Oman, attacco a due petroliere


Le petroliere coinvolte sono la norvegese Front Altair di proprietà della società Frontline, battente bandiera delle isole Marshall, e la Kokuka Courageous della società giapponese Kokuka Sangyo, battente bandiera di Panama, che trasportava metanolo da Singapore all’Arabia Saudita. I 44 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina iraniana e dalla marina militare americana, che ha inviato sul posto la Quinta Flotta.

Le cause dell’incidente non sono ancora note, ma il segretario di stato Usa Mike Pompeo nella serata di giovedì ha accusato l’Iran per l’attacco: “Sono loro i responsabili, per colpire gli alleati degli Stati Uniti. La Russia è cauta: “No a conclusioni affrettate”.

Ilaria Alpi, la Cia e Gladio


Abbiamo molt a cuore l’argoento Ilaria Alpi, per cui riportiamo l’articolo di “Repubblicaonline” di Manlio Dinucci che ringraziamo:

“La docu­fic­tion «Ila­ria Alpi – L’ultimo viag­gio» getta luce, soprat­tutto gra­zie a prove sco­perte dal gior­na­li­sta Luigi Gri­maldi, sull’omicidio della gior­na­li­sta e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo 1994 a Moga­di­scio. Furono assas­si­nati, in un agguato orga­niz­zato dalla Cia con l’aiuto di Gla­dio e ser­vizi segreti ita­liani, per­ché ave­vano sco­perto un traf­fico di armi gestito dalla Cia attra­verso la flotta della società Schi­fco, donata dalla Coo­pe­ra­zione ita­liana alla Soma­lia uffi­cial­mente per la pesca.

In realtà, agli inizi degli anni Novanta, le navi della Shi­fco erano usate, insieme a navi della Let­to­nia, per tra­spor­tare armi Usa e rifiuti tos­sici anche radioat­tivi in Soma­lia e per rifor­nire di armi la Croa­zia in guerra con­tro la Jugoslavia.

Anche se nella docu­fic­tion non se ne parla, risulta che una nave della Shi­fco, la 21 Oktoo­bar II (poi sotto ban­diera pana­mense col nome di Urgull), si tro­vava il 10 aprile 1991 nel porto di Livorno dove era in corso una ope­ra­zione segreta di tra­sbordo di armi sta­tu­ni­tensi rien­trate a Camp Darby dopo la guerra all’Iraq, e dove si con­sumò la tra­ge­dia della Moby Prince in cui mori­rono 140 persone.

Sul caso Alpi, dopo otto pro­cessi (con la con­danna di un somalo rite­nuto inno­cente dagli stessi geni­tori di Ila­ria) e quat­tro com­mis­sioni par­la­men­tari, sta venendo alla luce la verità, ossia ciò che Ila­ria Alpi aveva sco­perto e appun­tato sui tac­cuini, fatti spa­rire dai ser­vizi segreti. Una verità di scot­tante, dram­ma­tica attualità.

L’operazione «Restore Hope», lan­ciata nel dicem­bre 1992 in Soma­lia (paese di grande impor­tanza geo­stra­te­gica) dal pre­si­dente Bush, con l’assenso del neo-presidente Clin­ton, è stata la prima mis­sione di «inge­renza umanitaria».

Con la stessa moti­va­zione, ossia che occorre inter­ve­nire mili­tar­mente quando è in peri­colo la soprav­vi­venza di un popolo, sono state lan­ciate le suc­ces­sive guerre Usa/Nato con­tro la Jugo­sla­via, l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Siria e altre ope­ra­zioni come quelle in corso nello Yemen e in Ucraina.

Pre­pa­rate e accom­pa­gnate, sotto la veste «uma­ni­ta­ria», da atti­vità segrete. Una inchie­sta del New York Times del 24 marzo 2013) ha con­fer­mato l’esistenza di una rete inter­na­zio­nale della Cia, che con aerei qata­riani, gior­dani e sau­diti for­ni­sce ai «ribelli» in Siria, attra­verso la Tur­chia, armi pro­ve­nienti anche dalla Croa­zia, che resti­tui­sce così alla Cia il «favore» rice­vuto negli anni Novanta.

Quando il 29 mag­gio scorso il quo­ti­diano turco Cum­hu­riyet ha pub­bli­cato un video che mostra il tran­sito di tali armi attra­verso la Tur­chia, il pre­si­dente Erdo­gan ha dichia­rato che il diret­tore del gior­nale pagherà «un prezzo pesante».

Ven­tun anni fa Ila­ria Alpi pagò con la vita il ten­ta­tivo di dimo­strare che la realtà della guerra non è solo quella che viene fatta appa­rire ai nostri occhi.

Da allora la guerra è dive­nuta sem­pre più «coperta». Lo con­ferma un ser­vi­zio del New York Times (7 giu­gno) sulla «Team 6», unità super­se­greta del Comando Usa per le ope­ra­zioni spe­ciali, inca­ri­cata delle «ucci­sioni silen­ziose». I suoi spe­cia­li­sti «hanno tra­mato azioni mor­tali da basi segrete sui calan­chi della Soma­lia, in Afgha­ni­stan si sono impe­gnati in com­bat­ti­menti così rav­vi­ci­nati da ritor­nare imbe­vuti di san­gue non loro», ucci­dendo anche con «pri­mi­tivi tomahawk».

Usando «sta­zioni di spio­nag­gio in tutto il mondo», camuf­fan­dosi da «impie­gati civili di com­pa­gnie o fun­zio­nari di amba­sciate», seguono coloro che «gli Stati uniti vogliono ucci­dere o catturare».

Il «Team 6» è dive­nuta «una mac­china glo­bale di cac­cia all’uomo». I kil­ler di Ila­ria Alpi sono oggi ancora più potenti. Ma la verità è dura da uccidere.”

È cominciata la costruzione del nuovo canale che farà concorrenza a Panama


Il progetto di espansione del Canale di Panama è un progetto che raddoppierà la capacità del Canale di Panama e sarà completato verosimilmente nell’aprime 2016, permettendo il passaggio di navi più grandi (fino a 12000 container).
A metà del 2013 il parlamento del Nicaragua ha approvato in tutta fretta la costruzione i un nuovo canale, in accordo con il gruppo di telecomunicazioni cinse HKND (con sedi a Hong Kong e Managua), a capo del quale c’è l’imprenditore Wang Jing, 42 anni, la cui ricchezza è stimata in 6,4 miliardi di dollari (5,7 mld di euro) da Forbes.
I numeri del canale che attraverserà il Nicaragua (data di fine lavori prevista 2019) sono da record: il tracciato proposto è lungo circa 260 chilometri (oltre il triplo del canale di Panama), la larghezza prevista è di 230-280 metri e la profondità mai inferiore a 27 metri. Le dimensioni del canale sono pensate a partire dalle navi che superano il Panamax (la massima dimensione delle navi che passano dal canale di Panama), fino ad arrivare a navi che trasportano fino a 25000 container (più del doppio del Panamax dopo il raddoppiamento del canale di Panama).

Obama stringe la mano a Castro, il falso nemico


Barck Obama e Raoul Castro

Barck Obama e Raoul Castro

Storica stretta di mano tra il presidente Usa Barack Obama e quello cubano Raul Castro alla cerimonia di apertura del vertice delle Americhe a Panama che rende concreto il processo di disgelo tra Stati Uniti a Cuba avviato lo scorso dicembre: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro si sono incontrati brevemente scambiando alcune battute.
In realtà, dai primi anni 90 Cuba è un “nemico” tenuto in piedi simbolicamente per oltre 20 anni, mantenendo un embargo (“bloqueo”) diventato sempre più assurdo e ora controproducente per gli Stati Uniti stessi.

Il mondo si accorge che la Palestina è uno Stato


“Ora non sara più Israele a decidere se i palestinesi possano avere uno Stato, dopo che l’Assemblea generale Onu ha riconosciuto la Palestina come Stato osservatore non membro”. Così Nabil Shaath, esponente del comitato centrale di Fatah.
Le neorepubblica di Torriglia aveva già riconosciuto la Palestina (vedi articolo ufficiale).
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ringraziato i Paesi che ieri hanno votato contro il riconoscimento della Palestina come stato osservatore non membro dell’Onu, che sono: Stati Uniti, Israele, Canada, Repubblica Ceca, Palau, Micronesia, Nauru, Panama e le Isole Marshall (quindi Israele, Canada, Usa e altri Paesi ex protettorati Usa). Restiamo stupiti delle decisioni della Repubblica Ceca, ma ancora più sorprendente è l’atollo di Nauru, in quanto è uno dei pochi Stati che ha sempre appoggiato l’indipendenza di molti Paesi non riconosciuti dalla maggioranza, e ora, a sorpresa, nega l’esistenza della Palestina. Ci chiediamo se il delegato Nauru abbia capito cosa si votava e consideriamo la possibilità di prendere un provvedimento per questo “atollo impazzito” con un’invasione pacifica in bikini, pinne e maschere.