Quello che sta succedendo in Arabia Saudita


L’Arabia Saudita, ha iniziato il 2016 esattamente come aveva concluso il 2015: ammazzando gente. 47 esecuzioni capitali per decapitazione o fucilazione in un solo giorno.
La pena di morte, in Arabia Saudita, è sempre meno uno strumento della giustizia penale e sempre più uno strumento di controllo sociale, usato senza alcun ritegno dall’accoppiata re-muftì.
Il re Salman al-Saud, sul trono da meno di un anno, e Sheikh Abdul Aziz Alal-Sheikh, gran muftì dal 1999, per il quale parlano certe fatwa: per esempio, nel 2012, l’invito a distruggere tutte le Chiese cattoliche della penisola arabica e, sempre quell’anno, la conferma della legittimità del matrimonio coatto per le bambine di 10 anni.
Mettere a morte Al Nimr (vedi articolo di ieri), oltre a molti altri personaggi che avevano come colpa soprattutto quella di opporsi agli Al Saud, non vuol dire tanto cercare lo scontro con gli sciiti, perché questo scontro va avanti da secoli e non saranno queste esecuzioni a cambiarne la natura o la radicalità. Vuol dire soprattutto ricordare all’Occidente che il patto col diavolo dev’essere rispettato: l’Occidente che sventola la bandiera della democrazia, e della sua diffusione in Medio Oriente, non deve farsi gli affari della penisola arabica.

Netanyahu è un revisionista di stampo nazista


Ho sempre avuto in amicizia la comunità ebraica italiana, che ho avuto la fortuna di frequentare per un po’. Non posso dire la stessa cosa di chi, in Israele, ha votato per questo personaggio inquietante: Benjamin Netanyahu. Al congresso sionista mondiale, infatti, ha dichiarato che Adolf Hitler non aveva alcuna intenzione di sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli, ma fu convinto dal muftì palestinese Haj Amin al-Husseini. Critiche dal leader dell’opposizione Itzjak Herzog che dimostra che una parte (ahimé minoritaria) di questo Paese non è rappresentato al Governo.
Secondo le parole di Netanyahu un incontro avvenuto nel 1941 a berlino, il muftì disse al leader nazista: “Se tu li espelli, verranno tutti qui (in Palestina)”. Allora, secondo Netanyahu, Hitler gli chiese: “Cosa dovrei fare con loro?”. E la risposta del muftì sarebbe stata: “Bruciali”. Come ricorda oggi il quotidiano Haaretz, Netanyahu aveva già sostenuto tale tesi in un discorso tenuto alla Knesset nel 2012.
Secondo le parole di Netanyahu, in incontro avvenuto nel 1941 a berlino, il muftì disse al leader nazista: “Se tu li espelli, verranno tutti qui (in Palestina)”. Allora, secondo Netanyahu, Hitler gli chiese: “Cosa dovrei fare con loro?”. E la risposta del muftì sarebbe stata: “Bruciali”. Come ricorda oggi il quotidiano Haaretz, Netanyahu aveva già sostenuto tale tesi in un discorso tenuto alla Knesset nel 2012.
La tesi che Hitler abbia ascoltato le ragioni di un muftì palestinese, oltre che falsa, è sopratuttto ridicla, come il resto del Revizionismo neonazista.