FLUSH.ART log 14: François Escalmel


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log 14 : François Escalmel

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Aforismi accompagnati dalle eccellenti illustrazioni di François Escalmel.

Purtroppo per me, trova il mio pene già abbastanza pronto grazie a ciò che stava per succedere prima con l’umana. Cerco di divincolarmi, impedendo la penetrazione in una vulva decisamente simile all’imboccatura di una cloaca. Ma la sua mano è in grado di spremermi il membro per indurirlo e infilarlo nel suo corpo. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

Soldier II, di Francois Escalmel

Soldier II, di Francois Escalmel

In quel momento cerco di fermarla con le mani, ma così facendo le libero la bocca, che quindi è libera di mordermi. Tra i due morsi, sono costretto a sceglierne uno. Decido così di farmi scopare da questa infezione micotica, da questa umana morta che puzza di decomposizione. Le spingo via la faccia da me con dei colpi di gomito, e lei riesce a infilarsi il mio pene dentro. Sento un caverna bagnaticcia e gelida che sa di morte. Pulphagus® si sta vendicando.
(da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

Senza titolo, di Francois Escalmel

Senza titolo, di Francois Escalmel

Cerco nuovamente di fuggire, ma questa volta mi sono addosso in due. Mi atterrano e mi sono sopra. La prima è a cavalcioni su di me che schiaccia il sedere sul mio bacino, l’altra dietro di me in ginocchio che mi punta il collo con la bocca. L’unica mia speranza, cioè che si ostacolino tra di loro, è vanificata: la prima tenta la penetrazione, l’altra mi morde il collo. La sensazione è tremenda, ormai sento le forze abbandonarmi, la vita uscire dal mio corpo come una linfa succhiata dalle viscere di Pulphagus®. La testa comincia a girarmi, sento le farfalle nel cervello. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

Senza titolo, di Francois Escalmel

Senza titolo, di Francois Escalmel

Sono troppe, non ce la farò mai a scappare. Comincio a pensare di lasciarmi andare, la mia energia è agli sgoccioli, e queste Erinni sono troppo forti e numerose per me per continuare a combattere. L’unica mia speranza è rimanere in vita sperando che che si eliminino tra di loro. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

The great escape, di Francois Escalmel

The great escape, di Francois Escalmel

La Golem® che mi è addosso mi azzanna sulla schiena. Il dolore si riaccende, ma lei non riesce a trovare abbastanza carne da poter affondare la dentatura prima che un’altra di loro, da dietro, la azzanni a sua volta, sbattendola via e prendendo il suo posto. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

Becoming, di Francois Escalmel

Becoming, di Francois Escalmel

Mi chiudo a riccio, rinunciando a combattere per conservare l’ultimo briciolo di energia vitale. La nuova sopraggiunta fa fatica a trovare un punto dove mordermi, mi graffia, ma alla fine viene colpita dalla lama della Golem® armata. Faccio un ultimo disperato cambio di tattica difensiva. Mi volto e afferro il polso della Golem® con il coltello. Lei mi salta addosso cercando di stendermi e controllarmi con il suo peso. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

Howl, di Francois Escalmel

Howl, di Francois Escalmel

In quel momento ho l’ultima possibilità di osservarla in faccia da distanza ravvicinata: l’alito di fogna è una buona metafora olfattiva del suo viso, bianco, sporco di terra, in parte scarnificato da morsi, con la carne grigia dei muscoli facciali allo scoperto, bava come muco alla bocca e alle narici, gli occhi spenti come quelli dei ciechi. (da Pulphagus®, Lukha B. Kremo)

FEthe maker

Paternoster indaga sulla magia nera


Alessandria. “Io sono il prescelto. Devo farlo, è il mio compito. La santona mi ha ordinato di ucciderla. Mi hanno affidato il compito. Devo obbedire… Voleva che lo facessi. Sono un adoratore del diavolo”.
Solitamente non parliamo di cronaca nera, ma dato che la casa editrice ufficiale della nostra nazione si occupa anche di esoterismo (ved per esempio Lilith di Mauro D’Angelo) e che uno dei nostri autori è proprio di Alessandria (Danilo Arona, con lo splendido romanzo sul Palo Mayombe) questa volta facciamo un’eccezione.
Le parole in apertura sono state scritte da Giancarlo Bossola, 60 anni, ispettore di polizia in pensione e “collezionista di donne”. Una delle ultime conquiste si chiamava Norma Ramirez, 52 anni, cubana, minigonne e tacchi vertiginosi, appassionata di santeria e magia nera. La donna è stata trovata ieri mattina nel letto di lui nuda, fatta eccezione per una collana colorata. Era coperta da un piumone fino al volto. Nessun segno di ferite: forse soffocata, forse avvelenata. Ma sul fatto che sia stata uccisa ci sono pochi dubbi. Perché è stato lo stesso Bossola a chiamare i poliziotti della questura di Genova, a mezzanotte di martedì.
“Andate in via Pascoli 1. Troverete la santona. Sono stato io, tre giorni fa. Dovevo ucciderla. Me lo chiedeva in continuazione. Era il mio compito. Ora devo continuare. Porto via anche la mia Rosi.”
Gli agenti hanno rintracciato il numero di telefono di quella chiamata. Era intestato a Roslina Redolfi, 47 anni, di mestiere badante dell’anziana madre di Giancarlo Bossola. Il telefono era acceso e ancora collegato, stava viaggiando sull’autostrada Genova-Ventimiglia in direzione Francia. C’è stato un tamponamento dentro a una galleria, quasi all’altezza di Orco Feglino.
“Ho visto quell’auto sbandare a destra e a sinistra, nessuna fiammata” ha raccontato ai soccorritori un turista francese. Era stato lui a chiamarli, fermandosi alla prima piazzola di sosta. La cosa strana era questa: l’auto in questione, una Audi grigia A6 intestata a un carrozziere di Alessandria, era fuori dalla galleria, lungo un rettilineo, completamente carbonizzata. Dentro c’erano i corpi martoriati di Giancarlo Bossola e Roslina Redolfi. L’ipotesi: le fiamme sono state appiccate volontariamente.
Il capo della Squadra Mobile di Alessandria, Mario Paternoster (sic!): “Ci sono molte cose da chiarire, ma è verosimile il contesto suggerito dallo stesso Giancarlo Bossola, il movente della santeria. Quello della magia nera.”