TRACCE SONORE: Confusional Quartet – Confusional Quartet 2012


Confusional-Quartet

Confusional Quartet – Confusional Quartet 2012

Il Confusional Quartet è stato fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 uno dei più importanti gruppi della new wave italiana e non solo. Un solo LP all’attivo più una manciata di singoli e un 10″ li ha comunque fatti diventare un riferimento assoluto nel panorama musicale di quegli anni.
Scioltisi subito dopo e riformatisi dopo trent’anni, nel 2012 pubblicano questo disco che inizia là dove il primo terminava. Riferimenti futuristi, l’attacco è con un estratto da un discorso di Marinetti, e poi un suono sghembo, tiratissimo, con la chitarra in primo piano e le tastiere acidissime a fare da contraltare a un ritmo sostenuto sempre allo spasimo.
Perennemente senza voce, i quattro rispolverano quella vena artistica che avevano temporaneamente messo nel cassetto, con uno sguardo al passato, ma straordinariamente rivolti verso il futuro.
Una visione musicale che intreccia sapientemente new/no wave, jazz, avanguardia varia, rock e chi più ne ha più ne metta, mantenendo sempre un proprio tratto distintivo dimostrando che nonostante il passare degli anni il suono resta vivo e attuale.
Tra musichette da sigle pubblicitarie e assurdi assoli elettronici infilati malignamente all’interno di brani diversamente strutturati, il disco sciorina una decina di pezzi uno più coinvolgente dell’altro stuzzicando l’ascoltatore in ogni passaggio.
Non c’è tregua fra una traccia e l’altra, tutto scorre e corre granitico e risoluto mescolando i suoni in un affascinante tritacarne musicale.
Anche i titoli dei brani riprendono quella vena ironica che li contraddistinti fin dall’inizio.
Leggete la scaletta del primo e di questo e resterete colpiti da tanta fantasia nell’identificare una traccia dall’altra.
Un’opera matura che apre nuovi orizzonti.

E i nuovi orizzonti sono il loro lavoro recentissimo intitolato Confusional Quartet play Demetrio Stratos in cui i quattro moschettieri partono da una delle ultime registrazioni di Stratos per sola voce, utilizzandola in maniera creativa e cucendoci sopra una colonna sonora intensa.
Su tutto si erge la versione maestosa di Cometa Rossa, straordinaria sia per l’utilizzo della voce di Stratos sia per la scrittura della parte musicale.

Ma se volete un consiglio, ascoltate prima il disco del 2012 e poi avvicinatevi al loro più recente. Non rimarrete delusi.

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: Flying Lizards – Top Ten


Flying Lizards – Top Ten

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I Flying Lizards. Chi li conosce?

A parte la loro versione di Money intendo (non quella dei Pink Flyod, quella di Barret Strong) che nonostante fosse una cover aliena e alienante, completamente destrutturata e resa quasi inumana negli arrangiamenti, spopolò nelle discoteche e in generale divenne un hit stratosferico.

Lo stralunato leader è invece riuscito in quegli anni a realizzare una manciata di altri dischi altrettanto interessanti per i più curiosi, fra cui questo Top Ten composto esclusivamente da cover di brani famosissimi passati al tritacarne robotico di Cunningham aiutato da un manipolo di musicisti dell’area avanguardia minimalista.

Fra una versione strampalata di Tutti Frutti e una stilizzata Sex Machine si passa in rassegna il beat, il funky soul, il rock’n’roll più genuino, il pop rimiscelando e asciugando il tutto con un risultato e un effetto davvero alieno. Dove negli originali ci sono le chitarre, qui prendono il sopravvento violini e archi frenetici e dissonanti: la voce è sempre monocorde, senza enfasi né coinvolgimento emotivo, tutto si asciuga e si minimalizza. L’utilizzo in alcuni casi di strumenti giocattolo e di suoni ricavati da oggetti casuali porta a uno spiazzamento totale.

Qui siamo in un campo minato; chi non ama le cover, siano esse fedeli all’originale o tentino strade diverse per dare nuova/alternativa vita a un brano, troverà il disco inutile, noioso e quasi irritante.

Chi invece trova l’operazione cover interessante se fatta in modo creativo, scoprirà nuovi mondi. Basta infatti non leggere la scaletta dei brani e lasciarsi andare all’ascolto libero per trovare una modernità e una vena stilistica davvero notevoli.

L’atmosfera tutta sposta l’asse musicale verso un minimalismo sperimentale che si avvicina alla no-wave meno radicale raccogliendone lo spirito primario. Negazione di tutto quello che c’è stato fino a quel momento, forse nessun futuro, ma apertura verso nuove frontiere sonore.

Alla prossima, vi lascio ascoltando per la terza volta di fila la loro personale Great Balls Of Fire, con tanto di pianoforte solista, ovviamente suonato alla Flying Lizards.

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: No Wave – Livia Satriano


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TRACCE SONORE: No Wave – Livia Satriano
Ogni tanto invece di ascoltare un disco è bello passare il tempo libero assorti in qualche interessante lettura. Quindi oggi faccio uno strappo alla regola e vi parlo di questo accattivante saggio dedicato a uno dei movimenti, musicali e non, che ha attraversato dirompente la fine degli anni ’70.
Il libro parte dalla città di New York, da cui tutto prese forma, per passare a una parte centrale dedicata al movimento No Wave in ambito cinematografico, legato a filo doppio con quello musicale visto che molti musicisti si improvvisarono attori partecipando a numerose pellicole, terminando con un panorama sulla scena italiana del periodo che, senza arrivare agli eccessi americani, sicuramente seppe sfornare eccellenze forse mai più ritrovate negli anni a venire. Tutto molto scorrevole, il volume alterna spaccati d’epoca, piccole biografie degli artisti più rappresentativi e interviste ai protagonisti.

L’aggancio alla musica però non termina qui perché fra le pagine del libro si trovano spesso dei codici QR.

Per chi non lo sapesse sono dei codici a barre bidimensionali, composti da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Vengono impiegati per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone.

Ebbene, attivando i codici che appaiono all’interno del libro, si viene indirizzati a un link da cui si può ascoltare la traccia musicale relativa al paragrafo/artista/album di cui si sta parlando.
Una vera manna per tutti, curiosi, neofiti ma anche addetti ai lavori e conoscitori già dell’argomento.
Oltre a brani noti, quasi tutti quelli apparsi sulla famosa raccolta No New York, che rimane il manifesto dell’intero movimento, si possono ascoltare tracce demo mai pubblicate su dischi ufficiali ma anche più semplicemente brani meno noti o non più ristampati.
Interessantissima la top ten di Weasel Walter, musicista no wave e uno dei massimi esperti dell’argomento.

La sezione italiana non è da meno, con alcune perle assolute, al tempo criminalmente snobbate da quasi tutte le riviste e giornalisti del settore.

Il volume è edito da Crac Edizioni, forse non lo si trova facilmente in libreria, ma su ordinazione arriva in pochi giorni.

Il titolo completo è: NO WAVE Contorsionismi e Sperimentazioni dal CBGB al Tenax
Un viaggio intrigante anche se a livello sonoro veramente impegnativo e a volte iper allucinato.
Comunque super consigliato.

massimo ODRZ