Iran: un riassunto degli ultimi giorni


Tre giorni di lutto stabiliti per commemorare il generale Soleimani, capo della divisione Al Quds dei Guardiani della rivoluzione, ucciso in un raid americano in Iraq. Nella capitale milioni di persone sono scese in strada per i funerali all’università di Teheran, una partecipazione paragonabile a quelli di Khomeini, negli anni 80. Zeinab Soleimani, sua figlia, promette giorni bui per gli Stati Uniti e Israele e Trump ribadisce via Twitter di essere pronto a rispondere anche in maniera sproporzionata e bombardare 52 siti culturali, se gli americani verranno colpiti. Il giorno dopo il feretro del generale viene portato nella città di Kerman, nel sud, vicino al suo villaggio natio tra le montagne. L’emotività e l’orgoglio nazionale finiscono con l’uccidere 56 persone, schiacciate dalla folla. Altre 213 rimangono ferite, la sepoltura viene rimandata. Gli Stati Uniti negano al ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif il visto per recarsi al Consiglio di sicurezza dell’Onu per parlare della crisi. Zarif spiega che non c’è bisogno di andare a New York per «dire la verità» all’opinione pubblica americana, e concede interviste alle tv Cnn e Cbs.

All’1.20 di mercoledì mattina, scatta l’operazione «Martire Soleimani». L’Iran rivendica un doppio attacco con missili balistici contro due basi irachene che ospitano truppe americane. L’ora non è casuale: coincide con il momento dell’uccisione di Soleimani, che alle 2 del mattino, viene seppellito.

Poche ore dopo, alle 6.18 del mattino, un aereo della Ukraine Arilines precipita non appena decollato dall’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, facendo 176 vittime. Il giorno successivo, il Canada afferma che è probabile che il velivolo sia stato abbattuto per errore da un missile terra-aria iraniano. Teheran rifiuta di consegnare le scatole nere. Il capo dell’aviazione civile iraniana Ali Abezadeh si dice «certo» che non sia stato un missile. Ma, due giorni dopo, sabato mattina, dopo una riunione congiunta con le parti internazionali, l’Iran rivela che ha abbattuto per errore l’aereo ucraino, nelle ore successive al lancio di missili contro le basi irachene.

Bombe a New York, arrestato afgano


ll sospetto per le bombe di New York, Ahamad Khan Rahami, è stato arrestato.
Oltre all’afgano cinque persone sarebbero state già arrestate nel corso delle indagini sull’esplosione dell’ordigno a New York e degli ordigni ritrovati alla stazione di Elizabeth nel New Jersey.

4 luglio, spari a Chicago e New York


Weekend di sangue e violenza a Chicago e New York durante le celebrazioni per la Festa dell’Indipendenza: 4 morti in una serie di sparatorie nella più grande città dell’Illinois. 62 i feriti, tra cui tre bambini di 8, 5 e 11 anni. Lo scorso anno erano state colpite 63 persone, 10 i morti. Anche a New York diversi gli episodi di violenza: 10 sparatorie con un bilancio di 20 feriti. Uno è grave. Sette dei feriti sono stati colpiti nel corso di un barbecue nel ditsretto di Brooklyn.

TRACCE SONORE: Borbetomagus – Barbed Wire Maggots


Unknown

TRACCE SONORE: Borbetomagus – Barbed Wire Maggots

Anni fa leggendo un saggio sulla musica elettronica mi imbattei in un trio americano dal nome accattivante: Borbetomagus.  Autori e fautori di una musica inclassificabile, cacofonia pura se si può usare un’espressione che li possa identificare, mi appassionarono subito e quindi acquistai un loro disco.

Poi, come capita spesso, di loro mi dimenticai fino a quando non ho trovato recentemente un’altra loro prova discografica, Barbed Wire Maggots, che ho comperato al volo.  Il disco originale è del 1982, uscito per la loro etichetta personale, la Agaric Records di New York.

Due brani senza titolo, nella versione in vinile uno per facciata, in cui i tre pazzoidi scatenati, due sax e un chitarrista (autore anche della copertina), suonano all’impazzata una sorta di musica concreta a rovescio, nel senso che i suoni scaturiti dagli strumenti rimandano a versi e rumori della vita quotidiana.

I mattacchioni iniziano molto lentamente con volumi soffusi, inducendo l’ascoltatore, dopo un paio di minuti, ad alzare il volume del proprio impianto, ed è lì che loro ti aspettano. Improvvisa parte una gragnuola di starnazzi, urla, schiamazzi, trombe da ammazzare chiunque.

Si parte da un barrito di elefante, poi sembra arrivare un camion, attenzione sul fondo c’è una nave che aziona la sirena, sta entrando in porto; un bambino piange e si dispera in maniera lancinante, adesso ci sono dei volatili che starnazzano, poi tutto sembra placarsi ma non c’è tregua a questo assalto sonoro disordinato, inquietante, davvero devastante. Un’auto tira una frenata di un paio di minuti interminabili, adesso è una donna che urla impazzita, ecco che ritornano gli elefanti, di nuovo qualche camion, poi sembra di sentire una chitarra che stride, ma è davvero la chitarra o è uno dei due sax?

Non lo sapremo mai…..

In mezzo a questo tornado ultrasonico qualche nota di sax, questo sì riconoscibile, sparsa qua e là a ricordarci che stiamo ascoltando musica…

Gli ultimi tre minuti del pezzo sono, se possibile, ancora più assurdi.  Tutti e tre i musicisti fanno a gara a chi urla di più, siamo in città in un’ora di punta, veramente impossibile resistere, eppure tutto il suono ti trascina in un vortice senza fine, che però (fortunatamente?) finisce in dissolvenza.  Il secondo brano, come in un film dell’assurdo, è completamente diverso ma contemporaneamente è la fotocopia del primo.

Ragazzi, tenetevi forte se decidete di avvicinarvi ai Borbetomagus.  L’ascolto è un giro della morte senza fine o quasi, 43 minuti e 13 secondi che sembrano due secoli e mezzo.  In confronto il noise giapponese è una roba da educande.

Buon ascolto.

Ah, dimenticavo l’aneddoto in chiusura.  Borbetomagus è il nome celtico dell’odierna città tedesca Worms, detta anche la città dei Nibelunghi.

Ri-buon ascolto.

massimo ODRZ