Nobel per la Guerra a Israele


La NeoRepubblica di Torriglia propone al Comitato del Premio Nobel l’istitzione della categoria “Nobel per la Guerra” per chi si evidenziasse per un uso sistematico delle armi e della rappresaglia, noonché di continui investimenti nel campo militare.
Inoltre propone la candidatura del Governo di Israele a tale categoria. Ne rimangono esclusi i cittadini israeliani, militari compresi, che non esercitano un vero potere decisionale bellico.
I fatti: una notte di scontri in Israele ha seguito l’attentato di giovedì mattina a Eilat in cui hanno perso la vita otto israeliani e sette palestinesi. Nella notte l’aviazione israeliana ha risposto inviando sul cielo di Gaza i propri caccia. I missili hanno colpito diversi obiettivi militari di Hamas, fra cui un campo di addestramento, magazzini di armi ed almeno un tunnel che conduceva al territorio israeliano. In questi attacchi, affermano fonti palestinesi, un adolescente è rimasto ucciso e diverse persone sono state ferite. Intanto in tutta la zona la tensione resta molto elevata.
Hamas ha annunciato stamattina di non ritenersi più vincolato alla tregua con Israele.
Se il Governo di Israele voleva la guerra, l’ha ottenuta. Condanniamo fermamente l’attentato filopalestinese, ma condanniamo anche la reazione di Israele, abituata ormai a reagire contro il terrorismo con veri bombardamenti di guerra e raid improvvisi.
Se la Norvegia avesse reagito allo stesso modo (un centinaio le vittime dell’attentato a Oslo e all’isola Utoya), probabilmente avrebbe dovuto bombardare una regione intera.
Il terrorismo non si combatte in questo modo, così si fa solo il loro gioco; anche se probabilmente il governo di Israele ha scopi secondari: come l’intimidazione dell’intero mondo arabo e forse un utilizza di una grande risorsa interna (quella militare) in un momento di crisi internazionale.

Sulle stragi in Norvegia


La Neorepubblica condanna le stragi di Oslo e Utoya rimarcando in modo ufficiale che:
– Ogni tipo di terrorismo è da condannare e prevenire in egual misura.
– Il terrorismo neonazista (o suprematista, xenofobo, white power, ecc.) è da considerare pericoloso quanto il terrorismo del’integralismo islamico.
– La pericolosità dell’integralismo di stampo neonazista è stata sottovalutata dall’Europa (lo dimostra il fatto del credito dato nelle prime ore alla rivendicazione integralista islamica).
– Jens Breivik ha pericolosamente individuato una strada da seguire dal terrorismo: il nemico interno, seguendo il nazismo di Hitler, quindi il marxismo culturale prima di tutti.
Questo idea del nemico interno non è del tutto errata: se ribaltiamo l’idea di Breivik e dei disturbati mentali come lui, il nemico prevalentemente interno dell’integralismo neonazista è più pericoloso e urgente da estirpare da quello anche esterno dell’integralismo religioso.