Oman, attacco a due petroliere


Le petroliere coinvolte sono la norvegese Front Altair di proprietà della società Frontline, battente bandiera delle isole Marshall, e la Kokuka Courageous della società giapponese Kokuka Sangyo, battente bandiera di Panama, che trasportava metanolo da Singapore all’Arabia Saudita. I 44 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina iraniana e dalla marina militare americana, che ha inviato sul posto la Quinta Flotta.

Le cause dell’incidente non sono ancora note, ma il segretario di stato Usa Mike Pompeo nella serata di giovedì ha accusato l’Iran per l’attacco: “Sono loro i responsabili, per colpire gli alleati degli Stati Uniti. La Russia è cauta: “No a conclusioni affrettate”.

Flotta russa nel Mediterraneo


Mentre il Consiglio Europeo condanna energicamente gli attacchi del regime siriano e dei suoi alleati, in particolare della Russia, contro la popolazione civile di Aleppo, la più massiccia flotta navale russa che si sia mai vista dalla fine della Guerra fredda sta muovendo dal Mare del Nord verso il Mediterraneo. Le navi stanno costeggiando la Norvegia, l’Inghilterra e la Francia per entrare nel Mediterraneo da Gibilterra.

Mail Art Makes South Africa Near You by Cheryl Penn


La sudafricana Cheryl Penn ha raccolto parte della mail art ricevuta e l’ha raccolta in un libello in 27 copie con altrettanti esempi di mail art da tutto il mondo (Italia, Germania, Sudafrica, Austria, UK, USA, Belgio, Argentina, Danimarca e Norvegia) e l’ha chiamata “Mail Art Makes Worls a Town” (“La mail-art riuce il mondo a una città”).
Fanno parte della raccolta: Cheryll Penn, Tiziana Baracchi, PC (TICTAC), Sue Hobbs, Erich Sundermann, Stephanie Turnbull, Karl-Friedrich Hacker, R.R. Anon, David Stone, Rebecca Guyver, Lesley Magwood Fraser, Kipple, Serse Luigetti, Dadanautik, Guido Vermeulen, Nikolaus Mohr, Karen Greenwood, Claudio Romeo, Andrew Maximillian Niss, C. Mehrl Bennett, John Bennett, Rosa Gravino, Mogens Otto Nielson, Torill Elisabeth Larsen e Uli Grohmann.
Il lavoro di Cheryll Penn sulla pagina di Avatar di Kipple è da considerarsi parte del progetto Mail4Freedom Micronational.
Ecco la copertina del libretto e alcuni esempi del contenuto:

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

A World Apart by Karin Greenwood

A World Apart by Karin Greenwood

Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser


Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by PC (TICTAC)

Untitled by PC (TICTAC)

Untitle by Sue Hobbs

Untitle by Sue Hobbs

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

Le luci di Hessdalen


Ecco uno dei misteri che ci piace affrontare: le strane luci che si assistono nella valle di Hessdalen in Norvegia. Questo perché non si tratta né di una bufala o una forzatura complottista o ufologica, né un fenomeno completamente spiegato dalla scienza. Uno dei rarissimi misteri veri del campionatrio dei falsi misteri spacciati da certo giornalismo.
Ad Hessdalen, molte notti compaiono luci in movimento, solitamente verdi. Il fenomeno è conosciuto dagli anni Ottanta, ma gli abitanti del luogo parlano di avvistamenti già dagli anni 20. Negli ultimi anni ci sono state alcune spedizioni italiane, tra cui un gruppo di astrofili (i cui risultati sono stati pubblicati sulla Rai) e la troupe di Mistero (non proprio degli scienziato, ma questo passa Mediaset).
In entrambi i casi sono state avvistate luci in movimento non spiegabili, come del resto è avvenuto nei centiniaia di avvistamenti precedenti.
Il fenomeno mi pare composito, nel senso he queste luci compaiono in modi e cmposrtamenti diversi, cerchi irregolari lievemente mobili, “fiammelle” poco alte sull’orizzonte che sembrano “danzare” o “rimbalzare” o piccole luci che si muovono velocemente verso il cielo. Si tratta sicuramente di effettidiversi di uno stesso fenomeno.

Luci di Hessdalen documentata dal Gruppo Astrofili Persicetani

Luci di Hessdalen documentata dal Gruppo Astrofili Persicetani


Le spiegazioni scintifiche (tralascio quelle ufologiche, le potete immaginare, sono detti anche Ufo di Hessdalen) sono:
1) Un processo di combustione aereo tra le nubi di polveri del fondovalle contenente scandio, un minerale che in particolari condizioni creerebeb questa combustione. In questo caso bisogna però escludere alcuni avvistamenti, evidentemente non compatibili con questa spiegazione, che verrebbero identificati come percezioni di corpi celesti, aeromobili, fari di auto, e miraggi.
2) Sarebbero formate da ammassi di cristalli Coulomb (cristalli legati tramite legamento ionico) prodotti dalla ionizzazione di aria e polveri da particelle alfa durante il decadimento del radon nell’atmosfera polverosa.
Nel 2004, in un evento è stato rilevato un livello di radioattività sulle rocce vicino alla zona in cui è stato segnalato una sfera luminosa. Infatti, quando il radon viene rilasciato nell’aria, i suoi prodotti di decadimento solidi possono connettersi a polveri in sospensione.
3) Un prodotto della piezoelettricità generate da ammassi di roccia cristallini specificiche includono granuli di quarzo che producono un’intensa densità di carica. Il modello teorico mostra che la velocità della luce espulsa dalle sfere luminose è di circa 10.000 ms, in un buon accordo con la velocità osservata di alcune sfere luminose, stimata in 20.000 ms.
La spiegazione del fatto che le sfere siano di colore verde è dovuto alla pressione di radiazione prodotta dalla interazione tra onde elettromagnetiche a bassissima frequenza e ioni atmosferici
4) Almeno alcuni degli avvistamenti di Hessdalen potrebbero essere luci di atterraggio di aerei di passaggio da Oslo, Norvegia a Trondheim Airport. Il servizio tra Oslo e Trondheim è iniziato con alcuni voli nel 1976. Entro il 2002, la Oslo a Trondheim percorso è stato il più attivo in Norvegia. Trondheim è di circa 40 miglia nautiche a nord di Hessdalen, e in quel campo l’uso di luci di atterraggio degli aeromobili è discrezionale, il che significa che alcuni aerei li hanno su e altri no. Questo potrebbe spiegare l’intensificazione dei fenomeni dagli anni Ottanta.
Nessuna delle quattro spiegano appieno il fenomeno, però potrebbe essere un caso di fenomeni mmultipli che si presentano nello stesso luogo e confondono gli osservatori. Seguiremo la vicenda per eventuali novità.
Una piccola nota finale: alcune spiegazioni potrebbero essere alla base di un mio avvistamento simile, avvenuto a 2500 metri di altitudine nel ghiacciaio dello Spluga nell’altissima Val Masino, di notte (sul sentiero, non lontano dal rifugio Gianetti). Anche se la geologia del luogo è differente da quella di Hessdalen.
Luci di Hessdalen documentata da ricercatori francesi

Luci di Hessdalen documentata da ricercatori francesi

Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte III


Dossier Villaggi fantasma Parte III.
Facciamo una rassegna mondiale, davvero generale, solo per dare un’idea del fenomeno, dei paesi abbandonati nel mondo (estratto da Wikipedia):
Algeria
Il villaggio di Palestro venne fondato dagli italiani nel 1867 sul fiume Ossler in Cabilia e venne distrutta nel 1871 da una confraternita musulmana di cabili.
Argentina
La maggior parte degli immigrati europei in Argentina si stabilì nelle città che offrivano lavoro. Molti si stabilirono nelle cittadine che crescevano lungo i collegamenti ferroviari.
A partire dagli anni Trenta, molti contadini si trasferirono nelle grandi città.
Gli anni Novanta videro molti paesi diventare città fantasma, quando cessarono i servizi ferroviari e i prodotti locali furono sostituiti da grandi quantità di beni economici importati. Alcune città fantasma vicine alle città offrono attrazioni turistiche, specialmente durante i weekend.
Australia
Alcune città fantasma conoscono una seconda vita, spesso dovuta al turismo che interessa le città fantasma di importanza storica, e che sostiene un’economia capace di mantenere i residenti. Ad esempio, Walhalla, in Australia, diventò una città deserta dopo che la sua miniera d’oro cessò la sua attività. In parte per la relativa accessibilità e in parte per la vicinanza ad altre località d’attrazione, Walhalla ha avuto una recente crescita in economia e popolazione.
Canada
Sono presenti città fantasma nell’Ontario del nord e nell’Ontario centrale, Columbia Britannica, Saskatchewan, Terranova e Labrador (vedi gli outport della Terranova) in Canada e in Québec (alcune di queste erano città nate per l’estrazione della legna, o sia di legna che di minerali).
Cipro
Dopo gli eventi del 1974 a Cipro, la parte meridionale di Famagosta, chiamata anche Varosha/Maraş, fu abbandonata dai suoi abitanti. Mentre la disputa non è ancora risolta, Varosha/Maraş è diventata una città fantasma e un’attrazione turistica.
Croazia
Duecastelli o Dvigrad è una cittadina medievale istriana abbandonata.
Finlandia
In Finlandia la maggior parte della popolazione vive in grandi città, e alcuni villaggi vicini al confine russo e in Lapponia, sono attualmente abbandonati.
Germania
Il villaggio di Etzweiler, nel nord-ovest della Germania, è statio abbandonato negli anni Novanta per fare posto a una miniera di carbone.
Giappone
Hashima fu una città mineraria giapponese dal 1887 al 1974, posta sull’isola omonima. Conosciuta una volta per avere la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959, 3450 abitanti per chilometro quadrato), l’isola fu abbandonata quando le miniere di carbone furono chiuse.
Guyana
Jonestown, in Guyana, divenne una città fantasma dopo il suicidio di massa della comunità del Tempio del Popolo che viveva lì.
Grecia
La città di Vathia nel sud del Peloponneso, era una tappa per i crociati che s’imbarcavano per il Medio Oriente.
Italia
Vedi le prime due parti del dossier.
Namibia
La città mineraria di Kolmanskop venne fondata dai tedeschi nei primi anni del XX secolo e oggi è abbandonata e invasa dalla sabbia.
Norvegia
Pyramiden (in russo: Пирамида) era una colonia russa di minatori nell’arcipelago delle Svalbard, Norvegia. Fu fondata dalla Svezia nel 1910, e venduto all’Unione Sovietica nel 1927. La colonia, con una popolazione di 1000 abitanti, fu abbandonata alla fine degli anni Novanta dai suoi proprietari (la compagnia statale Trust Artikugol), ed è ora una città fantasma. Non ci sono restrizioni per visitare Pyramiden, ma la maggior parte degli edifici è ora sigillata. Pyramiden è raggiungibile in battello o snowmobile.
Spagna
Ochate è un villaggio situato nel Condado de Treviño, abbandonato intorno al 1920-1930, raggiungibile solamente a piedi. Ochate ha raggiunto una certa fama per alcuni fenomeni paranormali, legati agli UFO, dato che una fotografia ritrae un oggetto non identificato volare nelle vicinanze del villaggio.
Stati Uniti d’America
Ci sono moltissime città fantasma nelle Grandi Pianure (Great Plains) statunitensi, le cui aree rurali hanno perso un terzo della loro popolazione del 1920. Inoltre, le città fantasma sono comuni nelle aree dove in passato si estraevano minerali, o erano presenti fabbriche, solitamente per la tessitura del cotone, per esempio l’insediamento di Cambria). Quando le risorse che avevano creato un boom di occupazione in queste città terminò, gli affari cessarono di esistere, e le popolazioni si trasferirono in aree più produttive. A volte una città fantasma consiste di molti vecchi edifici abbandonati (come Bodie, in California), mentre altre volte è formata semplicemente da strutture o fondamenta di costruzioni che non esistono più (come Graysonia, in Arkansas).
Vecchi insediamenti di minatori che hanno perso buona parte della loro popolazione in un certo momento della loro storia, come Central City, Aspen, Cripple Creek e Crested Butte in Colorado, Virginia City e Marysville nel Montana, Tombstone in Arizona, Deadwood in Dakota del Sud o Park City nello Utah sono spesso inclusi nella categoria, anche se ai giorni nostri sono città e paesi attivi.
Svezia
Nella città di Sjöstad, nel Närke, guerre e genocidi fermarono la vita nel 1260, quando i 700 mercanti della città attraversarono il lago di Vättern ghiacciato e furono sterminati dai Danesi. Quindi i Danesi proseguirono verso la città, distruggendola e bruciandola. La città non fu mai ricostruita. Una fattoria chiamata Skyrstad, rovine e un tesoro in argento, sono tutto ciò che testimonia la sua esistenza.
Ucraina
La città di Pripiat’ e dozzine di insediamenti minori nel nord dell’Ucraina furono abbandonati dopo il disastro di Chernobyl. L’area è rimasta inviolata da allora, ed è come una capsula del tempo dell’età dell’Unione Sovietica.
Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte IV.

Nobel per la Guerra a Israele


La NeoRepubblica di Torriglia propone al Comitato del Premio Nobel l’istitzione della categoria “Nobel per la Guerra” per chi si evidenziasse per un uso sistematico delle armi e della rappresaglia, noonché di continui investimenti nel campo militare.
Inoltre propone la candidatura del Governo di Israele a tale categoria. Ne rimangono esclusi i cittadini israeliani, militari compresi, che non esercitano un vero potere decisionale bellico.
I fatti: una notte di scontri in Israele ha seguito l’attentato di giovedì mattina a Eilat in cui hanno perso la vita otto israeliani e sette palestinesi. Nella notte l’aviazione israeliana ha risposto inviando sul cielo di Gaza i propri caccia. I missili hanno colpito diversi obiettivi militari di Hamas, fra cui un campo di addestramento, magazzini di armi ed almeno un tunnel che conduceva al territorio israeliano. In questi attacchi, affermano fonti palestinesi, un adolescente è rimasto ucciso e diverse persone sono state ferite. Intanto in tutta la zona la tensione resta molto elevata.
Hamas ha annunciato stamattina di non ritenersi più vincolato alla tregua con Israele.
Se il Governo di Israele voleva la guerra, l’ha ottenuta. Condanniamo fermamente l’attentato filopalestinese, ma condanniamo anche la reazione di Israele, abituata ormai a reagire contro il terrorismo con veri bombardamenti di guerra e raid improvvisi.
Se la Norvegia avesse reagito allo stesso modo (un centinaio le vittime dell’attentato a Oslo e all’isola Utoya), probabilmente avrebbe dovuto bombardare una regione intera.
Il terrorismo non si combatte in questo modo, così si fa solo il loro gioco; anche se probabilmente il governo di Israele ha scopi secondari: come l’intimidazione dell’intero mondo arabo e forse un utilizza di una grande risorsa interna (quella militare) in un momento di crisi internazionale.

Sulle stragi in Norvegia


La Neorepubblica condanna le stragi di Oslo e Utoya rimarcando in modo ufficiale che:
– Ogni tipo di terrorismo è da condannare e prevenire in egual misura.
– Il terrorismo neonazista (o suprematista, xenofobo, white power, ecc.) è da considerare pericoloso quanto il terrorismo del’integralismo islamico.
– La pericolosità dell’integralismo di stampo neonazista è stata sottovalutata dall’Europa (lo dimostra il fatto del credito dato nelle prime ore alla rivendicazione integralista islamica).
– Jens Breivik ha pericolosamente individuato una strada da seguire dal terrorismo: il nemico interno, seguendo il nazismo di Hitler, quindi il marxismo culturale prima di tutti.
Questo idea del nemico interno non è del tutto errata: se ribaltiamo l’idea di Breivik e dei disturbati mentali come lui, il nemico prevalentemente interno dell’integralismo neonazista è più pericoloso e urgente da estirpare da quello anche esterno dell’integralismo religioso.