Minacce di Al Baghdadi: o è uno zombie o i media occidentali sono allo sbaraglio


L’Isis ha diffuso un nuovo discorso del suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi. Lo riferisce il Site, che monitora le attività online delle organizzazioni jihadiste. La data della registrazione non è chiara, ma nell’audio lo sceicco parlerebbe anche delle minacce della Corea del Nord a Stati Uniti e Giappone, particolare che, se confermato, potrebbe avvalorare la tesi che il Califfo sia intervenuto via voce successivamente alle ultime affermazioni sulla sua morte. In teoria, al 14 settembre, quando Pyongyang aveva minacciato di usare una testata atomica per “affondare” il Giappone e “ridurre in cenere” gli Usa (il 3 settembre era stata fatta esplodere la prima bomba all’idrogeno).
Dopo le numerose voci sulla morte dello sceicco possiamo concludere che le fonti dei media occidentali sono totalmente inattendibili, come del resto è stato per la Corea del Nord.

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Corea del Nord, test atomico provoca sisma di magnitudo 6.3


Un terremoto del 6.3 scuote la Corea del Nord. Pyongyang comunica che ieri è stato condotto con successo il test di una bomba all’idrogeno. L’esplosione sotterranea a 10 km è 5 volte più potente della bomba di Nagasaki, ed è il sesto test atomic della Corea del Nord. Scatta l’allarme di Seul: il presidente Moon jae-in convoca il Consiglio di sicurezza e l’esercito sudcoreano alza il livello d’allerta predisponendo l’attivazione del “team di risposta” alla minaccia atomica. Shinzo Abe manda i jet giapponesi per verificare il livello di radioattività. Pechino invia aerei militari al confine.

Missile nordcoreano sorvola il Giappone, convoncato il COnsiglio di Sicurezza Onu


La Corea del Nord ha lanciato un missile sconosciuto che ha sorvolato il territorio giapponese. Le autorità di Tokyo hanno invitato i cittadini giapponesi di Tohoku a prendere precauzioni e trovare riparo nei rifugi sotterranei, sebbene non si conosca il tipo di missile sparato. Il proiettile non identificato sarebbe stato lanciato intorno alle 5.57 locali da Pyongyang (poco prima delle 23.30 ora italiana). Secondo l’agenzia sudcoreana il missile si è rotto il tre parti ed è finito in mare a circa 1.180 chilometri da Cape Erimo nell’isola di Hokkaido. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha confermato che il missile ha percorso lo spazio aereo del Giappone.

E da Seul c’è stata subito anche una risposta “militare” al lancio del missile da parte di Pyongyang. La Corea del Sud ha tenuto manovre aeree con quattro caccia F-15 che hanno sganciato otto bombe MK-84 su target al Pilseung Range, campo militare sulla costa orientale: il portavoce presidenziale Park Su-hyun ha detto che il direttore della sicurezza nazionale Chung Eui-yong ha avuto un colloquio con la controparte americana H.R. McMaster sull’ultima “provocazione” del Nord.
Per questa mattina è stata convocata una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Corea del Nord continua lancio di missili


Kim Jong-un festeggia le esercitazioni militari tra Corea del Nord e Stati Uniti con un nuovo, lancio di missili, che vengono lanciati dalla provincia di Ganwon e cadono nelle acque tra la Corea del Sud e il Giappone, volando per almeno 250 chilometri.

Kim Jong-un annuncia un pacco regalo per gli Usa


La Corea del Nord rivendica con successo il lancio di ieri di un missile balistico a corto raggio supervisionato direttamente dal leader di Pyongyang, Kim Jong-Un.
“Gli yankee dovrebbero essere molto preoccupati e i gangster dell’esercito marionetta sud-coreano saranno sempre più scoraggiati” ha affermato Kim Jong-un.
Il Ministero degli Esteri di Pechino, ieri, aveva chiesto a Pyongyang di creare le condizioni per una ripresa del dialogo. La situazione nei rapporti con il regime di Kim Jong-Un, e’ stata oggetto della visita a Tokyo del più alto diplomatico cinese, Yang Jiechi. Yang ha incontrato ieri il consigliere per la Sicurezza Nazionale giapponese, Shotaro Yachi, con cui ha discusso delle questioni che dividono i due Paesi, in particolare le rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mare Cinese Orientale, e della Corea del Nord.

Tensioni per il prossimo G7


Il prossimo G7 di Bruxelles (grande assente la Russia) minaccia nuove sanzioni alla Russia se Mosca non accetterà il risultato delle elezioni presidenziali ucraine e non smetterà di sostenere i separatisti della regione orientale dell’Ucraina. Il G7 è pronto a “intensificare sanzioni mirate” contro Mosca se non verrà accelerato il ritiro delle truppe dai confini dell’Ucraina. Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Canada e Stati Uniti scrivono nero su bianco nella bozza del comunicato finale del vertice, in programma stasera e domani a Bruxelles.

TRACCE SONORE: Gerogerigegege – Tokyo Anal Dynamite


Gerogerigegege – Tokyo Anal Dynamite

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Questa non è una recensione, ma un ricordo e un aneddoto.
Il disco in questione, uno dei massimi capolavori del noise giapponese, mi fu regalato tantissimi anni fa da un amico di ritorno da un suo viaggio a Napoli. Lo acquistò in uno dei negozi allora simbolo del nuovo, diverso, emergente; Demos.
Un punto di riferimento nazionale e oltre per chiunque volesse ascoltare qualcosa di davvero notevole fuori da ogni schema.
L’amico me lo regalò perché venne a sapere che mi stavo convertendo all’ascolto dei CD e che avevo acquistato, in prospettiva appunto, un lettore CD.
Il mio primo CD….
Fu un regalo inaspettato e davvero gradito.
Quando me lo portò, mi chiese di sentirlo al momento.
Peccato che l’amico non sapesse neppure lontanamente chi fossero i disperati Gerogerigegege.
Il CD, registrato dal vivo, propone in 35 minuti scarsi 75 brani.
Brani è una parola grossa in questo caso.
L’inizio è travolgente; un caos totale che in realtà non è altro che il bassista che sta accordando lo strumento prima di iniziare.
Poi il macello. Un rumore scomposto, terrificante, assurdo, riempie tutto lo spazio sonoro. Il tempo di un lampo e il primo brano è già terminato.
Applausi, ebbene sì applausi, e subito parte il secondo brano, altrettanto terribile.
Trenta secondi e il tornado finisce.
E via così fino alla fine per 75 interminabili, lunghissimi, strazianti 35 minuti.
Il tutto condito da inizi alla Ramones con il classico one two three four prima del tornado e dalla presentazione di alcune cover, opportunamente passate al tritacarne. Impossibile riconoscerle, il macello sonoro non cambia.
Il CD, che ho ascoltato con piacere più di una volta, lo inserisco nel lettore ancora adesso quando qualche amico che viene a trovarmi mi chiede di ascoltare qualcosa di strano.
L’effetto è sempre spiazzante e devastante e io mi diverto a vedere le loro facce.
E vi assicuro che è divertente l’inizio. I meno avvezzi a questi suoni, suoni (ripeto) è una parola grossa, pensano sia già rumore. Invece il VERO rumore arriva dopo.

Questa volta non auguro buon ascolto ma se volete avvicinarvi a questi pazzoidi consiglio anche il 7″ Yellow Trash Bazooka in cui sono presenti 79 mini tracce i cui titoli iniziano tutti con la lettera G, sono tutti in ordine alfabetico e vengono tutti presentati dal bassista. Si passa da G a Gynecologist. Qui la durata media è di cinque secondi a brano. Qualsiasi aggettivo è inutile. Va ascoltato

massimo ODRZ

Il tifone del secolo si abbatte sulle Filippine


Molto probabilmente è il tifone orientale più potente mai registrato dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche (e dei cicloni di tutto il mondo): chiamato Haiyuan (Yolanda nelle Filippine) è quello che si è abbattuto con venti fino a 315 km/h nel sud del Paese, soprattutto sulla città di Tacloban e dintorni, mietendo migliaia di vittime (ci vorranno settimane per fare una conta ufficiale, si stimano diverse migliaia di morti). Un disastro paragonabile allo tsunami in Giappone.
L’aereoporto di Tacloban appare come una landa desolata di fango, con i tetti di stagno contorti e le auto rovesciate. Le finestre della torre dello scalo sono distrutte. Non c’è energia elettrica, non c’è acqua. Le persone sono disperate. Ci sono dei saccheggi, ha raccontato il segretario della Difesa, Voltaire Gazmin. «L’acqua era alta come una palma» ha raccontato Sandy Torotoro, residente di Tacloban. L’uomo, 44 anni, un tassista di biciclette, ha spiegato che lui e altre persone si sono rifugiati dentro una jeep parcheggiata per proteggersi, ma che il veicolo è stato trasportato via da un muro di acqua. L’abitazione, dove l’uomo viveva con la moglie e la figlia di 8 anni, vicino all’aeroporto, è stata spazzata via.
Le nazioni e le organizzazioni internazionali sono già in moto per mandare aiuti.

Per capire la devastaione di Yolanda/Haiyuan basta questa tabella dei cicloni più violenti.
In base all massima raffica di vento:

1) Ida (tifone, 1978): 325 km/h
2) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
3) Tip (tifone, 1979): 305 km/h
4) Camille (uragano, 1969): 305 km/h
5) Allen (uragano, 1980): 305 km/h
6) Nora (tifone, 1973): 295 km/h
7) June (tifone, 1975): 295 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 295 km/h
9) Rita (uragano, 2005): 285 km/h
10) Katrina (uragano, 2005): 280 km/h

In base alla pressione:
1) Tip (tifone, 1979): 870 hPa
2) Nora (tifone, 1973): 875 hPa
3) June (tifone, 1975): 875 hPa
4) Ida (tifone, 1978): 877 hPa
5) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
6) Rita (tifone, 1978): 880 hPa
7) Vanessa (tifone, 1984): 880 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 882 hPa
9-10) vari tifoni: 880 hPa

Aspettiamo i (tristi) dati di Haiyuan/Yolanda, possiamo notare che i tifoni orientali sono statisticamente poco più potenti degli uragani americani, anche se spesso le raffiche più violente sono raggiunte anche dagli uragani (ma questo potrebbe essere dato dalla maggiore capillarità delle stazioni meteo Usa rispetto a quello orientali, che possono così registrare più raffiche).
Ma l’aspetto più inquietante è che le registrazioni scientifiche partono almeno dalla fine dell’Ottocento, ma nei primi posti il tifone più datato è del 1966! Conferma che i cicloni tropicali e i fenomeni atmosferici in generale sono molto più violenti ed estremi che nel recente passato.
Infine, per rallegrarvi, vorrei ricordare che i cicloni NON sono i fenomeniatmosferici più violenti, ma sono i tornado, twister o trombe d’aria che dir si voglia, i più potenti hanno raggiunto i 480 km/h circa.

TRACCE SONORE: Phew – Les disques du soleil et de l’acier


Phew - Les disques du soleil et de l'acier

Phew – Les disques du soleil et de l’acier

TRACCE SONORE: Phew – Les disques du soleil et de l’acier

Phew (cioè il verso che si fa quando la professoressa ha deciso di interrogare un altro, in italiano Fiuuu), è la sigla dietro cui si cela la vocalist d’avanguardia Hiromi Moritani, membro, alla fine degli anni 70, del gruppo punk Aunt Sally, che vanta anche una collaborazione con Sakamoto, nonché con qualche membro dei DAF e degli Einstürzende Neubauten.
Questo disco, titolato Les disques du soleil et de l’acier è una nuova versione (del 1991) del primo album (Phew, del 1981), in cui la vocalist è accompagnata da parte dei membri dei Can.

La sua voce scava nella tradizione giapponese per espellere ciò che trova verso un futuro ignoto. Si comincia con un cantato lievemente fuori tono su un ritmo di batteria che richiama la tradizione nipponica. Poi ci s’immerge in un ritmo electro quasi body music con inneggi al dio/imperatore Hiro Hito da togliere il fiato (e parteggiare per l’ultimo impero sulla Terra).

Procedendo nell’ascolto ci si chiede quale linea prevalga, e allora si capisce la volontà di coniugare la tradizione con il gothic europeo, dove la voce femminile diventa ipnosi e l’elettronica assume atmosfere oscure e cyberpunk. La dissonanza tra la voce sempre fuori tono e la suite elettronica si fa sempre più una complicità da scherzo ben riuscito e, se a un certo punto si sfiora il sogno/incubo tecnologico, si torna presto a una nenia da giro-girotondo postmoderno, postumano, mai troppo serio, ma mai troppo leggero. Nell’ultima traccia si ritorna alla tradizione, come dire: questo è il giappone moderno, ironico e innovativo, pur non rinnegando la tradizione.

Ascoltabilissimo ma assolutamente originale.
Sayonara Hiro Hito!

Kremo

Dal Giappone Kairan 17 per Mail4Freedom


La mail-art zine Kairan esce con il numero 17 dopo un periodo di silenzio. La zine curata da Gianni Simone in Giappone presenta tra le altre cose un excursus di Vittore Baroni sulle “catene postali”.

Copertina di Kairan 17 a cura di Gianni Simone

Copertina di Kairan 17 a cura di Gianni Simone


Busta di Gianni Simone

Busta di Gianni Simone

Busta di Gianni Simone

Busta di Gianni Simone

Coincidenza: l’uomo che gestì la centrale di Fukushima è morto di cancro


Muore a 58 anni per un cancro allo stomaco l’ex responsabile della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, Masao Yoshida: era l’uomo che con indubbio eroismo cercò di gestire al meglio la grave emergenza causata dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011 in Giappone.
La situazione dopo 2 anni e mezzo è ancora molto problematica: l’acqua con alti livelli di radioattività continua a inquinare il terreno intorno agli impianti danneggiati e finisce per contaminare l’Oceano Pacifico. La conferma è arrivata dal responsabile dell’Autorità di regolamentazione del settore nucleare, Shunichi Tanaka.
Naturalmente siamo tutti sorpresi a constatare la coincidenza della morte per cancro di Masao Yoshida. Eh sì, perché così sostengono certi sostenitori dell’energia nucleare.
Anche a essere favorevoli a questo tipo di energia, vien da chiedersi perché continuino a nascondere e prendere in giro la gente, (ricordate lo spot sul nucleare? Ne parlammo 2 mesi prima dello tsunami, denunciandolo come di parte, e quindi come “presa in giro”).
Ripeto, a essere favorevole (ma sono sempre meno i pro-nucleare), vien voglia di schierarsi con chi invece pensa che sia un’energia pericolosa per l’ambiente, e che i vantaggi siano troppo esigui rispetto ai rischi.

Nuova moda dal Giappone: condanne a morte


Due condanne a morte sono state eseguite il 25 aprile 2013 in Giappone.
Le esecuzioni sono state effettuate per impiccagione e seguono quelle di tre giustiziati del 21 febbraio 2013, decise sotto il governo guidato dal premier conservatore Shinzo Abe, salito al potere sulla spinta delle elezioni politiche vinte il 16 dicembre scorso.
I detenuti giustiziati sono Katsuji Hamasaki (64 anni) e Yoshihide Miyagi (56 anni), affiliati alla Yakuza sono stati giudicati colpevoli dell’omicidio nel 2005 di due uomini legati a un clan rivale, freddati in un ristorante di Ichihara, nella prefettura di Chiba.

Il 15 aprile la Corea del Nord lancerà missili contro la Corea del Sud?


Ieri, 10 aprile 2013 la Corea del Nord ha spostato due missili a medio raggio Musudan, finora tenuti in un hangar nella città di Wonsan, sulla costa orientale del Paese, mentre nella provincia di Hamgyeong meridionale vi sono veicoli che sembrerebbero rampe di lancio mobili. I missili Musudan hanno un raggio di gittata tra i 3 e i 4000 chilometri, il che vuol dire che potrebbero colpire la Corea del Nord, il Giappone e persino la base Usa a Guam. Seul ha dispiegato tre cacciatorpedinieri, un velivolo per la sorveglianza aerea e un sistema di radar di terra. Kim Jong-un potrebbe lanciare un missile proprio il prossimo 15 aprile, giorno in cui è nato il Kim Il-sung, “mitico” fondatore del partito e nonno dell’attuale leader.
La Corea del Nord è tornata oggi ad accusare il governo di Park Geun-hye di aver provocato la crisi e ha minacciato di chiudere il complesso industriale di Kaesong (in territorio sudcoreano in cui lavorano operai nordcoreani, unico progetto intercoreano). Per parte sua, il ministro dell’Unificazione della Corea del Sud è tornato a chiedere il dialogo e anzi il governo sudcoreano ha annunciato che, nonostante le continue minacce, continuerà a inviare aiuti umanitari alla popolazione stremata del Nord.
Il grande bluff continua e anche il lancio dei missili (quasi certo) servirà a contribuire allo “spauracchio” nordcoreano.

Corea del Nord e Usa fanno prove tecniche di guerra nucleare


La corea del Nord (quella di Pyongyang) studia azioni militari corrispondenti contro le basi Usa in Giappone e a Guam, dopo le esercitazioni coordinate tra Stati Uniti e Corea del Sud.
Per quanto quello nordcoreano sia un regime riprovevole e antidemocratico, mi chiedo come si faccia a non prendere in considerazione le responsabilità Usa, che tranquillamente fanno esercitazioni militari attorno a un regime considerato pericoloso e, ricordo, appocciato dalla Cina. Queste azioni (americane) si chiamano provocazioni. E quello che ne consegue è responsabilità di chi provoca.

Ryosuko Cohen’s Brain Cell


Ecco un nuovo mail-patchwork firmato dal giapponese Ryosuke Cohen, ormai quasi un appuntamento fisso di Mail4Freedom:

Brain Cell #847 di Ryosuke Cohen

Brain Cell #847 di Ryosuke Cohen

Partecipanti a Mail4Freedom Micronational [28 nevoso 132 >… (18/1/2013 >…)]:
Maurizio Follin

Partecipanti a Mail4Freedom Music: Responce [28 nevoso 132 >… (18/1/2013 >…)]:
Pedro Bericat

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Happy New Eon” [21 brumaio 132 > 27 nevoso 132 (14/11/2012 > 17/1/2013)]

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Begins” [20 brumaio 131 > 20 brumaio 132 (13/11/2011 > 13/11/2012)].

Terremoto dell’Aquila: “State tranquilli a casa, tanto non ne sappiamo un cazzo!”


Non è la prima volta che parliamo di terremoto e geologi: ci teniamo a premettere che noi siamo per la scienza e siamo con gli scienziati, ma se insistiamo su questo argomento è perché notiamo un certo comportamento nei confronti dell’informazione scientifica che non ci piace affatto.
Il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima della scossa che distrusse L’Aquila e provocò 309 morti, vi fu una riunione della Commissione Grandi Rischi, convocata appositamente dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in conseguenza dello sciame sismico che da giorni interessava la città.
Cosa esce dalla riunione? Nulla, visto che i geologi specialisti del caso hanno rassicurato tutti, alcuni dei quali tacciando di “allarmismo” certe voci insistenti di pericolo di forte terremoto imminente che in verità da mesi giravano in tutto l’Abruzzo.
Così, dopo 3 anni e mezzo, il giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi ha condannato a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose l’allora presidente della Grandi Rischi Franco Barberi, l’allora vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, l’allora presidente dell’Ingv Enzo Boschi, il direttore del servizio sismico del Dipartimento della Protezione Civile Mauro Dolce, il direttore del centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, il direttore di Eucentre Gian Michele Calvi, il professore di fisica dell’Università di Genova Claudio Eva, colpevoli di aver sottovalutato il pericolo, di aver fornito informazioni imprecise e incomplete, di esser venuti meno ai loro doveri. La difesa fa notare che la responsabilità degli scienziati era quella e soltanto quella di fornire un quadro chiaro a chi poi doveva decidere e comunicare le decisioni alla popolazione. Ma la valutazione, come scritto nel capo d’imputazione, è stata giudicata “approssimativa, generica e inefficace”, sia in relazione all’attività della commissione sia ai doveri di
“prevenzione e previsione”, che ha portato gli scienziati a fornire, dopo la famosa riunione, “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica, vanificando le attività di tutela della popolazione”.
I cittadini applaudono, altri, evidentemente non aquilani, gridano alo scandalo, sostenendo che gli scienziati “non avevano la sfera di cristallo” o che “una cosa così succede solo in Italia, e non in Giappone o in Usa”.
C’è un po’ di confusione: se una cosa così succede solo in Italia non stupisce, solo in Italia la parola “allarmismo” viene affiancata a un reato, differentemente dagli Stati Uniti, dove per uno tsunami di 30 cm si fanno squillare le sirene tutta la notte, mente in Italia non bastano alluvioni catastrofiche per evitare l’accusa di allarmismo per ogni allerta che non ha come conseguenza dei decessi!
Diciamolo: l’Italia ha un che di omertoso quando si parla di rischio: allertare (e informare sui pericoli) significa impanicare l’opinione pubblica. Ecco perché succede in italia.
Quanto alla sfera di cristallo, mi chiedo come mai, ora, durante lo sciame sismico del pollino, la stessa Commissione usi altri termini, informando e sostenendo che “possono esserci scosse più forti”, che “non siamo in grado di dire se ci potrà essere un’altra scossa più forte”, che “come nel terremoto dell’Umbria o dell’Emilia, ci sono state due grandi scosse e non una singola” e addirittura allestendo campi di tende quando ancora non ci sono morti o quasi. Frasi diverse dal “non possiamo prevedere la scossa, quindi state tranquilli a casa”, magari in strutture fatiscenti come il pensionato studentesco dell’Aquila.
Se l’atteggiamento sembra cambiare, significa che quello di prima era sbagliato. Ed era punibile.
Oltre al comportamento durante l’emergenza, fondamentale è l’educazione idrogeologica.
Soprattutto in Paesi come il Giappone, non si lascia nell’ignoranza totale la popolazione, ma s’informa per filo e per segno al comportamento da prendere in caso di sisma, o di alluvione. Da come costruire gli edifici, fino a come comportarsi durante l’emergenza. Perché l’Italia è una zona sismica e idrogeologicamente instabile, ovunque, e tutti dovrebbero sapere cosa fare. E invece non è così: si costruisce sopra i greti dei fiumi, si tirano su capannoni “appoggiando” i pilastri, e poi si vedono persone che scappano a caso in preda al panico, o che attraversano ponti con fiumi in piena. alcuni dei quali, come a Genova, non vengono nemmeno considerati torrenti, ma semplici fogne.

Mail4Freedom Begins & Brain Cell: Ryosuke Cohen


Ryosuke Cohen conferma la proficua corrispondenza con la Neorepubblica di Torriglia.

Brain Cell #september 2012

Brain Cell #september 2012


Vedi altri partecipanti:
Aine Scannell
ODRZ
Tiziana Baracchi – Ambasciata di venezia
Paul Tiililä
Michel Della Vedova
Stefano Sini Fossiànt
Maurizio Follin
Vittore Baroni
Claudio Romeo

Chi c’è dietro la crisi: facciamo i nomi


Cerchiamo di analizzare la crisi per cercare cosa sta succedendo veramente e chi sono i veri responsabili. Giustamente i Tg nazionali, avendo un pubblico generalista che deve comprare i servizi pubblicizzati, non può approfondire più di tanto la questione. Noi cercheremo di farlo usando un linguaggio il meno possibile specialistico.
Cominciamo dall’inizio: 2006.
Già in quell’epoca ci sentivamo dire che “prima o poi la bolla immobiliare sarebbe scoppiata”. S’intendeva che l’aumento degli immobili del 10% annuo non poteva andare avanti perché era un aumento fasullo (infatti il valore catastale era sempre più lontano da quello commerciale) causato dagli speculatori del caso (società edili, agenzie immobiliari, banche che elargivano prestiti).
La causa primaria di questo aumento era infatti il prestito indiscriminato, anche a chi non se lo poteva veramente permettere. Ma questo aumento giovava apparentemente a tutti. Vediamo perché.
Il “mutuo facile” accontentava chi aveva sempre vissuto in una casa modesta: mutui di centinaia di migliaia di euro a tasso variabile permettevano, in 30 o 35 anni (in altri Paesi, come il Giappone, si arrivava a 50 anni o più, regalando di fatto ai figli un debito enorme), rate di partenza abbastanza basse da permettere loro di acquistare una villetta o un appartamento molto più grande di quello posseduto prima. Si è visto di tutto: operai con quadrilocale in città, villetta al mare e in montagna e via dicendo.
Il “mutuo facile” accontentava le banche che spremevano gli ingenui compratori con tassi da strozzini e Spread arbitrari (lo Spread, in questo caso, è un tasso aggiunto al tasso nominale).
Il “mutuo facile” incrementava le compravendite di immobili, rendendo felici le agenzie.
Incrementando le compravendite, s’incrementava il valore commerciale degli immobili, facendo guadagnare le banche (prestito più alto, maggiori interessi), le agenzie (che lavorano a percentuale) e i proprietari di casa, che si trovavano di colpo a possedere case milionarie.
Naturalmente, procedendo così, il valore era sempre più fasullo, i tassi tendevano ad aumentare a causa degli eccessi di prestito e tutti sapevano che non poteva andare avanti all’infinito. Ma nessuno ha cercato di invertire la tendenza per tempo. Stato o governi compresi.
Si sapeva già chi erano i colpevoli, ma si lasciava fare.
Così, l’esplosione preannunciata della bolla immobiliare avvenne alla fine del 2006 negli Stati Uniti, lo Stato che aveva più estremizzato il sistema dei prestiti e dei debiti.
Negli Usa, e nel mondo anglosassone in generale, si usavano infatti molti mutui subprime, letteralmente mutui a clienti “sub”-prime, quindi sotto il livello di chi poteva effettivamente permetterseli.
Le banche prestavano soldi a chi probabilmente sarebbe diventato insolvente perché il maggior rischio veniva compensato da un maggior guadagno, quindi tassi di interesse più alti, che chi si vedeva realizzare il sogno di una casa grande era disposto a pagare. Inoltre, in uno scenario di tassi e prezzi degli immobili in crescita, la segreta speranza era proprio che dopo un tempo ragionevolmente breve il mutuatario non riuscisse a onorare il pagamento e gli si potesse legalmente sottrarre l’immobile, rivendendolo a prezzo altissimo.
In questo senso, una vera circonvenzione di chi non poteva comprendere questi machiavellici meccanismi finanziari. Una pratica che i governi avevano l’obbligo di impedire, dato che il loro compito è anche quello di difendere le classi meno difendibili. Ma ciò non hanno fatto, evidentemente perché i loro componenti avevano il propri interessi.
In effetti successe proprio come previsto, i tassi variabili aumentarono (fenomeno che si verificò anche in Italia) finché i proprietari non riuscirono più a pagare le rate, divenendo insolventi.
Quello che i dirigenti delle banche non previdero (oppure preferirono guadagnare a sproposito prima di andare in pensione, lasciando i debiti in eredità) è che gli insolventi si moltiplicarono in numero tale da far saltare i conti delle banche.
La crisi diventò palpabile nel febbraio-marzo 2007 e nel settembre-ottobre 2008, bimestre in cui scomparirono le banche d’affari più note: il 15 settembre 2008 Lehman Brothers dichiara la bancarotta, il 22 settembre Goldman Sachs e Morgan Stanley diventano banche normali. Tutti gli indici borsistici mondiali fltterono in maniera consistente, arrivando mediamente sui livelli di 10 anni prima.
Questa prima crisi (detta dei subprime statunitensi) si è poi ripercossa in Europa e nei Paesi in via di sviluppo, per il carattere globalizzato dei mercati finanziari odierni. Infatti, qualunque titolo può essere mercanteggiato: se si possiede un credito, anziché aspettare che il debitore compia il suo dovere restituendelo, si può rivenderlo.
In sostanza, diventa un’obbligazione garantita dal credito, e psicologicamente cessa di essere un mutuo pagato da una persona che se non paga perde una casa e finisce in mezzo a una strada, e così i crediti derivati da mutui subprime vennero venduti senza limiti in tutto il mondo. In Italia un po’ meno che altrove, grazie a una maggiore prudenza e alla resistenza psicologica di basare l’economia personale sul mercato del credito.
Così, dal 2010, la crisi ha preso una nuova forma e sembra che l’Europa e in particolare i Paesi più deboli dell’Unione Monetaria (i PIGS: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, a cui segue a ruota l’Italia) stiano subendo l’attacco di nuovi speculatori che, in pratica, riscono a mettere in difficoltà interi Paesi (preferibilmente i più deboli per vari motivi) semplicemente controllando la compravendita dei titoli di Stato.
E questo mette in luce un altro fenomeno: negli ultimi 15 anni circa i mercati finanziari sono dominati da pochi grandi operatori che controllano il 70% dei flussi finanziari che quindi permette loro di controllare i mercati.
Si tratta di una quindicina di banche e società di intermediazione mobiliare, tra cui J.P. Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas. Oltre loro ci sono una miriade di piccoli risparmiatori che non contano nulla. Occupay Wall Street ha diffuso un elenco con i nomi e cognomi dei dirigienti e dei manager senza dubbio coinvolti nella questione. Sappiamo chi sono i colpevoli (almeno una parte), chi sono i famosi speculatori capaci di demolire l’economia di un Paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA (quindi con l’appoggio del governo), che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d’affari, garantendo la liberizzazione totale dei movimenti di capitale nel mondo con cui spostano liquidi da un Paese all’altro senza costi o vincoli e la possibilità di determinare in modo virtuale il valore delle monete.
Infatti, fino al 1971 il dollaro (moneta di riferimento mondiale) era agganciato all’oro, quindi si poteva quantificare il suo valore, da quell’anno il valore di tutte le monete è invece determinato dagli stessi mercati finanziari. Questo fenomeno, del controllo totale dei mercati finanziari, compresi quelli dei Paesi sovrani e delle monete nazionali, è chiamato “Signoraggio“. Avete letto sulle vecchie banconote della lira e ora dell’euro? Prima c’era scritto “Repubblica Italiana” (per esempio nella banconota da cinquecento lire), poi “Banca d’Italia” (dalle mille lire in poi), che è un’istituzione privata (Bankitalia).
La speculazione avviene tramite un’ampia serie di “strumenti”, dalle vendite allo scoperto a derivati di tutti tipi e usi, spesso fuori dal controllo degli organi istituzionali e spesso illeciti.
Per esempio, abbattono il valore del denaro oppure speculano sulle materie prime, aumentando il prezzo del grano o del petrolio.
Infine, speculano sui titoli di Stato come sta accadendo ora indebitandolo ancora di più.
In definitiva, credo che il quadro sia ora più chiaro.
Un fenomeno predatorio da rendere illegale come il prestito subprime, ha creato una crisi e ha messo in luce, suo malgrado, le vere pratiche della finanza d’assalto e, in ultima analisi, del capitalismo sfrenato.
Speculatori, banche, assicurazioni, mediatori creditizi, agenzie finanziarie, agenzie e periti immobiliari, con la connivenza delle agenzie di rating e dell’assenza della difesa dei ceti deboli e medio bassi da parte dello Stato, stanno ricreando la “nuova aristocrazia mondiale”.

Ora forse non sembrerà più tanto una follia creare una Neorepubbblica autonoma, richiamando l’attenzione dell’assenza (o connivenza) dei governi che contano o delle classi colpite dalla crisi, soggiogate da queste nuove istituzioni finanziare.
Già dal 2003 al 2006 il nostro capo di Stato Lukha B. Kremo girava l’Italia “urlando” nei suoi reading inquietanti ammonimenti nei confronti di banche, assicurazioni e finanza, preso forse per un demagogo o un folle predicatore.
Quello che “predica” oggi non è solo una semplice Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie), che è un inutile palliativo, ma un’Europa e un mondo politico che controlli il mondo della finanza e non il contrario, delle leggi che tutelino contro questi giochi finanziari, i prodotti derivati e il gioco d’azzardo in generale (che altro non sono).
Noi non siamo ottimisti: per il momento i governi fomentano sempre di più il gioco d’azzardo (qualche anno fa almeno non lo promuovevano con stupide lotterie e gratta-e-perdi), e l’Europa istituisce il MES, altra istituzione non democratica per il controllo dei conti dei singoli Stati (vedi il nostro articolo). In definitiva, troppi speculatori fanno parte della stessa famiglia di governanti e parlamentari: non c’è da aspettarsi niente di buono se non la solita accorta tutela dei grandi capitali.
Il consiglio, a noi singoli cittadini, è staccarsi progressivamente il più possibile da questo sistema finanziario (basta prestiti, conti correnti e assicurazioni), far sentire la propria voce nelle piazze e non dare mai la fiducia a un politico in perpetuo, ma verificare, mese per mese, i suoi effettivi interessi e la resistenza ai poteri forti.

Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte III


Dossier Villaggi fantasma Parte III.
Facciamo una rassegna mondiale, davvero generale, solo per dare un’idea del fenomeno, dei paesi abbandonati nel mondo (estratto da Wikipedia):
Algeria
Il villaggio di Palestro venne fondato dagli italiani nel 1867 sul fiume Ossler in Cabilia e venne distrutta nel 1871 da una confraternita musulmana di cabili.
Argentina
La maggior parte degli immigrati europei in Argentina si stabilì nelle città che offrivano lavoro. Molti si stabilirono nelle cittadine che crescevano lungo i collegamenti ferroviari.
A partire dagli anni Trenta, molti contadini si trasferirono nelle grandi città.
Gli anni Novanta videro molti paesi diventare città fantasma, quando cessarono i servizi ferroviari e i prodotti locali furono sostituiti da grandi quantità di beni economici importati. Alcune città fantasma vicine alle città offrono attrazioni turistiche, specialmente durante i weekend.
Australia
Alcune città fantasma conoscono una seconda vita, spesso dovuta al turismo che interessa le città fantasma di importanza storica, e che sostiene un’economia capace di mantenere i residenti. Ad esempio, Walhalla, in Australia, diventò una città deserta dopo che la sua miniera d’oro cessò la sua attività. In parte per la relativa accessibilità e in parte per la vicinanza ad altre località d’attrazione, Walhalla ha avuto una recente crescita in economia e popolazione.
Canada
Sono presenti città fantasma nell’Ontario del nord e nell’Ontario centrale, Columbia Britannica, Saskatchewan, Terranova e Labrador (vedi gli outport della Terranova) in Canada e in Québec (alcune di queste erano città nate per l’estrazione della legna, o sia di legna che di minerali).
Cipro
Dopo gli eventi del 1974 a Cipro, la parte meridionale di Famagosta, chiamata anche Varosha/Maraş, fu abbandonata dai suoi abitanti. Mentre la disputa non è ancora risolta, Varosha/Maraş è diventata una città fantasma e un’attrazione turistica.
Croazia
Duecastelli o Dvigrad è una cittadina medievale istriana abbandonata.
Finlandia
In Finlandia la maggior parte della popolazione vive in grandi città, e alcuni villaggi vicini al confine russo e in Lapponia, sono attualmente abbandonati.
Germania
Il villaggio di Etzweiler, nel nord-ovest della Germania, è statio abbandonato negli anni Novanta per fare posto a una miniera di carbone.
Giappone
Hashima fu una città mineraria giapponese dal 1887 al 1974, posta sull’isola omonima. Conosciuta una volta per avere la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959, 3450 abitanti per chilometro quadrato), l’isola fu abbandonata quando le miniere di carbone furono chiuse.
Guyana
Jonestown, in Guyana, divenne una città fantasma dopo il suicidio di massa della comunità del Tempio del Popolo che viveva lì.
Grecia
La città di Vathia nel sud del Peloponneso, era una tappa per i crociati che s’imbarcavano per il Medio Oriente.
Italia
Vedi le prime due parti del dossier.
Namibia
La città mineraria di Kolmanskop venne fondata dai tedeschi nei primi anni del XX secolo e oggi è abbandonata e invasa dalla sabbia.
Norvegia
Pyramiden (in russo: Пирамида) era una colonia russa di minatori nell’arcipelago delle Svalbard, Norvegia. Fu fondata dalla Svezia nel 1910, e venduto all’Unione Sovietica nel 1927. La colonia, con una popolazione di 1000 abitanti, fu abbandonata alla fine degli anni Novanta dai suoi proprietari (la compagnia statale Trust Artikugol), ed è ora una città fantasma. Non ci sono restrizioni per visitare Pyramiden, ma la maggior parte degli edifici è ora sigillata. Pyramiden è raggiungibile in battello o snowmobile.
Spagna
Ochate è un villaggio situato nel Condado de Treviño, abbandonato intorno al 1920-1930, raggiungibile solamente a piedi. Ochate ha raggiunto una certa fama per alcuni fenomeni paranormali, legati agli UFO, dato che una fotografia ritrae un oggetto non identificato volare nelle vicinanze del villaggio.
Stati Uniti d’America
Ci sono moltissime città fantasma nelle Grandi Pianure (Great Plains) statunitensi, le cui aree rurali hanno perso un terzo della loro popolazione del 1920. Inoltre, le città fantasma sono comuni nelle aree dove in passato si estraevano minerali, o erano presenti fabbriche, solitamente per la tessitura del cotone, per esempio l’insediamento di Cambria). Quando le risorse che avevano creato un boom di occupazione in queste città terminò, gli affari cessarono di esistere, e le popolazioni si trasferirono in aree più produttive. A volte una città fantasma consiste di molti vecchi edifici abbandonati (come Bodie, in California), mentre altre volte è formata semplicemente da strutture o fondamenta di costruzioni che non esistono più (come Graysonia, in Arkansas).
Vecchi insediamenti di minatori che hanno perso buona parte della loro popolazione in un certo momento della loro storia, come Central City, Aspen, Cripple Creek e Crested Butte in Colorado, Virginia City e Marysville nel Montana, Tombstone in Arizona, Deadwood in Dakota del Sud o Park City nello Utah sono spesso inclusi nella categoria, anche se ai giorni nostri sono città e paesi attivi.
Svezia
Nella città di Sjöstad, nel Närke, guerre e genocidi fermarono la vita nel 1260, quando i 700 mercanti della città attraversarono il lago di Vättern ghiacciato e furono sterminati dai Danesi. Quindi i Danesi proseguirono verso la città, distruggendola e bruciandola. La città non fu mai ricostruita. Una fattoria chiamata Skyrstad, rovine e un tesoro in argento, sono tutto ciò che testimonia la sua esistenza.
Ucraina
La città di Pripiat’ e dozzine di insediamenti minori nel nord dell’Ucraina furono abbandonati dopo il disastro di Chernobyl. L’area è rimasta inviolata da allora, ed è come una capsula del tempo dell’età dell’Unione Sovietica.
Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte IV.

Fracking all’origine del terremoto in Emilia?


Impariamo una parola nuova: Fracking.
Si tratta di una fratturazione idraulica, detta anche hydrofracking, per lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso.
La fratturazione, detta frack job, viene iniziata da una trivellazione eseguita in una formazione di rocce petrolifere, per aumentare l’estrazione e il tasso di recupero del petrolio e del gas naturale contenuti nel giacimento.
La perforazione idraulica del territorio avviene sia in senso verticale che in senso orizzontale, parallelamente al terreno.
L’utilizzo di queste tecniche di estrazione invasive che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistono principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.
Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segreta (top secret industriale) che potrebbero essere la concausa scatenante dei terremoti.
Le scosse di questi giorni nel nord Italia sono in corrispondenza dei cosiddetti “Shale Gas”, ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in particolare della società ERG Rivara per il giacimento sotterraneo di gas naturale. La società in questione nega qualsiasi responsabilità, ma molti abitanti della zona hanno visto le trivelle al lavoro e hanno sentito inquietanti deflagrazioni notturne (non stiamo parlando di paranoie complottiste, ne ha parlato anche il Corriere della Sera).

Fracking e terremoti

Fracking e terremoti


Il fenomeno della “liquefazione delle sabbie”, rarissimo e legato sopratutto ai terremoti di altissima intensità, di solito di magnitudo di almeno 7 o 8 (probabilmente mai avvenuto in Italia, ve ne sono delle immagini dal Giappone), si è legato nel modenese al fenomeno dei “fontanazzi” (rigurgiti di acqua e/o fango di solito a causa di inondazioni e non certo ai terremoti), creando un’inedita associazione del fenomeno di “liquefazione delle sabbie” a un terremoto di relativa bassa intensità (Magnitudo 6).
Un suggerimento in più ai sismologi, di questi tempi disorientati dalle loro “non previsioni” e dal dover “correggere” il rischio di sismicità dopo che avvengono i fenomeni e non il contrario.

Mail4Freedom Begins: dal Giappone Ryosuke Cohen


In risposta al progetto micronation/mail-art “Mail4Freedom”, l’artista nipponico Ryosuke Cohen risponde con questi due progetti: il primo nato nel 1985, ben 27 anni fa!

Brain Cell

Brain Cell


Orion Soup

Orion Soup


Busta di Ryosuke Cohen

Busta di Ryosuke Cohen


Vedi altri partecipanti:
Tiziana Baracchi – Ambasciata di venezia
Paul Tiililä
Michel Della Vedova
Stefano Sini Fossiànt
Maurizio Follin
Vittore Baroni
Claudio Romeo

Giappone e Libia: nuove non nuove


Nuovo forte sisma nel nord del Giappone: 6,4 Richter, epicentro non lontano da quello del sisma catastrofico dell’11 marzo. La centrale nucleare di Fukushima “sembra a posto”. Ci chiediamo solo come si possa vivere con il costante timore che succeda qualcosa.
Nuovo raid Nato in Libia. Almeno tre giornalisti sono morti e 15 dipendenti sono rimasti feriti nei bombardamenti della Nato contro la sede della tv di regime libica a Tripoli. La tv continua a trasmettere, il suo direttore denuncia “un atto di terrorismo internazionale”. Questo a qualche giorno dall’assassinio del generale Abdel Fattah Younes, massimo responsabile militare delle forze rivoluzionarie libiche, che rilancia con gravità la questione delle divisioni interne al fronte anti-Gheddafi, come più volte noi abbiamo fatto notare.

Bendandi e l’11 maggio 2011


Su “Voyager”, la trasmissione di Roberto Giacobbo del 9 maggio 2011, si è chiarito una volta per tutte l’intricato miscuglio di fonti previsionali che indicavano un terremoto a Roma l’11 maggio. Il presidente dell’associazione Bendandiana nega che Raffaele Bendandi abbia lasciato previsioni esatte, e si risale a un allineamento di pianeti collegato alla solita quartina di terremoti di Nostradamus.
Nel momento in cui Paola Lagorio (presidente della Bendandiana) nega tutto per evitare di infangare la “mirabile” figura di un autodidatta (bontà sua) che evidentemente pensava di prescindere da decenni di studi sismologici (egocentrismo da evitare nella scienza), mi viene da pensare cosa direbbe se l’11 maggio succedesse veramente il terremoto a Roma. Direbbe di aver trovato nuovi fogli di Bendandi? Direbbe che le ipotesi dell’allineamento di pianeti facevano parte del suo lavoro, eccetera?
Poi l’11 maggio arriva, arriva l’allineamento tra giove, marte, venere, il sole, la terra, la luna a saturno, e arriva il terremoto! La latitudine è quasi quella, ma la la longitudine no, il terremoto si verifica vicino a Murcia, in Spagna. Viene da pensare naturalmente che l’allineamento influisca sui terremoti, ma un sacco di incognite rimangono. E, fatta una minima ricerca (da parte dei profani), è facile scoprire che scientificamente si trovano in rete opinioni di un’ignoranza colossale.
Allora, volendo comunque difendere, a livello serio, la possibilità di un influsso astrale nell’attività sismica terrestre, mettiamo a posto alcune cose.
1) Per allineamento non si può parlare di allineamento assoluto lungo una retta, ma di allineamento di pianeti entro un certo arco (che non è mai stato sotto gli 8° in tutti gli ultimi secoli).
2) Per allineamento si può intendere: allineamento assoluto (vedendo cioè il sistema solare da una ipotetica posizione perpendicolare) o di allineamento visto dalla Terra (cioè i pianeti sono apparentemente molto vicini visti nel cielo terrestre).
3) Gli allineamenti sono periodici (ricordo quello incredibile del 1982) e si ripeteranno per sempre, in modo abbastanza ciclico. Certo, ci sono periodi in cui sono più frequenti a causa dei pianeti lenti, ma sicuramente i pianeti non si allineano “sempre di più” (come ho letto) e non si scontreranno mai, ma il Sistema Solare morirà quando lo deciderà il Sole.
Detto questo, arriviamo alla questione importante, il motivo per cui le ricerche di Bendandi (e non solo) sono molto simili all’aria fritta:
1) L’energia scaturita per un terremoto di medie o grandi magnitudo è migliaia per non dire milioni di volte maggiore dell’energia gravitazionale degli altri pianeti sulla Terra. Esiste un principio (che i sismologi improvvisati della rete dovrebbero studiare e ripetere davanti allo specchio come alle scuole medie) che si chiama “conservazione dell’energia” e che vieta che l’energia del mio soffio, per esempio, possa spostare un camion carico.
2) Un’azione gravitazionale fatta a milioni di km di distanza è uniforme, non può agire a Roma più che a Murcia o in Giappone. Agisce sulla Terra e basta.
3) Possiamo lasciare dormire in pace Nostradamus, per favore? Un grande letterato e mistico non va stuzzicato troppo. Grazie.
Detto anche questo, possiamo permetterci ancora di pensare: può un’azione gravitazionale (rafforzata da un allineamento) influire anche pochissimo sull’attività sismica (in generale) della Terra?
Se io ho un vaso ricolmo di acqua, per esempio, non basterà l’ultima, decisiva, goccia, per far traboccare il vaso? L’allineamento dell’11 maggio 2011 non potrebbe aver anticipato (sia pure di poco) il terremoto in Spagna? L’insolito avvicinamento lunare avvenuto nei giorni dello Tsunami del Giappone, non potrebbe aver fatto lo stesso?
Non si potrebbero monitorare i luoghi più sismici della Terra tenendo conto anche di questi allineamenti? Ci sono luoghi nel mondo dove il terremoto è previsto dai sismologi al 90-95% e persino al 100% entro un numero di anni (la faglia di Sant’Andrea in California per esempio). Non si potrebbe mettere in preallarme questi posti “caldi” del sistema sismico terrestre nei giorni degli allineamenti?

Fukushima allo stesso livello di Chernobyl


Fukishima
L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, in Gaippone, è giunto a livello di emergenza 7 (il massimo), come era successo per Chernobyl. E il 70% degli italiani non sa nemmeno che ci sarà un referendum sul nucleare.