Cile, Hong Kong, Ecuador, Catalogna, Libano, Egitto e Russia: cos’hanno in comune tutte queste rivolte


In molti Paesi negli ultimi mesi abbiamo assistito a cortei di protesta imponenti. Ognuno con le sue priorità ma c’è un filo conduttore: Hong Kong reclama la propria autonomia e chiede che le sue prerogative siano preservate, anzi ampliate, nonostante la pressione della leadership comunista. Le proteste sono iniziate quando la governatrice Carrie Lam ha cercato di far passare una legge sull’estradizione di ricercati e sospetti in Cina, ma poi sono continuate nonostante la proposta sia stata ritirata.
Anche in Cile (l’aumento del costo dei mezzi pubblici) e in Libano (una tassa su Watsapp e le chiamate  via internet) i cortei sono continuati nonostante venissero meno i motivi che avevano scatenato la protesta.
Ancora più drammatica la situazione in Ecuador, dove Lénin Moreno lascia la capitale Quito e trasferisce l’esecutivo nella città costiera di Guayaquil. Le proteste erano cominciate per l’aumento dei prezzi dei carburanti e il taglio dei sussidi.
In Catalogna la gente è scesa in strada dopo la dura condanna di 12 leader indipendentisti. In Egitto si sta protestando contro il governo del presidente Abdelfettah Al Sisi, e in Russia ci sono proteste per la libertà di espressione politica.
Un filo conduttore che unisce i contestatori nel mondo è la lotta contro la disuguaglianza sociale e le accuse di corruzione nei riguardi del governo.
E non dobbiamo dimenticare i Fridays for the Future di Greta Thunberg per il cambiamento climatico.

 

 

Feroce guerriglia urbana a Hong Kong


Scontri durante le proteste contro l’amministrazione di Hong Kong e la Cina. La polizia usa lacrimogeni, acqua con vernice blu, proiettili di gomma e qualche proiettile vero contro la folla che risponde con sassi e molotov. Mentre la governatrice Carrie Lam si reca a Pechino le celebrazioni per il 70° anniversario della Repubblica Popolare Cinese.

Ancora scontri a Hong Kong


Ancora violenti scontri tra polizia e manifestanti dopo quasi tre mesi di proteste a Hong Kong. La polizia ha sparato gas lacrimogeno contro i manifestanti e ha colpito duramente con i manganelli nel distretto di Kwun Tong. Diverse persone sono rimaste ferite.

Hong Kong: sale la tensione con la Cina


Migliaia di uomini della polizia militare cinese hanno sfilato nello stadio di Shenzen, al confine con Hong Kong. Nello stadio ci sono anche veicoli armati per il trasporto di truppe, il che accresce i timori di un intervento militare cinese nel territorio. Dopo più di 10 settimane di proteste nell’ex colonia britannica, spesso sfociate in violenti scontri tra i manifestanti e la polizia, Liu Xiaoming, ambasciatore cinese a Londra, ha dichiarato che “la Cina non “starà a guardare” ed è pronta a “reprimere i disordini rapidamente” se la crisi di Hong Kong diventa “incontrollabile”.

Hong Kong: 2 milioni in piazza contro le estradizioni in Cina


Quasi 2 milioni di persone a Hong Kong hanno partecipato oggi alla manifestazione indetta per la seconda domenica di fila contro la legge sulle estradizioni in Cina, quasi il doppio di domenica scorsa.

Hong Kong ha già accordi di estradizione con altri Paesi, ma l’estradizione con la Cina ha un significato diverso: la Cina potrebbe chiedere l’estradizione dei dissidenti politici e dei giornalisti antigovernativi. Per il momento il governo di Pechino ha sospeso la legge, ma i cittadini ne chiedono il ritiro.

È cominciata la costruzione del nuovo canale che farà concorrenza a Panama


Il progetto di espansione del Canale di Panama è un progetto che raddoppierà la capacità del Canale di Panama e sarà completato verosimilmente nell’aprime 2016, permettendo il passaggio di navi più grandi (fino a 12000 container).
A metà del 2013 il parlamento del Nicaragua ha approvato in tutta fretta la costruzione i un nuovo canale, in accordo con il gruppo di telecomunicazioni cinse HKND (con sedi a Hong Kong e Managua), a capo del quale c’è l’imprenditore Wang Jing, 42 anni, la cui ricchezza è stimata in 6,4 miliardi di dollari (5,7 mld di euro) da Forbes.
I numeri del canale che attraverserà il Nicaragua (data di fine lavori prevista 2019) sono da record: il tracciato proposto è lungo circa 260 chilometri (oltre il triplo del canale di Panama), la larghezza prevista è di 230-280 metri e la profondità mai inferiore a 27 metri. Le dimensioni del canale sono pensate a partire dalle navi che superano il Panamax (la massima dimensione delle navi che passano dal canale di Panama), fino ad arrivare a navi che trasportano fino a 25000 container (più del doppio del Panamax dopo il raddoppiamento del canale di Panama).

A Hong Kong ancora scontri


La richiesta di democrazia torna a infiammare Hong Kong dove ci sono stati nuovi scontri tra polizia e manifestanti. Epicentro è ancora il distretto di Mongkok, uno dei tre siti principali dell’occupazione che va avanti da tre settimane per chiedere libere elezioni senza ingerenze da parte del governo centrale cinese.

Hong Kong verso Tienanmen


Prima l’assalto degli attivisti filo-cinesi, poi il gran rifiuto degli studenti che hanno detto no ai colloquio con il governo. Hong Kong è nel caos dopo una giornata di violenze e tensione, scoppiata improvvisamente proprio quando sembrava che la situazione si stesse decantando.
In serata la Federazione degli studenti, ha annunciato l’annullamento dell’incontro.
Benny Lai, il professore di legge fondatore del gruppo Occupy Central e leader della protesta, ha sostenuto la versione degli studenti affermando che gli aggressori, che hanno ferito una decina di giovani, erano membri delle Triadi, le organizzazioni mafiose del sud della Cina, alcune delle quali sono tradizionalmente favorevoli al governo di Pechino. Martin Lee, il 76enne fondatore del Partito Democratico di Hong Kong ha rincarato la dose, affermando che le scene che si sono viste oggi a Mongkok, non sono altro che una tattica comunista che consiste nell’usare la gente contro la gente per eliminare coloro che non gli sono graditi.
Non avevamo dubbi.