Olanda, sul trono anche con matrimonio gay


Amalia-Catharina d’Orange-Nassau, principessa ed erede al trono dei Paesi Bassi, non ha ancora 18 anni ma ha già dato indirettamente una direzione chiara al suo prossimo regno: apertura e inclusività. È toccato al premier Mark Rutte esplicitare ai parlamentari del Paese che ha legalizzato vent’anni fa il matrimonio gay che “nulla impedisce alla principessa ereditaria Amalia di sposare una donna, se lo desidera”.

Non sono Italia: cadono i governi di Olanda ed Estonia


In Olanda il Governo si è dimesso in blocco. A due mesi dalle elezioni politiche, il primo ministro olandese Mark Rutte ha presentato ieri al re Willem-Alexander di Oranje-Nassau le dimissioni di tutto il suo governo retto da una coalizione di centro-destra. La causa, lo scandalo dei sussidi sociali per l’infanzia, concesso ai genitori entrambi lavoratori o ai genitori single per sostenere le spese di mantenimento dei bambini.

In Estonia, si dimette il premier Jüri Ratas, il segretario del partito del premier coinvolto in un’inchiesta su tangenti versate per concedere un prestito governativo a un’iniziativa edilizia a Tallin. Indagato anche l’uomo d’affari Hillar Teder.

La Nazione Oscura non si pronuncia sul Venezuela perché non si può avallare un golpe solo perché “è giusto”


Riconoscimento ufficiale da parte di Gran Bretagna, Francia, Austria, Germania, Olanda e Spagna per Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela, fino alle prossime elezioni presidenziali.

A quanto pare per la prima volta nella Storia, i Paesi democratici avallano il golpe di un presidente autoproclamato (e ancora non appoggiato dalle Forze dell’Ordine). Per quanto sia nobile il motivo (la presunta democrazia contro la presunta dittatura) secondo noi è un grosso errore. Il Venezuela ha certamente bisogno di elezioni democratiche (le precedenti sono state boicottate dall’opposizione perché ritenute “illegali” e senza garanzie), ma dev’essere Maduro il presidente ad interim perché è stato eletto da elezioni (sebbene non ritenute regolari da tutti), piuttosto che da un’autoproclamazione.

La democrazia non può servirsi dei metodi golpisti e dittatoriali per affermare la propria supremazia.

Siria: sempre peggio


Continuano i bombardamenti in Siria con decine di morti ogni giorno, la guerra si è estesa praticamente a tutto il Paese, dopo Homs, Damasco e Aleppo.

Alcuni attivisti siriani hanno tentato un blitz all’interno dell’ambasciata siriana in Italia. Sono stati tutti arrestati e sottoposti al giudizio per direttissima. In totale si tratta di 12 persone. Gli agenti delle Volanti e la Digos della Questura di Roma hanno bloccato i ragazzi grazie alla segnalazione dei militari addetti alla sicurezza dell’ambasciata. Gli attivisti apparterrebbero al Coordinamento dei siriani liberi di Milano, che da giorni manifestano contro il regime di Assad. L’assalto sarebbe stato pianificato per chiedere la destituzione dell’ambasciatore Hassan Khaddour.

L’11 febbraio, durante un incontro con i media, il portavoce del Ministero degli Esteri Siriano, Jihad Makdissi, ha affermato che la Siria ha chiesto agli ambasciatori di Libia e Tunisia di lasciare il Paese entro 72 ore. Jihad Makdissi ha inoltre annunciato che la Siria ha già chiuso la sua ambasciata in Qatar e richiamato gli ambasciatori in Kuwait ed Arabia Saudita.
Il 9 febbraio il Ministero degli Esteri libico aveva espulso il corpo diplomatico siriano, mentre il 4 il governo tunisino aveva cacciato dal paese l’ambasciatore siriano e dichiarato di non riconoscere più l’attuale governo.
Ad oggi hanno ritirato i propri ambasciatori in Siria: Usa, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, India e Italia.