Opera sonora, quadro e musica: KwamaL Back to 2018 by Krell, Wournos Aileen, Magnetica Ars Lab & Ksenja Laginja


opera d’arte sonora, 2018 – penna USB 2GB e acrilico e tempera su tela, 45:44 m.

Un’opera che fa da ponte tra pittura e musica, una tela dipinta in stile informale, con allegata una chiavetta USB con brani di musica elettronica ambientale, sperimentale e noise per un’atmosfera aliena e contemporanea.

In offerta qui: http://www.kipple.it/prodotto/kwamal-back-to-2018-krell-wournos-aileen-magnetica-ars-lab-ksenja-laginja/

Esce KREDRZ, cd di Krell + ODRZ con una confezione unica!


oggi, 29 febbraio 2016 (0 marzo 2016, 9 ventoso 135)
E S C E
KREDRZ
progetto collettivo composto da Krell & ODRZ.

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRD di Krell e ODRZ

KREDRZ di Krell e ODRZ

Nulla è come sembra, tutto è il contrario di tutto.
A partire dalla confezione per arrivare al contenuto, il progetto pone il fruitore nella condizione di ricercatore. Occorre scavare a fondo per trovare il supporto, all’interno del quale trovare le tracce per poter proseguire nel cammino dell’ascolto.

Lavoro in unica traccia da 70:00 minuti netti diviso in
1.1 Ipnotico un po’ depresso (di Krell)
1.2 ODRZ51 (di ODRZ)

Il progetto esce su etichetta Kipple nella collana Intonarumori.
Qui per vederlo e acquistarlo.

Lo sConcerto di Capo Danno n°3 è online


Disponibile la versione completa del 3° sConcerto di Capo Danno della Nazione Oscura Caotica.
Già disponibile da settembre la versione in edizione limitata per collezionisti in CD e confezione digipack, ora è disponibile in mp3 sui maggiori portali di musica (iTunes compreso), scaricabile intero o un brano singolarmente.

sConcerto di Capo Danno n.3

sConcerto di Capo Danno n.3

Esce lo sConcerto di Capo Danno n°3


Esce ufficialemente (dopo la presentazione a Torino di due giorni fa) lo sConcerto di Capo Danno n°3 composto da Krell, Jan-M. Iversen, Domenico Stranieri, Wournos Aileen, Fecalove, Massakiss e ODRZ.

sConcerto di Capo Danno n.3

sConcerto di Capo Danno n.3

Il 23 settembre è il Capo Danno del calendario Kaotico della Nazione Oscura, derivato direttamente da quello Rivoluzionario Francese. In questo giorno, nell’anno kaotico 132 (anno gregoriano 2012) si è tenuto il 1° sConcerto di Capo Danno e da allora, ogni anno, verrà registrato un album commemorativo del Capo Danno.
Il 1° sConcerto di Capo Danno ha visto il presidente della Neorepubblica di Torriglia Lukha B. Kremo, il duo ODRZ e Dante Tanzi in tre brani dal vivo, in cui ognuno ha suonato insieme agli altri sanza aver mai provato insieme, ottenendo così un risultato improvvisativo e inatteso.
Lo stesso concetto è stato ripreso per il 2° sConcerto (dell’anno 133 anno gregoriano 2013), in cui il duo ODRZ e Patrizia Oliva hanno composto brani in modo indipendente che poi sono stati mixati e sovrapposti alle parole del presidente Lukha B. Kremo.
Per il 3° sConcerto (dell’anno 134, anno gregoriano 2014), 7 artisti si sono cimentati in un brano dedicato alla micronazione. Oltre a Krell e ODRZ, Jan-M. Iversen, Wuornos Aileen, Domenico Stranieri, Massakiss e Fecalove.

Il concerto sarà disponibile online su tutti i portali di musica a partire al massimo dal 10 ottobre 2014, ma è disponibile in versione per collezionisti in elegante digipack in sole 20 copie (acquista qui).

TRACCE SONORE: Gerogerigegege – Tokyo Anal Dynamite


Gerogerigegege – Tokyo Anal Dynamite

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Questa non è una recensione, ma un ricordo e un aneddoto.
Il disco in questione, uno dei massimi capolavori del noise giapponese, mi fu regalato tantissimi anni fa da un amico di ritorno da un suo viaggio a Napoli. Lo acquistò in uno dei negozi allora simbolo del nuovo, diverso, emergente; Demos.
Un punto di riferimento nazionale e oltre per chiunque volesse ascoltare qualcosa di davvero notevole fuori da ogni schema.
L’amico me lo regalò perché venne a sapere che mi stavo convertendo all’ascolto dei CD e che avevo acquistato, in prospettiva appunto, un lettore CD.
Il mio primo CD….
Fu un regalo inaspettato e davvero gradito.
Quando me lo portò, mi chiese di sentirlo al momento.
Peccato che l’amico non sapesse neppure lontanamente chi fossero i disperati Gerogerigegege.
Il CD, registrato dal vivo, propone in 35 minuti scarsi 75 brani.
Brani è una parola grossa in questo caso.
L’inizio è travolgente; un caos totale che in realtà non è altro che il bassista che sta accordando lo strumento prima di iniziare.
Poi il macello. Un rumore scomposto, terrificante, assurdo, riempie tutto lo spazio sonoro. Il tempo di un lampo e il primo brano è già terminato.
Applausi, ebbene sì applausi, e subito parte il secondo brano, altrettanto terribile.
Trenta secondi e il tornado finisce.
E via così fino alla fine per 75 interminabili, lunghissimi, strazianti 35 minuti.
Il tutto condito da inizi alla Ramones con il classico one two three four prima del tornado e dalla presentazione di alcune cover, opportunamente passate al tritacarne. Impossibile riconoscerle, il macello sonoro non cambia.
Il CD, che ho ascoltato con piacere più di una volta, lo inserisco nel lettore ancora adesso quando qualche amico che viene a trovarmi mi chiede di ascoltare qualcosa di strano.
L’effetto è sempre spiazzante e devastante e io mi diverto a vedere le loro facce.
E vi assicuro che è divertente l’inizio. I meno avvezzi a questi suoni, suoni (ripeto) è una parola grossa, pensano sia già rumore. Invece il VERO rumore arriva dopo.

Questa volta non auguro buon ascolto ma se volete avvicinarvi a questi pazzoidi consiglio anche il 7″ Yellow Trash Bazooka in cui sono presenti 79 mini tracce i cui titoli iniziano tutti con la lettera G, sono tutti in ordine alfabetico e vengono tutti presentati dal bassista. Si passa da G a Gynecologist. Qui la durata media è di cinque secondi a brano. Qualsiasi aggettivo è inutile. Va ascoltato

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: Acquisti in blocco


Arto Lindsay

Arto Lindsay

Loreena McKennitt

Loreena McKennitt

Gentle Giant

Gentle Giant

Loreena McKennitt

Loreena McKennitt

Questa recensione multipla è dedicata a tutti gli acquirenti compulsivi a basso prezzo. 
Avendo ormai acquisito lo status di cliente gold nella mia libreria di fiducia, godo di alcuni privilegi per pochi eletti. 
Pochi giorni fa durante una delle mie solite visite, incrocio l’addetto alla sezione CD usati che mi dà la dritta: ci sono una cinquantina di pezzi in offerta a 2,00/3,00 euro che ti mostro in anteprima. Mi fiondo al banco e in mezzo a, purtroppo, tanta cianfrusaglia scovo questi quattro CD.

Per la modica cifra di 10,00 euro porto a casa quasi quattro ore di musica. 
Si parte con i Gentle Giant, una delle icone del prog inglese che in Italia ebbero un immenso successo, in questa loro prova molto interessante, sicuramente datata ma degna di nota ancora oggi, che mette in evidenza un loro particolare approccio al genere, fatto di ritmi sghembi, uso smodato di fiati e miscela di voci e cantato corale che all’epoca destarono interesse e ammirazione. Il disco Acquaring The Taste, una delle loro prime uscite, rimane a distanza di oltre quarant’anni uno degli esempi più felici di proposta colta di ricerca sonora che andava a scardinare gli stilemi pop rock dell’epoca. 
Arto Lindsay, leader indiscusso dei mitici DNA, è passato negli anni con disinvoltura e intelligenza dalla più intransigente no-wave alla destrutturazione jazz dei Longue LIzard per arrivare a proporre una nuova visione della musica brasiliana contaminata dalle sue sonorità tipicamente noise. Noon Chill, del 1997, è una vera perla. 
Miscelando sapientemente ritmi e sonorità brasiliane con inserti noise electro immersi in arrangiamenti ambient, propone una visione di world music totale e totalizzante che si lascia gustare senza mai cadere nel banale. 
Gli altri due dischi sono di Loreena McKennitt, interessante musicista canadese interprete di una rinnovata proposta folk celtica. 
A Mummers’ Dance Through Ireland è una raccolta del 2009, uno specchio del suo percorso musicale e un piacevole ascolto acustico arricchito dalla sua voce squillante. 
An Ancient Muse è un lavoro del 2006 ed è un percorso musicale tra la mitologia nella Grecia di Omero, la storia della Turchia ottomana, arrivando al tempo delle Crociate nell’antica Inghilterra.
Le suggestioni arabe e mediorientali prendono il sopravvento, connotando in modo decisivo il suono, sempre elegante, che non rinnega mai le radici celtiche.

Per la serie “basta cercare”, alcune volte è davvero sufficiente entrare in un negozio ed essere minimamente curiosi per trovare a prezzi davvero ridicoli musica interessante che permette di passare alcune piacevoli ore.

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts


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TRACCE SONORE: Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts

Quando si dice “hai perso un’occasione per fare bella figura”.
È successo a me alcune sere fa durante una serata fra amici.
Era partita una specie di gara a chi indicava il maggior numero di album tripli pubblicati. Oltre ai soliti noti avrei potuto stupire tutti con questo mastodontico, allucinato, inquietante disco di questo ensemble americano, fondamentalmente un duo composto dai due fratelli Fair.
Sconosciuto ai più, il fardello, ingombrante a cominciare dall’involucro ( cofanetto cartonato contenente, oltre ai tre vinili, un booklet e un manifesto) è una delle più assurde pubblicazioni che musicista possa pensare di incidere.
Ogni aggettivo a riguardo è assolutamente riduttivo oltre che fuorviante.

Naif, dadaista, rumorista, impressionista, ogni termine riesce a dare solo in parte una vaga idea di cosa ci si trova di fronte una volta fatta partire la musica.
Ogni brano è frantumato, fratturato, ridotto ai minimi termini, scardinando tutte le logiche, da quella di mercato (ma penso che sia l’ultimo dei loro problemi) a quella costruttiva. Qui si decostruisce; tutto.

Le tracce sono un vortice assurdo senza nè capo nê coda. I testi molte volte sono dei suoni onomatopeici, delle urla primordiali, una scarica confusa e convulsa sorretta dagli strumenti impazziti.
La registrazione, assolutamente lo-fi, rende il tutto ancora più desolato e disturbato.

In realtà la strumentazione è ridotta all’osso. Una chitarra sempre scordata e una batteria sferragliante perennemente fuori sincrono. Il gusto per lo sberleffo, lo scherzo infantile e la sonora presa per i fondelli aleggia su tutte le sei facciate interminabili.
I titoli sono uno dei loro manifesti. Eccone alcuni a caso:
1.      “No Direct Line From My Brain to My Heart”
8.      “Rrrrrrrrrrrrrrr”
15.     “Grrrrrrrrrrrrrrrr”
21.     “Du Du Du / Du Du Du”
30.     “I Don’t Want to Have Mono No More”

In mezzo a questo caos destrutturato, c’è lo spazio anche per alcune cover, ovviamente passate sotto lo schiacciasassi Half Japanese, perché loro in realtà non vogliono riscrivere le regole. Semplicemente, le ignorano.

Anche i più avventurosi faranno fatica ad ascoltare per intero questo macigno. L’impresa è davvero titanica anche se seguendo l’assurdo dell’opera, il tutto riesce ad avere, magicamente, un fascino inconfondibile.
Nota a margine, il terzo vinile è occupato da due live, uno per facciata. Stesso approccio, stessa atmosfera dei brani in studio.

Ma perché uno sano di mente dovrebbe avvicinarsi a una simile provocazione?
Semplice, per poter raccontare agli amici durante una serata in birreria che “sì io ho anche Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts come disco triplo”.

Immaginatevi che figurone fareste…..

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: Borbetomagus – Barbed Wire Maggots


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TRACCE SONORE: Borbetomagus – Barbed Wire Maggots

Anni fa leggendo un saggio sulla musica elettronica mi imbattei in un trio americano dal nome accattivante: Borbetomagus.  Autori e fautori di una musica inclassificabile, cacofonia pura se si può usare un’espressione che li possa identificare, mi appassionarono subito e quindi acquistai un loro disco.

Poi, come capita spesso, di loro mi dimenticai fino a quando non ho trovato recentemente un’altra loro prova discografica, Barbed Wire Maggots, che ho comperato al volo.  Il disco originale è del 1982, uscito per la loro etichetta personale, la Agaric Records di New York.

Due brani senza titolo, nella versione in vinile uno per facciata, in cui i tre pazzoidi scatenati, due sax e un chitarrista (autore anche della copertina), suonano all’impazzata una sorta di musica concreta a rovescio, nel senso che i suoni scaturiti dagli strumenti rimandano a versi e rumori della vita quotidiana.

I mattacchioni iniziano molto lentamente con volumi soffusi, inducendo l’ascoltatore, dopo un paio di minuti, ad alzare il volume del proprio impianto, ed è lì che loro ti aspettano. Improvvisa parte una gragnuola di starnazzi, urla, schiamazzi, trombe da ammazzare chiunque.

Si parte da un barrito di elefante, poi sembra arrivare un camion, attenzione sul fondo c’è una nave che aziona la sirena, sta entrando in porto; un bambino piange e si dispera in maniera lancinante, adesso ci sono dei volatili che starnazzano, poi tutto sembra placarsi ma non c’è tregua a questo assalto sonoro disordinato, inquietante, davvero devastante. Un’auto tira una frenata di un paio di minuti interminabili, adesso è una donna che urla impazzita, ecco che ritornano gli elefanti, di nuovo qualche camion, poi sembra di sentire una chitarra che stride, ma è davvero la chitarra o è uno dei due sax?

Non lo sapremo mai…..

In mezzo a questo tornado ultrasonico qualche nota di sax, questo sì riconoscibile, sparsa qua e là a ricordarci che stiamo ascoltando musica…

Gli ultimi tre minuti del pezzo sono, se possibile, ancora più assurdi.  Tutti e tre i musicisti fanno a gara a chi urla di più, siamo in città in un’ora di punta, veramente impossibile resistere, eppure tutto il suono ti trascina in un vortice senza fine, che però (fortunatamente?) finisce in dissolvenza.  Il secondo brano, come in un film dell’assurdo, è completamente diverso ma contemporaneamente è la fotocopia del primo.

Ragazzi, tenetevi forte se decidete di avvicinarvi ai Borbetomagus.  L’ascolto è un giro della morte senza fine o quasi, 43 minuti e 13 secondi che sembrano due secoli e mezzo.  In confronto il noise giapponese è una roba da educande.

Buon ascolto.

Ah, dimenticavo l’aneddoto in chiusura.  Borbetomagus è il nome celtico dell’odierna città tedesca Worms, detta anche la città dei Nibelunghi.

Ri-buon ascolto.

massimo ODRZ

TRACCE SONORE: Nobukazu Takemura – Assembler


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TRACCE SONORE: Nobukazu Takemura – Assembler

Nel mio perenne girovagare per negozi di vinile usato e librerie che offrono anche cd di seconda mano, i giorni scorsi ho trovato, sempre nella sezione super offerte, questo cd di Nobukazu Takemura, musicista giapponese che negli anni ’90 collaborò, fra gli altri, con l’immenso Yamatsuka Eye dei Boredoms. Beh non proprio un pivellino. Per la somma di tre euro impossibile da non acquistare.
Il titolo, Assembler, è anche l’acronimo di una frase all’interno della confezione, peraltro scarnissima di informazioni eccetto la nota in cui si segnala che tutto è suonato da Nobukazu. La frase è:
appreciate, single, souce, each, method, by, limited, environmental, reflection.
Due brani per un totale di circa 50 minuti.
Partenza bucolica con strumenti a corda della tradizione giapponese che ci portano a mondi antichi, in una atmosfera rilassata, fra suoni acuti continui e inserti di basso a tenere bordone.
Poi improvvisamente un disturbo soft noise cambia le carte in tavola. I suoni antichi lasciano spazio a frammenti sonori di campane e pianoforte, il suono si fa più aspro e il disturbo diventa dominante mentre in sottofondo altri rumori sparsi entrano ed escono senza apparente logica.
Un rintocco sinistro segna la fine del primo brano.
Ripartenza questa volta aggressiva ma controllata: altro disturbo infarcito di cigolii, cluster pianistici e flussi sintetici.
Il suono avvolge in maniera quasi ipnotica, entra e non vuole più uscire; un mantra che riesce a essere rilassante nonostante i singoli suoni e rumori non siano propriamente ambient new age. Improvvisamente tutto si placa e si ritorna ai suoni antichi di strumenti a corda dell’inizio, con l’aggiunta di suoni più cupi, che ci accompagnano al termine del disco, dando all’opera un senso di ciclicità.
Ascolto raccomandato a tutti, senza preclusione alcuna; funziona a colazione, pranzo e cena.
Per chi volesse compiere un’esperienza più penetrante, consigliato l’ascolto in continuo senza soluzione di continuità facendo ripartire il cd al termine dell’esecuzione.

massimo ODRZ

Mail4Freedom Music:Response dalla Mute Sound di Zaragozza


MuteSound di Zaragozza, interessante etichetta spagnola che realizza prodotti artigianali d mailart coinvolgendo supporti fonografici e veri e propri resti alimentari (sia confezioni che prodotti alimetari deteriorati), questa volta ci invia un Mini Cd con 16 brani di musica sperimentale di autori internazionali in cui è inserito il “nostro” Krell (come Kipple) con il brano Duritia (Paulo Remix). Il Mini Cd è inserito nella confezione di würstel con all’interno una fetta quadrangolare completamente ammuffita di un prodotto non identificabile (non è un würstel, molto probabilmente una fetta di panea cassetta).
Il cd fa parte di un Mail-Sound-Art Project che consiste in una serie progressiva di mini-cd di 16 brani ognuno di circa 1 minuto ed ha questo sottotitolo: “1 Minute Autohypnosis Sex War Noise Faith White Truth Light Europe Death Seed Red Net Jung Dollar Neo”. I brani sono: Cubierto di Fritz Fro, Sound2 di Ed Hanssen, The Garbage Man di Nacarid Lopez, Intermède di Painful Defecation, LocalTrain di Jay Block, Beer Drinking Sonata (excerpt) di The Art Orchestra, Bigidelmin di The Local Group-noemata, Squid-ecstatic-person di Oliver Bown, Straight LANE di Agathocles, Auto-Poesia_EFTA di Grit Ruhland, Turnstyle di Marie Wintzer, Echinodermus di Noise Club Paralelion, Duritia (Paulo) di Kipple, Episode 43 di Germseed, Neoscenes_20121116-240 di John Hopkins, Fisches nachtgesang II (excerpt) di Dimitry Bulatov.

16th Mail-art Project

16th Mail-art Project


Muffa

Muffa


Ecco il primo brano della raccolta.
E il brano Duritia (Paulo) [excerpt version].
L’iniziativa è lodevole perché oltre a sconfinare l’ambito della Mail Art e produrre un cd di musica concreta e sperimentale (ma ci sono anche gli Agathocles, conosciuta band grindcore e altri progetti puramente elettronici), presenta il lavoro come “opera d’arte” (strada che intraprenderà anche Krell) con inserti ex alimentari che rimandano anche alle problematiche del riciclo dei rifiuti alimentari (sia confezioni che scarti di cibo).

Mail4Freedom Music: Response da Simon Balestrazzi


Un nuovo contributo al sottoprogetto musicale di Mai4Freedom, Music: Responce, da parte di Simon Balestrazzi, è l’invio del Cd “La montagna sagrada”, di cui pubblichiamo il brano numero 2:.
Track 2

Altri partcipanti:
Pedro Bericat

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Happy New Eon” [21 brumaio 132 > 9 piovoso 132 (14/11/2012 > 30/1/2013)]

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Begins” [20 brumaio 131 > 20 brumaio 132 (13/11/2011 > 13/11/2012)].