ISIS: l’ennesima puntata della follia


L’Isis ha decapitato l’ostaggio americano Peter Kassig. Il gruppo estremista ha diffuso un video in cui mostra l’uccisione dell’ostaggio in Siria. Kassig, 26 anni, era stato rapito il primo ottobre dello scorso anno mentre si recava a Deir Ezzoir, dove era impegnato come operatore umanitario. Inoltre l’Isis ha rilasciato un video che mostra la decapitazione simultanea di almeno 15 uomini che il gruppo estremista presenta come soldati dell’esercito siriano.
Come abbiamo già ribadito, l’ISIS si ispira ai serial e ai reality show per mandare i suoi messaggi di morte e di terrore (Vedi nostro articolo).
Questa mostruosa organizzazione che fonde stato e Islam, se da un lato è la conferma delle derive di questa strana abitudine di certi paesi nordafricani (dico, la fusione tra politica e religione), dall’altro state bene attenti perché è utilizzato da altri Paesi, anche islamici, come spauracchio per avallare le proprie politiche. Mi riferisco sia agli Stati Uniti e alla Russia, sia all’Arabia Saudita che, condannando l’ISIS, sembrano “purificare” le loro politiche. Ricordo invece che negli Stati Uniti lo Stato può ancora condannare e uccidere delle persone, in Russia non sono rispettati i diritti civili di un sacco di minoranze (gay in primis), e l’Arabia Saudita è una dittatura antidemocratica che schiaccia i diritti delle donne.
Insomma, semplificando: il male assoluto è utilizzato per trasformare il potere autoritario in bene.

Terzo episodio del reality show più orribile del mondo: l’ISIS decapita un britannico


Come un orribile e diabolico reality show (vedi nostro articolo sugli altri video), l’ISIS dirama via Youtube un terzo video.
Come già annunciato nel secondo episodio, in questo terzo video viene decapitato l’ostaggio britannico David Cawthorne Haines. Alla fine della barbara esecuzione, i miliziani minacciano di giustiziare anche l’altro ostaggio britannico, Alan Henning.
Il primo ministro inglese David Cameron lo ha definito un atto di pura malvagità.

Stati Uniti, esportazione di democrazia e pena di morte


Negli Stati Uniti D’America, Paese che millanta democrazia e si permette di andare in giro per il mondo a “esportarla”, nelle ultime 24 ore sono state eseguite tre condanne a morte (ricordo: la pena di morte era criticata in Europa già nel Settecento dagli illuministi). Dopo quelle in Georgia e Missouri, ieri è toccato alla Florida, terra di spiagge da sogno ed esecuzioni come se piovesse.
Dall’inizio dell’anno (meno di 6 mesi) sono state effettuate negli Stati Uniti ben 23 condanne. Vero che in Cina il numero è più di dieci volte maggiore, ma il cosa grave è che gli Usa pensano al loro stato come un modello di democrazia.
Le esecuzioni erano state momentaneamente sospese dopo le polemiche sollevate dalla morte, il 29 aprile scorso in Oklahoma, di Clayton Lockett, deceduto dopo ben 43 minuti di agonia a seguito dell’iniezione di un nuovo cocktail letale.

Il dittatore coreano fa sbranare lo zio da 120 cani


Kim Jong-Un

Kim Jong-Un

In Corea del Nord, il dittatore Kim Jong-Un Jang, dopo aver fatto arrestare, nelle settimane precedenti, lo zio Song-Thaek, ex numero Due, per alto tradimento (per un tentativo di colpo di Stato), lo avrebbe gettato nudo in una gabbia e fatto sbranare vivo da un branco di 120 cani affamati: le bestie sarebbero state lasciate appositamente senza cibo per svariati giorni. La scena atroce è durata un’ora ed è stata assistita dal leader stesso e da 300 funzionari.
la notizia è stata data da un autorevole quotidiano cinese, ma non ci sono altre conferme.
Il fatto che sia stato un giornale cinese a darne notizia è sintomo che non c’è perfetta sintonia tra regime cinese e quello nordcoreano.