Tg fuori dal mondo: il gelo c’è, ma tra Usa e Russia!


Una tempesta di allarmismi e polemiche dell’italietta sta dipingendo gli schermi televisivi di bianco. Mentre l’Italia si danna per qualche centimetro di neve e ghiaccio (esteso in mezzo emisfero terrestre, in modo molto più grave), nessuno, dico nessuno, tra i Tg nazionali, ha parlato di un gelo molto più grave:
è praticamente riesplosa la Guerra Fredda.
Mentre le deficienze del giornalismo delle tv italiane ci fa del terrorismo meteorologico, in Siria muoiono centinaia di persone ogni giorno e l’Onu sta cercando di trovare una soluzione al problema.
Stati Uniti e Russia sono finiti in piena rotta di collisione sulla Siria. Dopo il veto opposto ieri all’Onu da Mosca e Pechino sulla risoluzione contro il regime di Bashar el Assad, Hillary Clinton ha annunciato che Washington intende bloccare il flusso di fondi e i rifornimenti di armi russi che raggiungono Damasco.
A me fa venire più i brividi questo che una bella rinfrescata invernale dell’aria, e voi?

Per i ministri: visto che la risoluzione Onu NON è stata approvata, non ci sarà una nostra ratifica. Aspetteremo che l’eventuale risoluzione sia approvata.

Il pressapochismo massmediatico sulla meteorologia


Si sa, uno degli argomenti da bar, dopo il sesso e (in Italia) il calcio, è la meteorologia.
Al bar diventano tutti meteorologi (assolutamente non “metero-” come ho letto anche su riviste ad alta diffusione), e cominciano a prevedere piogge, estati calde, inverni freddi, e via dicendo.
Inutile sottolineare l’ignoranza verso una materia, la meteorologia, molto complessa e che necessita conoscenze molto approfondite per prevedere anche se domani pioverà (senza averne nemmeno la certezza matematica).
Ma la cosa che non dovrebbe succedere è che i media di massa parlino alle nazioni come al bar.
“E’ finita” titolava un Tg nazionale 2 settimane fa, riferendosi all’estate, immagino vergognandosene subito dopo, viste le temperature estive di quest’autunno.
Ci sono ricaduti ieri, quando qualcuno ha addirittura chiamato l’ultima sera d’estate in previsione delle perturbazioni invernali.
Oggi la perturbazione passeggera è passata, ed è tornato il solleone, per dirla alla D’Annunzio.
Ma basterebbe capire che l’anticiclone delle Azzorre, responsabile del caldo non è, appunto, un ciclone, e quindi una perturbazione passeggera, ma una zona di alta pressione tenuta stabile da una zona di temperatura dell’acqua dell’Oceano Atlantico (fenomeno chaimatao El Niño) che tiene lontane le perturbazioni e che non si sa quanto potrà durare, ma sicuramente non finirà con la prossima pioggerella.
Quindi, niente fine dell’estate e inizio inverno, ma semplicemente una cosa che fingono di non conoscere, ma che ha già un nome: chiamasi autunno.
A noi sembra nell’era della tecnologia binaria, la società non preveda più “la stagione di mezzo”, ed è quindi la società stessa che non accetta più l’autunno, ma vuole, desidera una data di fine estate, che passi il testimone all’inverno.
E quindi “non esistono più le stagioni di mezzo perché sono ambigue, ci disturbano”.
Allora, cari pressapochisti massgiornalisti, vivete questo autunno in cui cadono le foglie gialle e ci sono le castagne e non rompete le balle con quest’ansia da fine estate!