio filo-ucraino e filorusso nelle istituzioni), eventualmente anche senza Crimea, ed eventualmente con la Transnistria (una striscia filorussa in territorio moldavo).
In alternativa: 2) Secessione dell’Ucraina in due parti, l’Est annesso alla Russia, l’Ovest alla NATO e nell’Ue nei tempi previsti per soddisfare i requisiti. Eventualmente dovrebbe essere annessa anche la Transnistria.

Distribuzione etnica Ucraina

Distribuzione etnica Ucraina

Distribuzione politica Ucraina

Distribuzione politica Ucraina

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Ucraina: Separatisti aprono un nuovo fronte a Mariupol


I separatisti pro-Russia hanno lanciato un’offensiva sul porto di Mariupol, terzo fronte dopo la Crimea e Donetsk. Il lancio di missili Grad ha provocato almeno 30 morti e 93 feriti in un mercato locale. Il ministero della Difesa della Repubblica filorussa di Donetsk riferisce di reparti di miliziani separatisti entrati nella periferia di Mariupol.
Mariupol, nonostante non sia a maggioranza russa, è un ponte di unione strategico che mette in comunicazione proprio la repubblica di Donetsk con la Crimea, ormai dichiarata territorio russo.
La strage rischia di far saltare la strategia di de-escalation dell’Unione europea, fino ad oggi ancora divisa tra chi vuole mettere finire alle sanzioni e chi vuole invece aumentare la pressione su Mosca finché non smetterà di sostenere i separatisti.
Il rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini sostiene che questa ulteriore escalation del conflitto ha conseguenze tragiche per la popolazione che già soffre da tempo e potrebbe inevitabilmente portare ad un ulteriore deterioramento delle relazioni Ue-Russia.
Il Paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue, la Lettonia, rilancia l’ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca.

Ucraina: alle urne i filorussi vincono nelle repubbliche separatiste


Alle urne le regioni di Donetsch e Lugansk, le repubbliche dichiaratesi indipendenti nell’Est dell’Ucraina. Uno scrutinio appoggiato da Mosca, ma denunciato come illegale dall’Occidente e da Kiev, che lo considera in contrasto con l’accordo per il cessate il fuoco firmato il 5 settembre a Minsk.

In Ucraina si combatte contro Lenin


La statua di Lenin distrutta

La statua di Lenin distrutta

In Ucraina è stata abbattuta la più grande statua di Lenin.
Manifestazione dei nazionalisti a Kharkiv, seconda città dell’Ucraina con 1,5 milioni di abitanti: buttato giù il simbolo della rivoluzione d’ottobre, la più grande statua di Lenin ancora in piedi nel Paese.
Non regge la tregua ai confini orientali. A Donetsk, dove ieri i ribelli filorussi hanno tentato per l’ennesima volta di conquistare l’aeroporto locale, ancora in mano a Kiev, le forze ucraine hanno risposto con colpi d’artiglieria contro la città roccaforte dei ribelli. Ma poco lontano, 200 km circa a nordest, si è combattuta un’altra guerra, simbolica: quella contro i monumenti russi e sovietici, in un tardivo sussulto nazionalistico in odio a Mosca.

Le necessità di Stato sono prioritarie rispetto alla vita dei bambini


No, questo non è un titolo provocatorio. E’ la disequazione che seguono certi Governi mondiali (molto di più di quanto si pensi).
Il risultato di questa disequazione è che Israele rifiuta le tregue, che i ribelli filorussi bombardano un aereo civile, che in Siria si fa un genocidio sotto gli occhi del mondo.
Ma a noi piace fare i nomi, perché di solito si nascondono dietro sigle e organizzazioni.
In Palestina sono stati ampiamente superati i 500 morti, in gran parte giovani, minorenni e bambini, e questo perché il premier israeliano Benjamin Netanyahu non punta ad annientare l’organizzazione islamica, ma a far sì che continui a governare nella Striscia di Gaza perché l’alternativa sarebbe uno stato di anarchia impossibile da controllare.
In Siria Bashar al-Assad è conscio che il suo governo è un ago della bilancia russo-statunitense e che nessuno delle due potenze (né tantomeno Europa o altri interlocutori) non possono intervenire per impedire il genocidio che questa persona autorizza a fare ai danni dei ribelli.
Il leader dei filorussi della neoproclamata repubblica di Donetsk, Alexandr Borodai, avallato dall’appoggio politico e militare di Vladimir Putin, abbattono in Ucraina deliberatamente un aereo carico di 298 civili (no, non si scambia un Boeng 777 a 10000 metri di altitudine con un caccia militare), per ottenere una no-fly zone e l’attenzione dei media mondiali.
Infine, ricordate sempre che non esistono governi canaglia, ma governi un po’ più decisionisti di altri, più ponderanti, che magari rimuginano su questa disequazione più a lungo. Prendendo l’esempio dell’Italia, uno dei governi meno guerrafondai al mondo, ricordiamo che hanno sacrificato Aldo Moro per necessità di Stato, e nel 2001 a Genova, hanno ucciso un ragazzo, Carlo Giuliani, per motivi di sicurezza di Stato.
Voi pensate con la vostra testa, analizzando la storia recente, e traete le vostre conclusioni.

Aereo civile bombardato dai russi: è crisi internazionale


Un aereo civile (il volo MH17) proveniva da Amsterdam ed era diretto a Kuala Lumpur è stato colpito da un missile schiantandosi su una vasta radura vicin0 a Shaktiarsk, una quarantina di km a est di Donetsk e ad una cinquantina dal confine russo, dove sono in corso i combattimenti tra l’esercito e i ribelli filorussi.
L’aereo è stato colpito da il velivolo sarebbe stato stato abbattuto da un missile Buk terra-aria di fabbricazione russa. Il Buk ha una gittata massima di 30 km e una quota massima di tangenza di 14.000 metri, Russia e Ucraina si accusano a vicenda. L’Onu convoca il Consiglio di Sicurezza ed Eurocontrol chiude i cieli sull’est dell’Ucraina.
Si tratta di un Boeing 777 della Malaysia Airlines, con 298 passeggeri a bordo, è stato abbattuto da un missile ed è precipitato al confine tra Ucraina e Russia. A bordo c’erano 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio: nessuno di loro è sopravvissuto. Delle vittime 154 erano olandesi, 27 australiani, 23 malesi, 23 statunitensi, 11 indonesiani, 9 britannici, 4 tedeschi, 4 belgi, 4 francesi, 3 filippini ed un canadese. Del resto dei passeggeri è ancora sconosciuta la nazionalità. Le immagini che circolano sui media di tutto il mondo sono agghiaccianti: corpi dilaniati sparsi nel raggio di 4 km dal punto in cui l’aereo è precipitato, lamiere bruciate, fuoco e fumo ovunque.
Il presidente americano ha parlato della tragedia al telefono con Putin.

Escalation in Ucraina


Per il presidente della Duma russa Serghiei Narishkin in Ucraina è in atto “un genocidio del popolo russo e ucraino” per colpa delle autorità di Kiev. “e la colpa di tutto ciò è di un piccolo gruppo di avventuristi che ha preso il potere a Kiev”, ha detto Narishkin a Belgrado.
Il 2 maggio scorso a Odessa, dopo scontri tra filorussi e sostenitori del nuovo governo ucraino, un gruppo di manifestanti filo-russi disarmati si è rifugiato nel Palazzo dei Sindacati. Una folla composta da ultrà calcistici, estremisti di destra, sostenitori del governo, ha circondato il palazzo e l’ha incendiato con un fitto lancio di bombe molotov.
Nel resto dell’Ucraina dell’Est continuano le prove di guerra civile: a Donetsk aeroporto bloccato e cancellati tutti i voli.
Il governo ucraino manda rinforzi a Odessa e blinda la capitale in vista della “festa della vittoria”.
il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha chiesto il rispetto dell’accordo di Ginevra del 17 aprile e ha offerto la sua mediazione.
gli Stati Uniti, spediscono in Europa il sottosegretario del Dipartimento del Tesoro David Cohen, che sarà questa settimana in Germania, Francia e Gran Bretagna per discutere circa nuove sanzioni contro la Russia per rispondere “alle azioni illegali in ucraina”.

Putin: “spero di [non] usare la forza”


Ancora morti e feritinel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk.
Putin: “Spero tanto di non dover usare il diritto, concessomi dal Parlamento, di impiegare la forza in Ucraina, e che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici”

Dichiarata indipendente la Repubblica di Donetsk


A Donetsk, Ucraina dell’Est, manifestanti filorussi hanno occupato la sede dell’amministrazione regionale, proclamando la Repubblica sovrana indipendente. Occupate le sedi di governo anche a Kharkiv e Luhanksk, a Est del Paese, dove sono stati chiesti referendum simili a quello che ha preceduto l’annessione della Crimea alla Russia.