Libia in fiamme, Europa in panne


[dall’agenzia AGI]:
Libia ormai sull’orlo della guerra civile. Nel settimo giorno di rivolta la protesta ha infiammato Tripoli accrescendo la pressione su Muammar Gheddafi che potrebbe essere gia’ in volo per il Venezuela, mentre circolano voci di un golpe militare. La situazione nella capitale libica si aggrava minuto dopo minuto. Testimoni oculari riferiscono che dopo aver aperto il fuoco con le mitragliatrici gli aerei da guerra libici hanno sganciato bombe in molti punti della capitale contro i manifestanti. Si parla di centinaia di vittime. Mentre in tutte le basi aeree italiane il livello di allerta sarebbe ormai massimo. Nella capitale sono decine di migliaia i manifestanti anti-regime nelle strade, bersagliati dai tiri dell’artiglieria e dalle mitragliatrici degli aerei dell’aviazione militare che stanno sorvolando la capitale.
La folla ha dato alle fiamme molti edifici governativi tra cui il Palazzo del Popolo, in cui si riunisce il Parlamento, il ministero dell’Interno e il quartier generale dei Comitati popolari, diretta emanazione del regime. Il bilancio dei morti e’ ormai fuori controllo e si parla di centinaia di morti solo nel raid aereo mentre le ong, prima del raid, avevano portato il numero dei morti delle proteste degli ultimi giorni fino a 400 vittime.

La NeoRepubblica Kaotica di Torriglia condanna la repressione libica e così facendo, fa esattamente come l’Ue, inutile dire che un’unione da 350 milioni di abitanti dovrebbe fare qualcosina in più di una condanna assolutamente ovvia e ininfluente.