Unioni civili: l’Italia passa dal Medioevo all’Illuminismo


Cioè, l’Italia ha parzialmente colmato il divario tra il Medioevo e l’Illuminismo e ci sono inquisitori che si lamentano? Ma noi vogiamo i matrimoni tra uomo e macchina e l’adozione di software-bambini, cari trogloditi che vorreste pontificare sul rapporto tra noi e il divino! Noi siamo più credenti di voi…

Family Day e Stepchild: cattolici – laici 1-0


Il Family Day ha segnato un punto: è bastato mentire spudoratamente sull’affluenza (mandando in giro una voce falsa e poi aggiustando il tiro, un ottimo trucco per far comunque parlare della manifestazione) e gridare il diritto di opinione contestando l’unico provvedimento (forse o apparentemnte) opinabile, ovvero l’adozione del figliastro (Stepchild adoption).
E gli avversari (soprattutto la rete) si sono comportati da pretini di provincia, contestando ai partecipanti di non avere una famiglia tradizionale, essere immorali o essere gay. Incredibile che i progressisti si siano improvvisamente trovati a fare la parte dei moralisti. Un grosso errore strategico. Che ha favorito i Family Fan. Infatti, chi impedisce a un gay di essere contro le adozioni tra coppie dello stesso sesso?
Buttando al macero tutte le scemenze lette in giro, affrontiamo la cosa seriamente.
Una manifestazione a favore di una famiglia (tradizionale) che ha già i diritti è evidentemente una manifestazione per togliere i diritti ad altri tipi di famiglia. Vero è che è stata una manifestazione in cui c’erano varie anime, ma è innegabile che tra di loro una percentuale non trascurabile fosse omofoba (o meglio criptomofoba) e, soprattutto, è innegabile che sia una manifestazione, pro-cattolica che mina quello che dovrebbbe essere la base dello Stato moderno: la laicità. È proprio la mancanza della laicità degli Stati Islamici che provoca il basso livello di diritti civili nei paesi musulmani (e paradossalmente questa cosa è criticata dagli stessi cattolici che però sono laici solo con le religioni degli altri).
A pensarci bene, una manifestazione contro l’equiparazione delle unioni civili con i matrimoni civili che non ha alcun senso, in quanto il matrimonio è l’unione tra due persone che vogliono stare insieme. Non si parla qui di matrimoni religiosi, ma di matrimoni civili. Il Family Day vuole un matrimonio civile di serie A e un’unione civile di serie B, senza dubbio un’idea squadrista e pseudorazzista.
All’osso, la manifestazione può reggere solo la contestazione della stepchild adoption. I Family Fan non vogliono che una persona con un figlio possa far adottare questo figlio al suo nuovo partner se questo è dello stesso sesso. “Perché il bambino ha diritto a un padre e a una madre” sostengono. L’associazione nazionale dei pediatri statunitensi ha dichiarato che “un bambino ha diritto a due persone che lo amano indipendentemente dal loro orientamento sessuale” perché non è quest’ultimo che interessa il bambino, ma l’amore. Detto questo, anche accettando questo presupposto (per il momento opiniabile, visto che non c’è certezza scientifica su questa cosa, e quindi né accettabile né contestabile), il bambino che vuole garantirsi un “padre” e una “madre” (lo stesso bambino che i cattolici battezzano senza il proprio consenso) vuole che essi si comportino e lo educhino da “padre” e “madre”, non da persona con organo sessuale maschile o femminile. Ovvero, al bambino non interessa che i genitori abbiano due organi genitali diversi, ma che venga educato con amore da un “padre” e da una “madre” nel senso educativo del termine. Conosco tanti uomini che sono ottime “madri” e donne che sono ottimi “padri”.
Quindi, in ogni caso, ogni contestazione dei Family Fan è relegabile alla restrizione dei diritti civili in base a questioni di fede, in una parola: cattofascimo.
nonostante ciò il Family Day ha segnato un punto, ma siamo sicuri che sia l’unico e l’ultimo, quando al grido di #svegliatitalia, il parlamento aprirà la porta di diritti civili.

In Inghilterra ci saranno anche le “vescove”, e per le cattoliche?


Sacerdozio femminile

Sacerdozio femminile

Mettendo fine a mezzo secolo di discussioni, la chiesa anglicana ha approvato l’ordinazione delle donne vescovo nel corso del sinodo generale a York: potranno salire sulla cattedra vescovile. La camera dei vescovi ha oggi votato lo storico provvedimento, che sarà presto ratificato dalla Regina Elizabetta.
Con la decisione di oggi finiscono le divisioni, la Chiesa d’Inghilterra, casa madre della comunità anglicana di 80 milioni di fedeli in 165 Paesi, avrà entro la fine dell’anno il primo vescovo donna. Esistono già in altri Paesi, in Usa, Canada, Nuova Zelanda e in Australia.
Justin Welby: “Fiducioso di veder mettere da parte per sempre un divieto incomprensibile”.
Divieto comprensibilissimo a quanto pare per i Cattolici, fermamente convinti di non concedere alle donne nemmeno il sacerdozio. E poi non ci stupiamo se le chiese cattoliche si svuotano, ridotte ormai a centri per anziani, senza troppa spiritualità (certo, ci sono le eccezioni), ma soprattutto con un clero ossessionato dall’obbedienza a una tradizione che fonda le radici nel Medioevo, senza contare che, troppo spesso, i primi a disobbedire alle leggi della decenza, sono stati i sacerdoti stessi.
Papa Francesco: gli anglicani hanno approvato il vescovato femminile con un’alzata di mani, al Vaticano cosa serve per tornare in linea con i tempi, oltre che togliersi abiti cerimoniali troppo sfarzosi? Magari togliere il divieto alla sacerdotesse?

Onu: Vaticano ha permesso e coperto abusi su bambini e minori


Siamo arrivati all’Onu. Dopo le costanti accuse di aver coperto gli abusi su bambini e minori e protetto prelati e chierici colpevoli, è l’organo internazionale più alto a chiedere al Vaticano su porre un rimedio e soprattutto di escludere dalla Chiesa i colpevoli. Cosa che, nonostante il cambio di rotta di Francesco I, stenta ad avvenire.
L’Onu ha richiesto alla Santa Sede di rimuovere immediatamente dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o chi ne è sospettato, perché finora ha adottato politiche e pratiche che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori.