Nuova Zelanda, fa strage in una moschea al grido di “Sono fascista”


Dopo il “terrorismo islamico”, ecco il “terrorismo fascista”. L’attacco contro le due moschee nella città neozelandese di Christchurch è costato la vita ad almeno 49 persone, e ci sono 48 feriti.

Il primo attentato è avvenuto nella moschea di Al Noor. All’interno c’erano 300 fedeli: un commando composto da quattro individui, sembra una donna e tre uomini, ha iniziato a sparare. Poco dopo è avvenuto il secondo assalto.

Al momento è stato arrestato Brenton Tarrant, autore di un delirante manifesto fascista pubblicato online, una sorta di rivendicazione degli attacchi intrisa di ideologia di estrema destra, anti-Islam e anti-immigrati di, Brenton Tarrant inneggia anche alla morte della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente turco Recep Tayyp Erdogan e di Sadiq Khan, sindaco laburista di Londra figlio di immigrati pachistani musulmani.

In Inghilterra ci saranno anche le “vescove”, e per le cattoliche?


Sacerdozio femminile

Sacerdozio femminile

Mettendo fine a mezzo secolo di discussioni, la chiesa anglicana ha approvato l’ordinazione delle donne vescovo nel corso del sinodo generale a York: potranno salire sulla cattedra vescovile. La camera dei vescovi ha oggi votato lo storico provvedimento, che sarà presto ratificato dalla Regina Elizabetta.
Con la decisione di oggi finiscono le divisioni, la Chiesa d’Inghilterra, casa madre della comunità anglicana di 80 milioni di fedeli in 165 Paesi, avrà entro la fine dell’anno il primo vescovo donna. Esistono già in altri Paesi, in Usa, Canada, Nuova Zelanda e in Australia.
Justin Welby: “Fiducioso di veder mettere da parte per sempre un divieto incomprensibile”.
Divieto comprensibilissimo a quanto pare per i Cattolici, fermamente convinti di non concedere alle donne nemmeno il sacerdozio. E poi non ci stupiamo se le chiese cattoliche si svuotano, ridotte ormai a centri per anziani, senza troppa spiritualità (certo, ci sono le eccezioni), ma soprattutto con un clero ossessionato dall’obbedienza a una tradizione che fonda le radici nel Medioevo, senza contare che, troppo spesso, i primi a disobbedire alle leggi della decenza, sono stati i sacerdoti stessi.
Papa Francesco: gli anglicani hanno approvato il vescovato femminile con un’alzata di mani, al Vaticano cosa serve per tornare in linea con i tempi, oltre che togliersi abiti cerimoniali troppo sfarzosi? Magari togliere il divieto alla sacerdotesse?

La regina Elisabetta dice sì alle nozze gay


Dopo un percorso parlamentare travagliato ieri la legge sulle nozze gay ha ottenuto il via libera definitivo grazie all’approvazione formale della regina Elisabetta. Dopo la Francia, Nuova Zelanda anche la Gran Bretagna fa un grande passo avanti verso l’uguaglianza e la prossima primavera (il tempo di implementare le norme) potrà celebrare i primi matrimoni tra coppie dello stesso sesso.
Vogliamo fare una scommessa su quale sarà l’ultima nazione dell’Unione Europea ad accettare questa barbarie di due persone che si amano?

Anche in Nuova Zelanda ok a nozze omosessuali


Il parlamento della Nuova Zelanda ha approvato oggi la legge sui matrimoni gay, diventando il primo paese dell’area Asia-Pacifico e il 13° nel mpondo a legalizzare il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Da poco la Francia sta approvando una legge simile.

Republic of Minerva


Dossier Micronazioni Parte XI.
La Repubblica di Minerva è una micronazione esistita nel 1972 nell’Oceano Pacifico.

Bandiera della Repubblica di Minerva

Bandiera della Repubblica di Minerva


Moneta della Repubblica di Minerva (1973)

Moneta della Repubblica di Minerva (1973)


Nel 1971 il milionario e attivista politico di Las Vegas Michael Oliver acquistò in Australia delle chiatte cariche di sabbia portandole su Minerva, a sud delle isole Figi, atollo non ancora rivendicato da alcuna nazione. La sabbia consentì la costruzione di una piccola torre. Il 19 gennaio 1972 Michael Oliver issò la sua bandiera sul proprio atollo e proclamò la repubblica di Minerva, chiedendo il riconoscimento ufficiale ai Paesi vicini e varando una propria valuta. Nel febbraio del 1972 Morris C. Davis venne eletto presidente provvisorio della repubblica. Ma la dichiarazione di indipendenza venne accolta con estrema diffidenza dagli altri paesi del Pacifico, i quali temevano che ogni isolotto e ogni banco di sabbia diventasse sede di un microstato proclamato da utopisti e da contestatori sociali, quando non da bucanieri. Il 24 febbraio 1972 si riunì una conferenza degli Stati confinanti (Australia, Nuova Zelanda, Tonga, Figi, Nauru, Samoa Occidentali, Isole Cook) durante la quale il governo di Tonga decise di reclamare Minerva per sé. Il governo di Tonga inviò una piccola forza per recuperare e abbassare la bandiera di Minerva, che da allora è stata abbandonata, infrangendo il sogn della repubblica più piccola repubblica del mondo (5 ettari).
Repubblica di Minerva

Repubblica di Minerva


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