Preso Mladić: i responsabili di Srebrenica pagheranno?


Il comandante dell’esercito serbo-bosniaco durante la Guerra civile di Bosnia Ratko Mladić è stato catturato. Era ricercato dal Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia per 15 capi d’imputazione, compresi genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, in particolare per l’eccidio di Srebrenica e per il lungo sanguinoso assedio di Sarajevo.
Augurandoci un equo processo che prenda in considerazione responsabilità dirette e indirette, quindi dei vertici serbi e dell’esercito serbo-bosniaco nonché di eventuali responsabilità della NATO per non aver evitato il massacro, in particolare i seguenti signori: ministro della difesa olandese Relus ter Beek, il suo successore Joris Voorhoeve, ministro degli esteri olandese Hans van Mierlo, il primo ministro olandese Wim Kok.
Tra i militari ONU, i seguenti signori: il generale francese Janvier, il generale olandese comandante Couzy, il generale van Baal, il generale comandante Nicolaï, il tenente colonnello Karremans.
Naturalmente, stiamo parlando di persone libere e ancora non coinvolte da indagini. Noi ci chiediamo il perché.

Dalla voce “massacro di Srebrenica” di wikipedia: “Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.
È considerato uno dei più sanguinosi stermini avvenuti in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: secondo fonti ufficiali, le vittime del massacro furono 8.372, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000.”