Primi albi di fantascienza del Dopoguerra (1946-1949)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 23 (vedi tutti gli articoli)

1946 Avventura su Marte

Abbiamo visto che i fumetti di fantascienza sono inseriti nei giornali e riviste di fumetti, ma gli albi di sola fantascienza tra gli anni ’30 e ’40 sono rari. Nel Dopoguerra, il primo albo di fantascienza è certamente “Avventura su Marte“, del marzo 1946 (supplemento al “Miliardo” n. 1-2). Al luglio1946 risale il primo degli Albo d’Oro dedicati a un tema fantascientifico: poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12). Anche se si segnalano fin dal 1945 alcune ristampe di “L’Uomo Mascherato“, anche con copertine, testate e case editrici diverse dalla Nerbini, come per esempio (dal 1946) “Mistero“. Nel settembre del 1946 esordisce la prima serie di “Amok“, un nuovo supereroe che ricalca “L’Uomo Mascherato” (uscito la prima volta nel 1937) che esce in minialbo settimanale nei numeri dispari della collana “Avventure e Mistero” per 26 numeri, una seconda serie di 8 numeri, e una terza di 29 numeri, fino al 1950.
Poi segnaliamo “Tanks l’Uomo d’Acciaio“, altro minialbo settimanale pubblicato dal 1945 (nella collana “Albi Forza e Coraggio”), disegnato da Carlo Cossio che, dopo varie avventure “classiche”, nel n. 53 (del novembre 1946) viaggia nello spazio. Le sue vicende “fantastiche” sono però poche e predomina l’avventura classica. Nel dicembre 1946 debutta anche “Misterix“, pubblicato da Editoriale Subalpino (Alpe), minialbo settimanale che esce per 80 numeri fino al 1948.

1946 Albo d’Oro n. 12. L’Uomo d’Acciaio

1946 Amok n. 3 (2° numero)

1946 Tanks l’Uomo d’Acciaio n. 53. L’aereo-razzo Interplanetario

1946 Misterix n. 1

1947 Mistero n. 38. Ll’Uomo Mascherato

Al 1947 risale “Mirko“, altro minialbo settimanale disegnato dallo stesso Cossio (che appare per 29 numeri dal n. 45 degli “Albi dell’Intrepidezza”), “Roal, il Tarzan del mare” (che diventa “Roal, l’Eroe del Mare”) pubblicato dalla Casa Editrice Dap, che esce per 20 numeri settimanali fino al 1948. Nello stesso anno segnaliamo anche alcune avventure fantastiche di “Mandrake” (uscito la prima volta nel 1935 sull'”Avventuroso” e con un proprio albo dal 1944 per la Nerbini), poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12), “Elio Fiamma nel Tremila” (Albo d’Oro 37, trasposizione di Buck Rogers), “I dominatori dell’Infinito” (“Albo dell’Intrepido” n. 77), “La Cima del Diavolo” (“Albo d’Oro” n. 79), la miniserie “L’Enigma delle Piramidi” (edizioni “Enigmistica Popolare”), per arrivare alla riedizione di “Saturno contro la Terra“, di cui abbiamo già parlato. Gli “Albo d’Oro” sono i primi che cambiano l’impaginazione da formato orizzontale a verticale (tipico dei comics statunitensi).

1947 Mirko. Albi dell’Intrepidezza n. 45. (ristampa anastatica degli anni ’70)

1947 Albi Grandi Avventure n. 4

1948 Roal il Tarzan del Mare n. 16

Al 1948 risale “Il Demone dello Spazio” (“Albo d’Oro” n. 109), “I Conquistatori del Tempo” (“Albo d’Oro” n. 114), ma soprattutto l’albo “Orson l’Uomo degli Spazi“, settimanale uscito per 12 numeri per le edizioni “ESSE”, con testi di Alberto Guerri e disegni di Mario Guerri, in formato moderno, cioè tipo comics statunitensi. “L’Uomo Mascherato” è quello che sperimenta per primo tutti i formati, nell’aprile 1949 con un giornale tutto suo “Il Giornale dell’Uomo Mascherato”, mentre nel 1949 un albo verticale, “Mistero Comics“. A giugno 1948, il supereroe francese “Fantax“, edizioni DLE (curato da Gian Luigi Bonelli, che anni dopo conquisterà il mercato dei comics), quindicinale uscito per 24 numeri, apparizione che precede la ricercatissima serie a libretto del 1966, che rilanciano i supereroi “mascherati”.
Infine, nel 1949 debutta anche “Ted Scatto” con un’avventura nello spazio e uno in un mondo sotterraneo.
Gli albi e i minialbi orizzontali continueranno per qualche anno, ma negli anni ’50 s’imporrà definitivamente il formato verticale comics usa e il libretto.

1947 Albi dell’intrepido n. 77

1947 Albo d’Oro 73. Elio Fiamma nel Tremila

1947 Albo d’Oro n. 79 (ristampa anastatica del 1988)

1947 L’enigma delle Piramidi n. 3


1948 Orson, l’uomo degli spazi n° 10

1948 Albo D’oro 109. Il Demone dello Spazio

1948 Albo d’Oro n. 114. I conquistatori del tempo

1948 L’Uomo Mascherato n. 2

1949 Mistero Comics. Uomo Mascherato n. 1

1948 Fantax n. 6

Seconda Ufo Convention a Torriglia


Torriglia, Pro Loco Torriglia, Provincia di Genova, Regione Liguria, Ente Parco Antola, RAI, National Geographic Channel presentano:

TORRIGLIA UFO CONVENTION 2013
2° Meeting Nazionale di Ufologia
“Ufo e Scienza, realtà a confronto”
Sabato 14 e Domenica 15 Settembre 2013
Cinema Parrocchiale – Piazza della Chiesa, 1

Programma

Sabato 14
Mattina (ore 10-13)
Giorgio Pattera
biologo e responsabile del dipartimento scientifico del CUN
“La terra attraverso la Dark Rift – Che cosa nasconde il problema Nibiru”
Paolo Fiorino
ricercatore e studioso del CISU
“1973-2013: 40 anni di ricerche sul campo. Wilfred Bion e l’accettazione del vuoto/insaturo”
Alberto Negri
ricercatore e collaboratore del CUN Piacenza
“Val Trebbia: 118 km di incontri con l’ignoto… Oltre la soglia dimensionale”

Pomeriggio (Ore 15-19,30)
Ade Capone
autore televisivo e scrittore
“Entità e altre dimensioni – Tra nuove teorie scientifiche e mistero”
Federico Tommasi
fisico e consulente scientifico del GAUS
“Attraverso le stelle, la ricerca di altre civiltà nella galassia”
Roberto Pinotti
giornalista e scrittore, segretario del CUN
“La politica scopre gli UFO – Nuove rivelazioni a livello mondiale”
Clarbruno Vedruccio
Fisico
“OVNI: una realtà tecnologica oltre il pensiero scientifico accademico”

Sabato sera alle 21 intrattenimento musicale in piazza. Apertura degli esercizi economici fino alle 24.

Domenica 15

Mattina (ore 10-13)
Pietro Marchetti
presidente del GAUS
“GEIPAN (Groupe d’Etudes et d’informations sur les Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés): Luci e Ombre”
Vladimiro Bibolotti
saggista e presidente del CUN
“Scienza, economia, politica e religione verso il cambio di paradigma”
Elvio Fiorentini
ricercatore e collaboratore del CUN Piacenza
“OOPARTS (Out of Place ARTifacts –Reperti o manufatti fuori posto): casistica e considerazioni sulle fantomatiche anomalie spazio-temporali”

Pomeriggio (ore 15,30-19,30)
Incontro con Pier Fortunato Zanfretta: “Vi racconto la mia storia…”
Dibattito pubblico con l’intervento di Giorgio Pattera, Alberto Negri e Elvio Fiorentini
Moderatori del convegno:
Mauro Casale, storico e scrittore
Rino Di Stefano, giornalista e scrittore

Manifestazioni collaterali:
. Presso il salone della Torriglietta (a pochi passi dal cinema, dalle 9 alle 22 di sabato e domenica), mostra fotografica e proiezione video, con filmati RAI e National Geographic.
. UFO Tours nei luoghi degli avvistamenti.
. Vendita libri, gadgets, cartoline, poster, cartografie, magliette e altro.
. Menù “ufologici” e pernottamenti (a prezzi di favore) nei ristoranti e negli alberghi convenzionati.

INGRESSO LIBERO

Le luci di Hessdalen


Ecco uno dei misteri che ci piace affrontare: le strane luci che si assistono nella valle di Hessdalen in Norvegia. Questo perché non si tratta né di una bufala o una forzatura complottista o ufologica, né un fenomeno completamente spiegato dalla scienza. Uno dei rarissimi misteri veri del campionatrio dei falsi misteri spacciati da certo giornalismo.
Ad Hessdalen, molte notti compaiono luci in movimento, solitamente verdi. Il fenomeno è conosciuto dagli anni Ottanta, ma gli abitanti del luogo parlano di avvistamenti già dagli anni 20. Negli ultimi anni ci sono state alcune spedizioni italiane, tra cui un gruppo di astrofili (i cui risultati sono stati pubblicati sulla Rai) e la troupe di Mistero (non proprio degli scienziato, ma questo passa Mediaset).
In entrambi i casi sono state avvistate luci in movimento non spiegabili, come del resto è avvenuto nei centiniaia di avvistamenti precedenti.
Il fenomeno mi pare composito, nel senso he queste luci compaiono in modi e cmposrtamenti diversi, cerchi irregolari lievemente mobili, “fiammelle” poco alte sull’orizzonte che sembrano “danzare” o “rimbalzare” o piccole luci che si muovono velocemente verso il cielo. Si tratta sicuramente di effettidiversi di uno stesso fenomeno.

Luci di Hessdalen documentata dal Gruppo Astrofili Persicetani

Luci di Hessdalen documentata dal Gruppo Astrofili Persicetani


Le spiegazioni scintifiche (tralascio quelle ufologiche, le potete immaginare, sono detti anche Ufo di Hessdalen) sono:
1) Un processo di combustione aereo tra le nubi di polveri del fondovalle contenente scandio, un minerale che in particolari condizioni creerebeb questa combustione. In questo caso bisogna però escludere alcuni avvistamenti, evidentemente non compatibili con questa spiegazione, che verrebbero identificati come percezioni di corpi celesti, aeromobili, fari di auto, e miraggi.
2) Sarebbero formate da ammassi di cristalli Coulomb (cristalli legati tramite legamento ionico) prodotti dalla ionizzazione di aria e polveri da particelle alfa durante il decadimento del radon nell’atmosfera polverosa.
Nel 2004, in un evento è stato rilevato un livello di radioattività sulle rocce vicino alla zona in cui è stato segnalato una sfera luminosa. Infatti, quando il radon viene rilasciato nell’aria, i suoi prodotti di decadimento solidi possono connettersi a polveri in sospensione.
3) Un prodotto della piezoelettricità generate da ammassi di roccia cristallini specificiche includono granuli di quarzo che producono un’intensa densità di carica. Il modello teorico mostra che la velocità della luce espulsa dalle sfere luminose è di circa 10.000 ms, in un buon accordo con la velocità osservata di alcune sfere luminose, stimata in 20.000 ms.
La spiegazione del fatto che le sfere siano di colore verde è dovuto alla pressione di radiazione prodotta dalla interazione tra onde elettromagnetiche a bassissima frequenza e ioni atmosferici
4) Almeno alcuni degli avvistamenti di Hessdalen potrebbero essere luci di atterraggio di aerei di passaggio da Oslo, Norvegia a Trondheim Airport. Il servizio tra Oslo e Trondheim è iniziato con alcuni voli nel 1976. Entro il 2002, la Oslo a Trondheim percorso è stato il più attivo in Norvegia. Trondheim è di circa 40 miglia nautiche a nord di Hessdalen, e in quel campo l’uso di luci di atterraggio degli aeromobili è discrezionale, il che significa che alcuni aerei li hanno su e altri no. Questo potrebbe spiegare l’intensificazione dei fenomeni dagli anni Ottanta.
Nessuna delle quattro spiegano appieno il fenomeno, però potrebbe essere un caso di fenomeni mmultipli che si presentano nello stesso luogo e confondono gli osservatori. Seguiremo la vicenda per eventuali novità.
Una piccola nota finale: alcune spiegazioni potrebbero essere alla base di un mio avvistamento simile, avvenuto a 2500 metri di altitudine nel ghiacciaio dello Spluga nell’altissima Val Masino, di notte (sul sentiero, non lontano dal rifugio Gianetti). Anche se la geologia del luogo è differente da quella di Hessdalen.
Luci di Hessdalen documentata da ricercatori francesi

Luci di Hessdalen documentata da ricercatori francesi

Zanfretta: “le visioni” sulle alture di Rossi


Dossier Caso Zanfretta parte III.
Ben due abduction, dopo il primo di Marzano, sono avvenute sulle alture di Rossi. Anche in questo caso la trasmissione Mistero di Italia1 ha visitato il luogo, senza registrare niente di particolare se non l’esaurimento delle batterie.
Rossi non è propriamente nel territorio di Torriglia, ma fa parte del comune di Lumarzo perché si trova oltre il passo della Colla, che fa da confine, ma le sue alture sono in buona parte entro i confini di Torriglia. Piccola curiosità: Rossi è il paese natale della mamma di Frank Sinatra!

Cartello stradale di Rossi

Cartello stradale di Rossi


A Scoffera si prende la strada per Rossi e si parcheggia nei pressi del passo, dove s’incontra il sentiero dell’Alta via dei monti Liguri. Il sentiero è abbastanza frequentato, è segnalato molto bene ed è meta di molti turisti. Il luogo è ameno, si respira aria di alta montagna e c’è spesso un forte vento proveniente dal mare.
Dal passo si può proseguire verso Scoffera o verso il monte Lavagnola. Abbiamo esplorato entrambe le vie, luoghi di entrambi gli abduction. Nel primo caso abbiamo incontrato un pianoro dove è visibile sia il versante sud, verso Genova, che il versante nord, verso Torriglia, nel secondo caso, per quanto si prosegua lungo il sentiero (siamo arrivati fin quasi sulla cima), l’unica visuale possibile è quella sud.
Pianoro che s'incontra in direzione di Scoffera (sullo sfondo Laccio, versante nord)

Pianoro che s’incontra in direzione di Scoffera (sullo sfondo Laccio, versante nord)

Sentiero sopra Rossi, verso il monte Lavagnola

Sentiero sopra Rossi, verso il monte Lavagnola


Segnaliamo questo aspetto perché nel video di Mistero, Zanfretta mostra a Daniele Bossari il paesaggio dicendo “quello è il monte Prelà”, che è il monte che sta sopra Torriglia, che si vede solo dal versante nord. Stranamente, però, a un certo punto, nell’inquadratura si scorgono chiaramente le antenne del monte Fasce, che sta sopra Genova (proprio perché ne garantisce la copertura delle radiotelecomunicazioni), che si vede solo dal versante sud. Probabilmente la trasmissione ha visitato entrambi i luoghi, riducendo a un sol luogo in fase di montaggio.
Quindi il luogo dove Zanfretta ha le sue attuali “visioni” è compatibile con il luogo che s’incontra in direzione del monte Lavagnola, che si trova più direttamente sulle alture di Rossi, cioè un bosco al limitare di un dirupo, dove Zanfretta stesso prende a riferimento una particolare quercia per riconoscerlo. Da questo versante però non è possibile scorgere il paesaggio del monte Prelà e di Torriglia perché impedito dal fitto bosco.
Albero che potrebbe essere quello indicato da Zanfretta

Albero che potrebbe essere quello indicato da Zanfretta


In ogni caso, sia nel pianoro verso Scoffera, che verso il monte Lavagnola, sopra Rossi, non abbiamo registrato fenomeni strani, né si sono scaricate batterie (e invitiamo di assicurarsi di ricaricare bene le batterie e di verificare che siano cariche, perché il fatto che ai favolosi “indagatori” che vanno in onda su Italia1 gli si scarichino spesso le batterie, secondo me è indice di incompetenza, visto che bisogna sapere che le batterie molto usate e molto ricaricate non durano come quelle nuove).
Traliccio sulle alture di Rossi

Traliccio sulle alture di Rossi



Interessante è invece il traliccio dell’alta tensione che s’incontra verso il monte Lavagnola. Infatti, oltre al caratteristico “brusio” dell’alta tensione, che a una persona suggestionabile come Zanfretta (come da nostra analisi sulla parte precedente del dossier) potrebbe suonare come un “suono alieno”, a una certa ora, quando dal mare sale il vento forte che si fa strada in questo particolare punto (siamo nell’Alta via dei monti Liguri, che fa da spartiacque tra il bacino idrico del Tirreno a sud e padano a nord), si sente anche un “frinio” (non saprei definirlo meglio) molto somigliante a quello dei grilli, causato dal vento sui cavi dell’alta tensione che si stagliano sul cielo dell’intero versante della montagna.
Crepaccio sulle alture di Rossi

Crepaccio sulle alture di Rossi


Oltre a ciò sono da segnalare strani crepacci e vere e proprie voragini che sembrano aprirsi su uno strano inferno di alta quota.
Questi fenomeni, trovandosi da soli, possono mettere una certa inquietudine (e magari dare vita a “visioni geometriche” come quelle di Zanfretta, aiutate dal fardello di dubbia attendibilità di cui abbiamo detto).
Ma non ci siamo fermati qua. Ci siamo chiesti se il luogo che fino a poco tempo fa Zanfretta teneva segreto, sia veramente il sentiero dell’Alta via dei monti Liguri, un luogo, come abbiamo detto, molto frequentato.
Oppure se Zanfretta abbia preso per il “naso” Bossari (personaggio abbastanza “credulone”), e abbia mostrato alla troupe di Mistero solo i luoghi dove sono avvenuti gli abduction e non dove attualmente comunica con gli alieni.
Così abbiamo seguito un sentiero non segnato che da Rossi sale direttamente sulle montagne. Il sentiero è difficoltoso e in parte scosceso, ma a un certo punto giunge in un luogo molto lugubre e inquietante, dove si trova una casa diroccata completamente isolata (il sentiero prosegue e raggiunge il passo chiamato appunto “colle della Casa” che si trova sull’Alta via dei monti Liguri).
Casa isolata sulle alture di Rossi

Casa isolata sulle alture di Rossi


Il luogo è impervio e circondato da rovi, ma davanti alla casa c’è un piccolo prato. Cosa abbiamo trovato nel prato? Una serie di piccoli massi disposti a ferro di cavallo. Le pietre sono piatte e non sono bruciacchiate (quindi non rappresentano il resto di un falò). Ricordate cosa avevano visto nel primo abduction di Marzano? Un solco a forma di ferro di cavallo. Chi volete che sia arrivato in un luogo così impenetrabile (ve lo posso garantire) e abbia messo delle pietre in questo modo? Quello che pensiamo noi è che questo è il vero luogo dove Zanfretta veniva e aveva le sue “visioni”, solo che ora che è ingrassato e imbolsito, ha preferito rendersi la vita semplice e condurre Bossari e la sua troupe su un itinerario (fin troppo) facile e raccontargli quattro fregnacce su un cubo, una sfera e una piramide a “tre facce” (quando sappiamo tutti che è impossibile, perché ne deve avere almeno quattro, in quanto una è la base, che oltretutto è un’altra faccia, visto che a suo dire la piramide ruota).
Pietre disposte a "ferro di cavallo" davanti alla casa sopra Rossi

Pietre disposte a “ferro di cavallo” davanti alla casa sopra Rossi


Direi che un’analisi così attenta e minuziosa come l’abbiamo fatta noi (decisamente migliore di quelle di Bossari e compagnia bella) è il nostro modo di esprimere rispetto verso Zanfretta e chi gli crede, quindi anche chi non è d’accordo con noi rispetti il lavoro che abbiamo fatto e le nostre conclusioni.
Rileggi dalla Parte I.