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Hillary Clinton e Donald Trump a colpi di cartelle cliniche


“È in buona salute ed è adatta a fare il presidente”, dichiara il suo medico curante, Lisa Bardack, in un’e-mail di due pagine inviata alla stampa. Poi aggiunge che soffre di una “forma moderata di polmonite batterica non contagiosa”. Insomma, non ci sarebbe nulla di grave. Ma non si sa se sia davvero così.
Poche ore prima Donald Trump ha presentato la sua cartella clinica in Tv. Il candidato repubblicano è sovrappeso (120 kg per un metro e 84 di altezza) e assume farmaci per tenere a bada pressione e colesterolo. Trump, accusato di fare poco esercizio fisico, avrebbe espresso l’intenzione di perdere almeno sette chili. Dai dati clinici presentati non emergerebbe alcun precedente problema cardiaco né tracce riconducibili al morbo di Alzheimer, la malattia che colpì suo padre Fred.
Insomma pare proprio che il vincitore delle presidenziali Usa sarà il “meno malato”.

Sudan: Usa accusano violenze di cui sono corresponsabili


Situazione sempre più allarmante nel Sudan dove continuano gli scontri al confine con il Sud Sudan. Le violenze hanno anche spinto il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir a sospendere il suo viaggio a Juba per incontrare l’omologo Salva Kiir e riportare il dialogo tra le parti. Il Sudan del Sud oggi ha accusato Khartoum di aver bombardato importanti giacimenti petroliferi in un raid oltre confine.
Il Sud del Sudan è stato riconosciuto indipendente dall’Onu l’anno scorso, ma le violenze e la guerriglia non si sono fermate, anzi sono degenerate e oggi i due Paesi si accusano a vicenda di aver violato i confini.
Un appello ai governi di Sudan e Sud Sudan a rispettare pienamente gli accordi già raggiunti sui temi della sicurezza, del controllo dei confini e dell’area contesa di Abyei è stato lanciato ieri dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon.
Il ministro degli Esteri Usa Hillary Clinton ha sottolineato, che “Khartoum [Sudan] porta il peso della responsabilità dei combattimenti e di un uso sproporzionato della forza”. (Capito? no?)
A dar manforte alle posizioni del Sud Sudan ci hanno pensato ieri gli Stati Uniti, che hanno annunciato un accordo di libero commercio proprio con il Sud Sudan, inserendo tra le voci che entraranno negli Usa senza pagare dazi anche il greggio prodotto da Juba. (Chiaro? non ancora?)
Dietro a un gesto apparentemente nobile dell’Onu, che va in direzione dell’autodeterminazione dei popoli (in questo caso l’indipendenza del Sudan del Sud, ratificata in tempi record), c’è la volontà degli Usa di:
-Avere a disposizione un territorio libero da dazi per commerci e investimenti (e, perché no, land grabbing)
-Destabilizzare un Paese (il Sudan) dagli Usa inserito tra i Paesi Canaglia perché ricettacolo di terroristi internazionali.
Quindi, anche noi condanniamo le violenze del Sudan, ma facciamo notare la strategia degli Stati Uniti che quindi non possono essere del tutto esclusi dai corresponsabili delle violenze.

Tg fuori dal mondo: il gelo c’è, ma tra Usa e Russia!


Una tempesta di allarmismi e polemiche dell’italietta sta dipingendo gli schermi televisivi di bianco. Mentre l’Italia si danna per qualche centimetro di neve e ghiaccio (esteso in mezzo emisfero terrestre, in modo molto più grave), nessuno, dico nessuno, tra i Tg nazionali, ha parlato di un gelo molto più grave:
è praticamente riesplosa la Guerra Fredda.
Mentre le deficienze del giornalismo delle tv italiane ci fa del terrorismo meteorologico, in Siria muoiono centinaia di persone ogni giorno e l’Onu sta cercando di trovare una soluzione al problema.
Stati Uniti e Russia sono finiti in piena rotta di collisione sulla Siria. Dopo il veto opposto ieri all’Onu da Mosca e Pechino sulla risoluzione contro il regime di Bashar el Assad, Hillary Clinton ha annunciato che Washington intende bloccare il flusso di fondi e i rifornimenti di armi russi che raggiungono Damasco.
A me fa venire più i brividi questo che una bella rinfrescata invernale dell’aria, e voi?

Per i ministri: visto che la risoluzione Onu NON è stata approvata, non ci sarà una nostra ratifica. Aspetteremo che l’eventuale risoluzione sia approvata.