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Russia, Navalny chiama il “Kgb” fingendosi un funzionario: “Ha confessato, volevano uccidermi”


Alexei Navalny ha pubblicato sul suo account YouTube un video che risale a una settimana fa in cui telefona a quello che lui identifica come Konstantin Kudryavtsev, uno degli agenti federali russi che avrebbero partecipato al fallito piano per ucciderlo avvelenandolo ad agosto scorso. Nella telefonata, Navalny si è spacciato come assistente di Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio nazionale di sicurezza russo, e ha chiesto di fornire dettagli sull’operazione. Ottenendone la presunta confessione, con qualche dettaglio: la sostanza tossica Novichok usata per l’avvelenamento sarebbe stata applicata alle mutande del politico. L’agenzia di servizi segreti russi, l’Fsb, ha respinto le accuse sostenendo che il video sia un falso.

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Caso Sergei Skripal, espulsi dall’Occidente almeno 100 diplomatici russi


Il caso Skripal assume proporzioni sempre maggiori: a venti giorni dall’avvelenamento con il gas nervino dell’ex ufficiale del KGB traditore al soldo dello MI16 (i Servizi Segreti di Londra) Sergei Skripal e della figlia Yulia (al momento ancora in coma), nonché di altre 126 persone del quartiere in modo lieve, probabilmente clienti o personale del ristorante italiano “Zizzi” e del Pub “The Mill” dove avevano bevuto una pinta di birra, a Salisbury in Gran Bretagna, arriva la durissima reazione delle cancellerie di mezzo mondo.

L’Italia, senza governo e internazionalmente “assente”, obbedisce al diktat degli Usa e dell’Ue con l’espulsione di 2 diplomatici russi, nonostante al momento non ci siano le prove di un coinvolgimento governativo russo.

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere: il ministero degli Esteri ha annunciato una “risposta speculare” a breve, di fronte a quello che non ha esitato a chiamare “passo ostile” che avrà “conseguenze”.