*** Bombe sulla Libia? No, grazie


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXII

giorno 1 ventoso 134

*Siete favorevoli a un intervento armato in Libia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 22

Qvesito 22

Commento: il Governo Oscuro respinge l’intervento armato in Libia.
Il Governo Oscuro ancora una volta ha dimostrato cautela, si registrano infatti delle posizioni opposte proprio grazie alla volontà di capire il fenomeno. Chi è contro comprende che l’ennesimo bombardamento alla Libia non poterebbe a nulla di positivo, se non a un peggioramento delle condizioni politiche e sociali della Libia, chi è a favore mette in primo piano i diritti civili e il pericolo da mesi da noi segnalato dello Stato Islamico.
Il Presidente ci tiene a precisare che la sua NON è una posizione pacifista. Infatti essere pacifisti “a priori” sarebbe un pre-giudizio di tipo dogmatico. Per il Presidente la guerra è necessaria se è di difesa o di attacco ai poteri che limitano o annullano la propria libertà e i propri diritti civili. Specifico “propri” perché queste offensive non riguardano la difesa della libertà altrui, a meno che non si tratti di solidarietà e supporto (perchè è evidente che una guerra di “liberazione”, come è concepita oggi, ha come risultato un’influenza politica, militare ed economica, ovvero il post-colonialismo).
Questo modo di vedere ha fatto sì che per il momento il Presidente (e il Governo Oscuro) abbia sempre votato contro le guerra. Il Pacifismo per noi è quindi una conseguenza, non una premessa. Il Governo Oscuro è pacifista per deduzione, non per presa di posizione.
Il Governo Oscuro ha votato contro l’intervento in Libia ora e contro Gheddafi e contro l’intervento in Siria. Quando ancora non era stato fondato (prima del 2004) il futuro Presidente si schierò contro le guerra in Irak e persino (con qualche riserva) contro quella in Afghanistan.
La guerra contro il regime Talebano in Afghanistan, un regime estremista che appoggiava il terrorismo e che rappresentava il Governo di una Nazione riconosciuta dall’Onu, era probabilemnte l’unica che poteva essere appoggiata da noi (il futuro Presidente all’epoca non la appoggiò perché considerò il fatto che gli Stati Uniti utilizzassero la guerra anche in funzione antirussa, compromettendo così le vere ragioni declamate).
In questo caso, contro le armate ISIS in Libia, esistono due governi libici (uno islamico a Tripoli e uno laico a Tobruk, riconosciuto dall’Onu), e l’ISIS è soltanto una minaccia terrorista che NON controlla lo stato, quindi la situazione è nettamente diversa.

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Gheddafi ha vinto!


Grazie all’aiuto della NATO, ile milizie dei ribelli hanno quasi vinto la guerra contro il regime libico di Gheddafi. Rimangono modeste sacche di resistenza, ma ormai anche Tripoli è stata espugnata. Muammar Gheddafi è al momento introvabile. Da ieri è quindi cominciata la caccia al secondo leader al potere da più tempo della nostra epoca (dopo l’immortale Fidel Castro).
Gheddafi diventa così un “obiettivo sensibile” e indipensabile, come lo sono stati Osama bin Laden e Saddam Hussein.
Comunque finisca la storia, l’Occidente ha trasformato Gheddafi nell’ennesimo nemico dell’Occidente, e contemporaneamente, paladino delle libertà di integralisti, ma non solo.
Gheddafi vince se:
1) non verrà trovato.
2) verrà trovato suicida o ucciso (quindi martire).
3) verrà arrestato e si dichiarerà innocente alla corte dell’Aja (perseguitato dall’Occidente).
Difficilmente la storia finirà come con Bin Laden, cadavere misteriosamente occultato negli abissi.

Siete ancora a favore della guerra alla Libia?


E’ un interrogativo che si vorrebbe fare a tutti coloro che erano favorevoli alla guerra e che evidentemente speravano in una guerra-lampo. Ora che il lampo è diventato temporale e pian piano si trasforma in diluvio: siete ancora favorevoli?
Immagino di sì, perché la cosa più difficile, negli uomini, è quella di ammettere di aver sbagliato (solo i più intelligenti, tra quelli meno intuitivi, sono in grado di certe ammissioni). Oggi il Consiglio superiore della Difesa italiana dice che l’Italia andrà avanti fino alla fine (anche se fosse tra 30 anni?).
Possibile che noi, piccoli opinionisti idealisti, utopici, intellettualisti, provinciali e tutto ciò che volete, avevamo esattamente previsto come sarebbe andata a finire la guerra? E’ facile parlare a posteriori, ma noi, come potete verificare in queste stesso blog, ne avevamo parlato PRIMA.
Notiamo molte analogie tra gli analisti politici, quelli economici e, oserei, quelli meteorologici. Agenzie importanti e strapagate che non hanno previsto (o non hanno voluto) la più grande crisi economica degli ultimi 50 anni (quella del 2008), proprio come i meteorologi non sanno prevedere il prossimo uragano. E, ancora oggi, la maggioranza (se esiste ancora) persevera a credere (e dipendere) da economisti, politici e meteorologi (e aggiungiamoci anche gli astrologi e i cartomanti, le loro previsioni sono allo stesso livello).
Ecco la nostra previsione, in qualità di cittadini orgogliosamente italici ma extraitaliani:
La guerra in Libia era, è e sarà una strada senza uscita, tra qualche mese le forze della NATO dovranno abbandonare il territorio gradualmente, lasciando la Libia solo apparentemente libera, in realtà libera a macchia di leopardo, con guerriglieri filogheddafi asserragliati nelle oasi e ovunque. Lasceranno un territorio con la popolazione impoverita, politicamente frammentato – con il petrolio in mano ai soliti – e in gran parte distrutto.
Non valeva forse la pena che i libici provassero a combattere il regime di Gheddafi da soli, magari impiegandoci anni, ma ritrovandosi un Paese unito e non distrutto? O, ipotesi, troppo ottimista, che si dividessero in due paesi, Tripolitania e Cirenaica, invece di rispettare i confini fatti con il righello dall’Europa?
No, naturalmente, troppo idealismo! E poi perché pochi, e meno di tutti i militari, sono abbastanza intelligenti per cambiare idea.
Buona guerra a tutti!
P.S: in guerra si muore, è dimostrato.

La NATO bombarda i ribelli in Libia


La Neorepubblica Kaotica di Torriglia si unisce alle proteste di Bengasi contro gli “errori” dei bombardamenti NATO avvenuti a Brega.
Virgolettiamo il termine errori in quanto sosteniamo che in guerra gli errori siano piuttosto “effetti collaterali” che fanno parte inevitabilmente della guerra da bombardamento aereo e quindi non solo prevedibili, ma già preventivati (come del resto avevamo preconizzato noi in questo stesso blog all’inizio della guerra).
Mentre Gheddafi si sta rafforzando, i sostenitori della guerra si tengano pronte delle scuse per continuare ad appoggiare i bombardamenti NATO.

Sondaggio sulla Libia – Poll on Libya


Qual è la tua posizione sulla guerra alla Libia?
What is your position on the war on Libya?

(polls)

Sulla guerra alla Libia


La NeoRepubblica Kaotica di Torriglia dichiara la propria neutralità nell’imminente conflitto contro la Libia, nonostante deplori assolutamente l’operato, la politica e il governo di Gheddafi.
La risoluzione è stata firmata dall’ONU e noi, per nostra scelta, non facciamo parte di quest’organizzazione.
Su diversi telegiornali si è già parlato di lancio di missili Cruise su Tripoli. Noi ci auguriamo che questi missili non colpiscano la popolazione civile, già torturata dall’ignobile regime tripolitano (ma non ne siamo per niente sicuri). Diversi telegiornali già propagandano i Cruise come “precisi al metro”, anche se esiste una lunga lista di errori anche di diverse decine di metri.
Vista l’unanimità apparente dell’intervento, siamo infine curiosi di ascoltare le ragioni dei cosiddetti pacifisti. Noi non ci siamo mai definiti tali e il Capo di Stato stesso ha sempre dichiarato, pur essendo vicino alle loro posizioni, di non essere assolutamente pacifista, pena l’esclusione della guerra contro il potere dittatoriale.
L’Italia stessa, prima di 150 anni fa, è riuscita a unificarsi grazie a continue guerre (d’Indipendenza), morti eroiche, compresi anche attacchi “kamikaze” (Pietro Micca). Quindi essere pacifisti integralisti è evidentemente retorico.
In ogni caso, sospendiamo il giudizio su questa guerra, ma ci piacerebbe sentire un po’ più di dibattito, soprattutto da uno dei Paesi limitrofi (l’Italia), di cui una parte ha di recente firmato un accordo di amicizia con colui che adesso bombarda (ma, si sa, le idee si cambiano) e l’altra ha sempre ripudiato la guerra, tranne ora (e anche qui, le idee sono come il vento: passano).
Ogni accusa di incoerenza (da destra e da sinistra) dovrebbe essere fatta soltanto dopo un’attenta autoanalisi.