Urania anni ’60: i rinnovamenti prima del “cerchio rosso”


Dossier Fantascienza in Italia n. 16 (vedi tutti gli articoli)

1957 Urania n. 153

Mentre le pubblicazioni (effimere) di fantascienza aumentano sulle ali dell’entusiasmo dello Sputnik e dell’esplorazione spaziale, Urania percepisce i cambiamenti dei lettori e si adegua alle loro abitudini. In particolare, il pubblico italiano, a causa anche di una cattiva gerarchia dei generi letterari data da una critica non al passo con i tempi, preferisce il romanzo (breve) al racconto e associa l’autore italiano al realismo e a una certa arretratezza tecnologica. La conseguenza è che diminuiscono drasticamente le riviste di racconti (su cui invece si basa il periodo d’oro della science-fiction statunitense) a profitto di collane di romanzi (o, come Urania, una “collana da edicola” o “rivista con romanzo e piccola rubrica”), diminuiscono gli autori italiani (che scompaiono completamente da Urania dal 1962), e infine i romanzi vengono tagliati drasticamente per farli rientrare nella misura “standard” della rivista. Tre fatti che influiranno negativamente sullo sviluppo della science-fiction italiana. Come detto, “I Romanzi di Urania” diventa semplicemente “Urania” dal n. 153 del 1957, mentre dal n. 173 del 1958 assume una caratteristica colorazione rossa che rende più riconoscibili i numeri in un’edicola che stava riempiendosi. Nel 1961 Giorgio Monicelli lascia la redazione, che viene affidata ad Andreina Negretti (in redazione già dal 1958) per qualche numero, fino all’avvento di Carlo Fruttero (affiancato dal 1964 a Franco Lucentini). Dal n. 273 del 1961 il formato si riduce al classico pocket e dal n. 281 del 1962 c’è il primo degli epocali cambiamenti di veste: viene inserito come logo della testata un rombo (o losanga) in alto a sinistra, e nel n. 336 del 1964 l’immagine, fino a quel momento a tutta copertina, viene inserita in un cerchio rosso, mutuato dai “Gialli Mondadori” che diventerà poi la caratteristica di “Urania” stessa (in realtà nei primi numeri l’immagine tende a “sbordare”). Infine, dal n. 458 del 1967, Urania abbandona anche la losanga, lasciando il cerchio rosso e assumendo la testata che ha ancora oggi (seppure non continuativamente).

1958 Urania n. 173

1961 Urania n. 272 (ultimo autore italiano su Urania fino al 1990)

1962 Urania n. 273

Sempre quattordicinale, in questi anni prevalgono gli autori dell’epoca d’oro ma anche i nuovi autori anni ’50 come Robert Silverberg, Philip K. Dick e Poul Anderson. Pochi e sempre sotto pseudonimo gli italiani, fino a Marren Bagels, ovvero Maria De Barba, uscita nel n. 272 del dicembre 1961: sarà l’ultimo italiano a uscire su Urania fino a Vittorio Catani nel 1120 nel febbraio del 1990, ben 28 anni e 2 mesi dopo! (La scelta, è evidente, è dei due curatori Fruttero e Lucentini, che rimasero fino al 1985). Alle illustrazioni di copertina si alternano Kurt Caesar, Carlo Jacono e Luigi Garonzi fino al 1960, quando vengono affidate a Karel Thole, firma che diverrà caratteristica degli Urania fino agli anni ’80.

1962 Urania n. 281

1964 Urania n. 336 (il primo “Cerchio Rosso”)