Venezuela: revocata a Guaidó la carica di presidente del Parlamento


La magistratura venezuelana revoca la carica al presidente del parlamento per reati fiscali. Ora rischia l’arresto. La «Contraloria general», una specie di Corte dei conti istituita dal chavismo, ha interdetto alla vita politica per 15 anni il presidente designato dal Parlamento, come risultato di un’inchiesta interna su presunti delitti di natura fiscale.

Venezuela: Juan Guaidò torna a Caracas, al momento nessun provvedimento


Nessun provvedimento da parte del governo Maduro dopo l’anomalo breve tour nei Paesi del Sudamerica di Juan Guaidò, il presidente dell’assemblea nazionale di Caracas riconosciuto dalla molti dei Paesi occidentali (non dall’Italia) come presidente ad interim del Venezuela.

Roger Waters contro il concerto per gli aiuti per il Venezuela


“Non ha nulla a che fare con gli aiuti umanitari. Ha a che fare con Richard Branson”,, ha dichiarato Roger Waters, il bassista dei Pink Floyd, riferendosi al produttore del concerto in Colombia per raccogliere fondi per aiuti umanitari per il Venezuela,. Per il musicista si tratterebbe solo di uno “sforzo sostenuto dagli Stati Uniti per dipingere un’immagine falsa del Venezuela e giustificare il cambio di regime”.

Evidentemente qualcuno non è lobomotizzato dalla propaganda contro Maduro che, si sia a favore o contro, si creda sia pilotata dal governo Usa o meno, è comunque innegabilmente una propaganda che usa gli stessi mezzi del regime che combatte (golpe, svalutazione del voto e delle procedure democratiche). Combattere un regime poco democratico (che non può essere definito dittatura in quanto Guaidó non è stato arrestato, è un cittadino libero e le manifestazioni contro il Governo sono legali) con procedure non democratiche non solo è antidemocratico, ma come ha insegnato la storia recente in Iraq, porta probabilmente al disastro e alla guerra.

La Nazione Oscura non si pronuncia sul Venezuela perché non si può avallare un golpe solo perché “è giusto”


Riconoscimento ufficiale da parte di Gran Bretagna, Francia, Austria, Germania, Olanda e Spagna per Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela, fino alle prossime elezioni presidenziali.

A quanto pare per la prima volta nella Storia, i Paesi democratici avallano il golpe di un presidente autoproclamato (e ancora non appoggiato dalle Forze dell’Ordine). Per quanto sia nobile il motivo (la presunta democrazia contro la presunta dittatura) secondo noi è un grosso errore. Il Venezuela ha certamente bisogno di elezioni democratiche (le precedenti sono state boicottate dall’opposizione perché ritenute “illegali” e senza garanzie), ma dev’essere Maduro il presidente ad interim perché è stato eletto da elezioni (sebbene non ritenute regolari da tutti), piuttosto che da un’autoproclamazione.

La democrazia non può servirsi dei metodi golpisti e dittatoriali per affermare la propria supremazia.

Quando parlate di democrazia, sciacquatevi la bocca


Il mondo Occidentale inneggia a Juan Guaidó, il capo del Parlamento del Venezuela che si è autoproclamato (ripeto: autoproclamato) presidente del Venezuela, alcuni paesi (tra cui l’Unione Europea) lo riconoscono già come presidente.

Nel frattempo, la mozione per riconoscere Juan Guaidó  non è riuscita ad ottenere ieri a Washington la maggioranza – di valore unicamente politico – tra i Paesi membri dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), solo 16 Paesi su 35, infatti lo hanno appoggiato.

Si ricorda che Nicolás Maduro è stato eletto democraticamente con voto elettronico e che ha vinto probabilmente perché l’opposizione si è ritirata per protesta (quindi niente brogli).

Si potrà dire che Maduro ha tollerato la corruzione mandando a rotoli l’economia di un Paese ricco (che ha le più estese riserve di petrolio al mondo), che non è capace di condurre un Paese (dalla morte di Chavez l’economia venezuelana è crollata e ciò non può dipendere solo dal crollo del prezzo del petrolio, dato che altri Paesi dell’Opec non hanno subito la stessa sorte), che ha fatto scelte sbagliate e scellerate (ha bloccato il cambio del Bolivar, ha dato la precedenza all’appartenenza politica rispetto alla competenza politica o tecnica, creando incompetenza e corruzione, ha trascurato investimenti e nuove tecnologie per il petrolio che, diversamente dal quello arabo, è un composto di sabbia bitumosa, quindi necessita di maggiore lavorazione ), ma non si può definire dittatore. Fatevene una ragione, ed evitare di inneggiare all'”esportazione democrazia” perché, come dimostrano le vicende dell’Iraq e della “Primavera araba”, ha esiti disastrosi (ed è spinta non dalla filantropia, ma dal desiderio di neocolonialismo e imperialismo).

 

Golpe “statunitense” in Venezuela: Guaidó si proclama presidente


Il giovane Juan Guaidó, leader dell’Assemblea nazionale, si è autoproclamato presidente pro tempore del Venezuela, dopo che il Parlamento (a cui capo c’è Guidò), è stato dichiarato nei giorni scorsi “illegittimo” dal Tribunale supremo controllato dal regime. A Caracas, davanti  ai sostenitori riuniti, Guaidó ha lanciato ufficialmente la sua sfida al lider chavista Nicolás Maduro, che due settimane fa si era insediato per un secondo mandato presidenziale, che ha replicato affacciandosi dal balcone del palazzo presidenziale dichiarando: “Siamo la maggioranza, siamo il popolo di Hugo Chavez. Siamo in questo palazzo per volontà popolare, soltanto la gente ci può portare via”.

Il presidente autoproclamato è stato subito appoggiato da Stati Uniti, Canada e alcuni Paesi sudamericani.

Juan Guaidò e Nicolàs Maduro