*** Emissario di Donald Trump chiede il riconteggio dei voti caotici


A causa di un problema tecnico informatico, il presidente Lukha B. Kremo non è stato in grado di garantire senza ombra di dubbio il conteggio dei voti. Dato il rischio che si sia perso qualche voto, un emissario del neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha richiesto il RICONTEGGIO dei voti.
Il nuovo risultato sarà pubblicato prossimamente.

*** Spagna: Rajoy? Meglio l’anarchia


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXVIII

giorno 17 brumaio 135

  • Siete favorevoli o contrari al nuovo governo di Mariano Rajoy in Spagna?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 28

Qvesito 28

Commento: il Governo Oscuro ha respinto l’appoggio al nuovo governo di Mariano Rajoy in Spagna, per Astensione. Una decisione comunque tesa alla respinzione esplicita, dato che non ci sono stati favorevoli, ma solo contrari. In definitiva, un governo che non soddisfa per niente, ma che in definitiva è veramente poco importante nell’inquietante scacchiere politico mondiale che si sta ridefinendo. E, soprattutto, ci si chiede come la Spagna sia andata acanti per ben 10 mesi senza governo: forse l’anarchia fa molti meno danni di qualsiasi governo?

Spagna: 10 mesi di stallo per rimettere quello di prima


Dopo dieci mesi di stallo politico, il Congresso dei deputati spagnolo ha dato la fiducia a Mariano Rajoy premier per il secondo mandato. Il leader del Partito Popolare ha ottenuto 170 voti a favore su 349, 111 contrari e 68 astensioni. Fondamentale l’astensione dei socialisti, reduci dalle spaccature delle ultime settimane che hanno portato tra l’altro alle dimissioni dell’ex segretario Pedro Sanchez che per due volte aveva negato il via libera un nuovo esecutivo di Rajoy. Il leader del conservatore Partido Popular inizierà il suo secondo mandato con 170 voti a favore, quelli dei suoi deputati, del liberale Ciudadanos e dell’unico deputato di Coalicion Canaria, e l’astensione di una parte del Partito socialista, spaccato sulla decisione di consentire la governabilità, per evitare terze elezioni. I socialisti assicurano i loro elettori che dopo la difficile astensione daranno il via a un’opposizione durissima al governo, che il magazine Tiempo ha definito “operazione inferno”, mentre Podemos animava la protesta contro il governo dentro e fuori dall’Aula, dove gruppi di manifestanti si sono radunati per protestare contro il nuovo esecutivo.

Presidenziali in Austria, trionfa lʼestrema destra anti-migranti


Ancora un’avanzata delle destre xenofobe in Europa.
Il primo turno delle elezioni presidenziali ha sancito il trionfo dell’estrema destra, e allo stesso tempo la debacle dei grandi partiti tradizionali, i socialisti ed i popolari. Il candidato del partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha ottenuto oltre il 35% delle preferenze, ed al ballottaggio del 22 maggio sfiderà il verde Alexander Van der Bellen, secondo con circa il 21%.

Alla Turchia vanno bene bombe, attentati e stragi di massa


Trionfa il partito islamico del presidente (Akp): con il 49% dei consensi.
Recep Tayyip Erdogan si prende la Turchia. Il risultato delle elezioni rappresenta un trionfo per il presidente della Repubblica. Per l’opposizione invece è la più cocente delle delusioni e la più inaspettata delle brutte sorprese. Il risultato della minoranza è la vera sorpresa di questa elezioni. In appena tre mesi l’Hdp, il Partito dei popoli democratici ha perso ben tre punti percentuali nei territori dove solitamente è molto forte.
Subito dopo la pubblicazione dei risultati, la Turchia si è spaccata in due. Chi protestava e chi festeggiava.

Il Portogallo accetta l’inevitabile: la politica dell’austerity


Elezioni in Portogallo: l’occasione giuta per fare i conti con il governo di Pedro Passos Coelho, il governo di centrodestra dei tagli, delle privatizzazioni e dell’aumento delle tasse forse il più deciso che in tutto il resto d’Europa. Una politica di austerità che perfino la Corte Costituzionale portoghese aveva cercato di rovesciare. Eppure alle elezioni di domenica scorsa la destra ha riconquistato il Paese, perdendo poco, cioè senza maggioranza assoluta.
Come la Grecia, anche il Paese mediterraneo che ha cercato più di altri di seguire la strada “suggerita” dall’Europa sembra accettare di sacrificarsi per stare dentro. Forse soltanto i nostri potsteri potranno capire se questo è il momento cruciale per l’Europa e se queste decisioni, che sembrano piuttosto inevitabili, siano positive o no.

*** Cameron? No, grazie


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXIV

giorno 20 fiorile 134

* Siete favorevoli al governo che sarà presieduto da David Cameron in Regno Unito?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito24

Qvesito24

Commento: il Governo Oscuro è contrario al Governo che sarà presieduto Nel Regno Unito da David Cameron. Anche questo risultato, come il qvesito precedente, è abbastanza scontato, con una maggiore presenza di astenuti, ma il “No” riesce a spuntarla. In caso di astensione l’appoggio sarebbe comuunque stato Respinto, ma con la vittoria del “No” il Governo Oscuro ribadisce la sua linea di intolleranza verso Governi autoritari e a favore di politiche di appoggio alla Finanza e a politiche di austerity.

*** La Nazione Oscura appoggia il Governo Tsipras


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXI

giorno 7 piovoso 134

*Siete favorevoli al Governo presieduto da Alexis Tsipras in Grecia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito21

Qvesito21

Commento: il Governo Oscuro appoggia il Governo di Tsipras in Grecia.
Nonostante alcuni ovvi dubbi, il Governo Oscuro ha sicuramente pensato che potessee vincere qualcuno di peggiore. Per riuscire a ridurre i contrasti tra Pesi ed Unione Europea, non si può partire né dal nazionalismo, né dal neoliberismo. Questo sembra molto ovvio al Governo, ma non lo è per molti cittadini europei.

Romania: Klaus Iohannis promette una cosa mia sentita: “Inizia una nuova storia”. Come no


Confermata la vittoria di Klaus Iohannis, candidato del Centrodestra, esponente della minoranza tedesca di Transilvania e sindaco di Sibiu, al quale è andato il 54,5% dei consensi, rispetto al 45,5% ottenuto dal premier socialdemocratico Victor.
Iohannis è di etnia tedesca ed è protestante in un paese a maggioranza ortodossa.
Se davvero dovesse “Iniziare una nuova storia” non sarebbe certamente bella.

Ucraina: alle urne i filorussi vincono nelle repubbliche separatiste


Alle urne le regioni di Donetsch e Lugansk, le repubbliche dichiaratesi indipendenti nell’Est dell’Ucraina. Uno scrutinio appoggiato da Mosca, ma denunciato come illegale dall’Occidente e da Kiev, che lo considera in contrasto con l’accordo per il cessate il fuoco firmato il 5 settembre a Minsk.

In Bulgaria vincono i conservatori


In Bulgaria dopo lo spoglio dell’87,3% delle schede elettorali si conferma il successo del partito conservatore Gerb con il 32,61% dei voti, seguito dal Partito socialista (Bsp) con il 15,27% e dal Partito della minoranza turca Dps al 14,96%. In parlamento entrano altre cinque formazioni superando la soglia del 4%: il Blocco riformista, il Fronte patriottico, Bulgaria senza censura, Ataka (ultranazionalisti) e Abv (centrosinistra). Una situazione che non favorisce la governabilità.

Jokowi: l’Indonesia sceglie il presidente metallaro


Joko "Jokowi" Widodo, neopresidente delle Filippine

Joko “Jokowi” Widodo, neopresidente dell’Indonesia

In Indonesia, il 9 luglio 2014, hanno votato per scegliere un nuovo presidente, ed è stato eletto il 53enne Joko Widodo, meglio conosciuto come “Jokowi”, un anti-Casta dalla faccia pulita Partito Democratico Indonesiano di Lotta, che vince contro l’ex generale Prabowo Subianto.
Joko “Jokowi” Widodo è anche il primo presidente metallaro, si è pronunciato apertamente fan di Metallica, Napalm Death e Lamb Of God. “Ascolto heavy metal a volume alto, dai Metallica ai Led Zeppelin ai Napalm Death… il rock è la mia passione” ha dichiarato durante un concerto dei Metallica.

Livorno: un nuovo 21 gennaio 1921?


Il presidente della neorepubblica di Torriglia, attualmente in esilio volontario a Livorno saluta la vittoria del Movimento 5 Stelle nel comune italiano dove nacque (il 21 gennaio 1921) il Partito Comunista Italiano (dalla scissione dal Partito Socialista) e dove il PCI (Poi PDS, PD) ha sempre ottenuto i migliori risultati di tutta Italia (a volte a braccetto con il comune di Siena).
Questo fa capire l’enorme portata simbolica e non del fatto, minimizzata solo da chi continua nella propria costante cecità, quella di un partito sempre più distante dall’elettorato non attivo.
Per il M5S, quella di Livorno non è solo una vittoria ma una conquista, è la caduta di un simbolo, il superamento di una invalicabile linea Maginot, la caduta del baluardo del Comunismo. Perché la popolazione della città più rossa d’Italia ha dichiarato che il Pd non è l’erede di Berlinguer e della Questione Morale.
Questa è da ripetere: la popolazione della città più rossa d’Italia ha dichiarato che il Pd non è l’erede di Berlinguer e della Questione Morale.
Infatti, prima del ballottaggio la sinistra aveva dato indicazioni di voto al M5S e non al Pd.
Roberta Lombardi chiosa: “La vittoria a Livorno e a Civitavecchia dimostra che il M5S è l’unica alternativa alle larghe intese del magna magna”.
Tra i militanti del MoVimento si fa largo una prima interpretazione: la vittoria a Livorno è un passo di quella “rivoluzione culturale” annunciata durante i comizi per le ultime elezioni europee. Sul blog di Grillo Mark Rossi, da Gorizia, scrive: “Quasi settant’anni di dominio assoluto della sinistra sono stati cancellati con un colpo di matita. Quando i cambiamenti, poi, partono dal basso diventano inarrestabili”.
Infine, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista rivendica: “A Livorno ha perso il centrosinistra, non la sinistra. Il Pd di Renzi non è certo la sinistra“.
Tutto le citazioni non sono state riportate per persuadere qualcuno (e per rimarcare la situazione “particolare” di Livorno), perché noi sappiamo cosa dice l’elettorato di sinistra, l’uomo della strada e cosa si sente dire del Pd e di Renzi almeno dalla seconda parte deglia nni 2000, da quando i DS e poi il Pd si è definitivamente staccato dall’elettorato, conservando soltanto rapporti con le sigle sindacali, anch’esse per nulla al passo con il nuovo mondo del lavoro, fatto non di contratti nazionali da rinnovare, ma di contratti atipici-carta straccia, sfruttamento, lavoro nero e precariato senza fine.
Noi lo diciamo fin dalla nostra fondazione (2004), loro (il PD-L) non l’hanno ancora capito.
Se nel 1921 Livorno fu città all’avanguardia nel creare una nuova ideologia (non stiamo qui a giudicare se fosse una cosa buona o se ebbe successo o meno, sono passati 100 anni, il Comunismo appartiene ormai al secolo scorso), credo che i livornesi anche in questo nuovo secolo non si siano fatti sfuggire l’occasione di essere tra i primi a voltare pagina (il primo posto, tra i comuni capoluoghi di provincia spetta a Parma, nel 2012): se non può vincere Rifondazione Comunista o una lista Tsipras: avanti moVimento, alla riscossa!

In Cile vince il centrosinistra


Michelle Bachelet è di nuovo presidente del Cile. Esponente socialista, sostenuta da una coalizione di cui fa parte anche il Partito comunista, vince il ballottaggio con oltre il 62% dei consensi contro il 37% della candidata del centrodestra Evelyn Matthei. Astensione quasi al 59%. Dopo l’annuncio dei risultati, Bachelet ha ribadito l’intenzione di portare avanti un programma di profonde riforme.
Intnto in Germania s’insedia la terza große Koalition del dopoguerra, con una vecchia cancelliera: Angela Merkel. La Merkel era uscita vincitrice alle elezioni di settembre, ma senza la maggioranza assoluta. I cittadini Torrigini si erano espressi negativamente in merito (vedi).

Quando sei in cabina e giochi la schedina, ricordati che sei colonna di un sistema


Rap Lamento (anagramma di parlamento) di frankie Hi-NRG.
Ascoltate integralmente il testo.

Elezioni in Libia: vince Gheddafi


Strano vero?
Eppure, se ci pensate bene, la differenza tra un Egitto martoriato dalle rivolte, dove trionfano non meglio identificabili Fratellanza Musulmane, in Libia hanno prevalso i moderati. La libia, come la Tunisia, guarda all’Europa. L’ultima eredità di Gheddafi è un popolo che farà riferimento ai valori della democrazia. Pace all’animaccia sua.