ISIS: l’ennesima puntata della follia


L’Isis ha decapitato l’ostaggio americano Peter Kassig. Il gruppo estremista ha diffuso un video in cui mostra l’uccisione dell’ostaggio in Siria. Kassig, 26 anni, era stato rapito il primo ottobre dello scorso anno mentre si recava a Deir Ezzoir, dove era impegnato come operatore umanitario. Inoltre l’Isis ha rilasciato un video che mostra la decapitazione simultanea di almeno 15 uomini che il gruppo estremista presenta come soldati dell’esercito siriano.
Come abbiamo già ribadito, l’ISIS si ispira ai serial e ai reality show per mandare i suoi messaggi di morte e di terrore (Vedi nostro articolo).
Questa mostruosa organizzazione che fonde stato e Islam, se da un lato è la conferma delle derive di questa strana abitudine di certi paesi nordafricani (dico, la fusione tra politica e religione), dall’altro state bene attenti perché è utilizzato da altri Paesi, anche islamici, come spauracchio per avallare le proprie politiche. Mi riferisco sia agli Stati Uniti e alla Russia, sia all’Arabia Saudita che, condannando l’ISIS, sembrano “purificare” le loro politiche. Ricordo invece che negli Stati Uniti lo Stato può ancora condannare e uccidere delle persone, in Russia non sono rispettati i diritti civili di un sacco di minoranze (gay in primis), e l’Arabia Saudita è una dittatura antidemocratica che schiaccia i diritti delle donne.
Insomma, semplificando: il male assoluto è utilizzato per trasformare il potere autoritario in bene.

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Il reality show dell’Isis figlio dell’Occidente


E’ con raccapricciante orrore che denunciamo la barbarie raggiunta dalla perfetta fusione del male di Oriente e Occidente: il terrorismo jihadista si somma alla sete di vendetta di un Occidentale convertitosi all’Islam, che si esprime con gli stilemi tipici dell’Occidente, un macabro reality show.

La prima puntata del reality Show è anadta in onda il 20 agosto 2014.
Titolo dell’episodio: A Message to America.
Durata episodio: 4m 40s
Interpreti: James Foley, il boia di origini inglesi, Steven Joel Sotloff.
Trama: Il video mostra le immagini della decapitazione di James Foley, giornalista 40enne freelance di Boston che era stato rapito nel gennaio del 2013 in Siria. Il condannato, in divisa arancione che richiama i detenuti di Guantanamo parla contro la guerra in Iraq, mentre il suo boia in inglese si rivolge direttamente al presidente americano Obama e lo invita a rinunciare ad ogni forma di aggressione contro di loro sottolineando che ogni nuovo attacco riceverà in risposta un nuovo bagno di sangue. Successivamente il terrorista inizia la decapitazione con un coltello, tagliando energicamente il collo di James. Nelle immagini successive, Foley appare decapitato e la sua testa è poggiata sul suo corpo riverso a terra
Il boia è incappucciato, parla un inglese fluente e ben scandito e si muove con sicurezza nell’inquadratura.
Alla fine si presenta un nuovo condannato, Steve Sotloff, il reporter rapito in Siria nel 2013.

Seconda Puntata
Giorno dell’andata in onda: 2 settembre 2014
Titolo dell’episodio: A Second Message to America
Durata: 2m 46s
Interpreti: Steve Joel Sotloff, il boia di origini inglesi, David Cawthorne Haines.
Trama: Il condannato Steve Sotloff appare in ginocchio e indossa una tuta arancione, sullo sfondo il deserto siriano e il rumore del vento, molto forte. Il boia, con una tuta nera e il volto coperto da un cappuccio, ha un coltello in mano, simile a quello usato per l’altro giornalista Usa, e sotto il braccio una pistola. Si rivolge direttamente alla telecamera e, con lo stesso accento inglese dell’assassino di Foley, dice: «Obama, sono tornato per la tua arrogante politica estera contro l’Isis.»
Poi è lo stesso Sotloff a parlare: «Sono certo che tu sappia chi io sia e perché compaio in questo video. Obama, la tua politica estera di intervento in Iraq era mirata a proteggere gli interessi e le vite degli americani. E allora perché sono io che pago il prezzo della tua interferenza con la mia vita?» Quindi il boia copre la bocca del reporter con una mano e con l’altra lo uccide. Nello stesso video i jihadisti minacciano di uccidere nella puntata successiva l’ostaggio britannico David Haines.

Noi speriamo che la produzione di questa follia sia interrotta al più presto, ma è evidente che il target del serial televisivo mondiale sono gli Occidentali, da persuadere e reclutare per questa ennesima crociata di morte ispirata a un Dio.