*** Italia: i rapporti restano congelati!


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XIV

giorno 29 piovoso 133

*Siete favoreli al decongelamento dei rapporti diplomatici con l’Italia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Si mantengono congelate le relazioni con l'Italia

Si mantengono congelate le relazioni con l’Italia

Commento: il Governo Oscuro non decongela i rapporti diplomatici con l’Italia. alla luce del Qvesito precedente (il XIII), si decide di non de-congelare i rapporti diplomatici con il nostro Paese confinante (l’italia), che sono ufficialmente congelati dal 28 aprile 2013 (giorno dell’insediamento del governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta). Da segnalare il record di voti contrari (13).

*** Renzi: all’effetto placebo non crede nessuno


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XIII

giorno 28 piovoso 133

* Siete favorevoli al governo presieduto da Matteo Renzi?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Nessuna fiducia a Matteo Renzi

Nessuna fiducia a Matteo Renzi

Commento: il Governo Oscuro non dà la fiducia a Matteo Renzi. Che non cambia nulla è quasi scontato, i cittadini della Neorepubblica di Torriglia non hanno creduto nel governo di larghe intesa presieduto da Letta, non si capisce come e perché dovrebbero credere in Renzi. Oltretutto abbiamo un record di voti contrari, ben 12 (che eguaglia il record negativo di Napolitano). Renzi è visto come un placebo, un nome che fa slogan. Detto questo, la cosa veramente più grave del suo insediamento, è il modo: il Pd lo ha sostituito a Letta senza consultare il Parlamento.

Bifo: i Forconi e la deflagrazione dell’Europa


Interessante articolo di Franco “Bifo” Berardi su MicroMega, avrei voluto citarne degli estratti, ma non sono riuscito, l’articolo non è lungo e si legge in un sol fiato (qui il link originale, ringrazio Bifo e MicroMega)

“Ciò che sta accadendo in Italia va letto nel contesto della deflagrazione dell’Unione europea, provocata dall’aggressione finanzista guidata dalla Banca centrale europea e dal governo tedesco.
Da Maastricht in poi, il ceto finanzista globale ha deciso di cancellare in Europa le tracce della forza operaia del passato, la democrazia, la garanzia salariale, la spesa sociale. In nome del fanatismo liberista ha finito per sradicare le radici del consenso su sui si fondava l’Unione europea. L’effetto, però, non è solo il dimezzamento del monte salari dei lavoratori europei, la distruzione della scuola e della sanità pubblica, l’abolizione del limite dell’orario di lavoro, la precarizzazione generalizzata. E’ anche la guerra.
Era prevedibile, era previsto, ora comincia ad accadere.
La disgregazione finale dell’Unione europea possiamo leggerla sulla carta geografica.
Cominciamo da est. L’insurrezione ucraina è prova di come sia mutata la natura d’Europa. Nata come progetto di pace tra tedeschi e francesi, e quindi di pace in tutto il continente, l’Unione è oggi divenuta l’esatto contrario. Gli europeisti ucraini usano l’europeismo come arma puntata contro l’imperialismo russo, e risvegliano fantasmi del nazismo. L’ingresso in Europa è visto come una promessa di guerra, e la precipitazione del conflitto in Ucraina non potrà che avere conseguenze spaventose per l’Europa intera. Bruxelles reagirà aprendo un confronto con la Russia di Putin, oppure lascerà che la Russia di Putin soffochi una rivolta che è nata nel nome dell’Europa?
Spostiamoci a ovest. Il Parlamento catalano ha indetto il referendum indipendentista per l’autunno del 2014. I franchisti del governo madrileno hanno risposto che il referendum non si farà mai.
Nel frattempo, in Francia i sondaggi prevedono che il Front National diverrà partito di maggioranza alle prossime elezioni. A quel punto il patto franco-tedesco su cui si fonda l’Unione sarà cancellato nella coscienza della maggioranza dei francesi, e la balcanizzazione del continente precipiterà.
Questa dinamica mi pare il contesto in cui leggere le convulsioni agoniche della penisola italiana.
Il governo Letta-Alfano-Napolitano, filiale del partito distruttori d’Europa, è in camera di rianimazione. Può durare o crollare poco importa: non è in grado di mantenere nessuna promessa, neppure quelle fatte ai suoi padroni di Francoforte.
Il movimento dei forconi è il tracimare del nervosismo sociale. Nel 2011 il movimento anticapitalista tentò di fermare l’aggressione finanzista, ma non ebbe la forza per mettere in moto una sollevazione solidale. La precarizzazione ha sgretolato la solidarietà tra lavoratori, e il movimento si risolse in una protesta che il ceto politico-finanziario, per criminale interesse e per imbecillità conformista, rifiutò perfino di ascoltare.
Ma la sollevazione non si ferma, perché ha i caratteri tellurici di una disgregazione della base stessa del consenso sociale. E’ una sollevazione priva di interna coerenza, priva di strategia progressiva. Ci sono dentro elementi di nazionalismo, di razzismo, di egoismo piccolo-proprietario, ma anche elementi di ribellione operaia, di democrazia diretta e rabbia libertaria. Non è importante la sua confusa coscienza, le contrastanti ideologie e i contrastanti interessi che la mobilitano. Conta il fatto che il suo collante obbiettivo è l’odio contro l’Europa. Questo odio non può che essere portatore di disgrazie.”

Salvate il soldato B


Giusto per far sapere agli italiani cosa c’è veramente sotto il comportamento politico dei loro governanti. Si tratta di ragionamenti puramenti politici, super partes, mi pare giusto che la gente sia informata, poi uno è liberissimo di avere la propria opinione ed essere d’accordo sul “salvataggio” di Berlusconi, ma è bene che sappia i motivi e i contromotivi.
Si tratta di un estratto di un articolo di Lucia Annunziata, che ringraziamo:

“Il sistema, cioè quell’insieme di equilibri di potere che si erge in questo momento a garante della stabilità italiana, pensa che sia necessario “salvare” dalla condanna Silvio Berlusconi.
1) Silvio Berlusconi non è Bettino Craxi. Il leader socialista era un prodotto tutto interno alla politica. Craxi aveva molte doti necessarie a capire come muovere il sistema, ma poca “piazza”. E soprattutto poco “retroterra”. Il suo era un partito che faceva da vaso di coccio tra i vasi di ferro di due organizzazioni inchiavardate nella tensione della Guerra Fredda, la Dc e il Pci. La vicenda Craxi si svolge proprio sulla faglia di scongelamento di questo conflitto, e ne viene per molti versi assorbito come parte di un rimescolamento delle carte nell’intero mondo di allora.
Silvio Berlusconi invece è un leader che ha governato per buona parte di venti anni, non certo come prodotto della “politica”, anzi rovesciando al suo interno la capacità di interpretare idee e bisogni popolari, oltre ai suoi interessi personali. Il suo partito, oggi in crisi, ha ancora un consenso che ammonta a un quarto dell’elettorato, ed è un consenso capace di scendere in piazza. Appoggiato inoltre, come ben sappiamo, da una sistema robusto di Tv e altri media. Cosa che Craxi non ha mai nemmeno sognato. Insomma, “estrarre” Silvio dalla Politica oggi è operazione potenzialmente molto più devastante di quella mirata su Bettino.
2) Silvio Berlusconi non è solo un politico potente, ma, come abbiamo appena ricordato, è anche un potente imprenditore: uno degli uomini più ricchi del paese. E non vanno sottovalutate le inquietudini e le paure che una eventuale condanna muoverebbe fra i suoi pari.
3) Silvio Berlusconi, e anche qui va fatto un paragone, ha una collocazione internazionale molto più solida di quella che aveva Craxi.
Una eventuale condanna avrebbe un impatto sul tessuto politico italiano e internazionale molto serio. Sicuramente più grave di quello avuto dall’abbandono di Bettino Craxi. Invelenirebbe il panorama italiano, acuendone lo scontro interno. Imbarazzerebbe in via ufficiale (anche se a molti di loro in privato farebbero spallucce) i leaders occidentali, essi stessi messi sotto pressione da contestazioni, ed errori, in una crisi difficile da governare. La prima vittima – continua il ragionamento – sarebbe di nuovo la reputazione italiana, mostrando un paese più diviso che mai, dalla incerta governabilità.”
Lucia Annunziata

Quindi niente Hammammet per Berlusconi, ma un sacco di italiani felici di essere furbi e l’altro sacco (un po’ più grosso) di incazzati.
Questo NON è il mio Paese, che NON mi rappresenta e NON mi ascolta (nemmeno alle urne).
Lukha B. Kremo

*** Governissimo? E noi congeliamo le relazioni diplomatiche con l’Italia


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO X

giorno 7 fiorile 132

* Siete favorevoli al governo presieduto da Enrico Letta?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Letta sfiduciato

Letta sfiduciato

commento:
Alta astensione per un qvesito che segue dopo pochi giorni il precedente, motivato anche da una certa irritazione (comune anche in Italia) rispetto allo stallo e/o alle decisioni politiche susseguenti.
Degli 8 “no”, ben 7 richiedono l’avvia della procedura di “Congelamento delle Relazioni Diplomatiche con l’Italia“, quindi sufficienti per la maggioranza (che ha richiesto, in base ai votanti, un minimo di 7).
Ecco in cosa consisterà la procedura:
1) Invio a Palazzo Chigi di una barretta di ghiaccio chimico da campeggio. In opzione l’invio di una seconda barretta a un’altra istituzione.
(La procedurà sarà documentata fotograficamente e resa pubblica per non destare sospetti di terrorismo).
2) Congelamento dell’Ambasciatore in Italia Sandro Battisti, che assumerà il titolo di “Abasciatore Congelato” e un atteggiamento freddo e distaccato con tutti gli italiani discutendo di politica o società di quel Paese.
3) Congelamento dell’atteggiamento (freddo e distaccato) di tutti i cittadini Torrigini con tutti gli italiani discutendo di politica o società di quel Paese. (I cittadini potranno definirsi “Italici” cioè abitanti del paese fisico Italia, ma non Italiani).
4) Possibilità, in caso di modifica della situazione italiana, di avvio di procedure supplettive, il qvesito su questa questione potrà essere richiesto da qualsiasi cittadino votante da oggi.
5) Naturalmente, il Presidente e qualsiasi altro cittadino votante potrà chiedere la procedura di “scongelamento” in qualsiai momento.
Post Scriptum: abbiamo la notizia di una sparatoria a Palazzo Chigi. Prendiamo le distanze da tale sparatoria.