Isis come Hitler; distrugge la moschea di Mosul


L’Isis, ormai in fuga, distrugge la moschea Al Nouri di Mosul.

L’estremismo dei jihadisti scorre come un veleno mortale nelle vene aperte di questa regione, l’occupazione di truppe straniere diventa una presenza forse necessaria ma umiliante, le società sono frammentate e divise da conflitti settari, etnici, economici e di potere.

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Yemen, raid saudita contro governo autoproclamato: almeno 155 morti e 500 feriti


L’attacco aereo è avvenuto a Sanaa, l’obiettivo era colpire la cerimonia funebre del padre di Jalal al Ruwishan, ministro dell’Interno dell’autoproclamato governo sciita degli Houthi. La guerra civile contrappone dal marzo del 2015 la fazione vicina all’Iran al governo riconosciuto internazionalmente sostenuto da Riad.
Tra i morti c’è anche il sindaco di Sana’a, Abdul Qader Hilal. Mentre non si conosce ancora la sorte del generale Jalal al Ruwishan, nuovo ministro dell’Interno e figlio del precedente ministro.

Nell’inferno di Aleppo


Ad Aleppo la popolazione agonizza sotto i bombardamenti dell’ultima settimana che stanno riducendo la città allo stremo: “Siamo intrappolati in casa, non c’è via di fuga e non possiamo muoverci. Sta iniziando a mancare tutto, e da quattro giorni non c’è più acqua”. Il grido di dolore proviene dallo staff siriano di Gvc, l’unica associazione italiana presente nella città mediorientale straziata dalla guerra civile: qui, fra mille difficoltà, una squadra di cinque volontari che ne coordinano altre decine fanno formazione rivolta agli insegnanti, oltre a intervenire nella riparazione dei pozzi d’acqua e a fornire taniche e cisterne.

Condizioni estreme, aggravate dalla mancanza di cibo e di acqua, che portano a problemi del sonno e a sofferenze psicologiche di varia natura e gravità”. Il quadro apocalittico di una città da due milioni di abitanti dove si affrontano quattro fazioni armate – le truppe governative, le milizie di Al Nusra, di Free Syrian Army e dell’Isis – negli ultimi giorni si è ulteriormente aggravato: “Aleppo è circondata ed è diventata una trappola mortale per la popolazione civile sotto assedio – aggiungono i responsabili di Gvc -. I nostri colleghi ci raccontano che non possono muoversi nelle aree ad ovest dove sono sempre andati, come ad Al Hamadaniah, dove risiede il maggior numero di rifugiati interni, a causa dei colpi e del fumo dei pneumatici bruciati per nascondere gli obiettivi. Non ci sono carne, frutta né carburante. I prezzi di quel poco che c’è sono alle stelle”.

Siria: liberata Manbij, ad Aleppo bombe sui ribelli


Le Forze democratiche della Siria (Fds), coalizione curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti, hanno liberato la città, al confine della Turchia e strategica per i collegamenti con Raqqa, dalle ultime sacche di resistenza dell’Is. Nuovi bombardamenti sull’opposizione anti-Assad nella provincia di Aleppo: decine di morrti negli ultimi giorni.

Libia, conquistato quartier generale filo-ISIS a Sirte


Tripoli. Le forze militari vicine al governo di unità nazionale libico del premier Fayez al Serraj hanno annunciato di aver conquistato il quartier generale di Isis a Sirte, che stanno progressivamente liberando dalle sacche di resistenza delle forze del sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi.

Venti di guerra fra Armenia e Azerbaigian: decine di morti


Per non farci mancare niente, escalation militare nel Nagorno-Karabakh. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto nella zona e riferiscono di aspri combattimenti nella notte con diversi morti. Negli scontri di oggi sono morti 18 soldati armeni e altri 35 sono rimasti feriti, ha detto il presidente armeno Serzh Sargsyan.

Siria, sospesi i negoziati


Sono sempre più tesi i colloqui di Ginevra tra l’opposizione e il regime di Assad per porre fine alla guerra in Siria. L’inviato dell’Onu, Staffan de Mistura, ha annunciato una “sospensione temporanea”, fissando la ripresa dei contatti il 25 febbraio prossimo.

L’Iran si sta ritirando dalla Siria?


l’Iran avrebbe iniziato il ritiro di vari contingenti delle Guardie rivoluzionarie, da tempo schierate sul suolo siriano al fianco del regime. Il motivo citato sarebbe la conta dei danni subiti, che sta cominciando a diventare piuttosto corposa, con perdite sul campo di diversi combattenti e soprattutto con la morte di un alto numero di comandanti di vario ordine e grado fino ad arrivare all’uccisione, il 9 ottobre, del capo delle intere operazioni in Siria, Hossein Hamedani, generale che per quanto riguarda le attività sul territorio siriano era secondo soltanto a Qassem Suleimani.

Curdistan: yazidi e peshmerga attaccano l’Is a Sinjar


Partita l’offensiva contro l’Is per riconquistare Sinjar nel nord dell’Iraq. Migliaia di soldati curdi peshmerga e miliziani yazidi sono impegnati nell’offensiva sulla città, da un anno in mano ai jihadisti.
Sinjar e’ un luogo simbolo: abitata dalla minoranza yazida e conquistata dall’Isis il 3 agosto del 2014, la citta’, che si trova nella zona curda irachena, sorge lungo una strategica via di collegamento tra Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq, e Raqqa, la capitale del Califfato in Siria

Corea del Nord, Kim Jong-un dichiara lo stato di guerra contro la Corea del Sud


Il capo supremo della Corea del Nord Kim Jong-un ha ordinato ai suoi generali di mobilitare le forze armate e di prepararsi a entrare in “quasi stato di guerra”, posizionandosi nelle aree di prima linea con la Corea del Sud. La decisione del capo supremo del regime nordcoreano è arrivata a seguito di un intenso scambio di colpi di artiglieria pesante verificatosi ieri sul confine occidentale. Dura la replica del ministro della Difesa di Seoul: “Risponderemo con forza a qualunque tipo di attacco e la Corea del Nord dovrà assumersi tutta la responsabilità per questo tipo di azioni di rappresaglia”.

*** Bombe sulla Libia? No, grazie


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXII

giorno 1 ventoso 134

*Siete favorevoli a un intervento armato in Libia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 22

Qvesito 22

Commento: il Governo Oscuro respinge l’intervento armato in Libia.
Il Governo Oscuro ancora una volta ha dimostrato cautela, si registrano infatti delle posizioni opposte proprio grazie alla volontà di capire il fenomeno. Chi è contro comprende che l’ennesimo bombardamento alla Libia non poterebbe a nulla di positivo, se non a un peggioramento delle condizioni politiche e sociali della Libia, chi è a favore mette in primo piano i diritti civili e il pericolo da mesi da noi segnalato dello Stato Islamico.
Il Presidente ci tiene a precisare che la sua NON è una posizione pacifista. Infatti essere pacifisti “a priori” sarebbe un pre-giudizio di tipo dogmatico. Per il Presidente la guerra è necessaria se è di difesa o di attacco ai poteri che limitano o annullano la propria libertà e i propri diritti civili. Specifico “propri” perché queste offensive non riguardano la difesa della libertà altrui, a meno che non si tratti di solidarietà e supporto (perchè è evidente che una guerra di “liberazione”, come è concepita oggi, ha come risultato un’influenza politica, militare ed economica, ovvero il post-colonialismo).
Questo modo di vedere ha fatto sì che per il momento il Presidente (e il Governo Oscuro) abbia sempre votato contro le guerra. Il Pacifismo per noi è quindi una conseguenza, non una premessa. Il Governo Oscuro è pacifista per deduzione, non per presa di posizione.
Il Governo Oscuro ha votato contro l’intervento in Libia ora e contro Gheddafi e contro l’intervento in Siria. Quando ancora non era stato fondato (prima del 2004) il futuro Presidente si schierò contro le guerra in Irak e persino (con qualche riserva) contro quella in Afghanistan.
La guerra contro il regime Talebano in Afghanistan, un regime estremista che appoggiava il terrorismo e che rappresentava il Governo di una Nazione riconosciuta dall’Onu, era probabilemnte l’unica che poteva essere appoggiata da noi (il futuro Presidente all’epoca non la appoggiò perché considerò il fatto che gli Stati Uniti utilizzassero la guerra anche in funzione antirussa, compromettendo così le vere ragioni declamate).
In questo caso, contro le armate ISIS in Libia, esistono due governi libici (uno islamico a Tripoli e uno laico a Tobruk, riconosciuto dall’Onu), e l’ISIS è soltanto una minaccia terrorista che NON controlla lo stato, quindi la situazione è nettamente diversa.

Ucraina: Separatisti aprono un nuovo fronte a Mariupol


I separatisti pro-Russia hanno lanciato un’offensiva sul porto di Mariupol, terzo fronte dopo la Crimea e Donetsk. Il lancio di missili Grad ha provocato almeno 30 morti e 93 feriti in un mercato locale. Il ministero della Difesa della Repubblica filorussa di Donetsk riferisce di reparti di miliziani separatisti entrati nella periferia di Mariupol.
Mariupol, nonostante non sia a maggioranza russa, è un ponte di unione strategico che mette in comunicazione proprio la repubblica di Donetsk con la Crimea, ormai dichiarata territorio russo.
La strage rischia di far saltare la strategia di de-escalation dell’Unione europea, fino ad oggi ancora divisa tra chi vuole mettere finire alle sanzioni e chi vuole invece aumentare la pressione su Mosca finché non smetterà di sostenere i separatisti.
Il rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini sostiene che questa ulteriore escalation del conflitto ha conseguenze tragiche per la popolazione che già soffre da tempo e potrebbe inevitabilmente portare ad un ulteriore deterioramento delle relazioni Ue-Russia.
Il Paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue, la Lettonia, rilancia l’ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca.

FLUSH.ART log Zero: pillole di arte de/genere


Flush.Art log è un “giornale di bordo” mensile, un articolo che uscirà ogni 17 del mese (compatibilmente con articoli più urgenti), che prende vita a partire da Flush.Art, zine irriverente e scioccante che esce una-due volte all’anno dopo avvenimenti di importanza mondiale. Flush.Art (che parodizza le riviste Flash Art e l’ex Flesh Art) a sua volta è la continuazione della zine cartacea Miroir du Gourmet.
Il sottotitolo sia di Flush.art che di Miroir du Gourmet è “arte e morte contemporanea“, perché hanno riguardato e riguardano da vicino la morte violenta e alcune forme “de/generate” di arte, la cloaca del mondo, quindi le nefandezze sia dell’uomo, la guerra, la tortura, lo sterminio, sia della natura, i mostri, i deformi, gli aborti, viste con l’occhio di un artista “de/genere”.
Miroir du Gourmet (Lo specchio del bongustaio) è diventato poi Flush Art (l’arte dello sciacquone), per rimarcare il senso più artistico che giornalistico del progetto.
Il log si discosterà da alcune tematiche più forti, concentrandosi più sul lato artistico, l’arte visiva, la poesia, la fotografia e i video.
Questo numero 0 (che esce il 17 novembre alle 17.17) è la rassegna di ciò che è uscito prima, dal 2001 a oggi.

Al momento (dal 2012) sono usciti 3 numeri di Flush.Art, scaricabili gratuitamente in pdf: Flush.art N.1 I mortacci sono vostri
(febbraio 2012)

Flush.Art N. 1 (febbraio 2012)

Flush.Art n. 1 (febbraio 2012)


VISITA LA PAGINA DI FLUSH-ART

Flush.art N.2 Dio è un vecchio bavoso
(febbraio 2013)

Flush.Art N. 2 (febbraio 2013)

Flush.Art n. 2 (febbraio 2013)

Flush.art N.3 Civili di merda
(luglio 2014)

Flush.art 3

Flush.art 3 (luglio 2014)


Di Miroir du Gormet sono usciti 7 numeri (dal 2001 al 2005), acquistabili online fino a esaurimento scorte:

N.1 difesa di Stato (luglio 2001)

Miroir du Gourmet 1: difesa di Stato

Miroir du Gourmet 1: difesa di Stato (luglio 2001)


N.2 abbiamo pazientato 50 anni, ora basta! (settembre 2001)
Miroir du Gourmet 2: abbiamo pazientato 50 anni: ora basta!

Miroir du Gourmet 2: abbiamo pazientato 50 anni: ora basta! (settembre 2001)


N.3 ora è un superuomo! (giugno 2002)
Miroir du Gourmet 3: ora è un superuomo!

Miroir du Gourmet 3: ora è un superuomo! (giugno 2002)


N.4 guerra è bello! (marzo 2003)
Miroir du Gourmet 4: guerra è bello

Miroir du Gourmet 4: guerra è bello (marzo 2003)


N.5 real Madrid (marzo 2004)
Miroir du Gourmet 5: real Madrid

Miroir du Gourmet 5: real Madrid (marzo 2004)


N.6 amo guardare come muoiono i bambini (settembre 2004)
Miroir du Gourmet 6: amo guardare come muoiono i bambini

Miroir du Gourmet 6: amo guardare come muoiono i bambini (settembre 2004)


N.7 Santa Pietra! (aprile 2005)
Miroir du Gourmet 7: Santa Pietra!

Miroir du Gourmet 7: Santa Pietra! (aprile 2005)


VISITA LA PAGINA DI MIROIR DU GOURMET

Beglosty
(saluto ufficiale della Nazione Oscura caotica)

Il reality show dell’Isis figlio dell’Occidente


E’ con raccapricciante orrore che denunciamo la barbarie raggiunta dalla perfetta fusione del male di Oriente e Occidente: il terrorismo jihadista si somma alla sete di vendetta di un Occidentale convertitosi all’Islam, che si esprime con gli stilemi tipici dell’Occidente, un macabro reality show.

La prima puntata del reality Show è anadta in onda il 20 agosto 2014.
Titolo dell’episodio: A Message to America.
Durata episodio: 4m 40s
Interpreti: James Foley, il boia di origini inglesi, Steven Joel Sotloff.
Trama: Il video mostra le immagini della decapitazione di James Foley, giornalista 40enne freelance di Boston che era stato rapito nel gennaio del 2013 in Siria. Il condannato, in divisa arancione che richiama i detenuti di Guantanamo parla contro la guerra in Iraq, mentre il suo boia in inglese si rivolge direttamente al presidente americano Obama e lo invita a rinunciare ad ogni forma di aggressione contro di loro sottolineando che ogni nuovo attacco riceverà in risposta un nuovo bagno di sangue. Successivamente il terrorista inizia la decapitazione con un coltello, tagliando energicamente il collo di James. Nelle immagini successive, Foley appare decapitato e la sua testa è poggiata sul suo corpo riverso a terra
Il boia è incappucciato, parla un inglese fluente e ben scandito e si muove con sicurezza nell’inquadratura.
Alla fine si presenta un nuovo condannato, Steve Sotloff, il reporter rapito in Siria nel 2013.

Seconda Puntata
Giorno dell’andata in onda: 2 settembre 2014
Titolo dell’episodio: A Second Message to America
Durata: 2m 46s
Interpreti: Steve Joel Sotloff, il boia di origini inglesi, David Cawthorne Haines.
Trama: Il condannato Steve Sotloff appare in ginocchio e indossa una tuta arancione, sullo sfondo il deserto siriano e il rumore del vento, molto forte. Il boia, con una tuta nera e il volto coperto da un cappuccio, ha un coltello in mano, simile a quello usato per l’altro giornalista Usa, e sotto il braccio una pistola. Si rivolge direttamente alla telecamera e, con lo stesso accento inglese dell’assassino di Foley, dice: «Obama, sono tornato per la tua arrogante politica estera contro l’Isis.»
Poi è lo stesso Sotloff a parlare: «Sono certo che tu sappia chi io sia e perché compaio in questo video. Obama, la tua politica estera di intervento in Iraq era mirata a proteggere gli interessi e le vite degli americani. E allora perché sono io che pago il prezzo della tua interferenza con la mia vita?» Quindi il boia copre la bocca del reporter con una mano e con l’altra lo uccide. Nello stesso video i jihadisti minacciano di uccidere nella puntata successiva l’ostaggio britannico David Haines.

Noi speriamo che la produzione di questa follia sia interrotta al più presto, ma è evidente che il target del serial televisivo mondiale sono gli Occidentali, da persuadere e reclutare per questa ennesima crociata di morte ispirata a un Dio.

*** La Nazione Oscura condanna gli attacchi di Israele alla Palestina


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XVIII

giorno 17 termidoro 133

*Condannate l’intervento armato di Israele a Gaza nei confronti della Palestina?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 18

Qvesito 18

Commento: il Governo Oscuro approva la condanna degli attacchi di Israele contro la Palestina sulla Striscia di Gaza.
Nonostante alcune assenze visto il periodo di ferie/vacanze, il governo non ha dubbi sugli effetti deleteri di questi attacchi, nonostante l’onestà intellettuale del Governo Oscuro si renda conto delle difficoltà che pone Hamas per la popolazione israeliana (nonostante il risultato scontato, questo si evince dalle 2 astensioni precauzionali). Ma il risultato non può che essere la condanna di una nuova guerra Israeliano-Palestinese.

L’Onu condanna l’attacco di Israele a una scuola di Gaza


“Oggi il mondo è caduto in disgrazia”, così ha dichiarato in una nota il commissario generale dell’Agenzia dell’Onu per gli aiuti ai rifugiati palestinesi (Unrwa), Pierre Kraehenbuehl, accusando Israele di “una grave violazione del diritto internazionale” per il bombardamento contro una scuola Onu nella Striscia di Gaza, costato la vita a 19 persone.

Esce Flush.art 3, Arte e morte contemporanea


Esce il terzo numero di Flush-art – Arte e morte contemporanea,
l’irriverente e scioccante appuntamento con la morte in diretta mediatica con il mondo.
Scarica gratuitamente solo se sei maggiorenne e non impressionabile.

Vedi/scarica Flush.art_3.

Flush.art 3

Flush.art 3


Vedi/scarica gli arretrati.
Vedi/scarica/acquista tutte le pubblicazioni di Arte Orrenda-Nasty Art.

Disastro mondiale: non in Brasile, ma in Palestina


Bombardamenti israeliani su Gaza, 9-7-2014

Bombardamenti israeliani su Gaza, 9-7-2014

I media mondiali mostrano le lacrime di un Paese, il Brasile, che ai campionati mondiali di calcio ha perso in casa per 7-1 contro la Germania.
Nel frattempo non si è vista una lacrima dai 35 morti e 300 feriti degli attacchi di Israele a Gaza, offensiva sulla zona da parte di Tel Aviv, che punta a stanare Hamas. L’aviazione israeliana ha attaccato con oltre 160 raid aerei contro la Striscia al lancio di razzi dai Territori occupati. Tra le vittime, a Gaza, anche bambini.
Sull’area metropolitana di Tel Aviv nella mattinata sono stati intercettati dall’Iron Dome cinque razzi partiti dalla Striscia. I proiettili lanciati da Gaza sono stati indirizzati in 20 differenti località di Israele, compresa la zona centrale del Paese. Le sirene sono risuonate a Tel Aviv, Modin, Rishon Letzion, Ashdod, Ashkelon, Rehovot, ma anche nel sud del paese. La polizia ha invitato i cittadini a essere sempre vicini ai rifugi.

Iraq, una nuova guerra


I ribelli jihadisti dell’Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) hanno rivolto un appello ai loro sostenitori per unirsi alla battaglia e marciare verso Baghdad. Il portavoce dell’Isis, Abu Mohammed Al-Adnani, esorta gli insorti a marciare verso la capitale e critica il premier iracheno Nouri Al-Maliki. I Jihadisti hanno già occupato due distretti della provincia di Diyala.
Il presidente americano Obama ha dichiarato che saranno presi provvedimenti a breve termine.

Putin: “spero di [non] usare la forza”


Ancora morti e feritinel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk.
Putin: “Spero tanto di non dover usare il diritto, concessomi dal Parlamento, di impiegare la forza in Ucraina, e che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici”

*** Guerra alla Siria? No alla colonizzazione Usa


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XI

giorno 12 fruttidoro 132

* Siete favorevoli all’intervento armato in Siria degli Stati Uniti d’America?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Sfiducia all'azione contro la Siria

Sfiducia all’azione contro la Siria

commento: I cittadini della Neorepubblica e il Governo Oscuro, nonostante sia consapevole che la Siria abbia e stia utilizzando armi non convenzionali chimiche, probabilmente gas nervini, è indignata del fatto che la comunità internazionale accetti la parola degli Stati Uniti sull’esistenza delle prove del loro utilizzo, aggravato dal precedente comportamento degli Usa nei confronti dell’Iraq, nel quale produsse false prove di utilizzo di energia atomica a scopo bellico da parte di Saddam Hussein. Inoltre è consapevole che la guerra in Siria sia una ghiotta occasione per gli Stati Uniti di costruire basi in un punto strategico, a protezione soprattutto di Israele (Lo sforzo per la protezione di Israele, legittimo, dovrebbe essere proporzionale allo sforzo della creazione di una stato nazionale unitario per la Palestina, anch’esso legittimo).
Come testimonia una parte dei voti, la Neorepubblica pur essendo massicciamente contro l’intervento armato, approverebbe una risoluzione Usa per non abbandonare i civili al brutale massacro del governo di Bashar al-Assad.

Siria col nervino e il mondo coi nervi tesi


Dopo le accuse al governo della Siria di aver utilizzato armi al gas nervino contro i ribelli (e i civili), il mondo reagisce e aver causato un massacro di circa un migliaio di morti.
L’Onu esprime forte preoccupazione e chiede chiarezza. Gli Stati Uniti hanno fatto entrare una propria flotta nel Mediterraneo e il Pentagono si dice pronto alll’intervento, anche se il presidente Barack Obama ha respinto la possibilità di un intervento senza mandato Onu. Il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallem, che nella notte tra sabato e domenica ha parlato al telefono con il segretario di stato americano John Kerry, ha affermato che Damasco consentirà ad un team delle Nazioni unite l’accesso al sito del presunto attacco chimico.
L’Europa è divisa tra la soluzione militare e quella pacifica, la Russia appoggia l’indagine in Siria, ma esclude intervento al di fuori del mandato Onu. L’iran minaccia la ritorsione.

Siria, tutto tranquillo, solo 450 morti


Bombardata una scuola in un sobborgo di Damasco, molti bambini tra le vittime, oltre 450 morti in tutto il Paese solo in un giorno. Non c’è da aggiungere altro.

La Corea del Nord in stato di guerra con la Corea del Sud


La Corea del Nord ha annunciato di essere in “stato di guerra” con la Corea del Sud e dichiara che ogni questione tra i due Paesi sarà d’ora in poi trattata su questa base. L’annuncio è stato dato tramite una dichiarazione congiunta del governo, del Partito comunista e di tutte le istituzioni di Pyongyang.
La “decisione i Kim Jong-un è un ultimatum alle “forze ostili e una decisione definitiva per la giustizia”. In attesa dell’ordine di attacco del leader supremo, si dà per certa “una rappresaglia senza pietà in caso di atti di provocazione” da parte degli Stati Uniti o della Corea del Sud.
Ricordiamo che la Cina appoggia ancora il regime nordcoreano. Per quanto il odioso sia il regime nordcoreano, non so come chiamare le operazioni militari statunitensi (compreso l’invio di due bombardieri) se non “provocazioni”. Forse Washington ha bisogno di una nuova guerra per la flessione di consensi?

Di Mali in peggio


Da circa tre settimane la Francia ha intrapreso una guerra nel territorio del Mali contro i fondamentalisti islamici locali. Roccaforte degli integralisti sarebbero le città di Kidal e Tessalit, nel nord del Paese, verso l’Algeria.
I bombardamenti stanno continuando e coinvolgono, come sempre quando si tratta di bombardamenti aerei, anche la popolazione civile. Per questo noi disconosciamo in generale questo tipo di attacco.
Al momento la Francia (che evidentemente considera il Mali ancora una propria colonia), non ha direttamente chiesto aiuto dell’Europa o della Nato, per questo noi non ci siamo pronunciati ufficialmente e lo faremo solo se ciò dovesse succedere.
Inoltre comunichiamo il nostro silenzio stampa sulla pietosa campagna elettorale che sta avenendo nel nostro Paese confinante (l’Italia), una campagna al limite della compravendita mafiosa. Silenzio che romperemo soltanto poco prima delle elezioni, con un comunicato ufficiale.

In Cina e Israele nessuna novità


Vertice del Partito Comunista Cinese

Nuovo vertice del Partito Comunista Cinese, novembre 2012

Gaza, Palestina, novembre 2012

Gaza, Palestina, novembre 2012


Questo succede sul pianeta Terra: in Cina 7 persone ne controllano 1.344.130.000, a Gaza si uccidono bambini.

In Siria si continua a morire in strada


E l’ONU cosa fa? Niente.
Perché allora in Libia si è intevenuti? Per il petrolio.
Bisogna imparare a capire che, per quanto l’Onu sia nata per evitare invasioni di nazioni straniere e garantire i diritti civili, le pressioni di altri organismi internazionali e militari prendono le vere decisioni a livello mondiale.
Chiamare “missioni di pace” gli interventi in Libia, Afghanistan e Iraq è come chiamare sazietà il pranzo. In pratica della guerra si tiene conto solo della sua fine: il trattato di pace.
Ma è giusto che riflettiate su questo: la guerra alla Libia aveva lo scopo primario di garantire una pace necessaria alla stipula di accordi economici prevalentemente petroliferi, secondariamente quello di evitare invasioni di immigrati in Europa e, tre piccioni con una fava, garantire i diritti civili dei libici. Inutile dire che grazie al terzo scopo (in ordine di importanza per la Nato) la Nato ha avuto più consensi dell’opinione pubblica che per altre guerre, ma non dimentichiamoci che gli scopi primari sono altri e che avrebbero fatto anche se l’opinione pubblica fosse stata contrarissima (come è già avvenuto nella Seconda Guerra dl Golfo con addirittura il dissenzo dell’Onu).
Tutto molto semplice, per questo in Siria si continuerà a morire per delle idee per molto tempo (lo si sta facendo da aprile).

Siete ancora a favore della guerra alla Libia?


E’ un interrogativo che si vorrebbe fare a tutti coloro che erano favorevoli alla guerra e che evidentemente speravano in una guerra-lampo. Ora che il lampo è diventato temporale e pian piano si trasforma in diluvio: siete ancora favorevoli?
Immagino di sì, perché la cosa più difficile, negli uomini, è quella di ammettere di aver sbagliato (solo i più intelligenti, tra quelli meno intuitivi, sono in grado di certe ammissioni). Oggi il Consiglio superiore della Difesa italiana dice che l’Italia andrà avanti fino alla fine (anche se fosse tra 30 anni?).
Possibile che noi, piccoli opinionisti idealisti, utopici, intellettualisti, provinciali e tutto ciò che volete, avevamo esattamente previsto come sarebbe andata a finire la guerra? E’ facile parlare a posteriori, ma noi, come potete verificare in queste stesso blog, ne avevamo parlato PRIMA.
Notiamo molte analogie tra gli analisti politici, quelli economici e, oserei, quelli meteorologici. Agenzie importanti e strapagate che non hanno previsto (o non hanno voluto) la più grande crisi economica degli ultimi 50 anni (quella del 2008), proprio come i meteorologi non sanno prevedere il prossimo uragano. E, ancora oggi, la maggioranza (se esiste ancora) persevera a credere (e dipendere) da economisti, politici e meteorologi (e aggiungiamoci anche gli astrologi e i cartomanti, le loro previsioni sono allo stesso livello).
Ecco la nostra previsione, in qualità di cittadini orgogliosamente italici ma extraitaliani:
La guerra in Libia era, è e sarà una strada senza uscita, tra qualche mese le forze della NATO dovranno abbandonare il territorio gradualmente, lasciando la Libia solo apparentemente libera, in realtà libera a macchia di leopardo, con guerriglieri filogheddafi asserragliati nelle oasi e ovunque. Lasceranno un territorio con la popolazione impoverita, politicamente frammentato – con il petrolio in mano ai soliti – e in gran parte distrutto.
Non valeva forse la pena che i libici provassero a combattere il regime di Gheddafi da soli, magari impiegandoci anni, ma ritrovandosi un Paese unito e non distrutto? O, ipotesi, troppo ottimista, che si dividessero in due paesi, Tripolitania e Cirenaica, invece di rispettare i confini fatti con il righello dall’Europa?
No, naturalmente, troppo idealismo! E poi perché pochi, e meno di tutti i militari, sono abbastanza intelligenti per cambiare idea.
Buona guerra a tutti!
P.S: in guerra si muore, è dimostrato.

Come va il mondo?


Notizie di oggi 8 maggio 2011:
* Afghanistan: Attacco talebano scuote Qandahar
* Siria: Carri armati a Baniyas, uccise 4 donne
* Egitto: scontri fra cristiani e musulmani: almeno 9 morti

L’ottimismo degli Usa e in parte europeo che si respira è ingiustificato. Ci sono collegamenti tra la primavera araba e l’annuncio della morte di bin Laden?

Sondaggio sulla Libia – Poll on Libya


Qual è la tua posizione sulla guerra alla Libia?
What is your position on the war on Libya?

(polls)