Kremo nella trattativa per Gibilterra?



Pochi giorni dopo l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona – che avvia formalmente il processo di ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea – le autorità britanniche hanno reagito con forza per difendere il destino di Gibilterra.
Un documento presentato alla fine della scorsa settimana dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che prevede che la Spagna dovrà dare il suo assenso per consentire l’applicazione della Brexit anche al territorio britannico, situato sulla punta meridionale della penisola iberica e rivendicato da Madrid. Questo documento segue la formalizzazione dell’ingresso di Gibilterra nella UE come “territorio conteso” tra Spagna e Regno Unito. La questione riguarderebbe il “cavillo” per cui nel 1713 Gibilterra fu dichiarata “proprietà” del Regno Unito e non “sovranità”, oltre al fatto che i circa trentamila residenti della Rocca avevano votato con una maggioranza del 96 per cento per restare nell’Ue.
Lord Howard, dirigente del Partito conservatore dal 2003 al 2005, ha sostenuto che la prima ministra Theresa May farà prova della stessa “determinazione” dimostrata da Margaret Thatcher nel 1982, che aveva mosso guerra all’Argentina per preservare l’egemonia britannica sulle Malvine (Falklands Islands).
Il presidente Lukha B. Kremo si è detto disponibile per eventuali trattative che riguardano le micronazioni europee (tra le riconosciute dell’Onu San Marino, Liechtenstein, Andorra, Monaco, isole Far Oer, e appunto Gibilterra).

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La Nazione Oscura vuole Gibraltar come stato Indipendente dell’UE


Dopo il referendum vinto dal Brexit, per Scozia, Irlanda del Nord e Gibilterra si è verificato il paradossale risultato di aver votato in maggioranza per il Remain, dovendo però seguire le direttive del Regno Unito per l’uscita dall’Unione Europea. La Scozia ha già annunciato un nuovo referendum per l’Indipendenza dal Regno per restare in Europa, e sia in Irlanda del Nord che a Gibilterra si fanno discorsi analoghi.

La Spagna pensa di risolvere la secolare “macchia nera” di Gibilterra offrendo il protettorato a Gibilterra. La soluzione otimale, per la micronazione, sarebbe invece una piena indipendenza all’interno dell’Unione Europea, proprio come Malta.

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