Letture Connettiviste allo Scoglione di Livorno


Anthony Perkins Productions & Falco Ranuli Fecit
presentano il  IV evento di Preferisco il rumore del mare 2016 (bugiardo)

ore 20.00 Mercoledì 10 Agosto 2016
Scoglione dei Tre Ponti – Livorno

Lukha B. Kremo
(recente vincitore del Premio Urania 2016)
legge
le Poesie Connettiviste
(le sue e quelle di altri aderenti all’omonimo manifesto poetico)

segue
Asso Zeman
nel monologo
Poema Pirico
scritto da Viola Barbara

a seguire la consueta ribotta/cena sociale

Ilaria Alpi, la Cia e Gladio


Abbiamo molt a cuore l’argoento Ilaria Alpi, per cui riportiamo l’articolo di “Repubblicaonline” di Manlio Dinucci che ringraziamo:

“La docu­fic­tion «Ila­ria Alpi – L’ultimo viag­gio» getta luce, soprat­tutto gra­zie a prove sco­perte dal gior­na­li­sta Luigi Gri­maldi, sull’omicidio della gior­na­li­sta e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo 1994 a Moga­di­scio. Furono assas­si­nati, in un agguato orga­niz­zato dalla Cia con l’aiuto di Gla­dio e ser­vizi segreti ita­liani, per­ché ave­vano sco­perto un traf­fico di armi gestito dalla Cia attra­verso la flotta della società Schi­fco, donata dalla Coo­pe­ra­zione ita­liana alla Soma­lia uffi­cial­mente per la pesca.

In realtà, agli inizi degli anni Novanta, le navi della Shi­fco erano usate, insieme a navi della Let­to­nia, per tra­spor­tare armi Usa e rifiuti tos­sici anche radioat­tivi in Soma­lia e per rifor­nire di armi la Croa­zia in guerra con­tro la Jugoslavia.

Anche se nella docu­fic­tion non se ne parla, risulta che una nave della Shi­fco, la 21 Oktoo­bar II (poi sotto ban­diera pana­mense col nome di Urgull), si tro­vava il 10 aprile 1991 nel porto di Livorno dove era in corso una ope­ra­zione segreta di tra­sbordo di armi sta­tu­ni­tensi rien­trate a Camp Darby dopo la guerra all’Iraq, e dove si con­sumò la tra­ge­dia della Moby Prince in cui mori­rono 140 persone.

Sul caso Alpi, dopo otto pro­cessi (con la con­danna di un somalo rite­nuto inno­cente dagli stessi geni­tori di Ila­ria) e quat­tro com­mis­sioni par­la­men­tari, sta venendo alla luce la verità, ossia ciò che Ila­ria Alpi aveva sco­perto e appun­tato sui tac­cuini, fatti spa­rire dai ser­vizi segreti. Una verità di scot­tante, dram­ma­tica attualità.

L’operazione «Restore Hope», lan­ciata nel dicem­bre 1992 in Soma­lia (paese di grande impor­tanza geo­stra­te­gica) dal pre­si­dente Bush, con l’assenso del neo-presidente Clin­ton, è stata la prima mis­sione di «inge­renza umanitaria».

Con la stessa moti­va­zione, ossia che occorre inter­ve­nire mili­tar­mente quando è in peri­colo la soprav­vi­venza di un popolo, sono state lan­ciate le suc­ces­sive guerre Usa/Nato con­tro la Jugo­sla­via, l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Siria e altre ope­ra­zioni come quelle in corso nello Yemen e in Ucraina.

Pre­pa­rate e accom­pa­gnate, sotto la veste «uma­ni­ta­ria», da atti­vità segrete. Una inchie­sta del New York Times del 24 marzo 2013) ha con­fer­mato l’esistenza di una rete inter­na­zio­nale della Cia, che con aerei qata­riani, gior­dani e sau­diti for­ni­sce ai «ribelli» in Siria, attra­verso la Tur­chia, armi pro­ve­nienti anche dalla Croa­zia, che resti­tui­sce così alla Cia il «favore» rice­vuto negli anni Novanta.

Quando il 29 mag­gio scorso il quo­ti­diano turco Cum­hu­riyet ha pub­bli­cato un video che mostra il tran­sito di tali armi attra­verso la Tur­chia, il pre­si­dente Erdo­gan ha dichia­rato che il diret­tore del gior­nale pagherà «un prezzo pesante».

Ven­tun anni fa Ila­ria Alpi pagò con la vita il ten­ta­tivo di dimo­strare che la realtà della guerra non è solo quella che viene fatta appa­rire ai nostri occhi.

Da allora la guerra è dive­nuta sem­pre più «coperta». Lo con­ferma un ser­vi­zio del New York Times (7 giu­gno) sulla «Team 6», unità super­se­greta del Comando Usa per le ope­ra­zioni spe­ciali, inca­ri­cata delle «ucci­sioni silen­ziose». I suoi spe­cia­li­sti «hanno tra­mato azioni mor­tali da basi segrete sui calan­chi della Soma­lia, in Afgha­ni­stan si sono impe­gnati in com­bat­ti­menti così rav­vi­ci­nati da ritor­nare imbe­vuti di san­gue non loro», ucci­dendo anche con «pri­mi­tivi tomahawk».

Usando «sta­zioni di spio­nag­gio in tutto il mondo», camuf­fan­dosi da «impie­gati civili di com­pa­gnie o fun­zio­nari di amba­sciate», seguono coloro che «gli Stati uniti vogliono ucci­dere o catturare».

Il «Team 6» è dive­nuta «una mac­china glo­bale di cac­cia all’uomo». I kil­ler di Ila­ria Alpi sono oggi ancora più potenti. Ma la verità è dura da uccidere.”

Monumento a Ciano sede di Livorno Città Aperta


Eccoci al quinto appuntamento del “post col botto”, ovvero al post di San Silvestro.
Vedi gli altri post col botto:
2014: Posthuman Pop!
2013: Noam Chomski e la mistificazione della realtà
2012: Se vince Berlusconi la Neorepubblica di Torriglia dichiarerà guerra all’Italia!
2011: Declassate le agenzie di rating!

Mausoleo di Costanzo Ciano (ruderi)

Mausoleo di Costanzo Ciano (ruderi)


Il Mausoleo a Costanzo Ciano, costruito negli anni. La costruzione del mausoleo ebbe inizio dopo la morte di Costanzo Ciano, avvenuta nel 1939. Secondo il progetto il monumento avrebbe dovuto essere costituito da un grande basamento sormontato da una statua marmorea, alta 12 metri, dello stesso gerarca alla guida del suo “mas” (“motoscafo armato silurante”) e da un colossale faro a forma di fascio littorio alto più di 50 metri (vedi ricostruzione dell’epoca).
Mausoleo di Costanzo Ciano (ricostruzione)

Mausoleo di Costanzo Ciano (ricostruzione)


Numerosi sono stati i progetti di riqualificazione dell’area (di proprietà privata, mentre il mausoleo è demaniale), ma le ipotesi di trasformare l’edificio in un albergo o integrarlo in una struttura cimiteriale per il quartiere di Montenero non sono mai stati approvati.
Di fatto da più di 70 anni i ruderi giacciono nel più completo degrado architettonico, igienico e ambientale che non hanno impedito, negli anni, l’incidentale decesso di alcuni visitatori.
Nessuna giunta livornese, in un lasso di tempo immenso, ha saputo muovere un dito. L’ultima proposta, provocatoria, ma non per questo folle, è la proposta di trasformarlo in Deposito di Paperone (vedi ricostruzione).
L'exmMausoleo di Costanzo Ciano come Deposito di Paperon de' Paperoni (ricostruzione)

L’exmMausoleo di Costanzo Ciano come Deposito di Paperon de’ Paperoni (ricostruzione)


Livorno Città Aperta, associazione appartenente alla Nazione Oscura Caotica, lo ha quindi scelto come propria sede (vedi ricostruzione).
L'ex Mausoleo di Costanzo Ciano come sede di Livorno Città Aperta (ricostruzione)

L’ex Mausoleo di Costanzo Ciano come sede di Livorno Città Aperta (ricostruzione)

Poesia e fantascienza: il Connettivismo, reading a Livorno


Reading allo Scoglione dei Tre Ponti di Livorno, 2013Reading allo Scoglione dei Tre Ponti di Livorno, 2013

Reading allo Scoglione dei Tre Ponti di Livorno, 2013


Per la Quinta edizione di £Preferisco il rumore del Mare” organizzata da Falco Ranuli,

“Poesia e Fantascienza: I connettivisti”
Lunedì 17 agosto, alle 20.15 (puntuali perché tramonta il sole) allo Scoglione dei Tre Ponti di Antignano, a Livorno.

READING
di
LUKHA B. KREMO

che leggerà posie sue e dei Connettiviti.

Muore Ettore Borzacchini, uomo di satira livornese


Improvvisa morte nel primo pomeriggio di domenica 7 settembre di Giorgio Marchetti, celebre con il nome di Ettore Borzacchini. Architetto, scrittore, umorista, da anni scriveva sul Tirreno articoli di colore e di satira.
Per anni è stato una delle firme di punta de Il Vernacoliere di Livorno ed è stato collaboratore di Comix.
Ha pubblicato un’infinità di opere tra cui ricordiamo: Il Grande Milvio (1988); La metamorfosi del bigné (1992); Il Borzacchini Universale (4 volumi: 1995, 1998, 2002, 2006); Il Galateo del Borzacchini (2005); La villeggiatura del Borzacchini (2006); Le automobili del Borzacchini (2008).
Il presidente di “Livorno Città Aperta” saluta un grande uomo di cultura e satira livornese, e parafrasa un pensiero di Paolo Virzì (regista livornese): sono tanti gli uomini di cultura di Livorno, ma sono quasi tutti in esilio e quando tornano nella loro città sono tristi nel vederla degradata e immersa in una cultura di ignoranza compiacevole di se stessa.

Calafuria celebrata da Lukha B. Kremo sul “il Tirreno”


Il quotidiano Il Tirreno pubblica un mini racconto-suggestione dedicato a Calafuria e al Romito, la celebre costa a sud di Livorno.
Il pezzo, uscito oggi a nome Gianluca Cremoni Baroncini, è stato selezionato tra i migliori inviati questa settimana e partecipa al concorso finale indetto dal quotidiano.
Ve lo riportiamo integro:
Calafuria
Quando arrivo, quelle arenarie bronzee, levigate dai venti e dalle acque impetuose, mi proiettano subito in uno stato mentale diverso, alterato.
Lontano dai fumi della città, lontano dal caos delle spiagge, questa costa di rocce ruvide ma uniformi, che s’inerpica per anfratti scoscesi, insenature e grotte, è un balcone sul mare, verde di profumi inconfondibili, dove le agavi si fondono alla macchia mediterranea, pregna di odori agrodolci, l’anice selvatico, la santolina, il salmastro.
Calafuria è un luogo mentale.
Il Romito, luogo oscuro e appartato, dal Castel Sonnino scende verso il Boccale, passando dalla selvaggia cala del Leone a Calignaia, dal mistico Sassoscritto a Calafuria, fino alle vaschette, in un viaggio dantesco per tornare al mondo quotidiano. Chi qui tentò di sorpassare, vi trovò la morte.
Mi fermo a osservare Calafuria, quella cala che prende il nome dall’impeto delle libecciate invernali (e infernali) che rendono la tranquilla baia balneare un quadro di Turner, e vedo scomparire il ponte stradale. La mia mente va a ritroso nel tempo e anche il ponte ferroviario svanisce. La baia torna selvaggia, primordiale, una spiaggia ghiaiosa dove mare e rocce giocano da milioni di anni. Arretro, facendomi spazio tra i cespugli profumati, e vedo scomparire anche la vecchia carreggiata prebellica, che passa su due ponti. E m’immergo nella Calafuria primigenia, il Romito di secoli fa. Vicino al mare, scorgo strani personaggi al lavoro. Sono schiavi romani, che caricano sui carri le arenarie appena tagliate. Senza saperlo, stanno costruendo piscine per i bambini del loro futuro, tra cui ci sono anch’io. Il cuore mi batte veloce.
I Romani scompaiono, lo stesso lavoro è fatto dagli Etruschi e poi da nessuno. Resto da solo, assistendo a quello che fu un vulcano sottomarino, nei meandri dei secoli pleistocenici.
Sbatto le palpebre.
Ora davanti a me ci sono bambini con le pinne e la maschera che osservano i polpi. E il cuore mi batte ancora più veloce.

Il sindaco di Livorno propone il gemellaggio con Gaza


Filippo Nogarin, appena eletto sindaco di Livorno tra le fila del Movimento 5 Stelle, sta lavorando per ottenere un gemellaggio tra il Comune di Livorno e la municipalità di Gaza. La proposta è fortemente osteggiata dalla comunità ebraica di Livorno.
Lukha B. Kremo, presidente di “Livorno città Aperta”, propone allora l’idea di un gemellaggio sia con Gaza che con Gerusalemme.

Il presidente della Nazione Oscura dichiara Livorno Città Aperta


Stemma di Livorno Città Aperta

Stemma di Livorno Città Aperta

Oggi 10 termidoro 133 (31 luglio 2014 d.C.),
il presidente della nazione oscura Neorepubblica di Torriglia Lukha B. Kremo

Dichiara

Livorno “Città aperta”

ovvero città libera da qualsiasi conflitto e aperta a chi vuole organizzarla, e

Dichiara

altresì la nascita della
Federazione della Nazione Oscura Caotica
che comprende la “Neorepubblica di Torriglia” e “Livorno Città Aperta”.

Il presidente è ufficialmente in esilio volontario a Livorno dal 9 brumaio 133 (2 novembre 2014), dove ha soggiornato per 9 mesi e ha preso atto delle storiche elezioni comunali del 9 giugno 2014 in cui per la prima volta il Centrosinistra perde le elezioni (non era mai successo) in favore del Movimento 5 Stelle, fatto altresì importante per una città con le maggiori percentuali di elettori sinistrorsi in Italia (in effetti la maggiore insieme a Siena), nonché città dove nel 1921 vide la sicssione del Partito Socialista Italiano con la storica nascita del Pa(r)tito Comunista Italiano.
Livorno ha dimostrato così la sua forza, il suo pensiero utopistico ma pragmatico e la sua voglia di vero cambiamento. E non importa se il Movimento 5 Stelle non sia di Sinistra (ma nemmeno di Destra), ciò che importa è che non si può continuare a votare (come avviene a Siena) un gruppo politico che ha disatteso le speranze di una città. Livorno è di Sinistra, ma prima che di Sinistra è una città che ha voglia di aiutare gli altri (è una delle città con il più alto tasso di volontariato, nonostante la disoccupazione sia tra le più alte della Toscana!). E se la Sinistra oggi non rappresenta più questo “reciproco aiuto”, la città ha deciso di voltare pagina e provare il M5S (rappresentato dal neosindaco Filippo Nogarin).
Lukha B. Kremo, dopo 9 mesi, ha quindi deciso di “partorire” la decisione di dichiarare Livorno Città Aperta. In tal modo la nuova sistemazione della Nazione Oscura Caotica è quella di una Federazione, per ora organizzata in questo modo:
*Nome Ufficiale: Federazione della Nazione Oscura Caotica
con Governo Federale Caotico (che comprende tutti gli stati federati, con Capitale fittizia Trantor)
> Neorepubblica di Torriglia (capoluogo Torriglia).
> Livorno Città Aperta (capoluogo Livorno).

Ci sono tre motivi per questa decisione:
1) La propria esperienza sociale in questa città (oltre a questi mesi, ci è nato e ci ha vissuto qualche anno in precedenza).
2) Il risultato eclatante delle elezioni.
3) La decisione, presa oggi, di dichiarare presto concluso questo suo esilio volontario.

Il presidente Lukha B. Kremo dichiara infine che non farà ritorno a Torriglia, ma si recherà con la famiglia ad Atlantide, con l’intenzione di risiederci stabilmente, tenendo fede all’interpretazione più diffusa della loro collocazione: isole Canarie.

Livorno: un nuovo 21 gennaio 1921?


Il presidente della neorepubblica di Torriglia, attualmente in esilio volontario a Livorno saluta la vittoria del Movimento 5 Stelle nel comune italiano dove nacque (il 21 gennaio 1921) il Partito Comunista Italiano (dalla scissione dal Partito Socialista) e dove il PCI (Poi PDS, PD) ha sempre ottenuto i migliori risultati di tutta Italia (a volte a braccetto con il comune di Siena).
Questo fa capire l’enorme portata simbolica e non del fatto, minimizzata solo da chi continua nella propria costante cecità, quella di un partito sempre più distante dall’elettorato non attivo.
Per il M5S, quella di Livorno non è solo una vittoria ma una conquista, è la caduta di un simbolo, il superamento di una invalicabile linea Maginot, la caduta del baluardo del Comunismo. Perché la popolazione della città più rossa d’Italia ha dichiarato che il Pd non è l’erede di Berlinguer e della Questione Morale.
Questa è da ripetere: la popolazione della città più rossa d’Italia ha dichiarato che il Pd non è l’erede di Berlinguer e della Questione Morale.
Infatti, prima del ballottaggio la sinistra aveva dato indicazioni di voto al M5S e non al Pd.
Roberta Lombardi chiosa: “La vittoria a Livorno e a Civitavecchia dimostra che il M5S è l’unica alternativa alle larghe intese del magna magna”.
Tra i militanti del MoVimento si fa largo una prima interpretazione: la vittoria a Livorno è un passo di quella “rivoluzione culturale” annunciata durante i comizi per le ultime elezioni europee. Sul blog di Grillo Mark Rossi, da Gorizia, scrive: “Quasi settant’anni di dominio assoluto della sinistra sono stati cancellati con un colpo di matita. Quando i cambiamenti, poi, partono dal basso diventano inarrestabili”.
Infine, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista rivendica: “A Livorno ha perso il centrosinistra, non la sinistra. Il Pd di Renzi non è certo la sinistra“.
Tutto le citazioni non sono state riportate per persuadere qualcuno (e per rimarcare la situazione “particolare” di Livorno), perché noi sappiamo cosa dice l’elettorato di sinistra, l’uomo della strada e cosa si sente dire del Pd e di Renzi almeno dalla seconda parte deglia nni 2000, da quando i DS e poi il Pd si è definitivamente staccato dall’elettorato, conservando soltanto rapporti con le sigle sindacali, anch’esse per nulla al passo con il nuovo mondo del lavoro, fatto non di contratti nazionali da rinnovare, ma di contratti atipici-carta straccia, sfruttamento, lavoro nero e precariato senza fine.
Noi lo diciamo fin dalla nostra fondazione (2004), loro (il PD-L) non l’hanno ancora capito.
Se nel 1921 Livorno fu città all’avanguardia nel creare una nuova ideologia (non stiamo qui a giudicare se fosse una cosa buona o se ebbe successo o meno, sono passati 100 anni, il Comunismo appartiene ormai al secolo scorso), credo che i livornesi anche in questo nuovo secolo non si siano fatti sfuggire l’occasione di essere tra i primi a voltare pagina (il primo posto, tra i comuni capoluoghi di provincia spetta a Parma, nel 2012): se non può vincere Rifondazione Comunista o una lista Tsipras: avanti moVimento, alla riscossa!

SCogliHETTINO


sCogliHETTINO

sCogliHETTINO


SCogliHETTINO, segnaletica ai Tre Ponti di Antignano, Livorno

Il presidente in esilio volontario a Livorno


Comincia ufficialmente il 9 brumaio 133 alle ore 13:00 (2 novembre 2013 d.C., giorno dedicato alla celebrazione dei defunti) l’esilio volontario del presidente Lukha B. Kremo da Torriglia. Il presidente prenderà dimora nella città di Livorno, dove presto rivelerà le proprie intenzioni politiche nei confronti della città che vide i natali del Partito Comunista Italiano.
L’ufficio stampa e la sede della casa editrice statale ufficiale Kipple Officina Libraria sono già state trasferite a Livorno il giorno 27 vendemmiaio 133 (20 ottobre 2013 d.C.).
A breve sarà comunicata anche la temporanea sospensione dei lavori della Stazione Meteo. L’indirizzo ufficiale di Torriglia resterà valido a tutti gli effetti per circa un altro anno, e comunque sarà sempre possibile spedire qualcosa in caso di necessità; il nuovo indirizzo è già online.

Reading ai Tre Ponti, Livorno


Reading di poesie di Giorgio Caproni e Lukha B. Kremo a cura di Anthony Perkins Production (Luca Falorni), lettore Lukha B. Kremo accompagnato dalla cetrista Marta Kizzy Rovella.

Kremo e Kizzy Reading Scoglio Tre Ponti Livorno

Kremo e Kizzy Reading Scoglio Tre Ponti Livorno

Kremo Reading Scoglio Tre Ponti Livorno

Kremo Reading Scoglio Tre Ponti Livorno

Reading e musica sullo scoglio


Scoglione dei Tre Ponti, Livorno

Scoglione dei Tre Ponti, Livorno

Per la rassegna “Preferisco il rumore del mare”
letture accompagnate dal dolce suono della cetra

Lukha B. Kremo
presenta
“LIVORNO Dà GLORIA SOLTANTO all’ESILIO”
poesie di Giorgio Caproni
e altre riflessioni personali.
alla cetra
Marta Kizzy Rovella

Allo Scoglione dei Tre Ponti di Livorno (di fronte alla Rotonda) al TRAMONTO (ore 20:30 puntuali, il sole non aspetta!)

Giorgio Caproni è un poeta nato a Livorno che ha vissuto gran parte della vita nell’Appennino dell’entroterra genovese,
legando il proprio nome a quei luoghi, come ricorda la silloge “Ballo a Fontanigorda”. In generale tutta la sua produzione è stretta tra il rammarico dello spopopalento dell’entroterra genovese e il ricordo di Livorno.
Lukha B. Kremo è autore di romanzi di fantascienza, nato a Livorno, ha vissuto più di 20 anni a Milano e, come Caproni, oggi vive nell’entroterra genovese.

Segnaliamo anche che un mese fa sono state trovate ossa umane proprio ai Tre Ponti, sulla spiaggia di fronte allo scoglione, magari a qualcuno interessa: “Cadavere senza testa sulla spiaggia dei Tre Ponti