Nikola Tesla


Dossier Personaggi Parte V.
Nikola Tesla è un personaggio, come tutti quelli che abbiamo affrontato in questo dossier, davvero particolare. Inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense, nato nel 1856, è rimasto celebre per i suoi studi nel campo dell’elettromagnetismo.
Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Al contrario di quanto si afferma, almeno negli Stati Uniti Tesla era ed è tra gli scienziati e inventori più famosi, anche e soprattutto nella cultura popolare, come dimostrano i numerosi tributi nella musica, nel cinema e nell’arte.
La sua importanza fu riconosciuta nella Conférence Générale des Poids et Mesures, in cui fu intitolata a suo nome l’unità del Sistema Internazionale di misura della densità di flusso magnetico o induzione magnetica.
La Guerra delle correnti (alternata vs Continua)
In particolare i suoi brevetti sono la base del sistema elettrico a corrente alternata e della distribuzione elettrica polifasica, che si contrapponeva al sistema elettrico a corrente continua, utilizzato da Edison.
Questo contrasto diede vita alla cosiddetta “Guerra delle correnti”. Il sistema di Thomas Alva Edison era poco adeguato per le esigenze che delineavano, poiché il trasporto era più difficile e molto costoso per le enormi perdite per dissipazione del calore. L’idea della corrente alternata di Tesla, al contrario, si basava sul fatto che le perdite dipendono dalla tensione: diminuiscono con l’aumentare della tensione. In questo modo, Tesla scoprì che era possibile trasportare corrente alternata per lunghe distanze con basse dispersioni, alzandone la tensione tramite un trasformatore e riabbassandola nello stesso modo poco prima della distribuzione ai clienti, per farla tornare a livelli sicuri.
Nel 1886 Tesla fondò la Tesla Electric Light & Manufacturing, ma presto i finanziatori, in disaccordo con lui, gli tolsero il controllo della società. Nel 1887 costruì il primo motore a induzione a corrente alternata senza attrito, di cui fece dimostrazione presso l’American Institute of Electrical Engineers.
Nel 1888 sviluppò i principi della sua bobina e iniziò a lavorare con l’imprenditore George Westinghouse nei laboratori della Westinghouse Electric & Manufacturing Company, fondata due anni prima per competere con la General Electric di Edison. Westinghouse ascoltò le sue idee per i sistemi polifase che avrebbero permesso la trasmissione di elettricità a corrente alternata lungo grandi distanze.
Tesla e Westinghouse si rivelarono vincitori della “Guerra delle correnti” e Tesla fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi.
Controllo a distanza e UFO
Nel 1891 Tesla riuscì ad accendere, a distanza e senza fili, dei tubi a vuoto in entrambi i suoi laboratori, fornendo la prova delle potenzialità della trasmissione senza fili di potenza.
Nel 1899 Tesla decise di trasferirsi per portare avanti le sue ricerche a Colorado Springs, nel Colorado, dove avrebbe avuto molto spazio per i suoi esperimenti sulle alte tensioni e le alte frequenze. Il suo diario contiene numerose spiegazioni delle sue congetture sulla ionosfera e sugli esperimenti sulle correnti telluriche del suolo, fatte di onde trasversali e onde longitudinali. Tesla ricercò vari metodi di trasmissione di potenza ed energia senza fili su lunghe distanze, utilizzando la banda delle frequenze molto basse (ELF) attraverso il terreno tra la superficie della Terra e lo strato di Kennelly-Heaviside (fenomeno confermato negli anni Sessanta e chiamato Risonanza di Schumann). Tesla provò che la Terra era un buon conduttore, e produsse dei fulmini artificiali (con scariche di milioni di volt, lunghe fino a 40 metri), osservando i quali, indagò sull’elettricità atmosferica.
In questo periodo Tesla rilevò alcune tracce che interpretò come segnali radio extraterrestri. A questo scopo costruì il teslascopio, una ricetrasmittente con la finalità di comunicare con forme di vita extraterrestre. Nonostante i suoi pubblici annunci, i dati che aveva rilevato furono duramente respinti dalla comunità scientifica. Ma su questo punto oggi molti ufologi e complottisti sono disposti a credere alle sue ricerche.
Nel 1921 Tesla scrisse riguardo alla sua esperienza, in merito alla quale credeva che i segnali provenissero da Marte, escludendo la previsione del 1901 secondo la quale i segnali che ricevette si sarebbero potuti originare da Venere.
Soltanto nel 1996 Corum and Corum pubblicò un’analisi dei segnali provenienti dalla magnetosfera di Giove, che indicavano una chiara corrispondenza tra la posizione di Marte a Colorado Springs e la cessazione dei segnali da Giove, nell’estate del 1899, quando lo scienziato era laggiù, confermando che le osservazioni di Tesla erano esatte, anche se erroneamente attribuite al pianeta rosso.
Il 7 gennaio del 1900 il suo laboratorio di Colorado Springs fu demolito e le apparecchiature vendute per pagare i debiti e costruire un’infrastruttura per la trasmissione di potenza senza fili, la Wardenclyffe Tower. La struttura venne smantellata durante la Prima Guerra Mondiale. I giornali del tempo etichettarono Wardenclyffe come la “follia di Tesla da un milione di dollari”.
Intorno al 1916 Tesla andò in bancarotta, a causa dei suoi debiti arretrati con il fisco; viveva ormai in povertà. Dopo Wardenclyffe, costruì la Telefunken Wireless Station a Sayville, Long Island, ottenendo in parte i successi a cui voleva arrivare a Wardenclyffe. Nel 1917 la struttura fu sequestrata e abbattuta dai Marines, che sospettavano potesse essere utilizzata da spie tedesche.
La macchina volante
Un’altra invenzione teorizzata da Tesla è comunemente chiamata “macchina volante di Tesla”. Lo scienziato pensò a un velivolo comandato da un motore elettrico alimentato da un generatore a terra. La forma ipotizzata per il velivolo è quella tipica di un sigaro. Ciò in seguito sarà sfruttato dai teorici della cospirazione degli UFO.
Il Raggio della Morte
Tesla fece alcune affermazioni di rilievo circa un’arma chiamata “teleforce”. La stampa la soprannominò “raggio della pace” o “raggio della morte, un meccanismo per generare una tremenda forza elettrica, con un dispositivo per intensificare ed amplificare la forza sviluppata dal primo meccanismo. Alla base del funzionamento dell’ipotetica arma vi sarebbe l’importante trasferimento di più flussi di energia, magnetica. Secondo le intenzioni si sarebbe dovuto trattare di una potente arma di distruzione, in grado di colpire a grande distanza le truppe nemiche, far esplodere i carri armati e gli aerei nemici in volo. Ma le ricerche documentate su progetti di armi di questo tipo si fermarono alla dimostrazione matematica che già dopo pochi metri di distanza la maggior parte dell’energia veniva dispersa e l’efficacia a lunghe distanze ne sarebbe risultata inevitabilmente compromessa.
Macchina per fotografare il pensiero
Probabilmente la più singolare invenzione di Tesla. Egli teorizzava che un pensiero formatosi nel cervello creasse una corrispondente immagine nella retina, e che l’impulso elettrico di questa trasmissione neurale potesse essere letto e registrato in un dispositivo. L’informazione immagazzinata, sarebbe stata elaborata da un nervo ottico artificiale e su uno schermo.
L’effetto Hutchinson
L’effetto Hutchison è un insieme di fenomeni scoperti nel 1979 da John Hutchison durante i tentativi di studiare le onde longitudinali di Tesla. L’Effetto Hutchison si verifica come il risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o più bobine di Tesla. Gli effetti prodotti includono levitazione di oggetti pesanti, fusione di materiali dissimili come metallo e il legno, il riscaldamento anomalo di metalli senza bruciare i materiali adiacenti, rotture spontanee di metalli e cambiamenti sia provvisori che permanenti nella struttura cristallina e delle proprietà fisiche dei metalli.
La contesa con Marconi del brevetto della radio
Nel 1893 a St. Louis Nikola Tesla diede una dimostrazione pubblica di comunicazione radio “senza fili.” L’apparato che lui ha usato conteneva tutti gli elementi che sono stati incorporati in sistemi radio, prima dell’invenzione delle valvole a vuoto. Tesla fu il primo ad applicare il meccanismo di conduzione elettrica per pratiche di radiotelegrafia.
Nel 1896 Marconi registrò un brevetto per radio britannico. Nel 1897 Tesla registrò due brevetti di base della radio. Ma nel 1904, l’ufficio brevetti statunitense cambiò la propria decisione, assegnando a Guglielmo Marconi il brevetto per l’invenzione della radio, probabilmente influenzato dalle ottime finanze di Marconi (che includevano Thomas Edison ed Andrew Carnegie). Questo permise al governo Americano di evitare di dover pagare i diritti che erano stati chiesti da Tesla per l’uso dei suoi brevetti nel Regno Unito.
Nel 1915 Tesla intentò una causa contro Marconi per ottenere un processo contro i diritti dell’inventore italiano, ma non ebbe successo.
Soltanto dopo la morte, nel 1943, la Corte Suprema degli Stati Uniti impugnò il suo brevetto numero, riconoscendo lo scienziato come l’inventore della radio.
Il Premio Nobel
Dal momento che il Premio Nobel per la fisica fu consegnato a Marconi per la radio nel 1909, Thomas Edison e Tesla furono menzionati da un dispaccio di agenzia come potenziali candidati per condividere il Premio Nobel del 1915, giungendo a uno dei tanti incidenti “diplomatici” del Nobel. I due scienziati rifiutarono in ogni caso di ricevere il riconoscimento se il collega l’avesse ricevuto per primo e nessuno dei due prese in considerazione l’opportunità di condividerlo. Dopo le polemiche, né a Tesla né a Edison fu assegnato il Nobel.
Altre invenzioni
Nel 1887 Tesla iniziò a investigare su quelli che Wilhelm Röntgen successivamente identificò come raggi X, utilizzando i suoi tubi a vuoto a singolo nodo (bremsstrahlung), ma non rese note le sue scoperte e la maggior parte della sua ricerca è andata perduta nell’incendio del suo laboratorio avvenuto nel marzo del 1895.
Nel 1898, Tesla inventò una “candela elettrica”, detta anche spark plug, per i motori a combustione interna a benzina.
La psicologia di Nikola Tesla
Esistono alcuni contrasti sulla paternità dei suoi brevetti. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze dallo scienziato italiano Galileo Ferraris, ma Tesla contestò la priorità della scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, che stabilirono che la paternità dell’invenzione spettava a Ferraris. Nel 1943 un’altra sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti gli attribuì la paternità di alcuni brevetti usati per la trasmissione via radio.
Ma soprattutto, a causa della sua personalità eccentrica, della sua fisicità (era alto 2 metri esatti), e delle sue apparentemente incredibili e talvolta bizzarre affermazioni, negli ultimi anni della sua vita Tesla fu ostracizzato e considerato una sorta di “scienziato pazzo”. Lo scienziato iniziò a mostrare evidenti sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo; aveva numerose quanto inusuali abitudini ed idiosincrasie divenne ossessionato dal numero 3: sovente si sentiva costretto a girare attorno ad un palazzo tre volte prima di entrarvi, esigeva che la camera d’albergo dove alloggiava avesse un numero divisibile per tre, e visse gli ultimi anni in una suite al 33º piano del New Yorker Hotel, spesso esigeva una pila di dodici tovaglioli ben piegati intorno al suo piatto a ogni pasto. Inoltre era ossessionato dai piccioni: ordinava speciali semi per i volatili che nutriva nel Central Park, portandone alcuni nella sua stanza in hotel. Era un amante degli animali; spesso gioiva alla vista di una cucciolata di gatti.
La natura dei suoi disturbi era poco conosciuta a quel tempo e non erano disponibili terapie efficaci, perciò i sintomi vennero considerati come prova di una parziale infermità mentale, danneggiando senza dubbio ciò che era rimasto della sua reputazione.
Tesla morì per un attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, tra il 5 e l’8 gennaio del 1943, all’età di 86 anni. Nonostante avesse venduto i suoi brevetti sulla corrente alternata, egli era praticamente nullatenente e lasciò consistenti debiti.
Nikola Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs

Nikola Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs


Rileggi dalla Parte I.

Che cos’è la Free Energy?


Parliamo senza pregiudizi di quella che è definita come Free Energy.
Il concetto di Free Energy è innanzitutto sociale, perché s’intendono tutte le teorie e le politiche per rendere disponibile liberamente (gratiuitamente o a bassissimo prezzo) l’energia disponibile naturalmente sulla Terra e nel nostro Universo. Alla base di questa teoria ci sono la scienza e la tecnologia per realizzarla.
L’energia di cui si parla nell’ambito della Free Energy, non è da confondere con l’energia rinnovabile (l’energia ricavata da fonti che si rinnovano da sole, come i cereali, il sole, il calore geotermico, il vento e l’acqua), ma si tratta dell’energia presente nella materia stessa (la massa, che è in realtà uno stato particolare dell’energia stessa).
Per secoli le più grandi sfide di alchimisti e scienziati sono state rivolte verso il sogno di trasformare il metallo in oro e il moto perpetuo.
Il “moto perpetuo” è un paradosso ideale secondo il quale si può studiare un meccanismo che metta in movimento un qualcosa e che questo movimento non si fermi più.
Per il Primo Principio della Termodinamica (principio della conservazione dell’energia) i fisici hanno appurato che non è possibile generare energia (il movimento) senza immettere altra energia. Se comunque s’immette una certe energia iniziale pensando di trasformarla in movimento (energia cinetica), purtroppo, per il Secondo Principio della Termodinamica (irreversibilità di molti eventi termodinamici), questa si consuma fino ad esaurirsi.
Appurato ciò, possiamo pensare a meccanismi di “quasi moto perpetuo”, cioè macchine che consumano pochissimo e posso andare avanti anni senza immettere nuova energia (alcune delle quali sono state realizzate, come per esempio il celebre orologio a elettromotorre di Giuseppe Zamboni, che funziona da 140 anni con delle pile a bassissimo consumo).
Ma passiamo a questa considerazione: viviamo su un pianeta situato a distanza relativamente bassa da una stella, tanto che la vita ha bisogno di sistemi di protezione come il campo magnetico e l’atmosfera “attiva” (strato di ozono). In un sistema come questo sarebbe meglio concentrarsi su apparecchiature in grado di catturare l’enorme energia del pianeta.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Il primo uomo che fece questa considerazione fu Nikola Tesla, conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata, compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Ma Nikola Tesla si dedicò anche allo studio di apparecchiature che potessero sfruttare l’energia della Terra.
per quanto riguarda i presunti misteri della scomparsa dei progetti di Tesla: lo scienziato non era sistematico nel conservare i progetti e lasciava poca documentazione sui risultati ottenuti e questo ha avuto due conseguenze: l’attribuzione indebita o la paternità presunta di invenzioni mirabolanti e soppresse dalla “scienza ufficiale”, e la facilità con cui le sue idee sono state “prese in prestito”, sottratte o addiruttura nascoste. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze il 18 marzo 1888 dallo scienziato italiano Galileo Ferraris. Presto da parte di Tesla nacquero contestazioni sulla priorità di tale scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, dove si stabilì che la paternità dell’invenzione spettava allo scienziato italiano.
Noi restiamo in una cauta posizione intermedia: se è senza dubbio vero che diverse invenzioni gli sono state attribuite in modo ingiustificato, è altrettanto sensato pensare che alcuni suoi progetti, non ancora brevettati, abbiano fortemente ispirato altre invenzioni o siano stati sottratti o sottaciuti per i forti interessi economici che c’erano in quegli anni, in cui si stava organizzando l’inizio della distribuzione energetica nel mondo, ed è evidente che per fare in modo che l’energia diventasse un mercato era vietato, economicamente parlando, renderla facilmente accessibile a tutti. Naturalmente è un approccio sbagliato protrarre tale situazione fino a oggi, almeno per quanto riguarda i progetti di Tesla, visto che le tecnologie di fine Ottocento, oggi sono superate. Un discorso del genere (di progetti tenuti nascosti) si può fare con invenzioni attuali, ma questo lo vedremo più avanti. Insomma, Tesla non ha “inventato” la Free Energy, ma gli studi e le ricerche al riguardo si basano su questo grande scienziato. Oggi si parla di energia wireless o elettricità wireless, messe già in opera da Tesla quasi un secolo fa.
Oggi si parla di Free energy in relazione ad alcune invenzioni. Vediamone alcune che elenchiamo senza approfondirle, lasciando agli scienziati verificare se siano all’altezza di essere produttrici di Free Energy o no.
Generatore a potenziale elettrostatico: motore che utilizza il potenziale elettrostatico tra l’atmosfera e la Terra e la proprietà che le cariche elettriche di stesso segno si respingono. Se collochiamo un’antenna in alto nell’atmosfera, l’antenna e ogni oggetto a essa collegato mediante un filo elettrico isolato avranno la stessa carica. Il materiale utilizzato per l’antenna determinerà la corrente di ioni prodotta. L’alluminio è una buona scelta. Fondamentalmente il motore elettrostatico crea un percorso facile perché la carica elettrica scorra dall’atmosfera alla Terra e così facendo estrae energia.
Generatore a induzione elettromagnetica: dispositivo che utilizza un nuovo metodo di estrazione dell’energia elettrica dall’acqua che scorre. Diversamente dai tradizionali metodi idroelettrici, che usano la pressione dell’acqua per mettere in rotazione i generatori, questo dispositivo usa l’induzione elettromagnetica. Il generatore a flusso d’acqua è costituito da una condotta in cui scorre acqua salata. Alla sommità e sul fondo della condotta sono collocati due magneti permanenti di polarità opposta. Ai lati della condotta sono sistemati due elettrodi di un metallo resistente alla corrosione provocata dall’acqua salata. Quando l’acqua scorre nella condotta, se i due elettrodi sono collegati a un filo, in questo filo si genera una corrente indotta.
Motore a basso gradiente termico: si tratta di una macchina termica. Consiste in un certo numero di coppie opposte di contenitori collegati da un tubo. Nei contenitori c’è un liquido con un basso punto di ebollizione. Il liquido nel contenitore più in basso è riscaldato dall’acqua, diviene vapore e risale nel contenitore superiore. Qui il gas è raffreddato, anche mediante una corrente d’aria fredda, e condensa. Allora, per azione della gravità, il contenitore tende a scendere e quindi l’intero meccanismo ruota. Il contenitore torna così nell’acqua riscaldata e il procedimento ricomincia.
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità: macchina che converte l’energia in elettricità. Solitamente macchine del genere richiedono degli adattamenti per ottenere una maggiore velocità di rotazione. Ma questi adattatori comportano inevitabilmente una perdita di energia dovuta ad inefficienza. Il processo di conversione in energia elettrica ha a sua volta delle perdite di energia dovute ad inefficienza, che si riduce grazie a unIl riscaldatore rotante che convertire l’energia a bassa velocità ed elevato momento in calore. Il meccanismo consiste in due cilindri, l’uno nell’altro. Il cilindro interno è libero di ruotare su cuscinetti ed è guidato da un’asta. Nel piccolo spazio tra i due cilindri c’è un olio denso che sopporti bene le alte temperature. L’ideale è l’olio usato nei motori delle auto. Poiché lo spazio tra i due cilindri è poco, quando il cilindro interno ruota si produce una grossa resistenza (attrito) nell’olio. L’effetto della resistenza alla rotazione è che l’olio si riscalda. L’energia fornita per la rotazione attraverso l’asta è così trasformata in calore.
Motionless Electromagnetic Generator (MEG): dispositivo elettromagnetico che produrrebbe energia elettrica intercettando le onde longitudinali elettromagnetiche emanate da quella che è conosciuta come “energia del punto zero”, poiché permane anche alla temperatura dello zero assoluto. Secondo la teoria, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia, infatti la “conservazione” avverrebbe attraverso il continuum spaziotemporale. Il MEG è simile a un trasformatore, il suo lavoro sarebbe appunto la trasformazione di una fonte di energia “diluita” in un vettore utilizzabile (energia elettrica).
Essenzialmente si compone di un nucleo magnetico rettangolare microcristallino, con interposto un forte magnete permanente, due piccoli avvolgimenti attuatori di controllo e due avvolgimenti collettori di uscita. Agli avvolgimenti di controllo va collegata una fonte di impulsi a una frequenza determinata, e a quelli di uscita il carico.
Idrolisi catalitica: catalizzatore per ottenere idrogeno ed ossigeno dall’acqua, potrebbe essere installato anche in autovetture le quali sarebbero alimentate ad acqua distillata! L’energia “primaria” che alimenta il sistema sarebbe termo-elettro-chimico-catalitica. L’acqua viene immessa nel sistema “gCell”, un reattore catalitico che compie un primo lavoro sulle molecole di ossigeno e idrogeno
Queste sono quindi separate tra loro da una reazione termo-elettrotipia-catalitica, producendo ossigeno e idrogeno molto puri, che vengono accumulati in serbatoi separati.
parte dei gas vengono utilizzati per fornire energia al sistema che in pratica si autoalimenta. Il rimanente idrogeno può essere usato come combustibile o usato assieme all’ ossigeno per produrre energia elettrica tramite fuel-cell. L’acqua distillata risultante può essere utilizzata per alimentare il sistema così sarebbe autosufficiente e autonomo.
Reattore adronico: tecnologia che permetterebbe di avere calore/energia e carburante riciclando liquidi organici quali acque nere, olii esausti, liquami derivati dai processi agro-zootecnici, non è ben chiaro quale sia il rendimento del sistema, sembra non vi sia pretesa di “moto perpetuo” ma di un sistema molto efficiente, la controversia nasce dal fatto che la tecnologia sarebbe basata su una nuova prospettiva scientifica in fatto di legami atomici. Il liquido entra nel reattore e subisce un pretrattamento che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica. Quindi, il flusso, sotto pressione, viene pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio, sottoponendo il liquido a temperature elevatissime (circa 5500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta provocando la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono demolite e ridotte ai costituenti atomici. Quello che si crea è un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico, gli atomi dei vari elementi si ricompongono formando: gas combustibile, acqua per usi irrigui e diversi sottoprodotti.
Fusione fredda: annunciata nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons, e seguita dagli studi di Giuliano Preparata, Yoshiaki Arata e Yue-Chang Zhang che hanno piùvolte dimostrato dispositivi a fusione nucleare fredda funzionanti. In pratica funziona come la fusione “a caldo”, ma si ottiene lo stesso risultato con molto meno energia grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale per esempio il palladio.

Ma vediamo più nel concreto come funziona una macchina che utilizza un dispositivo Free Energy a induzione magnetica: la chiave del funzionamento è la generazione del campo magnetico. Esso è generato dall’etere, che a sua volta lo trasporta, ma la quantità in gioco è superiore a quella utilizzata: e in tale ottica è possibile comprendere la quantità di energia utilizzabile; ciò è stato dimostrato attraverso il dispositivo Bedini-Cole in cui il processo viene spinto al massimo, in modo da poter utilizzare esclusivamente delle bobine senza alcun magnete permanente, e il cui funzionamento si protrae ormai da anni senza sosta.
Il dispositivo John Bedini-Cole è l’evoluzione del motore magnetico di Howard Johnson, e del dispositivo a rotazione magnetica di Kohei Minato: in linea di principio sarebbero composti da un magnete che muta l’energia del campo magnetico in energia meccanica; una dinamo, che muta l’energia meccanica in energia elettrica in continua; una batteria commerciale per automezzi, che assorbe i picchi con la capacità di accumulo, e fa si che la corrente elettrica assuma in uscita una tensione esatta di 12 Volt; un inverter che prende la corrente a 12 Volt e la converte a 220 Volt alternata a 50 Hz, rendendola quindi utilizzabile da apparecchi di uso comune. Potremo utilizzare il dispositivo a bobine,o esclusivamente quello a magneti permanenti, sia perché le bobine vanno alimentate in continua, e sia perché l’alternatore necessita di un numero di giri prefissato per ottenere in uscita una corrente elettrica.
Qualunque sia la soluzione, è evidente che anche piccoli produttori di gruppi elettrogeni, con semplici modifiche, possono produrre dispositivi Free Energy, magari per uso domestico, annullando la spesa delle bollette con un semplice investimento. Se gli stessi produttori li adottassero per la catena produttiva e successivamente, i fornitori che producono le componenti di queste ditte, si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all’abbattimento dei prezzi degli stessi e poi di qualsiasi prodotto; dei piccoli produttori potrebbero mutare nel giro di pochi anni l’intero sistema economico mondiale, con effetti, anche se minimi, immediati.
Il nostro monito è che nell’era del petrolio e del ritorno al nucleare, continuano ad essere completamente ignorati i dispositivi Free Energy, destinati a rimanere prototipi sperimentali non essendo opportunamente valutati dall’industria energetica.
In conclusione, non abbiamo fatto disorsi complottisti, da teoria della cospirazione o ci siamo mascherati da Adam Kadmon, ma abbiamo indicato una via verso cui la ricerca scientifica e industriale (e i soldi per farla) dovrebbe andare, ma non lo fa perché esiste un’energia che al momento è ancora più potente: quella delle lobbies dei grandi produtori e distributori di energia.

Kremo salutes Tesla


Kremo Salutes TeslaIl capo di stato della NeoRepubblica Kaotica di Torriglia rende omaggio al genio di Nikola Tesla.
[Tratto da “In Horas”, performances 24 ore no stop del 25 giugno 2011 a Luserna San Giovanni (To – Italy), painting by Stefano Giorgi].