Golpe in Burkina Faso, militari al potere, ma Campaoré non lascia


Golpe in Burkina Faso

Golpe in Burkina Faso

La folla assalta Parlamento e tv di Stato, poi l’esercito impone il coprifuoco Trenta morti e almeno 100 feriti negli scontri.
Il regime di Blaise Compaoré, padre padrone del Burkina Faso da 27 anni, è sul punto di crollare. Ma dopo quattro giorni di manifestazioni di massa, e un mezzo colpo di Stato orchestrato dai generali, il presidente ancora non molla. Il presidente ha accettato di rinunciare al progetto di riforma costituzionale che gli avrebbe ancora allungato il mandato, ma non intende dimettersi anche se è disposto a «trattare» con l’opposizione.

Golpe in Thailandia


​I militari hanno preso il potere in Thailandia con quello che è uno dei colpi di stato più previsti e scontati della storia. Il prologo martedì: il generale Prayuth Chan-Ocha, aveva proclamato la legge marziale, carri armati e soldati avevano invaso le città di Bangkok, dai grandi centri commerciali di Siam al mercato di Silom. Ma l’esercito aveva precisato: non è un golpe. Questione di tempo. Prima i militari hanno fatto sedere attorno a un tavolo i rappresentanti delle fazioni in campo – le camicie rosse pro governative e quelli del Pdrc, anti governativi – poi, come era scontato, hanno preso atto che posizioni sono troppo distanti, non c’è possibilità di accordo.
Per cui oggi i militari, come vuole la sceneggiatura del più classico dei colpi di stato, in diretta tv, sguardo fisso verso la telecamera, hanno annunciato di avere preso il potere.