Germania, anno zero del nuovo nazismo?


Il 4 settembre 2015, la cancelliera Merkel ha aperto i confini a un milione di profughi, quasi tutti siriani. E moltissimi tedeschi si sono infuriati. Sono quei milioni che la settimana scorsa hanno votato per Afd (Alternative für Deutschland), il partito dell’estrema destra che ha fatto irruzione in Parlamento conquistando quasi 100 seggi, sottraendo un milione di voti alla Cdu, mezzo milione all’Spd e un altro mezzo milione alla sinistra (la Linke).
Da un punto di vista sociologico ed economico, l’integrazione di un milione di rifugiati è una cosa fattibile. Ma le ripercussioni emotive, le paure che alcuni tedeschi oggi percepiscono rispetto ai migranti, amplificano questo compito e lo rendono cassa di risonanza per le nuove destre che, come Alternative für Deutschland, hanno cavalcato il senso di insicurezza dei cittadini.
Questo effetto non era da sottovalutare. Non solo nell’ex-Germania Orientale, ma anche nei Paesi dell’ex blocco sovietico, dove il mito dell’internazionalismo proletario si rovescia oggi nel più crudo nazionalismo e in accessi di xenofobia e antisemitismo, creando una sorta di Internazionale Nera.

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Anche in Germania via libera ai matrimoni gay


Approvata a maggioranza con 393 voti a favore e 226 contrari la legge che garantisce pari dignità alle nozze tra persone eterossessuali e omosessuali. La Merkel si è espressa per il no ma ha lasciato libertà di voto ai deputati della coalizione.

Truck-Kamikaze, la nuova moda


A Berlino, come a Nizza, un esaurito, forse rifugiato, fa piombare un camion sulla folla ai mercatini di Natale di Charlottemburg. Bilancio: 12 morti e 50 feriti. L’ISIS rivendica, ma al momento non si conoscono le generalità dell’attentatore, che sarebbe ancora in fuga.
Si era parlato di un pakistano, ma è stato rilasciato e il Pakistan mi fulmini per aver dato la notizia della responsabilità di un cittadino pakistano, lo faccia dopo aver dato pari diritti a tutti donne comprese, magari.

Germania: due esplosioni alla Basf riportano alla mente il disastro di Seveso


Almeno due morti e diverse persone sono rimaste ferite in due esplosioni avvenute in impianti chimici del gigante tedesco Basf, in due cittadine distanti una ventina di chilometri, Ludwigshafen e Lampertheim, a sud di Francoforte nell’ovest del paese. L’incidente più grave è avvenuto intorno alle 11.30 della mattina a Ludwigshafen.
Il disastro riporta alla mente quello di Seveso, avvenuto il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Meda, che causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina TCDD, una sostanza chimica fra le più tossiche.

Esce Flush.art 6, Arte e morte contemporanea


Esce il quinto numero di Flush-art – Arte e morte contemporanea,
l’irriverente e scioccante appuntamento con la morte in diretta mediatica con il mondo.
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Flush.art 6 È l'ora: autosterminio

Flush.art 6 È l’ora: autosterminio

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Tutti contro tutti (cronaca di un luglio nero)


2016
29 giugno Istambul, terroristi sparano sulla folla all’aeroporto di Ataturk, prima di farsi esplodere, 42 morti.
1 luglio Dacca, sette terroristi islamici aprono il fuoco all’interno di un ristorante uccidendo 20 persone.
3 luglio Baghdad, due auto-bombe dell’IS uccidono più di 200 persone, tra cui 25 bambini.
8 luglio Dallas, sparatoria di un riservista afroamericano contro la Polizia Usa: 5 agenti uccisi.
14 luglio Nizza, uno squilibrato con contatti telematici con l’IS s’impadronisce di un TIR, passa gli scarsi controlli della Polizia Francese e investe decine di persone, uccidendone almeno 84.
15 luglio Turchia, l’esercito occupa le sedi della TV nazionale e blocca i ponti sul Bosforo dichiarando il golpe. Poche ore dopo il golpe fallisce. Morte circa 290 persone.
17 luglio Baton Rouge, un afroamericano spara contro la Polizia Usa: 3 agenti morti.
20 luglio Wurzburg, ragazzo rifugiato afghano ferisce 5 persone su un
treno dichiarandosi soldato dell’IS.
22 luglio Monaco di Baviera, un ragazzo tedesco di origini iraniane (ex islamico convertitosi al Cristianesimo, di ispirazione nazista) spara sulla folla in un centro commerciale causando 10 morti, scegliendo l’anniversario della strage di Anders Breivik, il folle d’ispirazione nazista che nel 2011 ammazzò in Norvegia 77 persone.
23 luglio Kabul, kamikaze si fa esplodere in un corteo: 80 morti.
24 luglio Un rifugiato uccide una donna con un machete nel centro di Reutlingen, città tedesca del Baden-Württemberg.
24 luglio Ansbach, rifugiato siriano si fa esplodere, provocando 15 feriti.
25 luglio Dintorni di Tokyo, uomo fa strage con un coltello, uccidendo 19 persone disabili.
26 luglio Saint-Etienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen, terroristi islamici prendono in ostaggio alcune persone in una chiesa: il prete viene sgozzato.

Parigi sotto attacco: tre sparatorie e decine di vittime


Una sparatoria a colpi di kalashnikov ha causato la morte di alcune persone in un ristorante del decimo arrondissement di Parigi.
Esplosioni sono state udite attorno allo Stade de France, alla periferia di Parigi, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania.
Una terza sparatoria ha avuto luogo sulla rue de Charonne, nell’XI arrondissement di Parigi, dove ci sarebbero state 15 vittime, mentre circa 60 persone sarebbero tenute in ostaggio all’interno del Bataclan, la sala concerti dov’è scoppiata la sparatoria.

La foto di Aylan Kurdi ha i suoi primi effetti


Un autentico tsunami di profughi dall’Ungheria si sta abbattendo al confine austriaco, dopo che l’Austria nella notte ha aperto la frontiera per consentire loro di raggiungere la Germania, con l’ok di Angela Mekrkel
A Monaco, per i migranti appena arrivati, applausi, dolci offerti ai bambini e un caloroso «Benvenuti in Germania». Così sono stati accolti i primi migranti siriani arrivati nella notte alla stazione di Monaco. I tedeschi accorsi alla stazione per assistere all’arrivo dei migranti hanno cantato l’inno europeo, il famoso «Inno alla gioia» tratto dalla Nona sinfonia di Beethoven.
Evidentemente queste persone hanno capito il significato di essere profughi e rifugiati.

La nuova Guerra Fredda si gioca sull’Artico (e dove sennò?)


Sembra proprio un’ironia che la nuova Guerra Fredda si giochi proprio nel Mare Artico.
I fatti: un centinaio di caccia F16 statunitensi ed europei hanno iniziato un’esercitazione sui cieli dei paesi nordici, preoccupati dall’aumento delle attività militari della Russia. L’esercitazione militare si svolge a nord di Norvegia, Svezia e Finlandia e serve a testare la collaborazione tra i Paesi artici. Alle operazioni partecipano Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi e Norvegia, che sono membri della Nato, oltre a Svezia, Finlandia e Svizzera.
Anche se era comunque stata pianificata prima dell’annessione della Crimea, il giorno dopo la Russia ha aumentato le proprie attività militari nel mar Baltico e nel Mar Glaciale Artico, per testare la capacità di combattimento delle proprie forze aeree, con numerose incursioni nello spazio aereo dele operazioni NATO che hanno allarmato in particolare gli Stati baltici.

Blockupy all’inaugurazione della BCE


L’inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea è stata accompagnata dalle proteste degli attivisti di Blockupy, insieme a 90 organizzazioni della società civile e dei sindacati.
Ma che cos’è Blockupy?
Blockupy si definisce una rete europea di movimenti sociali che riunisce “attivisti, disoccupati, migranti, lavoratori precari e dell’industria, politici e sindacalisti da diversi paesi d’Europa tra cui Italia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Germania.
In pratica persone che provengono da esperienze diverse tra i vari Occupy Movements (Occupy Wall Street e successivi), Black Bloc, Indignados, ecc.
Con lo slogan “Let’s take over the party”, la manifestazione è stata organizzata nel giorno di inaugurazione della nuova Eurotower e prevede “azioni di disobbedienza civile per bloccare questa autocelebrazione, interrompendo la normale giornata di lavoro”

La Grecia è libera di uscire dall’Euro


Dopo l’annuncio di Der Spigel che il premier tedesco Angela Merkel avrebbe dichiarato che “la Grecia è libera di uscire dall’Euro”, ela conseguente smentita della stesa, oggi il presidente francese, Francois Hollande, ribadisce il concetto: «I greci sono liberi di decidere autonomamente i loro governanti». La Grecia, secondo Hollande, è «libera» di «decidere sul suo governo», ed «è sua la scelta» di mantenersi o meno dentro l’area euro. Tuttavia i governi greci «devono rispettare gli impegni che sono stati presi dal loro Paese».

Isis: “Allacciate le cinture esplosive!”


L’Isis avverte i Paesi della coalizione voluta da Obama e dichiara “guerra all’Europa e ai cristiani in Siria”. I proclami dello Stato islamico sono stati pubblicati su Youtube e rilanciati dai media egiziani, contengono l’appello ai combattenti perché “si preparino e indossino le cinture esplosive”.
Le minacce riguardano specificatamente Israele, Usa, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Germania.

Disastro mondiale: non in Brasile, ma in Palestina


Bombardamenti israeliani su Gaza, 9-7-2014

Bombardamenti israeliani su Gaza, 9-7-2014

I media mondiali mostrano le lacrime di un Paese, il Brasile, che ai campionati mondiali di calcio ha perso in casa per 7-1 contro la Germania.
Nel frattempo non si è vista una lacrima dai 35 morti e 300 feriti degli attacchi di Israele a Gaza, offensiva sulla zona da parte di Tel Aviv, che punta a stanare Hamas. L’aviazione israeliana ha attaccato con oltre 160 raid aerei contro la Striscia al lancio di razzi dai Territori occupati. Tra le vittime, a Gaza, anche bambini.
Sull’area metropolitana di Tel Aviv nella mattinata sono stati intercettati dall’Iron Dome cinque razzi partiti dalla Striscia. I proiettili lanciati da Gaza sono stati indirizzati in 20 differenti località di Israele, compresa la zona centrale del Paese. Le sirene sono risuonate a Tel Aviv, Modin, Rishon Letzion, Ashdod, Ashkelon, Rehovot, ma anche nel sud del paese. La polizia ha invitato i cittadini a essere sempre vicini ai rifugi.

Tensioni per il prossimo G7


Il prossimo G7 di Bruxelles (grande assente la Russia) minaccia nuove sanzioni alla Russia se Mosca non accetterà il risultato delle elezioni presidenziali ucraine e non smetterà di sostenere i separatisti della regione orientale dell’Ucraina. Il G7 è pronto a “intensificare sanzioni mirate” contro Mosca se non verrà accelerato il ritiro delle truppe dai confini dell’Ucraina. Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Canada e Stati Uniti scrivono nero su bianco nella bozza del comunicato finale del vertice, in programma stasera e domani a Bruxelles.

Escalation in Ucraina


Per il presidente della Duma russa Serghiei Narishkin in Ucraina è in atto “un genocidio del popolo russo e ucraino” per colpa delle autorità di Kiev. “e la colpa di tutto ciò è di un piccolo gruppo di avventuristi che ha preso il potere a Kiev”, ha detto Narishkin a Belgrado.
Il 2 maggio scorso a Odessa, dopo scontri tra filorussi e sostenitori del nuovo governo ucraino, un gruppo di manifestanti filo-russi disarmati si è rifugiato nel Palazzo dei Sindacati. Una folla composta da ultrà calcistici, estremisti di destra, sostenitori del governo, ha circondato il palazzo e l’ha incendiato con un fitto lancio di bombe molotov.
Nel resto dell’Ucraina dell’Est continuano le prove di guerra civile: a Donetsk aeroporto bloccato e cancellati tutti i voli.
Il governo ucraino manda rinforzi a Odessa e blinda la capitale in vista della “festa della vittoria”.
il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha chiesto il rispetto dell’accordo di Ginevra del 17 aprile e ha offerto la sua mediazione.
gli Stati Uniti, spediscono in Europa il sottosegretario del Dipartimento del Tesoro David Cohen, che sarà questa settimana in Germania, Francia e Gran Bretagna per discutere circa nuove sanzioni contro la Russia per rispondere “alle azioni illegali in ucraina”.

Lettonia in Eurolandia


la Lettonia diventa il diciottesimo paese ad utilizzare la moneta unica. Da domani, anche i due milioni di cittadini della repubblica baltica si aggiungeranno quindi ai 330 milioni che gia’ utilizzano l’Euro. L’ultimo ingresso era stato quello dell’Estonia, il 1° gennaio 2011.
Ecco l’elenco aggiornato della Zona Euro con la data di adesione:
Austria 1º gennaio 1999
Belgio 1º gennaio 1999
Cipro 1º gennaio 2008
Estonia 1º gennaio 2011
Finlandia 1º gennaio 1999
Francia 1º gennaio 1999
Germania 1º gennaio 1999
Grecia 1º gennaio 2001
Irlanda 1º gennaio 1999
Italia Italia 1º gennaio 1999
Lettonia 1º gennaio 2014
Lussemburgo 1º gennaio 1999
Malta 1º gennaio 2008
Paesi Bassi 1º gennaio 1999
Portogallo 1º gennaio 1999
Slovacchia 1º gennaio 2009
Slovenia 1º gennaio 2007
Spagna 1º gennaio 1999
a cui vanni aggiunti Monaco, San Marino, Vaticano e Andorra che non hanno un sistema monetario indipendente.

In Cile vince il centrosinistra


Michelle Bachelet è di nuovo presidente del Cile. Esponente socialista, sostenuta da una coalizione di cui fa parte anche il Partito comunista, vince il ballottaggio con oltre il 62% dei consensi contro il 37% della candidata del centrodestra Evelyn Matthei. Astensione quasi al 59%. Dopo l’annuncio dei risultati, Bachelet ha ribadito l’intenzione di portare avanti un programma di profonde riforme.
Intnto in Germania s’insedia la terza große Koalition del dopoguerra, con una vecchia cancelliera: Angela Merkel. La Merkel era uscita vincitrice alle elezioni di settembre, ma senza la maggioranza assoluta. I cittadini Torrigini si erano espressi negativamente in merito (vedi).

Mail Art Makes South Africa Near You by Cheryl Penn


La sudafricana Cheryl Penn ha raccolto parte della mail art ricevuta e l’ha raccolta in un libello in 27 copie con altrettanti esempi di mail art da tutto il mondo (Italia, Germania, Sudafrica, Austria, UK, USA, Belgio, Argentina, Danimarca e Norvegia) e l’ha chiamata “Mail Art Makes Worls a Town” (“La mail-art riuce il mondo a una città”).
Fanno parte della raccolta: Cheryll Penn, Tiziana Baracchi, PC (TICTAC), Sue Hobbs, Erich Sundermann, Stephanie Turnbull, Karl-Friedrich Hacker, R.R. Anon, David Stone, Rebecca Guyver, Lesley Magwood Fraser, Kipple, Serse Luigetti, Dadanautik, Guido Vermeulen, Nikolaus Mohr, Karen Greenwood, Claudio Romeo, Andrew Maximillian Niss, C. Mehrl Bennett, John Bennett, Rosa Gravino, Mogens Otto Nielson, Torill Elisabeth Larsen e Uli Grohmann.
Il lavoro di Cheryll Penn sulla pagina di Avatar di Kipple è da considerarsi parte del progetto Mail4Freedom Micronational.
Ecco la copertina del libretto e alcuni esempi del contenuto:

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

A World Apart by Karin Greenwood

A World Apart by Karin Greenwood

Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser


Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by PC (TICTAC)

Untitled by PC (TICTAC)

Untitle by Sue Hobbs

Untitle by Sue Hobbs

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

Angela Merkel spiata dagli USA: rischio crisi diplomatica con l’Europa


Il governo tedesco ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino per la vicenda delle intercettazioni al cellulare privato di Angela Merkel da parte dei servizi segreti Usa.
Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino. L’ambasciatore John B. Emerson incontrerà oggi pomeriggio Westerwelle, che “espliciterà la posizione del governo tedesco”. L’ambasciata Usa ha dichiarato di non avere commenti in proposito.
Il presidente francese Francois Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel discuteranno oggi della questione delle intercettazioni americane, a margine del vertice europeo di Bruxelles.

*** Angela Merkel: non cambia nulla


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XII

giorno 3 vendemmiaio 133

* Siete favorevoli alla conferma del premier Angela Merkel in Germania?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Nessun appoggio alla Merkel

Nessun appoggio alla Merkel

Commento: Il Governo Oscuro non appoggia la Merkel, poiché non cambia nulla. Non solo nel senso che il premier Angela Merkel è stata confermata per il terzo mandato consecutivo, ma nel senso che se avesse vinto uno degli avversari, per l’Unione Europea, non sarebbe cambiato molto. Questo è il respondo dei nostri cittadini, in gran parte astenuti (che invece avevano partecipato con entusiasmo, per esempio, alla valutazione delle elezioni francesi e statunitensi).
Insomma, la Germania è il timone d’Europa, sia con la Merkel che senza.

La Croazia entra nell’Unione Europea


Dal 1° luglio la Croazia sarà il 28° Paese a far parte dell’Unione europea. Da oggi inizierà il processo di valutazione per l’adozione dell’euro che richiede almeno due anni dopo l’ingresso nell’Ue.
Al momento l’Ue è composta da 28 nazioni, di cui 17 fanno parte dell’Unione Monetaria (tra parentesi l’anno di adesione e i paesi dell’Eurozona):
Austria (1995, euro)
Belgio (1952, euro)
Bulgaria (2007)
Cipro (2004, euro)
Croazia (2013)
Danimarca (1973)
Estonia (2004, euro)
Finlandia (1995, euro)
Francia (1952, euro)
Germania (1952, euro)
Grecia (1981, euro)
Irlanda (1973, euro)
Italia (1952, euro)
Lettonia (2004)
Lituania (2004)
Lussemburgo (1952, euro)
Malta (2004, euro)
Paesi Bassi (1952, euro)
Polonia (2004)
Portogallo (1986, euro)
Regno Unito (1973)
Repubblica ceca (2004)
Romania (2007)
Slovacchia (2004, euro)
Slovenia (2004, euro)
Spagna (1986, euro)
Svezia (1995)
Ungheria (2004)

DentroFuoriBiennale 2013


L’AMBASCIATA DI VENEZIA PRESENTA:
VENICE EMBASSY PAVILION
DentroFuoriBiennale – insideoutsideBiennale
evento parallelo – parallel event

Embassy Pavillon

Embassy Pavillon


1-2 giugno 2013
June 1-2th, 2013
Garage Nr.3 Gallery
Via Cavallotti, 83B
Venezia Mestre – ITALY
VENICE EMBASSY
Invito Embassy Pavillon

Invito Embassy Pavillon


Letture e Performance – Readings, Performance and more
curated by Giancarlo Da Lio e Tiziana Baracchi
Artisti presenti:
ITALIA: Tiziana Baracchi, Piero Barducci, Brigata Topolino, Mirta Caccaro, Lamberto Caravita, Pino Conestabile, Laura Cristin, Maurizio Follin, Roberto Formigoni, Gabriella Gallo, Claudio Grandinetti, Tinamaria Marongiu, Emilio e Franca Morandi, Claudio Romeo, Gianni Romeo, Roberto Sanchez, Roberto Scala, Renato Sclaunich, Luigi Starace, Renata e Giovanni Strada
FRANCIA: Daniel Daligand, Michel Della Vedova, Rémy Pénard
FINLANDIA: Paul Tiililä
GERMANIA: Peter Küstermann
POLONIA: Grazyna Borowik, Andrzej Dudek-Durer
Uno spazio attivo per raccogliere la nostra storia passata e futura, ma non un contenitore. Forse la parola contenitore non è troppo generosa nei confronti dell’idea ma molto spesso ci serviamo di parole dal significato plurimo e ambiguo per coloro che poco sono avvezzi al nostro mondo. Un mondo in piena trasformazione e in continuo divenire ma che deve essere sempre significante altrimenti il nostro operare dovrebbe essere definito in altro modo più convenzionale. Ci siamo interessati di quasi tutto dalla Mailart all’Iperspazialismo, dalla Poesia Visiva alla Performance ma soprattutto di globalizzazione dell’arte anticipando i tempi di quella economica che spesso non ha raggiunto gli stessi risultati. Ma un fenomeno deve essere amministrato bene perché il suo risultato possa essere positivo non dipendentemente dal fenomeno stesso ma da coloro che lo gestiscono.
Giancarlo Da Lio

Fuga dall’Ungheria cattofascista?


Esodo delle élites e delle giovani famiglie dall’Ungheria di Viktor Orbàn. Lo denuncia l’autorevole giornale economico magiaro Héti Vilàggazdasàg, secondo cui negli ultimi anni, da quando il premier euroscettico e nazionalpopulista è al potere (vedi nostro articolo sulle recenti e devastanti misure intraprese), sono espatriati in ben 500.000. Più del doppio rispetto ai 200.000 ungheresi che fuggirono, spesso nella neve, fino al confine austriaco, dopo la brutale, sanguinosa invasione delle Panzerdivisionen, dei corpi speciali e della fanteria sovietiche, inviate da Kruscev (Nikita Sergeevič Chruščёv) nel novembre 1956.
Secondo fonti tedesche nel 2011 40000 ungheresi si sono trasferiti in Germania, e la cifra del primo semestre del 2012 è stata di oltre 25000. Il governo ungherese parla invece di soli 8000 emigrati in Germania.

Israele, Italia e Spagna: la violenza è l’unica soluzione


Lo sciopero europeo contro le misure di austerity è degenerato in scontri in Spagna, a Madrid, e in diverse città italiane (Roma, Milano, Torino, Padova, Brescia). Scioperi ci sono stati anche in Portogallo, Grecia, Polonia e Germania, dove pare la polizia si sia comportata in modo molto diverso, agevolando il corteo anziché impedirne l’avanzata.
Nel frattempo Israele lancia un missile sull’auto di Ahmed Jaabari, capo militare di Hamas, uccidendolo. Hamas giura sanguinosa vendetta. Gli Usa sostengono che Israele abbia diritto di difendersi, approvando inconsapevolmente (?) anche la dichiarata rappresaglia palestinese: è evidente che anche loro vogliono la guerra.
I ministri italiani fanno spallucce e lanciano condanne generiche contro le violenze (ma mi chiedo cosa ci sia di più violento che far pagare la crisi alle classi meno abbienti), senza chiedersi le motivazioni degli studenti (forse se li aspettavano un po’ più choosy).
Sia il governo, sia i media, sia la sinistra, dividono i “facinorosi infiltrati” dai “manifestanti pacifici”, senza chiedersi se sia una divisione artificiosa, di comodo o no (certo che è di comodo, ognuno per un motivo diverso), senza chiedersi le motivazioni che spingono alla rabbia, senza chiedersi se la questura sia stata in grado di controllare l’ordine pubblico o abbia commesso degli errori.
Io invece mi chiedo se sia giusto assegnare a un corteo un percorso che non comprenda il luogo dell’istituzione contro cui vuole protestare (se io protesto contro il parlamento, dove lo vorrei fare, secondo voi?).
L’assegnazione di un percorso secondo la questura più sicuro, diventa insicuro perché evidentemente “fuori strada” e non concorde al volere di chi organizza la protesta. E lo scontro (o l’errore) nasce in questo momento, poi sapere chi sia stato il primo a lanciare la molotov/bomba carta/lacrimogeno lo lasciamo ai discorsi da bar.
Come tutti sanno, la guerra si dichiara prima di combattere.
Noi la pensiamo come Pier Paolo Pasolini: siamo dalla parte degli offesi, quindi in primis le forze dell’ordine di prima fila e i manifestanti. I responsabili, anche questo lo sanno tutti, vanno cercati più in alto.
Le questure hanno voluto la guerra, i “facinorosi” hanno voluto la guerra, Israele e gli Usa vogliono la guerra, Palestina vuole la guerra. Ma attenzione, guerrafondai: ci sono i ministri tecnici/finanzieri/economisti che vi condannano, che paura, eh?!
Chissà come andrà a finire…?
Intanto a Gaza stanno bombardando (e non sono le uova sulle vetrine di Roma).

Chi sono gli Illuminati di cui parla Adam Kadmon?


L’Ordine degli Illuminati è il nome di una società segreta bavarese del secolo XVIII.
Il nome è però stato associato a numerose società segrete di matrice occulta, in particolare in relazione al complotto del Nuovo Ordine Mondiale (leggi nostro articolo), il cui acronimo è NWO (New World Order).
Gli Illuminati di Baviera, in realtà, società nata a Ingolstadt, Germania, nel 1776, era un movimento a base etica-religiosa che si proponeva l’utopistico pbiettivo di migliorare l’umanità grazie a una religione naturale e all’istituzione di un ordinamento sociale basato sui diritti dell’uomo.
Ma, nel 1779, un fantasioso ecclesiastico, Augustin de Barruel, pubblicò un’opera in 5 volumi che attribuiva agli Illuminati la responsabilità diabolica della Rivoluzione Francese, ma anche tutti i complotti contro il potere e la Chiesa a partire dal manicheismo del III secolo. Quindi, in teoria, chi attribuisce agli Illuminati tali responsabilità fa parte del potere conservatore e non il contrario.
La cattiva fama degli illuminati peggiorò nel 1924 con l’uscita di Secret and Subversive Movements di Nesta Webster, che attribuiva al movimento la responsabilità della Rivoluzione Americana contro gli inglesi e di certo “comunismo” perché l’associazione fu fondata il 1° maggio 1776 (ma sapiamo tutti che la ricorrenza è della manifestazione di operai finita tragicamente a Chicago nel 1886).
Recentemente l’Ordine degli Illuminati appare anche nella Trilogia degli Illuminati di Robert Anton Wilson e Robert Shea, The Illuminatus!, che comprende The Eye in the Pyramid, The Golden Apple, e Leviathan pubblicata negli Stati Uniti dal 1975 al 1977 (in Italia sono L’occhio nella Piramide, La mela d’oro e Il leviatano, pubblicati da Shake edizioni undeground).
La trilogia è una serie di riferimento per il movimento discordiano. Il Discordianesimo è una religione satirica e parodistica incentrata sul culto di Eris, dea greca del caos nota ai latini come Discordia e fondata nel 1957 da Greg Hill. La religione parte dall’idea che il caos sia tutto ciò che esiste, e che sia il disordine che l’ordine siano illusioni imposte su di esso.
Dalla trilogia fu ricavato un gioco di ruolo di carte chiamato Illuminatus: New World Order di Steve Jackson, dove si associava esplicitamente gli Illuminati al NWO. Nel gioco i partecipanti assumono il ruolo di potentissime società segrete che devono raggiungere la dominazione del mondo.
Nel 1991 l’ufficio di Jackson viene esaminato dai servizi segreti su ordine dal presidente George Bush e il computer sequestrato.
Infatti, analizzando alcune carte del gioco sembra siano presenti dei dettagli che fanno pensare a eventi che poi si sono verificati successivamente. Nella carta Terrorist Nuke si vede un’esplosione su un palazzo che sembrerebbe molto simile al primo schianto avvenuto l’11 Settembre 2001.
Altra carta che riconduce all’11 Settembre 2011 è quella che raffigura il Pentagono in fiamme.
La carta Oil Spill raffigura un uccello agonizzante in una chiazza di petrolio che dovrebbe essere una profezia al disastro ecologico della piattaforma petrolifera della BP Petroleum nel golfo del Messico
La carta International Weather Organization sembrerebbe descrivere le teorie del controllo mediante HAARP e le scie chimiche.
Francamente è un po’ imbarazzante il fatto che le teorie di Adam Kadmon siano state ispirate da un gioco di carte che rappresenta catastrofi mondiali. Ma speriamo che questo fenomeno mediatico servi a incuriosire il pubblico e a spingerlo a informarsi di più sul NWO, la NATO, l’ONU, l’FMI, il WTO, la Banca Mondiale, l’Unione Europea e a trarne le personali conclusioni.
In ogni caso, vi segnalo che è appena uscito in Italia un libro fortemente ispirato alla Trilogia degli Illuminati di Wilson e Shea: Trans-Human Express di Lukha B. Kremo (che lavorava alla Shake edizioni durante la pubblicazione della Trilogia).

Il primo volume della Trilogia degli Illuminati

Il primo volume della Trilogia degli Illuminati<a href="” title=”Trans-Human Express”>


Trans-Human Express

Trans-Human Express

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Booktrailer di Trans-Human Express:

Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte III


Dossier Villaggi fantasma Parte III.
Facciamo una rassegna mondiale, davvero generale, solo per dare un’idea del fenomeno, dei paesi abbandonati nel mondo (estratto da Wikipedia):
Algeria
Il villaggio di Palestro venne fondato dagli italiani nel 1867 sul fiume Ossler in Cabilia e venne distrutta nel 1871 da una confraternita musulmana di cabili.
Argentina
La maggior parte degli immigrati europei in Argentina si stabilì nelle città che offrivano lavoro. Molti si stabilirono nelle cittadine che crescevano lungo i collegamenti ferroviari.
A partire dagli anni Trenta, molti contadini si trasferirono nelle grandi città.
Gli anni Novanta videro molti paesi diventare città fantasma, quando cessarono i servizi ferroviari e i prodotti locali furono sostituiti da grandi quantità di beni economici importati. Alcune città fantasma vicine alle città offrono attrazioni turistiche, specialmente durante i weekend.
Australia
Alcune città fantasma conoscono una seconda vita, spesso dovuta al turismo che interessa le città fantasma di importanza storica, e che sostiene un’economia capace di mantenere i residenti. Ad esempio, Walhalla, in Australia, diventò una città deserta dopo che la sua miniera d’oro cessò la sua attività. In parte per la relativa accessibilità e in parte per la vicinanza ad altre località d’attrazione, Walhalla ha avuto una recente crescita in economia e popolazione.
Canada
Sono presenti città fantasma nell’Ontario del nord e nell’Ontario centrale, Columbia Britannica, Saskatchewan, Terranova e Labrador (vedi gli outport della Terranova) in Canada e in Québec (alcune di queste erano città nate per l’estrazione della legna, o sia di legna che di minerali).
Cipro
Dopo gli eventi del 1974 a Cipro, la parte meridionale di Famagosta, chiamata anche Varosha/Maraş, fu abbandonata dai suoi abitanti. Mentre la disputa non è ancora risolta, Varosha/Maraş è diventata una città fantasma e un’attrazione turistica.
Croazia
Duecastelli o Dvigrad è una cittadina medievale istriana abbandonata.
Finlandia
In Finlandia la maggior parte della popolazione vive in grandi città, e alcuni villaggi vicini al confine russo e in Lapponia, sono attualmente abbandonati.
Germania
Il villaggio di Etzweiler, nel nord-ovest della Germania, è statio abbandonato negli anni Novanta per fare posto a una miniera di carbone.
Giappone
Hashima fu una città mineraria giapponese dal 1887 al 1974, posta sull’isola omonima. Conosciuta una volta per avere la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959, 3450 abitanti per chilometro quadrato), l’isola fu abbandonata quando le miniere di carbone furono chiuse.
Guyana
Jonestown, in Guyana, divenne una città fantasma dopo il suicidio di massa della comunità del Tempio del Popolo che viveva lì.
Grecia
La città di Vathia nel sud del Peloponneso, era una tappa per i crociati che s’imbarcavano per il Medio Oriente.
Italia
Vedi le prime due parti del dossier.
Namibia
La città mineraria di Kolmanskop venne fondata dai tedeschi nei primi anni del XX secolo e oggi è abbandonata e invasa dalla sabbia.
Norvegia
Pyramiden (in russo: Пирамида) era una colonia russa di minatori nell’arcipelago delle Svalbard, Norvegia. Fu fondata dalla Svezia nel 1910, e venduto all’Unione Sovietica nel 1927. La colonia, con una popolazione di 1000 abitanti, fu abbandonata alla fine degli anni Novanta dai suoi proprietari (la compagnia statale Trust Artikugol), ed è ora una città fantasma. Non ci sono restrizioni per visitare Pyramiden, ma la maggior parte degli edifici è ora sigillata. Pyramiden è raggiungibile in battello o snowmobile.
Spagna
Ochate è un villaggio situato nel Condado de Treviño, abbandonato intorno al 1920-1930, raggiungibile solamente a piedi. Ochate ha raggiunto una certa fama per alcuni fenomeni paranormali, legati agli UFO, dato che una fotografia ritrae un oggetto non identificato volare nelle vicinanze del villaggio.
Stati Uniti d’America
Ci sono moltissime città fantasma nelle Grandi Pianure (Great Plains) statunitensi, le cui aree rurali hanno perso un terzo della loro popolazione del 1920. Inoltre, le città fantasma sono comuni nelle aree dove in passato si estraevano minerali, o erano presenti fabbriche, solitamente per la tessitura del cotone, per esempio l’insediamento di Cambria). Quando le risorse che avevano creato un boom di occupazione in queste città terminò, gli affari cessarono di esistere, e le popolazioni si trasferirono in aree più produttive. A volte una città fantasma consiste di molti vecchi edifici abbandonati (come Bodie, in California), mentre altre volte è formata semplicemente da strutture o fondamenta di costruzioni che non esistono più (come Graysonia, in Arkansas).
Vecchi insediamenti di minatori che hanno perso buona parte della loro popolazione in un certo momento della loro storia, come Central City, Aspen, Cripple Creek e Crested Butte in Colorado, Virginia City e Marysville nel Montana, Tombstone in Arizona, Deadwood in Dakota del Sud o Park City nello Utah sono spesso inclusi nella categoria, anche se ai giorni nostri sono città e paesi attivi.
Svezia
Nella città di Sjöstad, nel Närke, guerre e genocidi fermarono la vita nel 1260, quando i 700 mercanti della città attraversarono il lago di Vättern ghiacciato e furono sterminati dai Danesi. Quindi i Danesi proseguirono verso la città, distruggendola e bruciandola. La città non fu mai ricostruita. Una fattoria chiamata Skyrstad, rovine e un tesoro in argento, sono tutto ciò che testimonia la sua esistenza.
Ucraina
La città di Pripiat’ e dozzine di insediamenti minori nel nord dell’Ucraina furono abbandonati dopo il disastro di Chernobyl. L’area è rimasta inviolata da allora, ed è come una capsula del tempo dell’età dell’Unione Sovietica.
Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte IV.

Principality of Sealand


Dossier Micronazioni Parte I.
La nostra rassegna non poteva non cominciare dalla micronazione non riconosciuta più celebre: il Principato di Sealand.

Bandiera del principato di Sealand

Bandiera del principato di Sealand

Moneta da 10 $ di Sealand del 1972

Moneta da 10 $ di Sealand del 1972


Tra le molte informazioni reperibili su internet, insuperabile è la voce su Wikipedia, che riportiamo:
“Nel 1942 durante la Seconda guerra mondiale, il H.M. Fort Rough venne costruito in Inghilterra come una delle Fortezze marittime Maunsell. Comprendeva una zattera galleggiante con una sovrastruttura di due torri unite da un ponte sul quale potevano essere aggiunte altre strutture. La zattera venne trainata fino al banco di sabbia Rough Sands dove venne intenzionalmente allagata, in modo che lo scafo affondasse in una posizione di riposo sul banco di sabbia. La struttura rimasta visibile sopra le onde era la sovrastruttura del precedente vascello.
La struttura (a cui era stato dato il nome di Roughs Tower oltre a quello di Fort Rough) venne occupata da 150-300 membri della Royal Navy per tutta la Seconda guerra mondiale, ma, dopo la guerra, tutto il personale venne evacuato e l’HMS Fort Rough venne abbandonato.
Il 2 settembre 1967 il forte venne occupato da Paddy Roy Bates, un suddito britannico e pirata radio che espulse un gruppo di pirati radio concorrenti, e proclamò la “sovranità” sulla base della sua interpretazione personale delle norme internazionali.
Nel 1968 Michael Bates (figlio di Roy) venne convocato a giudizio a causa di un incidente in cui alcuni colpi vennero sparati da una fregata della marina inglese nella vicinanze di Sealand. Secondo alcuni rapporti gli occupanti del vascello intendevano espellere Bates dalla fortezza, mentre per altri stavano semplicemente tentando di riparare una vicina boa di navigazione. Il 25 novembre 1968 la corte affermò che, poiché l’incidente era avvenuto al di fuori delle acque territoriali inglesi, non aveva alcuna giurisdizione sull’avvenuto.
Nel 1978, mentre Roy Bates era assente, il “Primo Ministro” che egli aveva incaricato, il Professor Alexander G. Achenbach, e diversi cittadini dei Paesi Bassi organizzarono la cattura di Roughs Tower, trattenendo Michael, figlio di Bates, come ostaggio, prima di rilasciarlo diversi giorni dopo nei Paesi Bassi.
Bates arruolò dei mercenari e con un elicottero d’assalto riprese la fortezza. Tenne quindi prigionieri gli invasori reclamandoli come prigionieri di guerra. I cittadini dei Paesi Bassi partecipanti all’invasione furono rimpatriati alla cessazione della “guerra”; invece Achenbach, di cittadinanza tedesca, venne accusato di “tradimento contro Sealand” e imprigionato indefinitamente. I governi dei Paesi Bassi e della Germania avanzarono una petizione al governo britannico per il suo rilascio, ma la Gran Bretagna disconobbe ogni responsabilità, citando la decisione della corte del 1968.
La Germania inviò allora un diplomatico a Roughs Tower per negoziare il rilascio di Achenbach e dopo diverse settimane Roy Bates cedette, affermando successivamente che, a suo dire, la visita diplomatica costituiva il riconoscimento de facto di Sealand da parte della Germania (la Germania non ha confermato questa interpretazione personale di Bates).
In seguito al suo rimpatrio, il professor Achenbach stabilì un “Governo in esilio” in Germania, in opposizione a quello di Roy Bates, assumendo il titolo di “Segretario del Concilio Privato”. Alle dimissioni di Achenbach per ragioni di salute nell’agosto 1989 il “Ministro per la Cooperazione Economica” del governo ribelle, Johannes Seiger, assunse il controllo con la posizione di “Primo Ministro e Segretario del Concilio Privato”. Seiger continua ad affermare di essere l’autorità legittima di governo di Sealand.
Per un certo periodo, Sealand produsse in massa passaporti e li vendette (principalmente nell’Europa dell’Est) mediante un gruppo spagnolo ritenuto associato con il “governo in esilio” di Seiger. Questi passaporti che non erano stati autorizzati dalla famiglia Bates, furono coinvolti in molti crimini di alto profilo, incluso l’omicidio di Gianni Versace. A causa della quantità massiccia in circolazione (stimata in circa 150.000 unità), nel 1997 la famiglia Bates revocò tutti i “passaporti” di Sealand che aveva essa stessa “emesso” nei precedenti trenta anni.
Intorno al 2000, Sealand si fece conoscere da molti appassionati di informatica, proponendosi dapprima di ospitare siti web ritenuti di dubbia legalità nei paesi di origine, poi offrendo asilo a Napster.”

Dal 2010 il Governo di Sealand segue la NeoRepubblica di Torriglia su Twitter.

Il Principato di Sealand

Il Principato di Sealand


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