Brexit: dopo il trionfo in Parlamento, May gelata da Juncker


Theresa May ottiene il voto favorevole del Parlamento britannico sull’autorizzazione a rinegoziare l’accordo escludendo un rinvio della Brexit. Ma il presidente della Commissine Ue ribatte: “L’accordo è il migliore possibile, non è rinegoziabile”. Rischio di uscita no-deal. Intanto la sterlina scende.

L’Europa si è salvata (?)


europa
I leader della zona euro hanno raggiunto un accordo con la Grecia per negoziare un terzo bailout e mantenere il paese nella moneta unica, dopo una notte trascorsa a trattare in una riunione di emergenza.
Jean-Claude Juncker, capo della Commissione Europea, Mario Draghi, capo della Bance Centrale Europea, Christine Lagarde, capo del Fondo Monetario Internazionale, con i vari lead europei hanno trovato un accorso con il Governo di Tsipras che prevede una serie massiccia di riforme in brevi tempi in cambio di un prestito da 86 miliardi di euro.
Se l’Europa è salva, ora ci chiediamo: che tipo di Europa si è salvata?
è indubbio infatti che tutta la vicenda greca abbia modificato profondamente la percezioni di parte dei cittadini europei, di quelli allineati con la Germania, ma soprattutto degli altri.
Perché l’Europa è indubbiamente controllata dalla Troika, ovvero un triumvirato economico-finanziario che quasi nulla ha a che fare con il Parlamento Europeo e l’Europa dei popoli.
La strada per un’Europa Unita deve passare da un trattato di Schengen che non si possa sospendere “a capriccio”, da un esercito comune, da una Commissione che sia partecipata da Leader eletti democraticamente, e dalla costituzione di Istituzioni Federali Europee
(come negli Usa).
Pre il momento, il simbolo della bandiera dell’Europa strappata da cui emergono delle sbarre, è il più adatto a descrivere la fine della “battaglia Greca”.

La marcia dell’ipocrisia parigina


Vi segnalo questa interessante riflessione di Bifo (Franco Berardi) sul libro La soumission di Michel Houellebecq:
Tristezza e sottomissione.
Aggiungo un brano particolarmente interessante, riguardante alla marcia parigina, due giorni dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo:
La marcia dell’ipocrisia
“Alla testa della marcia parigina dell’11 novembre c’era un cordone di autentici cavalieri della libertà. Si distinguevano Victor Orban, che in Ungheria ha zittito le voci di dissenso e vuole tassare l’accesso a Internet. C’era Davitoglu ministro della Repubblica turca che incarcera gli attori di una telenovela sgradita al regime, e spalleggia l’armata Daesh [ISIS] per colpire il popolo curdo. C’era l’ambasciatore dell’Arabia Saudita che da sempre eccelle nella liberalità e nel rispetto dei diritti civili. C’era il premier israeliano Netanyahu che guida il popolo ebreo verso il fascismo e la guerra permanente. E c’era Jean-Claude Juncker, oggi incaricato di ridurre il salario dei lavoratori europei per far quadrare i conti delle banche, mentre ieri come Presidente del Lussemburgo invitava le grandi corporation che operano in Europa a non pagare le tasse europee depositando i capitali nel forziere del suo paese.
La marcia dell’ipocrisia ha rilegittimato il governo socialista che da tre anni si segnala per la sua totale subalternità dal potere finanziario.”