Qual è il primo racconto di fantascienza in Italia?


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 24 (vedi tutti gli articoli)

Non è facile dire quale sia la prima pubblicazioni che contiene un racconto di fantascienza perché alcuni considerano fantascienza anche alcuni racconti antichi in cui un personaggio inventa qualcosa che non esisteva. Bisogna distinguere però la letteratura fantascientifica da quella fantastica (nonostante la prima sia evidentemente un sottoinsieme della seconda), e poi dalla protofantascienza (ovvero quella che “non aveva coscienza di essere un genere a parte e non aveva nome”). Per cui, a livello mondiale, per esempio si è abbastanza concordi che il primo racconto fantastico sia “La storia vera” di Luciano di Samosata (II secolo d.C.), il primo racconto di protofantascienza sia “Frankestein” di Mary Shelley (marzo 1818) e la fantascienza nasca con il primo numero di “Amazing Stories” dell’aprile 1926 (in cui si autoproclama “scientifiction”, divenuto pochi mesi dopo “science-fiction”), mentre altri autori considerano Wells e Verne pienamente nella fantascienza.

Per quanto riguarda l’Italia, il discorso è un po’ diverso: “Frankenstein” esce prima al cinema, e non viene tradotto e pubblicato fino al 1944. Questo vale anche per i libri di Francis Bacon, di Cirano de Bergerac, pubblicati tutti nel XX secolo, mentre vengono tradotti in breve tempo i romanzi di Verne e Wells. Elenchiamo comunque tutti i “primi” a seconda di ogni criterio:

1548: “L’Utopia” di Thomas More: primo scritto fantastico stampato e pubblicato.

1552I mondi” di Anton Francesco Doni: primo scritto fantastico italiano stampato e pubblicato.

1798 “L’anno 2440” di L. S. Mercier (edizioni Domenico Porcile e C.): primo scritto di protofantascienza.

1857 “Viaggio alla Luna” di Ernesto Capocci: primo racconto di protofantascienza italiana.

1860 “Storia filosofica dei secoli futuri” di Ippolito Nievo: primo scritto di protofantascienza italiana [evidentemente preceduto da “Viaggio alla Luna” ma che qui mettiamo per completezza, dato che il testo di Capocci è stato scoperto da poco].

1873 “Dalla Terra alla Luna” di Jules Verne (edizioni “Fratelli Treves”): primo romanzo di protofantascienza (o fantascienza tout-court).

1885 “Da Firenze alle stelle” di Ulisse Grifoni: primo romanzo di protofantascienza italiana (o fantascienza tout-court).

Impossibile infine distinguere in Italia la nascita della fantascienza rispetto alla protofantascienza, a meno che si estenda la fantascienza almeno ai romanzi di Verne. Ma se usiamo il metodo dell’autoproclamazione del nome (come per il primo numero di “Amazing Stories” negli Usa):

aprile 1952 “Scienza Fantastica” n. 1: prima rivista di fantascienza in Italia, per cui: “Il Ratto delle Sabine” di Lionello Torossi (sul primo numero), primo racconto (italiano) di “fantascienza moderna” (pubblicato sotto il nome del genere “scienza fantastica”)

ottobre 1952 “I Romanzi di Urania” n. 1 con “Le sabbie di Marte” di Arthur C. Clarke: primo romanzo di “fantascienza moderna” pubblicato in Italia sotto il nome del genere “fanta-scienza”.

gennaio 1953Un amico ingombrante” di Lionello Torossi sul n. 5 di “Scienza Fantastica”: primo racconto di autore italiano di “fantascienza moderna” (pubblicato in Italia sotto il nome del genere “fanta-scienza”).

gennaio 1954 “Atlantide Svelata” di Emilio Walesko sul n. 31 di “I Romanzi di Urania”: primo romanzo di autore italiano di “fantascienza moderna” (pubblicato in Italia sotto il nome del genere “fantascienza”).

I Romanzi di Urania


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 2 (vedi tutti gli articoli)

1953 il numero 11 che presenta “Cristallo sognanti” di Theodore Sturgeon

Dopo aver presentato il primo numero della collana di fantascienza del 1952, parliamo un po’ dei primi anni, quelli caratterizzati dal titolo “I Romanzi di Urania” della Mondandori. Sono in tutto 152 fascicoletti, usciti tra il 1952 al 1957 (dal n. 153 la testata modifica definitivamente il nome in “Urania”).
Curata da Giorgio Monicelli, Le prime copertine sono di Kurt Caesar, a cui succederà, proprio sul finire di questo periodo della collana (vedi ultimo numero di “I Romanzi di Urania”), Carlo Jacono.
Uscirono i maggiori autori di fantascienza dell’epoca d’oro (anni 30-40), già all’epoca considerati “classici della fantascienza”, in particolare Van Vogt, Sturgeon, Williamson, Heinlein, Simak, Asimov, Wyndham, Brown, Leinster, Vance, insieme a qualche autore francese. Il numero 31 (1953) è il primo Urania a presentare un autore italiano (L’atlantide svelata, di Emilio Walesko, di origini polacche), seguito dal 41 (C’era una volta un pianeta, di Louis R. Johannis, pseudonimo di Luigi Rapuzzi) e dal 73 (L’astro lebbroso, di Franco Enna (primo e unico cognome italiano per moltissimi anni, anche se quello vero era Cannarozzo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1953 Il primo autore italiano di “Urania” (numero 31)

1955 Il primo cognome italiano di “Urania” (n. 73)

1955 I Romanzi di Urania 100

1957 I Romanzi di Urania 152