Nuova Zelanda, fa strage in una moschea al grido di “Sono fascista”


Dopo il “terrorismo islamico”, ecco il “terrorismo fascista”. L’attacco contro le due moschee nella città neozelandese di Christchurch è costato la vita ad almeno 49 persone, e ci sono 48 feriti.

Il primo attentato è avvenuto nella moschea di Al Noor. All’interno c’erano 300 fedeli: un commando composto da quattro individui, sembra una donna e tre uomini, ha iniziato a sparare. Poco dopo è avvenuto il secondo assalto.

Al momento è stato arrestato Brenton Tarrant, autore di un delirante manifesto fascista pubblicato online, una sorta di rivendicazione degli attacchi intrisa di ideologia di estrema destra, anti-Islam e anti-immigrati di, Brenton Tarrant inneggia anche alla morte della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente turco Recep Tayyp Erdogan e di Sadiq Khan, sindaco laburista di Londra figlio di immigrati pachistani musulmani.

Raqqa liberata dai Curdi appoggiati dagli Usa


Raqqa è stata liberata, gli ultimi miliziani dell’Isis sono stati uccisi o si sono arresi. Ad annunciare la liberazione di Raqqa sono state le milizie curde siriane dell’Ypg e i combattenti arabi sostenuti e armati dagli Stati Uniti. Ma una vittoria militare può rivelarsi l’anticamera di un altro conflitto armato. È quello che vedrà contrapposti i curdi siriani e l’esercito turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan teme di più è la costituzione del Grande Kurdistan, che dalle provincie a maggioranza curda dell’Iraq si estenda all’area della Siria prospiciente i confini della Turchia per poi avere un deflagrante effetto domino nelle regioni turche a maggioranza curda.

Cina, Turchia, Israele e Siria: prove generali di Guerra Fredda


Cina e Turchia alzano la voce contro Israele per i raid aerei in Siria. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, durante la visita del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che la Cina si oppone fermamente all’uso della forza in Siria e ha chiesto a Tel Aviv di astenersi da nuove azioni militari.
Il portavoce ha ribadito che per la Cina la sovranità di una nazione merita rispetto e che la situazione attuale è molto complicata e sensibile. Il premier israeliano, è ancora a Shanghai ed è atteso nei prossimi giorni a Pechino, dove ieri è avvenuto l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo palestinese Mahmoud Abbas, al quale la Cina ha ribadito il suo sostegno.
Parole ancora più dure arrivano da Istanbul. I raid aerei israeliani sulla Siria sono “inaccettabili”, ha detto il premier turco, Recep Tayyp Erdogan.