Incidente nucleare in Russia: allarme radiazioni


L’8 agosto alle 7.59 è avvenuta un’esplosione su una piattaforma marina davanti alla base missilistica del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, sul mar Bianco, un incidente nucleare che ha causato 7 morti e 15 feriti. La contaminazione ha raggiunto quantomeno la cittadina di Severodvinsk (185 mila abitanti) dove in una delle centraline (dati online, poi cancellati dalle autorità) si sarebbero raggiunti livelli di 1,78 microsievert per ora, 16 volte il fondo di radioattività naturale. C’è chi teme che possa essere uno degli incidenti più gravi dopo quelli Chernobyl e Fukushima.

L’agenzia russa Rosatom l’incidente ha ammesso che l’esplosione ha coinvolto un missile con delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido. Esiste un solo missile con doppio sistema di propulsione propellente liquido/nucleare, il missile da crociera Burevestnik. Il propellente liquido si è incendiato e il missile è esploso liberando tutta la radioattività contenuta nel suo mini reattore nucleare. Ieri i militari hanno annunciato ai 450 abitanti di Nyonoska che sarebbero stati evacuati, ma a sera levacuazione è stata cancellata a sorpresa.

Il CRIIRAD, un rispettato centro di ricerca francese, ha pubblicato un interessante rapporto preliminare sull’incidente di Nyonoska. “In queste condizioni una moltiplicazione per 20 del rumore di fondo radioattivo ambientale – scrive il CRIIRAD – può corrispondere, se confermata, ad una contaminazione dell’aria estremamente elevata”.