Il Jet russo abbattuto dalla Turchia non aveva violato lo spazio aereo


Il Su-24 russo abbattuto dagli F-16 turchi non ha violato lo spazio aereo turco: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. “Abbiamo visto una traccia elettronica che mostra la rotta dell’aereo”, ha spiegato Peskov, che “prova chiaramente che non c’è stata nessuna incursione nello spazio aereo turco, né voluta né non voluta”. Il portavoce di Putin ha definito la reazione turca all’abbattimento dell’aereo russo un “teatro dell’Assurdo”.
“Il presidente turco – ha detto Peskov – ha fatto una dichiarazione in cui ha detto che se un jet turco verrà abbattuto in Siria sarà considerato un atto di aggressione. Allora come definire quello che è avvenuto con l’aereo russo? E’ una sorta di teatro dell’Assurdo”.
“Vorremmo che non fosse successo, ma è successo” ha detto Erdogan, “spero che una cosa del genere non accada più”. Il predidente turco ha poi aggiunto di considerare un possibile incontro con Putin a margine della Conferenza Onu sul clima di Parigi come un’occasione per superare le tensioni.

Parigi sotto attacco: tre sparatorie e decine di vittime


Una sparatoria a colpi di kalashnikov ha causato la morte di alcune persone in un ristorante del decimo arrondissement di Parigi.
Esplosioni sono state udite attorno allo Stade de France, alla periferia di Parigi, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania.
Una terza sparatoria ha avuto luogo sulla rue de Charonne, nell’XI arrondissement di Parigi, dove ci sarebbero state 15 vittime, mentre circa 60 persone sarebbero tenute in ostaggio all’interno del Bataclan, la sala concerti dov’è scoppiata la sparatoria.

La marcia dell’ipocrisia parigina


Vi segnalo questa interessante riflessione di Bifo (Franco Berardi) sul libro La soumission di Michel Houellebecq:
Tristezza e sottomissione.
Aggiungo un brano particolarmente interessante, riguardante alla marcia parigina, due giorni dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo:
La marcia dell’ipocrisia
“Alla testa della marcia parigina dell’11 novembre c’era un cordone di autentici cavalieri della libertà. Si distinguevano Victor Orban, che in Ungheria ha zittito le voci di dissenso e vuole tassare l’accesso a Internet. C’era Davitoglu ministro della Repubblica turca che incarcera gli attori di una telenovela sgradita al regime, e spalleggia l’armata Daesh [ISIS] per colpire il popolo curdo. C’era l’ambasciatore dell’Arabia Saudita che da sempre eccelle nella liberalità e nel rispetto dei diritti civili. C’era il premier israeliano Netanyahu che guida il popolo ebreo verso il fascismo e la guerra permanente. E c’era Jean-Claude Juncker, oggi incaricato di ridurre il salario dei lavoratori europei per far quadrare i conti delle banche, mentre ieri come Presidente del Lussemburgo invitava le grandi corporation che operano in Europa a non pagare le tasse europee depositando i capitali nel forziere del suo paese.
La marcia dell’ipocrisia ha rilegittimato il governo socialista che da tre anni si segnala per la sua totale subalternità dal potere finanziario.”

Charlie Hebdo: ecco perché sono morti


Oggi si uccide per questo. Secolo buio.

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

Per cortesia, mass media, non parlate tutti quanti delle donne del Pkk uccise!


Attiviste del PKK

Attiviste del PKK

Tre donne curde, Sakine Cansiz, cofondatrice del PKK (Partito dei lavoratori curdi), Fidan Dogan, rappresentante del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) e Leyla Soylemez, giovane attivista sono state trovate ieri uccise a Parigi.
Ne parlano solo i quotidiani online, per il momento in tv non si è visto nulla: che i governi europei non vogliano disturbare la sensibilità della Turchia?
Ricordiamo che Abdullah Öcalan (leader del PKK) è detenuto in Turchia dal 2005. Parlare di un Kurdistan libero e indipendente è un tabù per molti, la creazione di una nazione indipendente o autonoma roderebbe territori di sovranità alla Turchia e all’Iraq, che diminuirebbe il controllo europeo e Statunitense nell’area del Medioriente. L’apparentemente assurdo veto di Russia e Cina all’intervento dell’Onu in Siria è proprio per contrastare questo fenomeno: l’estensione del controllo europeo-statunitense in Medioriente. Mentre gli Usa e l’Europa ignorano le ragioni dei curdi, russi e cinesi preferiscono vedere morire civili siriani piuttosto che consegnare l’area all’Occidente.
Queste sono le vere motivazioni che muovono i potenti del mondo, e non i diritti civili e l’autodeterminazione dei popoli come si legge negli articoli fondammentali dell’Onu. Se volete chiamarli Illuminati fate pure, io li chiamerei piuttosto Abbuiati.
La Neorepubblica di Torriglia riconosce il Kurdistan.