Messico: cresce la carovana di migranti


La carovana era partita il 13 ottobre scorso da San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, dopo un appello sui social network pubblicato da un ex deputato honduregno, in marcia verso gli Stati Uniti, raggiungendo prima il Guatemala e poi il confine con il Messico. Le autorità messicane erano riuscite a bloccare questa carovana di oltre 7.000 persone sul ponte sul fiume di confine Suchiate di Ciudad Hidalgo giovedì scorso, ma molti migranti sono entrati illegalmente attraverso il fiume, così il governo Messicano ha permesso l’ingresso effettuando i controlli di frontiera.

I migranti hanno trascorso la notte a Ciudad Hidalgo. Secondo quanto riferito dai capo dei servizi d’emergenza, circa 5.000 persone hanno pernottato in tre strutture, mentre altri 2.000 si sono accampati nella piazza centrale.
Ieri, la carovana ha ripreso la marcia verso nord. Trump ha allertato l’esercito.

Chi sono gli Anonymous?


Anonymous

Anonymous

Partiamo da Wikipedia: “Anonymous è un termine dal duplice significato. Come fenomeno di Internet afferisce al concetto di singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di “Anonymous”.
Le azioni attribuite ad Anonymous sono intraprese da individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous,
che non si manifestano solo via web, alcuni di loro si presentano con addosso la maschera di Guy Fawkes (resa famosa dal film V per Vendetta) e scendono in piazza a protestare. Dopo una serie di controversie, proteste largamente pubblicizzate e attacchi DoS (Denial of Service) attuati da Anonymous nel 2008, gli episodi legati ai membri del gruppo sono diventati sempre più popolari.”
Si dice che sono nati nel 2003, ma le vere attività cominciano nel 2006. Si comincia con l’attacco al social network Habbo e ad attacchi a siti razzisti e sessisti o ad gruppi considerati contro l’etica come Scientology (con il Progetto “dedicato” Chanology).
Nel 2010 Anonymous appoggia le ragioni di Wikileaks (vedi nostro articolo su Julian Assange).
Tra i siti colpiti negli ultimi anni si annoverano: Fine Gael, un partito politico irlandese di centro-destra, la società di sicurezza HBGary Federal; Enel, che al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotzal, assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità indigena maya Ixil (di cui abbiamo accennato anche in relazione all’ex dittatore Rios Montt); Agcom; New York Stock Exchange; il Tenente John Pike per aver spruzzato dello spray al peperoncino contro un gruppo di manifestanti; Dipartimento di Giustizia Usa; Motion Picture Association of America; Universal Music; Belgian Anti-Piracy Federation; Recording Industry Association of America; Federal Bureau of Investigation; HADOPI law site; US Copyright Office; Universal Music France; Senatore Christopher Dodd; Vivendi France; Casa Bianca; BMI; Warner Music Group; WallStreetJournal; AIPAC; Corte costituzionale ungherese; Vaticano; Massachusetts Institute of Technology; United States Sentencing Commission; Nasa; Sony; Hollywood; vari siti ministerili del Brasile; Facebook down; Equitalia, Trenitalia; Endesa; Emgesa; Ministero dell’Interno d’Italia, Ministero della Difesa d’Italia; Carabinieri; molti siti Israeliani per protestare contro l’esercito di Tel Aviv che ha sferrato una nuova offensiva contro il popolo palestinese nel novembre 2012, oltre che attacchi di vario tipo in Egitto e Tunisia a seguito della Primavera araba.
Questo elenco serve per farvi comprendere meglio chi sono gli hacktivist di anonymous, conoscendoli attraverso i loro nemici: i protettori della linea dura del copyright e in generale dei diritti fondamentali dell’uomo e dei cittadini.
Sono naturalmente seguiti arresti in tutto il mondo.
Considerando tutte le generalizzazioni e le peculiarità di ogni caso e il modus operandi di Anonymous è difficile se non impossibile dare un giudizio o un’opinione definitiva.
Sul fronte più puramente politico gli attacchi vanno sempre in direzione della difesa dei cittadini nei confronti di poteri forti o di attacchi militari o di repressione, ed è difficile non essere d’accordo almeno sulle loro motivazioni di base. Non a caso gli Anonymous si presentano con la maschera di V per Vendetta spesso a fianco di manifestazioni organizzate da Occupy Wall Street o dagli Indignados, rivelando un legame tra le diverse espressioni di protesta.
Ma Anonymous si concentra maggiormente sulle questioni del copyright, nelle quali sarebbe bene discernere questione per questione. Ma possiamo dire che se l’obiettivo del copyright (e delle sue diverse forme, come quella molto nobile del Creative Commons), dovrebbe essere quello di tutelare gli artisti, in pratica non è così, perché si tutela esclusivamente il prodotto dell’industria della creatività e dei più celebri artisti (che ve ne fanno parte), ignorando la gran parte degli altri artisti. Infatti, grazie a quella che chiamano pirateria (ma che si può tranquillamente chiamare prestito o donazione tra utenti), gli artisti poco conosciuti possono godere di un passaparola (una pubblicità gratuita!) che ha un duplice pregio: quello di far conoscere l’artista e quello di diffondere cultura artistica in generale.
Quindi anche grazie alla cosiddetta pirateria, vi è un ritorno per gli artisti e i loro produttori per via di altre forme di introiti (per esempio i concerti musicali o le mostre).
Ma per le grandi etichette e gli artisti famosi e ormai milionari è un apporto insignificante e minore delle royalties ricavate grazie al copyright, al contrario della stragrande maggioranza degli altri artisti. Quindi, come potete comprendere, di qualsiasi idea voi siate, è soltanto una questione di quantità di denaro che entra e non di tutela degli artisti.
Solo il Creative Commons va in questa seconda direzione, ed è uno strumento che ha trovate il consenso di moltissimi artisti.
In definitiva, la scelta è tra pochi artisti ricchi e tutelati e una minor cultura artistica da un lato, e una gran quantità di artisti non milionari e una diffusa cultura artistica dall’altro. Io scelgo la seconda opzione.

Guatemala: 80 anni all’ex dittatore Rios Montt per genocidio


Parliamo di buone notizie, che per il momento non arrivano dalle ridicole piazze italiane, ma dal Guatemala, dove i colpevoli hanno le loro giuste e dignitose condanne.

José Efrain Rios Montt

José Efrain Rios Montt


José Efrain Rios Montt, dittatore del Guatemala fra il marzo 1982 e l’agosto 1983, è stato oggi riconosciuto a Citta’ del Guatemala colpevole di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, e condannato di conseguenza a 80 anni di carcere: cinquanta per la prima imputazione e trenta per le altre due. E si trattava soltanto delle accuse relative all’uccisione, nel dipartimento nord-occidentale di Quiché, di 1.771 civili appartenenti al gruppo indigeno dei Maya Ixil, quasi una goccia nel mare rispetto agli oltre 250.000 morti accertati durante la lunga guerra civile guatemalteca, dal 1960 al 1996, di cui segnò la fase più violenta e sanguinaria proprio il periodo in cui Rios Montt fu di fatto il padrone del Paese, prima di essere rovesciato con un golpe analogo a quello con cui aveva usurpato il potere. Si tratta di un verdetto clamoroso, accolto con grida di giubilo dalle centinaia di persone, per lo piu’ vittime sopravvissute o parenti di quelle decedute, assiepate nell’aula del Tribunal Primero A de Mayor Riesgo di Città del Guatemala.

Giornata della memoria: altro che Shoah!


Oggi mi ricordo di:

* Olocausto: annientamento di 6 milioni di ebrei (oltre la metà degli ebrei in Europa), colpendo anche gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, prigionieri di guerra, malati di mente, Testimoni di Geova, Russi, Polacchi e altri Slavi, per un totale di vittime stimabile tra 13 e 20 milioni.

* Unione Sovietica: durante il regime bolscevico e lo stalinismo, furono compiuti gravi massacri.
Holodomor: nel 1932, il popolo ucraino fu sterminato per carestia indotta; il numero di vittime è molto incerto e varia da 1,5 a 10 milioni.
I Kulaki furono deportati a milioni in Siberia e nei gulag e si stima che circa 600.000 (un terzo) morì o fu ucciso.

* Secondo genocidio armeno: negli anni 1915-1916, il governo turco, guidato dai Giovani Turchi, condusse deportazioni ed eliminazioni sistematiche della minoranza armena. Il numero di morti è molto incerto e valutato da 200.000 a oltre 2 milioni; la cifra più accettata è di 1.500.000.

* Jugoslavia: durante la seconda guerra mondiale il regime fascista croato organizzò il massacro sistematico delle minoranze etniche (soprattutto serbi, ebrei e zingari) provocando circa mezzo milione di vittime.

* Bosnia: la guerra in Jugoslavia, successiva alla proclamazione di indipendenza della Slovenia e della Croazia, provoca 250.000 vittime, due terzi delle quali civili. Nonostante le atrocità caratterizzino tutte le parti belligeanti, solo i dirigenti comunisti serbi si rendono aggressori e colpevoli di pulizia etnica ed alcuni di loro: Ratko Mladic, Radovan Karadzic, Radislav Krstic, Slobodan Milosevic e Momcilo Krajisnik) vengono incriminati di genocidio nei confronti dei musulmani bosniaci.
Massacro di Srebrenica: nel corso della guerra in Bosnia (1992-1995), la città di Srebrenica venne occupata l’11 luglio 1995 e le truppe serbo-bosniache deportarono e massacrarono la popolazione. Morirono circa 8.000 uomini e ragazzi bosniaci.

* Burundi: nel 1972, nel teatro dei conflitti etnici della regione intorno al Ruanda, 150.000 Hutu furono massacrati dal governo Tutsi.

* Ruanda: il peggiore genocidio africano avvenne nel 1994 in Ruanda da parte di milizie e bande Hutu contro la minoranza Tutsi e tutti coloro che erano sospettati di favorirli. Le vittime, circa un milione, furono spesso uccise barbaramente con armi rudimentali. Nel 1962, 100.000 Tutsi erano già stati massacrati per gli stessi motivi che avrebbero portato al genocidio del 1994, inoltre, massacri occasionali si verificarono per tutta la seconda metà del Novecento, anche dopo il 1994.

* Indonesia: nel 1965 e nel 1966, il regime di Sukarno attuò una repressione anti-comunista per annientare il partito comunista, in cui furono sterminate da 500.000 a un milione di persone.

* Bangladesh: nel 1971, il regime di Yahya Khan condusse una sanguinosa operazione militare contro il Pakistan dell’est, in cui furono uccisi da alcune centinaia di migliaia a 3 milioni di civili.

* Cambogia: tra il 1975 ed il 1979 i Khmer rossi, sostenuti ed armati dalla Cina, massacrarono o fecero morire nei cosiddetti campi di rieducazione o Killing Fields (campi della morte) da 1 a 2,2 milioni di persone (su una popolazione totale di 7,5). Fra le vittime, furono colpiti soprattutto cattolici, musulmani Cham, cinesi e vietnamiti.

* Timor Est: nel 1975 l’occupazione indonesiana provocò la morte da 60.000 a 200.000 persone.

* Guatemala: a partire dal 1960, il regime militare di Carlos Castillo Armas causò trenta anni di guerra civile e la morte di 200.000 civili. La Commissione per la verità, sponsorizzata dall’ONU, ha concluso che in certe aree (come Baja Verapaz) il governo avviò intenzionalmente una politica di genocidio contro determinati gruppi etnici, soprattutto Maya.

Come vedete, sono solo esempi recenti, ma la Storia umana è costellata di genocidi (le Crociate, per esempio) tale da concludere che IL GENOCIDIO SIA UNA PRATICA COMUNE DELL’ESSERE UMANO.