La nuova disperazione sociale


Nel sito Milano in Movimento (milanoinmovimento.com), che ringrazio e vi invito a visitare, sono stati pubblicati i testi di alcune delle migliaia di chiamate arrivate ai centralini delle Brigate Volontarie per l’emergenza in questi mesi di epidemia, che sono stati letti pubblicamente sabato 20 giugno, a Milano, nella piazza sotto la Regione. Li riportiamo:

Lei ha ottantatré anni, in casa è da sola, lavorava alla Scala di Milano, nei camerini. Dice che la pensione non le basta neanche per pagare l’affitto e che deve aiutare i figli che sono via da Milano e sono senza lavoro da così tanto che non se lo ricorda neanche più l’ultima volta che hanno preso lo stipendio. E che però la cosa che le pesa di più è che lei è sempre sola.

Vive sola, ha 41 anni è in cassa integrazione che ancora non arriva, da marzo non lavora e già prima il lavoro era poco, ma adesso non c’è più. Signorina se venite io non posso alzarmi dal letto, sono sola, con l’ossigeno, però sto al piano rialzato e se potete la spesa me la dovreste portare proprio qui…

L. faceva le pulizie, sua moglie la domestica ma adesso li hanno lasciati a casa. In famiglia sono in 5, c’è anche il genitore anziano, e due figli. Dovrebbero seguire la scuola, ma il computer a casa non c’è e neanche la connessione. La casa è piccola, il nonno non si alza dal letto e nella stanza c’è lui e i due figli e non c’è posto dove stare.

Da tre mesi non lavora, la ragazza è senza documenti, a casa c’è sua mamma che non si alza e non cammina e ha dolori tutto il giorno. Senza documenti adesso un lavoro chi glielo dà? Neanche il dottore si fida a chiamare adesso.

In casa siamo due trans, adesso non si lavora più. Via Arquà, via Clitumno…prima c’era il parchetto di via Mosso. Poi hanno tolto anche quello. Ma ci si spostava. Adesso il lavoro è finito. Tutti hanno paura. Che nome vuole scrivere, quello sulla carta d’identità o quello mio da trans? Quello che vuoi, quello con cui vuoi essere chiamata…

Via Catullo un’altra via che ricorre… Famiglia di quattro persone, senza lavoro, la moglie incinta. Famiglia di sei persone prima lavoravamo, ora aspettiamo la cassa integrazione, mia moglie lavorava in nero faceva le pulizie, adesso in casa non la vogliono più, perché la padrona ha paura…

Mi chiamo S. non lavoro da tre mesi, in casa siamo tanti lavoravo solo io, ho l’asma è difficile respirare…anche mia mamma vive con me.

In casa siamo tre uomini, da dicembre nessuno di noi lavora, lavoravamo nei cantieri a volte sì e a volte no e da quando è scoppiato il Covid siamo a casa tutti e tre. Prima riuscivamo a mandare i soldi a casa, adesso siamo in tre e non bastano neanche per noi. Tre uomini in casa che non lavorano, è triste, ti deprimi e ti senti inutile, una nullità. N. però dice che appena si mette a posto col lavoro anche lui può aiutare e dare una mano…

Sono peruviano, mi chiedi il citofono? Non c’è niente sul citofono, perché io qui ho solo un posto letto, siamo in tanti, prima col lavoro eravamo sempre tutti fuori, adesso siamo tutti qui in casa senza niente da fare, senza lavoro siamo disperati ed è tutto molto triste.

Madre anziana con figlio invalido, sono pensionata, sono vecchia e mio figlio è disoccupato, è una pena vederlo sempre a casa, gli offrivano solo cose in nero e adesso non cerca neanche più, perché alla sua età e malandato com’è non lo vuole nessuno.

E’ dura ora… è sempre stata dura ma adesso ancora di più. Io sono invalido al 90%, sono solo con mia moglie. Il codice? Aspetti che non ho niente da scrivere, sono per strada chiedo, signore può scrivere lei per me che io non ce la faccio

Siamo in due e una ragazzina di dieci anni. Siamo invalidi tutti e due. Io ho un’invalidità del 78% e siccome sei sotto la percentuale giusta non ho assolutamente nulla, il REI non è ancora arrivata e tiriamo avanti con i 200 euro dell’altra invalidità…

Io ho perso il lavoro, mio figlio è invalido, va al Cps, gli hanno anche sospeso il REI, non ce la facciamo davvero più.

Sì signora, abitiamo nelle case popolari, siamo in sei in casa, mio marito è in dialisi e il mio bambino è disabile, è invalido.

Siamo in cinque in casa, mio marito è in cassa integrazione che ancora non è arrivata, io ho sessantatré anni, ci sono i miei figli disoccupati e mia cugina che non ha il permesso di soggiorno e adesso ha ancora più paura ad uscire.

Sono disoccupata e oltre al lavoro ho perso anche la casa, perché l’affitto non lo potevo più pagare e mi hanno buttata fuori. Adesso vivo da un’amica che quasi non lavora neanche lei.

Ho 80 anni e vivo al Corvetto, io ho fatto un ictus e adesso faccio fatica a camminare. Qual è il mio citofono? Qua son tutti rotti i citofoni non ne va uno, e se metto la targhetta col mio nome il giorno dopo me l’hanno tirata via… la cosa più difficile è vivere da solo adesso è ancora più dura. Bisogna prenderla come viene la vita, io queste qui le chiamo le case del manicomio, è un guaio vivere qui, qui cade tutto a pezzi.

Abito nelle case popolari, sono sola, mio marito è scappato, se n’è andato via ma non mi interessa niente, tanto non lavorava neanche lui, però adesso io qua non ho niente.

Viviamo nelle case popolari, da quattro anni non lavoro, mia moglie è disabile e a volte c’è anche mio figlio che vive con noi, è separato e un posto dove stare non ce l’ha.

A Ponte Lambro è difficile, è un disastro, qui non ci arriva nessuno e cade tutto a pezzi. Io non lavoro, sono separato mia moglie se n’è andata via, vivo con mia figlia una ragazzina di dieci anni, ma come cresce una ragazzina con niente e a vedere tutto questo disastro qui?

Case popolari, Ponte Lambro. Una figlia disabile in carrozzina. Nessuno di noi lavora. Citofono? Qui i citofoni sono tutti rotti.

Sono vedovo e pensionato, ma adesso in casa siamo in cinque perché c’è mio figlio, la sua compagna che viene dalla Moldavia e suoi figli che erano venuti qui a trovare la madre, dopo tanti anni che non la vedevano. Adesso col coronavirus sono tutti bloccati qui, nessuno si può muovere, di lavoro non ce n’è, la compagna di mio figlio faceva la badante in nero e adesso non la vogliono più. Siamo in cinque nessuno che lavora e in Moldavia non ci possono neanche tornare.

Parla un italiano stentato, è difficile capire nome e cognome. Vivono da un conoscente perché la casa l’hanno persa col lavoro, la moglie è in dialisi e ha preso il Covid ma ancora non le hanno fatto il tampone e in più ci sono i due figli.

Un anno e mezzo fa mi hanno fatto un intervento alla colonna vertebrale, poi di lavoro non ne ho visto più, ora anche la disoccupazione è finita e da gennaio non entra più niente.

In casa siamo sette persone, non abbiamo niente, nessuno lavora, potete mandare anche qualcosa per le pulizie perché neanche quello abbiamo. Ci sono due bambini e abbiamo bisogno di pannolini, ma di shampoo mettetene tanto perché qui siamo in sette e ci dobbiamo lavare tutti…

S. dice che in casa sono in sei, quattro adulti e due minori. Da come parla dopo un po’ si capisce che lui è uno dei due, la sua voce è tristissima.

Urgente, come tanti ormai. Sono quattro adulti, il papà è invalido, poi sua mamma e suo fratello disoccupato, nessuno lavora. Però chiede un favore, siccome ha problemi ai reni e non riesce a portare i pacchi se la spesa si può portare davanti al portone…

Due adulti e due bambini, lei la mamma è da febbraio che non lavora, faceva le pulizie e faceva la badante. Adesso però la padrona ha paura e non la chiama più, forse qualcosa dopo l’estate chissà. Ma intanto di cibo non ce n’è più. Nessuno si aspettava questa situazione, questa tragedia qua…

La bambina è appena nata, non l’ho mai fatto ma adesso devo chiedere aiuto, mio marito è stato licenziato, siamo rimasti senza niente, ho bisogno di pannolini e latte in polvere che il mio con tutto questo stress mi è quasi andato via. I soldi non li abbiamo più neanche per pagare l’affitto.

La signora piange. Sono in due adulti più la sua mamma e tre figli. Lei faceva la domestica, da febbraio licenziata, suo marito costretto a prender ferie ma uno stipendio non lo vedono da mesi.

Qui di lavoro non ce n’è assolutamente più. L’altra notte alle tre sono andato al mercato, pagano tre euro e cinquanta all’ora per scaricare le cassette, che mi si spacca pure la schiena alla mia età, ma niente neanche quello. La crisi è grande davvero, e mi sale un’ansia terribile che è difficile tenere a freno.

Chiama il signor R. e dice io sono il vicino, chiamo io perché ogni tanto l’aiuto e adesso non so più a chi rivolgermi. Questa mia vicina è una signora marocchina e l’italiano lo sa poco. Il marito non c’è, è in carcere, tre bambini dice che non sono tanto a posto e che l’assistente sociale glieli vuole portare via. Adesso il signor R. è preoccupato perché i bambini fanno sempre confusione e i vicini stanno urlando contro la signora. Per favore bisogna far qualcosa in fretta…

N. viene dal Brasile, è qui da tanti anni e ha sempre lavorato, sempre nei cantieri, sempre in nero. Ora da quando è iniziato il Covid ha chiuso tutto e di lavoro non se ne vede e chissà per quanto e loro che erano in nero ora non hanno neanche la cassa integrazione, non hanno nulla. Non ho mai chiesto niente ma adesso faccio proprio fatica. Però dice ha la patente C e guida i camion e se abbiamo bisogno per le consegne appena si riprende un po’ lui a dare una mano c’è.

Case popolari vicino a piazza Selinunte, lo chiamano il quadrilatero, “se potete consegnare la mattina che il pomeriggio esco per cercare il lavoro che non c’è”. In casa due uomini: un uomo solo che ospita un ragazzo che vive in strada… “ora do anche il suo cellulare nel caso non ci fossi io. Che nome metto? Metti M. lui non si chiama proprio così, ma il suo nome italiano è questo…”

Chiamo dal Giambellino, noi siamo tre adulti, ma soprattutto chiamo per la mia vicina, sono marito e moglie e adesso il figlio a casa agli arresti domiciliari. Son disperati che il figlio a lavoro poi non lo vorrà più nessuno… Mandategli in fretta qualcosa perché loro sono davvero senza niente, io un po’ posso aspettare, ma loro no

Lui queste vicine le conosce da tanto, sono due bravissime signore dice, ma non hanno proprio niente, vengono dalla Moldavia e mi dice i loro nomi che suonano di russo. Chiama lui perché loro sono sorde e quando portiamo la spesa dovremmo citofonare, perché il citofono lo vedono, ma il telefono quello no…

Chiama una signora con accento latinoamericano. Chiama per ringraziare, perché non è solo la spesa è il non sentirsi abbandonati e trattati come persone, non come un peso che sembra che sia colpa tua che non lavori. Adesso però non chiama per lei, ma per la sua amica che è appena arrivata dall’Ecuador e sperava di lavorare e invece con questa pandemia è a casa senza niente.

Il cognome tradisce l’origine brasiliana. Racconta che è qui dal ’93, che non ha mai chiesto niente neanche quando era appena arrivata, mai neanche la disoccupazione. Ora l’ha chiesta a gennaio, ma non è mai arrivata. E io come mangio?

Ci sono quelli con il cognome lunghissimo… Wurnukulasuryia, Mihindukulasuryia, Weerapperruma… Lì il gioco dello spelling improvvisamente si inverte. Ora siamo noi a non capire più e a doverci fare guidare lettera per lettera per scrivere quei nomi che si portano dietro mondi. Ogni lettera è una conquista a trovare una lingua comune, a trovare città che siano immagini e case e strade per tutti e due. Che se L come Livorno suona come un mistero, io mi perdo in S come Sharisabari… L come lavoro, E come Europa…

Una volta la mamma passa direttamente suo figlio, un bambino che al massimo starà facendo la prima elementare. E allora A come albero C come cane… Ma vai a scuola? Sì, la scuola con il telefono, risponde. E che libri ti piacerebbe avere? La Pimpa…

Io sono qui a Milano per il trapianto di midollo per mio figlio. Siamo qui e dovevamo starci per poco e adesso siam bloccati, stiamo spendendo tutto per l’affitto e i soldi stanno davvero finendo e con questa storia del trapianto siamo ancora più a rischio, viviamo nella paura continua… Mi ripete il suo cognome? A come Alghero…. O come Olbia…. Dura essere qui dalla Sardegna…

Vivono in un capannone abbandonato, in zona quattro, oltre la ferrovia. Chiama una signora e dice che sono in tanti e che adesso però non chiama per lei ma per altri due signori che vivono qui, che si vergognano a chiamare. Però di portare in fretta il cibo perché loro non hanno proprio niente e anche detersivi e il bagnoschiuma per lavarsi…

Quanti siamo? Siamo in sei, due adulti e quattro bambini. L’indirizzo? Abbiamo perso tutto, lavoro, casa, tutto… adesso viviamo in un camper, il pacco se mi telefonate possiamo prenderlo davanti al vecchio mercato comunale, a fianco della farmacia, però fate in fretta che qui non abbiamo più niente.

Vicino al parcheggio di Romolo, c’è una baracca, vivo lì dentro, vicino a un asilo abbandonato, non c’è luce, non c’è gas, non posso uscire sono in quarantena, qui io non ho niente e non posso mica morire di fame…

1973: le collane della Fanucci


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 38 (vedi tutti gli articoli)

1973 Futuro. Pocket di Fantascienza n° 1

Abbiamo visto che dal 1970 cominciano le pubblicazione di una casa editrice che fa la storia della fantascienza: la Nord, di Milano. Roma risponde con la Fanucci, che dal giugno 1972 parte con la prima collana, “Futuro. Pocket di Fantascienza“, e nel 1973 con “Futuro. Biblioteca di Fantascienza” e “Orizzonti. Capolavori di Fantasia e Fantascienza“, tutte e tre curate da Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. La prima, come suggerisce il nome (Pocket), presenta volumi con copertina flessibile, ma s’interrompe il febbraio del 1973 al 6° numero.
Nel giugno dello stesso anno inaugura la seconda collana, (Biblioteca) con copertina rigida, che presenta grandi classici della fantascienza e del fantastico con alcune presenze ignorate da Mondadori (come Algernon Blackwood). La grafica delle prima quattro uscite presenta un’imamgine rettangolare su sfondo celeste, dal n° 5 assume la caratteristica grafica con testata rossa, che abbandonerà soltanto col n° 27 del 1977 che avrà lo sfondo della testata argento, fino all’ultimo numero, il 50 del 1981). La terza (Orizzonti, cronologicamente seconda perché parte nel gennaio 1973), anch’essa cartonata, presenta classici della fantascienza e del fantastico, ne escono 28 numeri con periodicità variabile fino al 1983 (soltanto i 5 numeri usciti nel 1977 hanno come grafica la testata quadrata).

1973 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 1

1975 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 5

1977 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 27

1973 Orizzonti n° 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fanucci si caratterizza anche per piccole serie e saghe; da segnalare la celebre “Enciclopedia della Fantascienza“, uscita in ben 21 volumi dal 1977 al 1988, in cui si raccolgono i maggiori racconti divisi per tematica, “Futuro Saggi“, che presenta, in 20 volumi dal 1976 al 1993, la storia del cinema di fantascienza e horror (il cinema verrà ripreso successivamente) e il “Meglio di Weird Tales“, 23 volumi dal 1987 al 1990 con materiale tratto dalal celebre pulpzine statunitense.
La crisi della seconda metà degli anni ’80 è superata con l’inaugurazione dell”Economica Tascabile” nel 1992, curata da Gianni Pilo, che raccoglie romanzi di fantascienza, horror, fantastici e romanzi su Star Trek o altre serie tv, che ha la caratteristica di presentare cose ottime e altre di valore più basso. Dal 1996 cambia grafica, pubblicando romanzi cyberpunk e avantpop (di cui inaugurerà una collana a parte, che vedremo successivamente). Sono molti i libri su Star Trek, che poi monopolizza la collana dal n° 107 (dal 1999) fino all’ultimo numero (142 del 2002). Dal 2000 sarà affiancata e poi sostituita dalla nuova serie “Economica Tascabile”, più orientata verso il fantastico e il fantasy e soprattutto da “Solaria“, un tentativo di affiancare “Urania” nelle edicole. Parleremo delle nuove collane Fanucci in un prossimo post.

Analogamente alla casa editrice Nord, anche la Fanucci ha un proprio bollettino informativo, “Futuro Notizie” , uscito dal 1976 al 1989, ribattezzato “Futuro News” nel 1990, e “Futuro News Online” nel 1996 con grafiche rinnovate.

1977 Enciclopedia della Fantascienza n° 1

1992 Economica Tascabile (Fanucci) n° 1

1976 Futuro Notizie n° 1

*** 15 anni della Nazione Oscura Caotica!


3 champagne molotov, una per ogni lustro

Alla mezzanotte del 22 dicembre del 2019 (o nevoso 139) sono pa Nazione Oscura Caotica compie vfficialmente 15 anni!
Era il solstizio del 2004 quando infatti il presidente Lukha B. Kremo, dichiarava l’Indipendenza della Nazione Oscura Caotica, dopo averlo fatto pubblicamente il 18 dello stesso mese alla “Cueva”, presso i Navigli di di Milano. Il progetto era cominciato a maggio 2004, e a settembre 2004 era stata dichiarata “l’autonomia”.

Morto Andrea G. Pinketts


Scrittore e giornalista, aveva 57 anni. Celebri alcune sue inchieste di cronaca e suoi romanzi noir con protagonista Lazzaro Santandrea, suo alter ego e al centro di avventure spesso grottesche nello scenario della Milano contemporanea.

*** E sono 13! La Nazione Oscura Caotica diventa teenager


Alla mezzanotte di stasera la Nazione Oscura Caotica compie ben 13 anni!
Era il solstizio del 2004 quando infatti il presidente Lukha B. Kremo, allora Lukha Kremo Baroncinij, dichiarava l’Indipendenza della Nazione Oscura Caotica, dopo averlo fatto pubblicamente il 18 dello stesso mese alla Cueva di Milano. Il progetto in realtà era cominciato a maggio e a settembre 2004 era stata dichiarata “l’autonomia”.

La micronazione, nata come Nazione Kaotica Kipple Avatar Obscura Societas, nel 2009 ha assunto la denominazione di Neorepubblica di Torriglia, e nel 2014 diventa una Federazione di micronazioni con il nome di Nazione Oscura Caotica che riunisce la Neorepubblica di Torriglia a Livorno Città Aperta. Capito?

La Nazione Oscura Caotica ha visto ben 4 Legislature:

I Legislatura (2004-2009), chiamata a posteriori Curtoni I, in onore di Vittorio Curtoni, all’epoca nostro Ministro.

II Legislatura (2009-2011), chiamata Ad interim (o Torriglia I) perché ridotta e provvisoria.

III Legislatura (2011-2016), chiamata Kremo I.

IV Legislatura (2016-attuale), chiamata Kremo II.

Sorteggeremo i condannati a morte


Dopo l’entusiasmante stratagemma europeo per la scelta della nuova sede dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che dovrà lasciare Londra in seguito alla Brexit, la Nazione Oscura ha deciso di adottare lo stesso sistema.

In pratica la sede è stata scelta sorteggiando tra due palline con il nome delle città. Ha vinto Amsterdam (ai danni di Milano) la città che nei ballottaggi precedenti aveva sempre perso o pareggiato: un grande risultato! La Nazione Oscura sceglierà in questo modo la sede della prossima ambasciata, e si prefigge in futuro di scegliere politici, magistrati, soldati, contribuenti, carcerati e condannati a morte. Il sorteggio, infatti, ha qualcosa di divino, perché la casualità non è assolutamente controllata dall’uomo.

Facciamo i complimenti a quest’Europa che si piega agli dei della fortuna, come si faceva con i condannati e le steghe qualche secolo fa.

PISCOLABIS saluta il Solstizio Buio!


Sesto appuntamento con le serate musicali e librarie con videoproiezioni di PISCOLABIS, sabato 19 dicembre dalle ore 22 in via Vigevano 2/b (davanti alla Darsena dei Navigli di Milano), casa Gorizia.

Naturalmente ingresso gratuito,.

Piscolabis6

>>>>> SOLSTIZIO BUIO <<<<<<

§§§ SERATA PISCOLABIS §§§

Musical Improvisation by Angelo AVOGARDI, Nicola DI CAPRIO, Federico CAMPO, Marco FONTANA
Words by Luca FALORNI, Mario GAZZOLA, Lukha B. KREMO
Video “L’ignoranza del piacere” by Giona VINTI, regia Luca Falorni

>>>>>>> Vendita LIBRI ed eBOOK )portatevi la chiavetta o compratela direttamente da noi! <<<<<<<<<

h 22 – Via Vigevano 2/a (Casa Gorizia, davanti alla Darsena dei Navigli, Milano)

Lukha B. Kremo a Expo: niente padiglione? Domani dovete chiudere!


Lukha B. Kremo a Expo 2015

Lukha B. Kremo a Expo 2015

Il presidente Lukha B. Kremo ha visitato i padiglioni di Expo Milano 2015 la sera del 30 ottobre, distribuendo cittadinanza e passaporti. Giunto davanti al padiglione della Nazione Oscura Caotica (foto in basso) lo ha trovato ermeticamente chiuso.
In breve, il presidente, dopo un giro di telefonate, ha dichiarato al Commissario Unico Expo Giuseppe Sala: “Dichiaro la chiusura dei lavori di Expo Milano: domani dovete chiudere tutti i padiglioni.”
Oggi, 31 ottobre, vedremo cosa succederà.
Padiglione della Nazione Oscura Caotica

Padiglione della Nazione Oscura Caotica

expoexpo

Sabato 10 ottobre il presidente a Milano per StraniMondi


Sabato 10 ottobre Lukha B. Kremo sarà presente alla manifestazione “StraniMondi”, e alle 18.00 presenterà il libro NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, con il Premio Urania Sandro “Zoon” Battisti e Mario Gazzola.

StraniMondi

StraniMondi

NeXT-Stream, il flusso del futuro. Serata a Milano il 28 marzo


Il 28 marzo, alle ore 18, a via Vigevano 2/a in Milano, serata dedicata al futuro con presentazione di libri, musica, videoproiezioni e Dj set finale.
Programma:
h 18: presentazione del libro NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, raccolta di racconti tra il VolantinoPiscolabis1noir, la fantascienza e il mainstream, con Lukha B. Kremo, Ugo Polli, Denise Bresci e ospiti a sorpresa.
A seguire: presentazione del libro L’era della dissonanza, di Matteo Barbieri, vincitore del Premio Kipple 2013, con la presenza dell’autore.

***

Alle 21 inizia la parte musicale: Eletronic Set by Hyena, suoni contemporanei tra musica colta e street beat, con videoproiezione di Karma Burning (Hyena) e No Pain (Lupe Velez), presentati da APP & Falco Ranuli.

Alle 22: il ritorno di Ulisse vs. Tutti, il fantastico dj set da ascoltare e ballare.

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Lupe Velez sono una banda di vecchi e giovani lupi del punk ‘n roll di Livorno e Pisa, guidati dalla vecchia volpe Stefano “Sassicaia Molotov” Ilari, con Dome la Muerte alla chitarra solista, il Keith Richard del punk italiano, con altri giovani musicisti di altre band.

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In loco ci sarà VENDITA LIBRI e EBOOK (portatevi la chiavetta USB drive!)

*** Decimi anniversari


La notte tra il 21 e il 22 dicembre 2014 (0 nevoso 134), (per quest’anno, esattamente alle 0:03) cade il X anniversario della nostra Indipendenza, il IV di questo blog, nonché il X anniversario del Movimento letterario del Connettivismo, a cui il nostro presidente appartiene (della singolare coincidenza, non voluta all’origine, abbiamo parlato altre volte, e vi rimandiamo al post di domani per saperne di più sul Connettivismo).
Come sempre, tutto ciò che diciamo è documentabile: infatti l'”autonomia” (Fondazione) venne dichiarata il 18 settembre 2004 a Casier, in provincia di Rovigo: qui potete vedere il Ministro del Nulla Alex Nasi (all’epoca non ancora ministro, ma che conobbe il capo di Stato quel giorno) che proprio in quell’occasione fece la performance di body art “San Sebastiano”, mentre qui potete ascoltare la dichiarazione d’Indipendenza del 16 dicembre 2004 (5 giorni prima della data ufficiale) alla Galleria d’Arte Occupata La Cueva di Milano.

Fa eccezione la stampa annuale dei francobolli, iniziata nel gennaio 2000 (quindi prima della fondazione della nazione oscura).

Vi auguriamo buon anno in attesa dell’ormai tradizionale “post col botto” del 31 dicembre.

TRACCE SONORE: Milano New Wave 1980-1983


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Milano New Wave 1980-1983

L’etichetta Spittle sta facendo un interessante lavoro di recupero di suoni e atmosfere anni ’80 ristampando e stampando materiale di quegli anni di gruppi italiani del giro new/no wave e post punk.
Non sempre però le ciambelle riescono con il buco, come in questo caso.
Il CD collettivo è dedicato a quattro gruppi dell’area milanese che, secondo le note di copertina, furono al tempo inspiegabilmente trascurati.
In realtà basta far partire il CD per scoprire brani arruffati, senza senso, al limite della prova nelle cantine di gruppi in cerca della notorietà. Le registrazioni poi sono da demo tape anni, appunto, ’80. Suoni infantili e derivativi, debitori delle migliori realtà del periodo ma senza quei guizzi di ingegno che hanno caratterizzato i migliori gruppi della nuova ondata. Costruzione dei brani che qualche critico di bocca buona ha etichettato come grezzi, in realtà proprio vuoti, oggi irrimediabilmente datati e in generale poveri sotto tutti gli aspetti.

L’idea è di recuperare le registrazioni scolastiche dando loro nuova linfa, della serie viene sempre buono tutto con il passare del tempo. Non si butta via nulla.
Qui invece a buttare via sono i 20 euro che uno deve scucire per poi trovarsi fra le mani questo prodotto.

Non me ne vogliano i diretti interessati, ma siamo davvero al limite.

Dai….forza un po’ più di impegno per le prossime uscite, anche perché di materiale buono anche in Italia in quel periodo ne uscì davvero tanto.
Io penso che se i gruppi presenti in questo CD collettivo non siano riusciti ad arrivare allora a una pubblicazione ufficiale, al di là di oggettive difficoltà un motivo puramente musicale e stilistico forse c’è.
Non c’è da aggiungere altro.

massimo ODRZ

Delos Days 2013 a Milano


L’Associazione Culturale Delos Books — cui fanno capo i portali FantasyMagazine, Fantascienza.com, HorrorMagazine, ThrillerMagazine SherlockMagazine, RomanceMagazine e WritersMagazine — spegne quest’anno la decima candelina.
Per festeggiare la ricorrenza, l’appuntamento è fissato per il 13, 14 e 15 settembre 2013 presso la verde cornice della casa dei Giochi UESM (in via S.Uguzzone 8, fermata metro rossa Villa S. Giovanni) a Milano. Un intero weekend per giocare e per parlare di Fantastico in tutte le sue forme, con tanti ospiti e amici che verranno a condividere questo momento speciale con i redattori e i curatori dei vari gruppi del Delos Network.
Saranno presenti scrittori come Paolo Aresi, Danilo Arona, Dario Tonani, Francesco Verso, Marco Passarello Luca Tarenzi, Adriano Barone, Davide Roma e Giulia Besa. Saranno ospiti anche l’autore saggista e scrittore Giuseppe De Micheli, il saggista ed esperto di Ursula Le Guin Salvatore Proietti, mentre Paolo Gulisano parlerà di J.R.R. Tolkien, e Marina Lenti raccontarerà nuovi interessanti percorsi di analisi sul magico mondo di Harry Potter.
Sabato pomeriggio ci saranno inoltre, in collegamento video, Licia Troisi e Francesco Falconi mentre domenica, dalla California, sarà la volta di Paul Di Filippo.
Per il mondo dell’illustrazione, Stefano Vietti e Luca Enoch presenteranno Dragonero, il primo fumetto fantasy della Bonelli Editore; sarà inoltre allestita una mostra dei lavori di altri artisti fantastici tra cui Franco Brambilla, Chiara Codecà.
Qui maggiori informazioni.

Israele, Italia e Spagna: la violenza è l’unica soluzione


Lo sciopero europeo contro le misure di austerity è degenerato in scontri in Spagna, a Madrid, e in diverse città italiane (Roma, Milano, Torino, Padova, Brescia). Scioperi ci sono stati anche in Portogallo, Grecia, Polonia e Germania, dove pare la polizia si sia comportata in modo molto diverso, agevolando il corteo anziché impedirne l’avanzata.
Nel frattempo Israele lancia un missile sull’auto di Ahmed Jaabari, capo militare di Hamas, uccidendolo. Hamas giura sanguinosa vendetta. Gli Usa sostengono che Israele abbia diritto di difendersi, approvando inconsapevolmente (?) anche la dichiarata rappresaglia palestinese: è evidente che anche loro vogliono la guerra.
I ministri italiani fanno spallucce e lanciano condanne generiche contro le violenze (ma mi chiedo cosa ci sia di più violento che far pagare la crisi alle classi meno abbienti), senza chiedersi le motivazioni degli studenti (forse se li aspettavano un po’ più choosy).
Sia il governo, sia i media, sia la sinistra, dividono i “facinorosi infiltrati” dai “manifestanti pacifici”, senza chiedersi se sia una divisione artificiosa, di comodo o no (certo che è di comodo, ognuno per un motivo diverso), senza chiedersi le motivazioni che spingono alla rabbia, senza chiedersi se la questura sia stata in grado di controllare l’ordine pubblico o abbia commesso degli errori.
Io invece mi chiedo se sia giusto assegnare a un corteo un percorso che non comprenda il luogo dell’istituzione contro cui vuole protestare (se io protesto contro il parlamento, dove lo vorrei fare, secondo voi?).
L’assegnazione di un percorso secondo la questura più sicuro, diventa insicuro perché evidentemente “fuori strada” e non concorde al volere di chi organizza la protesta. E lo scontro (o l’errore) nasce in questo momento, poi sapere chi sia stato il primo a lanciare la molotov/bomba carta/lacrimogeno lo lasciamo ai discorsi da bar.
Come tutti sanno, la guerra si dichiara prima di combattere.
Noi la pensiamo come Pier Paolo Pasolini: siamo dalla parte degli offesi, quindi in primis le forze dell’ordine di prima fila e i manifestanti. I responsabili, anche questo lo sanno tutti, vanno cercati più in alto.
Le questure hanno voluto la guerra, i “facinorosi” hanno voluto la guerra, Israele e gli Usa vogliono la guerra, Palestina vuole la guerra. Ma attenzione, guerrafondai: ci sono i ministri tecnici/finanzieri/economisti che vi condannano, che paura, eh?!
Chissà come andrà a finire…?
Intanto a Gaza stanno bombardando (e non sono le uova sulle vetrine di Roma).

Milano non arresta la propria decadenza artistica e culturale


MACAO, il centro per le arti e la cultura di via Galvani angolo via Fara, a Milano, che occupava dal 5 maggio 2012 la Torre Galf, è stato sgomberato la mattina del 15 maggio 2012.
Con un tempo burocratico davvero efficente e invidiabile, la Torre Galf (che era in disuso da 15 anni) Milano conferma la ferma volontà di non arrestare il proprio declino artistico e culturale.
Per aderire all’appello contro lo sgombero, mandate una email a proteggiamomacao@gmail.com