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No alla violenza solo da chi voglio io


Oggi in Yemen, a Sana’a, la polizia fa fuoco sulla folla in protesta: 4 morti
In Siria, a Damasco, ucciso un noto attivista pacifico e altri 5 morti tra cui un bambino di 9 anni.
Il movimento degli indignati e Occupy Wall Street contro gli abusi della finanza, il precariato e le ricette anti-crisi della politica ha esportato la protesta in 951 città di oltre 80 Paesi.
In Malaysia a Kuala Lumpur e a Singapore interrotto il corteo dlla polizia che ha fatto sgombrare le piazze.
In Italia 70 feriti e 12 arrestati a causa delle violenze Black Bloc da cui il corteo prende le distanze.
Come andare a cena in gruppo e lamentarsi perché bisogna pagare il conto di alcuni che se ne sono scappati prima.
Premesso che a Roma si è assistito a una guerra tra poveri (black bloc vs forze dell’ordine) e che i tafferugli dovrebbero semmai spostarsi nei veri centri di potere (Montecitorio anziché le vetrine), c’è da chiedersi:
– Perché le violenze dei Black Bloc, notoriamente internazionali, si sono verificate SOLO in Italia?
– Qual è la differenza tra le violenze dei Black Bloc e quelle della Primavera araba?
Ci sono violenze che vanno bene e altre no, evidentemente, come sempre noi abbiamo sostenuto. Il discriminante è la democrazia. In un Paese democratico non si può fare violenzae “deturpare l’arredo urbano”, quindi Berlusconi, democraticamente eletto dal 1994 (tranne la breve parentesi di Prodi), è legittimamente al governo, pur con il conflitto di interessi aggravato dal fatto che riguarda le telecomunicazioni e i legittimi impedimenti che lo costringono a non farsi processare. Quindi nessuno (o pochi) in Italia sostengono che ci sia emergenza democrazia.
Fine delle proteste, tutti a casa, Berlusconi vada avanti fino al 2013 perché, naturalmente, si parlerà tanto, ma nessuno ascolterà le ragioni degli indignati.

Anche l’Italia è alla frutta


Si svegliano anche in Italia gli indignati. Tredici feriti oggi negli scontri a Bologna davanti alla sede della Banca d’Italia. A Roma strade blindate per Giorgio Napolitano a Bankitalia. Le associazioni coinvolte per l’I-day del 15 ottobre sono Cub, Usb, San Precario, Arci e Popolo Viola.
Nel frattempo le opposizioni (Pd, Udc, Fli, Api e Idv) diserteranno domani l’aula in occasione delle comunicazioni del premier.
La situazione, grave a livello economico, finanziario e occupazionale – come nel resto d’Europa – è aggravata da un governo (unico tra i Paesi europei in difficoltà) oggettivamente davvero “attaccato alla poltrona per se stessa”.
Tremiamo al solo pensare a chi vive in questo Paese che, invece che frenare, preme sull’acceleratore della crisi. Italiani: noi italici (insieme a San Marino), siamo solidali con Voi…