Urania: gli anni del “cerchio rosso” (1964-1996)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 37 (vedi tutti gli articoli)

1964 Urania n° 336 (il primo “cerchio rosso” di Urania)

Abbiamo già visto la storia di Urania fino al 1964, quando uscì il primo “Cerchio Rosso” (n. 336, “I traditori e altri racconti” di Alfred Van Vogt). Il cerchio fu mutuato dai “Gialli Mondadori” che lo avevano adottato dalla serie precedente “I Libri Gialli”, inaugirati nel settembre 1929 con l’illustrazione iscritta in un “esagono rosso”, diventato cerchio nel gennaio 1930 (a loro volta il nome era mutuato dagli inglesi “The Yellow Book” fin dal 1894). Dopo l’abbandno di Giorgio Monicelli nel 1961, la direzione era rimasta ad Andreina Negretti fino al 1962, quando era stata affiancata da Carlo Fruttero. Nel 1964 Fruttero fu affiancato da Franco Lucentini; i due cambiarono la linea editoriale, abbandonando del tutto gli autori italiani, introducendo il “cerchio rosso” dei “Gialli” e pubblicando una serie di romanzi spesso in versione ridotta o già pubblicati. Nel 1967, con il n° 458 (“Psicospettro” di L. D. Davies) si abbandona anche la “losanga” che caratterizzava la testata fin dal 1962, lasciando solo l’immagine iscritta nel cerchio (se nei primi numeri l’immagine usciva parzialmente dal cerchio, ora il cerchio è il limite dell’immagine stessa). Dopo aver inaugurato il 500° numero (con immagini colorate all’interno), la testata subisce un incremento di vendite che la fa spesso cambiare periodicità fino a essere settimanale per un certo periodo.

 

 

 

 

 

 

1967 Urania n° 458

1971 Urania presenta Millemondi n° 1

1994 Millemondi n° 1

Nel 1971 viene affiancata da una collana “sorella”: “Millemondi“, dapprima come “Urania presenta Millemondi” con uscita annuale e un formato corposo (e quasi quadrato) e l’inconfondibile “cerchio” (dapprima solo come immagine tonda, recentemente cerchio rosso); la collana presentava alcuni romanzi o antologie di classici dell’epoca d’oro. Diventa presto semestrale (alternando “Inverno” ed “Estate”) e infine, dal 1994, diventa solo “Millemondi”, trimestrale, riazzerando la numerazione, ma senza abbandonare il “cerchio” in copertina. Di questa seconda storica collana mondadoriana riparleremo più approfonditamente in altro articolo.

1974 Urania presenta Doc Savage n° 1

1977 Classici Fantascienza Urania n° 1

1984 Classici Urania n° 82

Nel 1974 si aggiunge “Urania presenta Doc Savage” che presenta i romanzi di Robeson sul suo personaggio Doc Savage (ne uscirono 18 numeri fino al dicembre del 1975, anch’essi tutti con l’immagine tonda in copertina).
Nell’aprile del 1977 viene affiancata da “Classici Fantascienza Urania“, una collana che presenta appunto i romanzi classici del genere (con immagine quasi a tutta copertina), che col numero 82 del gennaio 1984 assume il nome di “Classici Urania” e accoglie l’ormai celebre cerchio rosso in copertina, fino al n° 110 del maggio 1986, in cui si torna all’immagine a tutta copertina. Il cerchio rosso tornerà nuovamente col n° 231 del giugno 1996, e verrà abbandonato ancora col n° 244 del luglio 1997 fino alla cessazione del 309 del dicembre 2002 (e alla sua sostizuzione con “Urania Collezione“).
Nel marzo 1979 si affianca la collana “Biblioteca di Urania“, simile alla “Millemondi”, composta da volumi corposi che comprendevano romanzi o antologie di autori classici, sempre col cerchio in copertina (tranne nelle ultime due uscite), che esce per 12 numeri fino al giugno 1983.
Dall’aprile 1984 all’aprile 1985 escono i 4 numeri di “Serie Urania Blu“: anch’essa con il cechio in copertina, non ha successo anche perché non si nota una grande differenza con la collana madre o il “Millemondi”.

1986 Classici Urania n° 110

1996 Classici Urania n° 231

Negli anni 80 le vendite calano ma sono ancora alte e il 7 luglio 1985 si festeggia l’uscita del 1000° numero con “L’orlo della Fondazione” di Isaac Asimov.
Nel giugno 1988 esce il primo numero della fortunata collana “Urania Fantasy” (ben 79 numeri fino all’ottobre 1995), che sopperisce alla mancanza di traduzione di molti romanzi fantasy in Italia. La collana avrà altre due apparizioni successive molto meno fortunate (9 e 2 numeri).
Dal marzo 1995 esce “Urania Argento” (14 numeri fino al febbraio 1996), l’ennesima collana con il cerchio in copertina. Per un breve periodo del 1995 la “famiglia” Urania conta ben 5 collane. Le collane “sorelle” però non finiranno qui, ma si moltiplicheranno negli anni successivi.

 

 

 

1968 Urania n° 500

1978 Biblioteca di Urania n° 1

1984 Serie Urania Blu n° 1

1982 Biblioteca di Urania n° 11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1985 Urania n° 1000

1988 Urania Fantasy n° 1

1995 Urania Argento n° 1

2001 Urania Fantasy n° 1

 

2008 Urania Fantasy n° 1

Urania anni ’60: i rinnovamenti prima del “cerchio rosso”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 16 (vedi tutti gli articoli)

1957 Urania n. 153

Mentre le pubblicazioni (effimere) di fantascienza aumentano sulle ali dell’entusiasmo dello Sputnik e dell’esplorazione spaziale, Urania percepisce i cambiamenti dei lettori e si adegua alle loro abitudini. In particolare, il pubblico italiano, a causa anche di una cattiva gerarchia dei generi letterari data da una critica non al passo con i tempi, preferisce il romanzo (breve) al racconto e associa l’autore italiano al realismo e a una certa arretratezza tecnologica. La conseguenza è che diminuiscono drasticamente le riviste di racconti (su cui invece si basa il periodo d’oro della science-fiction statunitense) a profitto di collane di romanzi (o, come Urania, una “collana da edicola” o “rivista con romanzo e piccola rubrica”), diminuiscono gli autori italiani (che scompaiono completamente da Urania dal 1962), e infine i romanzi vengono tagliati drasticamente per farli rientrare nella misura “standard” della rivista. Tre fatti che influiranno negativamente sullo sviluppo della science-fiction italiana. Come detto, “I Romanzi di Urania” diventa semplicemente “Urania” dal n. 153 del 1957, mentre dal n. 173 del 1958 assume una caratteristica colorazione rossa che rende più riconoscibili i numeri in un’edicola che stava riempiendosi. Nel 1961 Giorgio Monicelli lascia la redazione, che viene affidata ad Andreina Negretti (in redazione già dal 1958) per qualche numero, fino all’avvento di Carlo Fruttero (affiancato dal 1964 a Franco Lucentini). Dal n. 273 del 1961 il formato si riduce al classico pocket e dal n. 281 del 1962 c’è il primo degli epocali cambiamenti di veste: viene inserito come logo della testata un rombo (o losanga) in alto a sinistra, e nel n. 336 del 1964 l’immagine, fino a quel momento a tutta copertina, viene inserita in un cerchio rosso, mutuato dai “Gialli Mondadori” che diventerà poi la caratteristica di “Urania” stessa (in realtà nei primi numeri l’immagine tende a “sbordare”). Infine, dal n. 458 del 1967, Urania abbandona anche la losanga, lasciando il cerchio rosso e assumendo la testata che ha ancora oggi (seppure non continuativamente).

1958 Urania n. 173

1961 Urania n. 272 (ultimo autore italiano su Urania fino al 1990)

1962 Urania n. 273

Sempre quattordicinale, in questi anni prevalgono gli autori dell’epoca d’oro ma anche i nuovi autori anni ’50 come Robert Silverberg, Philip K. Dick e Poul Anderson. Pochi e sempre sotto pseudonimo gli italiani, fino a Marren Bagels, ovvero Maria De Barba, uscita nel n. 272 del dicembre 1961: sarà l’ultimo italiano a uscire su Urania fino a Vittorio Catani nel 1120 nel febbraio del 1990, ben 28 anni e 2 mesi dopo! (La scelta, è evidente, è dei due curatori Fruttero e Lucentini, che rimasero fino al 1985). Alle illustrazioni di copertina si alternano Kurt Caesar, Carlo Jacono e Luigi Garonzi fino al 1960, quando vengono affidate a Karel Thole, firma che diverrà caratteristica degli Urania fino agli anni ’80.

1962 Urania n. 281

1964 Urania n. 336 (il primo “Cerchio Rosso”)