TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – Eye in the Sky


The Alan Parsons Project – Eye in The sky

Eye In The Sky - The Alan PArson Project

Eye In The Sky – The Alan PArson Project

Il vantaggio di recensire album di 30 anni fa è enorme. Certo, è facile registrare delle differenze anche notevoli tra la critica dell’epoca e cosa rimane oggi.
Volendo recensire dischi che affrontano la fantascienza, avevo promesso di parlare di questo Eye in the Sky, ottimo romanzo di Philip K. Dick, caratterizzato (il romanzo) da un’atmosfera paranoica e la presenza di pseudo-mondi.
In effetti le liriche del disco (questa volta sì, un concept album, vedi recensione di I, Robot) riguardano tematiche stellari (Sirio, Gemini) e l’etica del controllo – si cita l’Occhio nel cielo di Philip Dick, il Grande Fratello di George Orwell e l’occhio di Ra, rappresentazione della superiore soggezione infusa nella simbologia egizia.
La critica contemporanea lo bollò come disco freddo, di maniera, riuscito solo perché Woolfson e Parsons sarebbero stati abili nell’usare costose macchine elettroniche. Per quanto si possa dire che il suono non è sicuramente caldo come quello del blues, oggi è facile capire che il loro intento era tutt’altro che virtuosistico, seppur nella maniacale cura dei dettagli. L’album è tutto teso a calare l’ascoltatore nell’atmosfera d’inquietudine e paranoia, utilizzando varie influenze (rock, elettronica, pop) in un mix dove non prevale nient’altro che un sound riconoscibile (quello dei Parsons, appunto). Il disco si apre con Sirius, uno degli intro più riusciti nella storia della musica, vera chiave di lettura del disco. Si passa subito alla title track, ormai diventato un classico del genere. Forse un po’ patinato, ma sicuramente che ha il merito di essere la ballata che meglio rappresenta il sound dei Parsons.
Dopo un paio di brani che hanno la forza soprattutto nei testi, il primo lato si chiude con Silence and I che racchiude in sé vari stili dei Parsons, dalla ballata rock, all’elettronica, alla sinfonia da colonna sonora, al ritmo pop. Nel secondo lato ci sono Psychobubble, altro celebre brano, che riesce a tratti a ricordarci il clima di paranoia e mistero (sentire la sirena del bridge), poi Mammagamma (il nome è ispirato ad Ummagamma dei Pink Floyd), brano-manifesto dell’attitudine più elettronica dei Parsons, celeberrimo e, se non avanti sui tempi, probabilmente fautore di una maggiore fusione tra pop ed elettronica che non sia semplicemente una dance o una “canzone robotica”. Si finisce con Old And Wise, celebre ballata struggente. Tirando le somme, chiunque segua un po’ di musica sa riconoscere al volo almeno quattro brani di questo album, che per quanto possa a qualcuno risultare troppo freddo, pulito o patinato, deve considerarsi probabilmente il migliore degli album dei Parsons.

Annunci

Prognosis, Dvd di Krell


Dvd Prognosis, interno

Dvd Prognosis, interno


Dvd Prognosis, esterno

Dvd Prognosis, esterno

1 ora di video e musica

Ieri 29 febbraio 2014 è uscito Prognosis, il nuovo DVD Krell


Prognosis - Krell

Prognosis – Krell


Come detto nel post precedente, ieri 29 febbraio 2014 è uscito il nuovo DVD di Krell. Ora è disponibile il link da cui ordinare, dal sito Kipple, il package completo dell’opera. 9 euro il costo, musica + immagini per la durata di 1h 00:00.

Esce domani 29 febbraio 2014 il nuovo Dvd di Krell “Prognosis”


Prognosis - Krell

Prognosis – Krell

Domani, 29 febbraio 2014, uscirà “Prognosis – 12 artists play 12 music video”, l’attesissimo Dvd di Krell, un progetto musicale di Lukha B. Kremo.

Krell è un progetto musicale di Lukha B. Kremo
Krell è stato realizzato dal 2003 al 2014
Krell ha invitato alcuni artisti a girare 12 videoclip musicali
Krell ha scelto gli artisti tra registi, musicisti, poeti, scrittori, pittori e danzatori
La prognosi è riservata per voi

1 ora netta di videclip musicali:

Anubi (video by Luca Campus)
Dr Morbius Hear (video by Chiara Alice Lorenzini)
Magnetosfera (video by ODRZ)
Bast Reign (video by Federico Barbieri)
Duritia (video by Lukha B. Kremo)
Deepland (video by Gabriele Calarco)
lim x->_ (sen x)/x (video by Falco Ranuli)
Termosfera (video by Ksenja Laginja)
Turn Bach (video by Stefano Giorgi)
Altaira’s Piano (Video by Marcella Fanzaga)

uscita: 29 febbraio 2014
prezzo 9 euro

La musica degli Skinny Puppy usata come tortura a Guantanamo


Skinny Puppy

Skinny Puppy

Detenuti torturati a suon di musica nel carcere di Guantanamo a volume altissimo per 12 ore.
La musica utilizzata è elettronica industriale, in modo specifico quella del gruppo canadese di Vancouver, gli Skinny Puppy.
La scoperta non ha certo fatto piacere agli artisti canadesi che hanno deciso di presentare il conto al Governo degli Stati Uniti, inviando al ministero della Difesa una fattura per 666.000 dollari per utilizzo non autorizzato della loro musica.
Lukha B. Kremo ha commentato: “Anch’io ho provato le stesse torture di Guantanamo, nella mia cameretta, a 25 anni”.

Lo sConcerto di Capo Danno disponibile su tutti i portali in mp3


Lo sConcerto di Capo Danno n° 2 è disponibile in mp3 su iTunes, Spotify, eMusic, Amazon mp3, Deezer, YouTube, GooglePlay, Rdio, XboX e RouteNote, oppure in versione Cd digipack in versione limitatissima di 20 copie su http://www.kipple.it.
Per i prezzi fate un po’ di ricerca perché ogni portale applica prezzi propri.

Il cd fisico costa 5,00 €.

sConcerto di Capo Danno °2

sConcerto di Capo Danno °2


Le dinamiche pneumosonore degli ODRZ costruiscono un ambiente disumanizzante, inquietante quanto definito, le psiconenie di Patrizia Oliva (degne di un affetto da sindrome di Asperger) ma con l’eleganza di una diva, aggiungono qualcosa di misterioso, di umana angoscia. I testi di Kremo sono, nella prima parte, un excursus filosofico sui destini dell’uomo e dell’universo, tra pessimismo e ottimismo cosmico, nella seconda liriche liberatorie, che trasformano in parole i suoni di ODRZ e la voce di Patrizia. Il risultato non è, come si potrebbe credere, un muro di inquietante pessimismo e decadenza senza speranze. Anzi, le personalità complesse, mai banali, delle tre entità musicali sono evidenti, laddove cambiano i mezzi espressivi (elettronica, voce, parole) esce la contraddizione ultima che è essenza primaria dell’uomo, ovvero la lotta per arginare questa angoscia, un tentativo (magari non riuscito) di riscatto, e comunque un voler combattere l’ineluttabile con la propria arte.

Suoni dello spazio interstellare dalla Voyager 1


Ringrazio Hyperhouse per la segnalazione.
Ecco i veri suoni dello spazio interstellare, registrati dalla sonda Voyager 1, che ormai si trova ben oltre l’orbita di Plutone (al momento, all’incirca il triplo della distanza media Sole-Plutone).

ricordo un Cd che simula un’impresa simile: A la recherche du Krell perdu di Krell.

Suoni dalla sfera plasmatica dell’Universo per Music:Response (Mail4Freedom) parte II


Ecco la seconda parte dei brani del cd virtuale di Ferdinando Sorbo: altri 6 brani di musica creata interamente con software gratuiti e macchine digitali.
I titoli dei brani della seconda parte (definibile lato B): Cagehaused Is Not Stomewhere, Canto2, D4, E5, Fontana mixer 1, Or More Then Wee Should Seeke.

Spazialismo dinamico

Spazialismo dinamico


Abbiamo selezionato per l’ascolto un estratto:
Cagehaused is not Stomewhere
Vedi la prima parte (e ascolta altri 2 estratti)

Suoni dalla sfera plasmatica dell’Universo per Music:Response (Mail4Freedom) parte I


A nome Ferdinando Sorbo riceviamo un cd virtuale di musica creata interamente con software gratuiti e macchine digitali. Si tratta dei 12 brani della prima parte.

Chaos Life Form 9

Chaos Life Form 9


Ecco i titoli dei brani di quello che potremo definire il lato A del cd: Kawai k5000 arpeggio-Paulstretch-Consolidated, Flusso sonoro 1, Granulab1-Paulstretch, Iiterazioni ripetitive-Paulstretch, Gominimal Gboilnk3,Ixiquarks 1,Kaos 1,Kawai k5000 arpeggio 2, Macpod 2, Radio ideologia (Italia) mix finale, Suono della sfera plasmatica dell’universo primigenio, Yamaha pacifica 1-Paulstretch.
Abbiamo selezionato per l’ascolto un estratto:
Radio ideologia (Italia) mix finale
Vai alla seconda parte.

Risposta muta per Music:Response di Mail4Freedom


Prisa Pierino, da Liegi, Belgio, risponde a Music:Response rimandando alla visione di video di Front 242, Laibach, Ministry e altre band di musica elettronica. Con la sua simpatia, confessa alcuni disagi con la tecnologia per cui non invia Cd o Mp3, ma semplici indicazioni e link, oltre che il classico corredo di cartoline artistiche.

Front 242 di Prisa Pierino

Front 242 di Prisa Pierino


Lettera di Prisa Pierino

Lettera di Prisa Pierino

Raccolta della quadrilogia di Krell


Esce oggi la nuova raccolta di brani di Krell.
Dopo l’uscita del sesto album E=mc², segue questo “The Best Of” che raccoglie il meglio della Quadrilogia degli elementi, Elements Quadrilogy.
Infatti, gli ultimi quattro album rappresentano i quattro elementi classici:
ACQUA: “Suoni, armonie e voci dagli abissi” (ispirato agli abissi marini)
ARIA: “ATMOCɸEPA” (ispirato all’atmosfera terrestre)
TERRA: “Adamantes immortalis sunt” (ispirato alle pietre preziose)
FUOCO: “E=mc²” (ispirato all’energia)

Elements Quadrilogy

Elements Quadrilogy

Elements Quadrilogy retro

Elements Quadrilogy retro


Acquistabile su kipple.it e prossimamente in versione Mp3 su iTunes, Spotify, Amazon Mp3 ed eMusic dove tutttavia si possono già reperire altri album di Krell.

Sulla sperimentazione musicale e non solo


Comunicato Ufficiale del Ministro del Nulla Alex Nasi aka Colonel XS

“Dichiaro morta la SPERIMENTAZIONE CHE NON SPERIMENTA!”, altro che non voler imparare gli strumenti nascondendosi dietro farlocche pretese dis-imparatorie! Signori, la MUSICA è una parola elevata; quella che intendete voi è la musicoterapia per infanti ritardati che battono i campanellini”.

di COLONEL XS

Con questa spietata e perentoria affermazione, pubblicata alcuni giorni or sono sulla mia pagina FB, volevo porre l’accento sulla faciloneria con cui tanti (sempre più, ahimè) si elevano al rango di musicisti elettronico-sperimentali. Da tempo assistiamo al sempre più ingombrante uso del computer, che sostituisce lo studio di registrazione (costoso e già per questo fonte di una prima scrematura), e al proliferare etichette casalinghe, nel migliore dei casi, quando non addirittura inesistenti o puramente virtuali.

Come può un consumatore differenziare ed orientare i propri ascolti tra una ragionevole offerta via web e la deviazione/distrazione data da una ciurma di “amiconi/perditempo/provocatori”, se non dopo una ragionevole perdita di tempo, per l’appunto?
Spesso purtroppo si uniscono anche musicisti affermati e/o storicizzati, che, fermi nella loro autoreferenzialità non sanno più discernere tra la mera qualità di un suono e la compiutezza di una “composizione”, sia essa canzonettara o puro ambiente sonoro; così come tante labelunderground “ufficiali” che non possono più far altro che sparare nel mucchio e cercare di imbroccarla giusta, sempre che non limitino anch’esse la scelta su parametri “amicali”.

E qui casca l’asino: basta forse la qualità sonora sempre più facile da raggiungere – o, meglio, imitare – (ah, la “cameretta-generation”…)? Serve a qualcosa infestare il web con un’inondazione di gigabyte di cazzate, tra cui è sempre più difficile districarsi?

Nossignori! Non giova a nessuno: né a chi la musica la fa, né a chi ne è un semplice fruitore. L’unico risultato sulla distanza è la disaffezione per la ricerca (in tutte le sue accezioni). Cerchiamo il nuovo nel vecchio, proprio perché il “nuovo” ha cessato la sua spinta verso le “nuove frontiere”, verso un “oltre” che è (era) sempre un po’ più in la, continuando ad attorcigliarsi e contorcersi (al pari di una serpe cui è stata mozzata la testa – si, la testa, notoriamente sede dell’intelligenza e dell’ingegno), perdendosi nel mare dell’ovvietà.
Questo mentre da più parti si corre ad elevare a “nuova” (che palle!) Bibbia il saggio “Retromania” di Simon Reynolds, spesso portato ad emblema proprio da coloro che, come già dall’enunciato, “rinunciano ad imparare l’uso e la pratica di uno strumento” nascondendosi dietro banali citazioni di Tzara o Picasso (roba vecchia di un secolo o giù di lì, dunque), annunciando l’importanza (o piuttosto l’impostura?) del dis-imparare.
Bene. Il dado è tratto, come diceva qualcuno, e il mio punto di vista mi sembra chiaro.
Si apra il dibattito!

Il vostro amato (od odiato che sia)

Colonel XS