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Sudan: Usa accusano violenze di cui sono corresponsabili


Situazione sempre più allarmante nel Sudan dove continuano gli scontri al confine con il Sud Sudan. Le violenze hanno anche spinto il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir a sospendere il suo viaggio a Juba per incontrare l’omologo Salva Kiir e riportare il dialogo tra le parti. Il Sudan del Sud oggi ha accusato Khartoum di aver bombardato importanti giacimenti petroliferi in un raid oltre confine.
Il Sud del Sudan è stato riconosciuto indipendente dall’Onu l’anno scorso, ma le violenze e la guerriglia non si sono fermate, anzi sono degenerate e oggi i due Paesi si accusano a vicenda di aver violato i confini.
Un appello ai governi di Sudan e Sud Sudan a rispettare pienamente gli accordi già raggiunti sui temi della sicurezza, del controllo dei confini e dell’area contesa di Abyei è stato lanciato ieri dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon.
Il ministro degli Esteri Usa Hillary Clinton ha sottolineato, che “Khartoum [Sudan] porta il peso della responsabilità dei combattimenti e di un uso sproporzionato della forza”. (Capito? no?)
A dar manforte alle posizioni del Sud Sudan ci hanno pensato ieri gli Stati Uniti, che hanno annunciato un accordo di libero commercio proprio con il Sud Sudan, inserendo tra le voci che entraranno negli Usa senza pagare dazi anche il greggio prodotto da Juba. (Chiaro? non ancora?)
Dietro a un gesto apparentemente nobile dell’Onu, che va in direzione dell’autodeterminazione dei popoli (in questo caso l’indipendenza del Sudan del Sud, ratificata in tempi record), c’è la volontà degli Usa di:
-Avere a disposizione un territorio libero da dazi per commerci e investimenti (e, perché no, land grabbing)
-Destabilizzare un Paese (il Sudan) dagli Usa inserito tra i Paesi Canaglia perché ricettacolo di terroristi internazionali.
Quindi, anche noi condanniamo le violenze del Sudan, ma facciamo notare la strategia degli Stati Uniti che quindi non possono essere del tutto esclusi dai corresponsabili delle violenze.

Due parole sul Sud Sudan


Il 9 luglio 2011 il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan e 5 giorni dopo è diventato il 193° Stato appartenente all’ONU.
La capitale è Juba, il presidente è Salva Kiir Mayardit.
L’indipendenza è stat ottenuta alla fine di un processo che è durato circa 30 anni.
L’accordo di pace del 2005 ha decretato la fine alle guerra civile incominciata alla fine degli anni ’70 causando un milione e mezzo di morti. A gennaio 2011 un referendum ha ratificato l’indipendenza con il 99% dei consensi.
Il Paese è a maggioranza cristiana e animista, rispetto alla maggioranza musulmana del Sudan di Khartoum, è tra i più poveri al mondo e un bambino su sette muore prima dei 5 anni, ma è ricco di petrolio, fino a poco tempo fa sfruttato dal governo sudanese di Khartoum (del presidente Omar Al-Bashir, accusato, proprio per questa guerra civile, di crimini contro l’Umanità).