47 morti in Pakistan: chissenefotte, erano islamici!


Un attentatore suicida adolescente ha provocato il 19 agosto la morte di almeno 47 persone facendosi saltare in aria in una moschea dove erano in corso le preghiere del venerdì a Jamrud, nel nordovest del Pakistan, vicino al confine con l’Afghanistan.
Alcune immagini trasmesse dalle televisioni mostrano i muri e il soffitto della moschea imbrattati di sangue, mentre le persone recuperano vestiti e sandali sparpagliati nei pressi della moschea in seguito all’esplosione
I media occidentali hanno dato pochissimo spazio (e spesso addirittura nullo) a questo avvenimento.
Non solo i Tg, ma anche i quotidiani hanno ignorato l’avvenimento relegandolo a un trafiletto. Soltanto pochi giorni prima un attentato esplosivo aveva causato il crollo di un hotel nella provincia pachistana del Baluchistan, con un bilancio di circa 11 persone.
“Almeno 47 morti” e “circa 11 persone” perché pare che la vita dei pachistani, come quella delle persone che abitano il cosidetto Terzo Mondo, contino decisamente meno di noi occidentali.
In questo caso, 47 morti sono molto meno importanti (per i media) dei 14 israeliani morti nell’attentato di Eilat. Non vogliamo fare confronti o esprimere intenzioni politiche: ma solo sostenere un principio democratico: che ogni uomo vale per uno.