Scoperti i gravitoni


Oggi 11 febbraio, alle 16,30 a Pisa (qualche minuto prima della conferenza stampa gemella a Washington) è finalmente stato dato l’annuncio ufficiale della scoperta delle onde gravitazionali. Esse erano state previste già da un secolo, quando Albert Einstein illustrò la sua Teoria della relatività generale, di cui costituiscono uno dei capisaldi. Finora però non erano mai state osservate e l’annuncio può ambire al titolo di «scoperta del secolo». E i ricercatori che hanno partecipato agli esperimenti entrare tra i candidati a uno dei prossimi Nobel per la fisica. A questa impresa collettiva hanno collaborato 1.004 ricercatori appartenenti a 133 istituzioni scientifiche di tutto il mondo.
Le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri, di massa equivalente a circa 29 e 36 masse solari, in un unico buco nero ruotante più massiccio di circa 62 masse solari: le tre masse solari mancanti al totale della somma equivalgono all’energia emessa durante il processo di fusione dei due buchi neri, sotto forma di onde gravitazionali. I due buchi neri, prima di fondersi, hanno percorso una traiettoria a spirale per poi scontrarsi a una velocità di circa 150 mila chilometri al secondo, la metà della velocità della luce. Il processo di fusione dei due buchi neri responsabile delle onde gravitazionali rivelate è un evento accaduto a 410 megaparsec da noi, e risale quindi a quasi un miliardo e mezzo di anni fa.

Coltelli affilati pronti per Malala Yousufzai, Nobel per la pace


Malala Yousufzai

Malala Yousufzai

Minacce dai talebani per Malala Yousufzai: “Nemica dell’Islam, per lei pronti coltelli affilati”
Il messaggio postato su Twitter dal portavoce del gruppo fondamentalista pakistano Jamaat ul Ahrar. Che aggiunge: “Lei parla tanto contro i conflitti armati. Non sa che il fondatore del Nobel ha inventato gli esplosivi?” [La dinamite, ndr].
Che rispondere? E’ vero, nonostante consideriamo Talebani e integralisti Islamici biechi sostenitori di società e regimi sanguinari, maschilisti, religiosamente oscurantisti e fondati sulla guerra, non è difficile per loro scovare contraddizioni tra le “limpide convinzioni del mondo Occidentale”.

Nobel per la Guerra a Israele


La NeoRepubblica di Torriglia propone al Comitato del Premio Nobel l’istitzione della categoria “Nobel per la Guerra” per chi si evidenziasse per un uso sistematico delle armi e della rappresaglia, noonché di continui investimenti nel campo militare.
Inoltre propone la candidatura del Governo di Israele a tale categoria. Ne rimangono esclusi i cittadini israeliani, militari compresi, che non esercitano un vero potere decisionale bellico.
I fatti: una notte di scontri in Israele ha seguito l’attentato di giovedì mattina a Eilat in cui hanno perso la vita otto israeliani e sette palestinesi. Nella notte l’aviazione israeliana ha risposto inviando sul cielo di Gaza i propri caccia. I missili hanno colpito diversi obiettivi militari di Hamas, fra cui un campo di addestramento, magazzini di armi ed almeno un tunnel che conduceva al territorio israeliano. In questi attacchi, affermano fonti palestinesi, un adolescente è rimasto ucciso e diverse persone sono state ferite. Intanto in tutta la zona la tensione resta molto elevata.
Hamas ha annunciato stamattina di non ritenersi più vincolato alla tregua con Israele.
Se il Governo di Israele voleva la guerra, l’ha ottenuta. Condanniamo fermamente l’attentato filopalestinese, ma condanniamo anche la reazione di Israele, abituata ormai a reagire contro il terrorismo con veri bombardamenti di guerra e raid improvvisi.
Se la Norvegia avesse reagito allo stesso modo (un centinaio le vittime dell’attentato a Oslo e all’isola Utoya), probabilmente avrebbe dovuto bombardare una regione intera.
Il terrorismo non si combatte in questo modo, così si fa solo il loro gioco; anche se probabilmente il governo di Israele ha scopi secondari: come l’intimidazione dell’intero mondo arabo e forse un utilizza di una grande risorsa interna (quella militare) in un momento di crisi internazionale.