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Netanyahu in visita segreta in Arabia Saudita


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sarebbe recato ieri in Arabia Saudita, dove ha avuto un incontro con il principe ereditario Mohammed bin Salman e con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Lo hanno riferito questa mattina la radio pubblica Kan e la Radio militare. Secondo alcune indiscrezioni, l’incontro avrebbe avuto luogo a Neom, a poche miglia dal confine meridionale di Israele.

Quest’incontro sarebbe la conferma che la politica mediorientale è stata ridisegnata. Gli accordi (per ora segreti), già voluti da Trump tra Israele e Arabia potrebbero essere, oltre che commerciali, anche politici, in funzione anti-iraniana.

Rivoluzione silenziosa in Arabia Saudita?


Il 4 novembre undici prìncipi, quattro ministri e altri di ex ministri dell’Arabia Saudita sono stati arrestati da una “commissione anti-corruzione” nata appena poche ore prima. In mattinata si era dimesso il primo ministro del Libano, appoggiato da tempo dall’Arabia Saudita. Il giorno dopo il figlio dell’ex principe ereditario è morto insieme in un misterioso incidente in elicottero. La persona attorno a cui ruotano tutte queste notizie è Mohammed bin Salman, figlio del re, ministro della Difesa e principe ereditario dalle idee innovative e radicali. Egli ha 32 anni e si è guadagnato una certa visibilità, presentando il documento “Vision 2030”, un grande progetto per ridurre progressivamente la dipendenza dell’economia saudita dall’estrazione del petrolio, mentre il re Salman, 81 anni, è sempre meno coinvolto nelle decisioni di Stato. L’applicazione del piano, che prevede anche una maggiore apertura del paese, ha subito un’accelerata: si sono tenuti alcuni eventi prima proibiti, come concerti e proiezioni di film, ed è stata annunciata l’abolizione del divieto delle donne di guidare e ad assistere a eventi sportivi dal vivo. Mohammed bin Salmanha ha annunciato l’intenzione di reintrodurre «un Islam tollerante e moderato, che sia aperto al mondo e a tutte le religioni».

Gli arresti di sabato sono considerati da molti una “purga” compiuta da MbS nei confronti di oppositori e possibili avversari per il trono, il passaggio finale per assicurarsi sia l’applicazione di “Vision 2030” sia l’ascesa al trono.