La rivista Urania


Dossier Fantascienza in Italia n. 3 (vedi tutti gli articoli)

1952 Urania (rivista) n. 1

Il 1° novembre, esce “Urania“, terza rivista di solo fantascienza in Italia, che affianca la collana “I Romanzi di Urania”, uscita 20 giorni prima.

Come la collana, è curata da Giorgio Monicelli e illustrata da Kurt Caesar. A differenza della collana (che esce dapprima tre volte al mese) è mensile e presenta racconti prevalentemente provenienti dalla celebre rivista statunitense “Galaxy Science Fiction“.

La volta scorsa abbiamo parlato del primo romanzo italiano pubblicato su “I Romanzi di Urania” (di Emilio Walesko): il primo racconto però risale al n. 12 della rivista “Urania” (ottobre 1953): I figli delle stelle di Elizabeth Stern (pseudonimo di Lina Gerelli, prima donna di Urania in assoluto), i cui romanzi usciranno per la collana “I Romanzi del Cosmo” della Ponzoni.

Dopo il primo numero (con grafica a sinistra e sommario sulla destra), viene valorizzata l’immagina di copertina e messa a tutta pagina (nel n. 2 la dicitura “Avventure nell’universo e nel tempo” è spostata in basso, ma torna sotto il titolo con il n. 3 come “Rivista mensile di avventure nell’universo e nel tempo).

La rivista cessa con il n. 14 del dicembre 1953: fin da subito fatale fu la preferenza del mercato italiano verso i romanzi rispetto ai racconti, probabilmente derivante da una cultura ancora legata all’800.

Questo fu un grosso impedimento per la diffusione di un genere che aveva sviluppato al massimo le proprie potenzialità proprio con i racconti (ricordiamo che i principali cicli dell’epoca d’oro, per esempio la Fondazione di Asimov, sono nati come racconti).

1952 Urania (rivista) n. 2

1953 Urania (rivista) n. 14

TRACCE SONORE: Julian’s Treatment – A Time Before this


A Time Before This - Julian's Treatment

A Time Before This – Julian’s Treatment

Julian’s Treatment – A Time Before This

Ecco un album che credo sia perfetto per questa rubrica e per questo recensore.
Julian Jay Savarin è un musicista, poeta e scrittore di fantascienza britannico (mai tradotto all’estero ma uscito solo in Gran Bretagna e Usa), nato nell’isola di Dominica (che non è la repubblica Dominicana).
Ha messo insieme i Julian’s Treatment, una band psycho-progressive che pubblica A Time Before This pare nel 1970 (ma altre fonti citano il 1969, il 1971 o il 1972, quindi non si sa di preciso nemmeno quando è stato registrato) che scompare presto dai negozi fino a diventare un disco molto raro (l’originale si trova a 100 dollari), salvo poi essere ristampato più volte (è qui che sono riportate date d’incisione diverse).
Non posso dirvi nulla sulle sue qualità come autore di fantascienza, anche se vista la bassa diffusione dei suoi romanzi e racconti non nutro speranze, ma posso parlarvi di questo A Time Before This che, naturalmente, affronta, nei testi, tutte le tematiche fantascientifiche care all’autore.
Diciamo subito che si tratta di un disco di rock psichedelico e progressive che gli stessi cultori del genere pare apprezzino particolarmente. Ma io mi atterrò allo scopo di questa rubrica, cioè quello di giudicarne l’ascolto oggi, senza storicizzare, ma valutandone la tenuta dopo tutti questi anni.
L’uso insistente del suono dell’organo, che supera sovente quello della chitarra, sposta il baricentro dalla psichedelia al prog, anche se a tratti (soprattutto negli intro) l’atmosfera oggi suona un po’ troppo chiesastica. Ma le velleità “cosmiche” e spirituali che ci si aspetterebbero da titoli come The coming of the Mule (ispirato al ciclo di Fondazione di Asimov) o Alda Lady of the Outer Worlds, Altarra Princess of the Blue Women, Alkon Planet of Centauri sono stemperate grazie a un ritmo incalzante, ben domato dalla voce della cantante Cathy Pruden, che fanno prevalere l’idea di buon rock, di buona musica, rispetto al “viaggio”.
Anzi, devo dire che è probabilmente la voce della Pruden (che dà un tocco di freschezza, nonché, in certi momenti, di respiro country all’atmosfera psichedelica e sinistra dei suoni) a distinguere questo lavoro dalla massa di dischi psichedelici dell’epoca, elevandola a qualcosa d’interessante da ascoltare.
Nonostante avessi scelto questo disco per le premesse (la fantascienza e la rarità) mi stupisco di dover giudicarlo in modo positivo, ovvero come un bel disco di musica phycho-progressive.

Lukha B. Kremo

*** Buon IX anniversario! (500 di questi post!)


Oggi, 22 dicembre 2013, (0 nevoso 133) inizia il decimo anno dalla nostra Indipendenza e quindi festeggiamo il IX anniversario con il 500° post di questo blog.
Come alcuni di voi sanno, fino all’anno precedente oggi usciva la Gazzetta Ufficiale di Trantor, organo d’informazione ufficiale della NeoRepubblica Kaotica di Torriglia. Dal 132 (2013) abbiamo modificato la sua uscita al 22 settembre (0 vendemmiaio), per evitare l’accumularsi di impegni di fine anno, ma anche perché quel giorno rappresenta l’anniversario della nostra Fondazione (dichiarazione di Autonomia), nonché
l’ultimo giorno dell’anno kaotico (il giorno successivo, 23 settembre, è il Capo Danno, che da due anni viene celebrato con uno sConcerto).
Come sempre, tutto ciò che diciamo è documentabile: infatti l’atto di automonia (Fondazione) venne dichiarato pochi giorni prima, il 18 settembre 2004 a Casier, in provincia di Rovigo: qui potete vedere il Ministro del Nulla Alex Nasi (all’epoca non ancora ministro, ma che conobbe il capo di Stato quel giorno) che proprio in quell’occasione fece una performance di body art “San Sebastiano”.

Fa eccezione la stampa annuale dei francobolli, iniziata nel gennaio 2000 (quindi prima della fondazione della nazione kaotica): negli anni della Gazzetta di dicembre (dal 2004 al 2012) era stata anticipata entro il 21 dicembre per comparire nell’anteprima della Gazzetta stessa; da quest’anno i francobolli torneranno a essere stampati a gennaio (e quest’anno si festeggia il 15° anno consecutivo di stampa!)
Vi auguriamo buon anno in attesa dell’ormai tradizionale “post col botto” del 31 dicembre.